Twitter di nuovo nel caos. Questa volta la polemica scoppia tra Elon Musk e i giornalisti. Al centro la sospensione degli account di alcuni reporter americani “colpevoli” di aver condiviso sul social in tempo reale gli spostamenti del tycoon. “Criticarmi tutto il giorno va benissimo – ha twittato Musk – ma diffondere la mia posizione in tempo reale e mettere in pericolo la mia famiglia non lo è”. Ma la decisione non passa liscia. Dura la replica del The New York Times, Washington Post, Cnn – tra gli altri -, mentre anche l’Europa fa sentire la sua voce: “Decisioni preoccupanti – dichiara Vera Jourova vp della Commissione Ue prospettando “possibili sanzioni”.

Le accuse di “doxxing”

Elon Musk ha deciso di sospendere gli account di Twitter di alcuni giornalisti di alto profilo che nelle ultime settimane avevano diffuso notizie su di lui. Giornalisti della Cnn, Washington Post, New York Times, Mashable tra gli altri, che avevano condiviso sulla piattaforma la posizione in tempo reale del tycoon.

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Una pratica inaccettabile di “doxxing” secondo Musk, perché “criticarmi tutto il giorno va benissimo, ma doxxare la mia posizione in tempo reale e mettere in pericolo la mia famiglia non lo è”. Il doxxing si riferisce alla pratica di condividere l’indirizzo di casa di qualcuno o altre informazioni personali online. Anche se, specifica la Cnn, “i dati di volo del jet di Elon Musk sono ancora pubblicamente disponibili”.

“La sospensione impulsiva e ingiustificata di un certo numero di giornalisti – dice un portavoce della Cnn – è preoccupante, ma non sorprendente. La crescente instabilità e volatilità di Twitter dovrebbe essere motivo di preoccupazione per tutti coloro che utilizzano Twitter”.

La condanna dell’Europa

“Le notizie sulla sospensione arbitraria dei giornalisti su Twitter sono preoccupanti – scrive su Twitter la vicepresidente della Commissione Europea, Vera Jourova –. La legge sui servizi digitali dell’Ue richiede il rispetto della libertà dei media e dei diritti fondamentali. Questo è rafforzato dal nostro Media Freedom Act. Elon Musk dovrebbe esserne consapevole. Ci sono linee rosse. E sanzioni, presto”.

Anche la Germania prende posizione. “La libertà di stampa non può essere attivata e disattivata a piacimento. Da oggi anche i giornalisti qui sotto non possono più seguirci, commentarci e criticarci. Abbiamo un problema con questo, Twitter” scrive in un tweet il ministero degli Esteri della Germania. “A partire dal momento che il Digital services act (Dsa) sarà applicato le regole si applicheranno a tutte le piattaforme, alle piccole e alle grandi. È importante che le piattaforme abbiano termini di utilizzo chiari, comprensibili e trasparenti”.

La moderazione dei contenuti su Twitter

Le sospensioni arrivano mentre Musk apporta importanti modifiche alla moderazione dei contenuti su Twitter. Ha sostenuto, attraverso il rilascio di documenti aziendali selezionati soprannominati “The Twitter Files”, di ripristinare “la libertà di parola”.

Ma il Comitato senza scopo di lucro per la protezione dei giornalisti dichiara le proprie preoccupazioni: “La sospensione degli account è una grave violazione del diritto dei giornalisti di riportare le notizie senza timore di rappresaglie”.

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