Tim vola a Piazza Affari. Il mercato premia la proposta del fondo americano Kkr di un’Opa amichevole a 0,505 euro per azione: il titolo della Tlc guadagna circa il 30% a 0,45 euro dopo che in avvio di seduta aveva registrato un guadagno teorico del 31% non riuscendo a fare prezzo. Il fondo, con sede a New York, complessivamente gestisce circa 400 miliardi di dollari e sarebbe disposto a spenderne 11 per prendere tutta Tim che venerdì aveva chiuso in crescita del 3,65% a 0,34 euro. Ma per Vivendi — primo socio di Tim al 23,8% — che in un primo momento ha fatto sapere di essere pronto a collaborare con il governo italiano, «l’offerta di Kkr non riflette il reale valore di Tim, è insufficiente». L’effetto Kkr, ad ogni modo, aiuta anche il gruppo di Vincent Bollorè che alla Borsa di Parigi guadagna il 2,99% a 11,38 euro. Si tratta del massimo negli ultimi due mesi.

E la politica guarda ovviamente con attenzione l’evoluzione della situazione. «A Tim, e quindi all’Italia — è il commento di Matteo Salvini, segretario della Lega, interpellato da Affaritaliani.it — servono un partner e un piano industriale che valorizzino e rafforzino l’azienda, non un’operazione finanziaria che rischia di portare a uno spezzatino di una realtà così importante per il Paese. Inoltre, visti i non brillanti risultati degli ultimi mesi, il cambio ai vertici auspicato da più parti pare tema non più rinviabile».

I prossimi step

La partita Tim-Kkr prenderà corpo nelle prossime settimane ma una possibilità è l’apertura di un tavolo per discutere dell’assetto generale della rete nel nostro Paese. Non si esclude una sorta di nazionalizzazione sotto il cappello di Cassa depositi e prestiti, azionista con il 10% di Tim e con il 60% di Open Fiber, l’altra società che sta costruendo in Italia la rete in fibra ottica.

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