di Diana Romersi e redazione Roma

Traffico in tilt sul lungotevere dove è passata la manifestazione studentesca che ha bloccato un tratto del centro storico. Un centinaio di ragazzi si sono staccati dal flusso principale con circa duemila partecipanti

Bloccati sotto le finestre di Palazzo Petroselli sul lato che affaccia su Lungotevere. Termina così la corsa di un centinaio di studenti che staccandosi dalla manifestazione della scuola all’altezza di Porta Portese hanno tentato di raggiungere la Prefettura in piazza Santi Apostoli. «Non ci hanno concesso quella piazza, ma sono proprio alla Prefettura che si rivolge la nostra protesta per questo stiamo tentando di raggiungerla» spiega uno studente mentre corre lungo via di San Michele, il vicolo in cui si è staccato il gruppo di studenti.

L’intervento delle forze dell’ordine, anche con l’uso di manganelli per far indietreggiare i manifestanti, non ha permesso al resto del corteo di seguire il gruppo, proseguendo invece verso il ministero dell’Istruzione. Il gruppo di studenti bloccato sul Lungotevere è stato successivamente scortato verso la manifestazione ufficiale. «Dalle scuole alle strade, è tempo di riscatto» è lo striscione che doveva guidare circa duemila studenti, provenienti dai cinquantina istituti interessati dalle azioni di protesta, da piazzale Ostiense fino a Trastevere, davanti al ministero dell’Istruzione. «Questa manifestazione è la conferma che non occupiamo tanto per farlo» spiegano dal liceo Mamiani che durante l’occupazione ha ospitato la prima riunione organizzativa della manifestazione. Mancanza di spazi, sovraffollamento delle aule, insegnamento nozionistico, trasporti pubblici inefficienti, condizione psicologica (stress e ansia) di studenti e docenti. A riassumere le ragioni di questi mesi di proteste sono gli studenti del liceo Righi. «Chiediamo un tavolo di confronto ufficiale e permanente» spiega la studentessa Giulia Liberti. Un primo incontro informale avvenuto lo scorso 3 dicembre con la sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia è stato giudicato dai liceali «deludente» .

Racconta Luca Caporaletti, sempre del liceo Righi: «È stata una presa in giro, ci ha dato ragione su tutto ma poi nel concreto non è stata accolta nessuna proposta. Vogliamo un dialogo costruttivo». Discorso simile per quanto riguarda il manifesto dell’Associazione nazionale presidi. «Predicano bene e razzolano male – è il commento dello studente – in quel documento ci sono buona parte delle nostre richieste, le stesse che quando le abbiamo presentare ai nostri presidi vengono respinte». Gli studenti raccontano che al liceo Righi, il Collegio docenti ha votato per l’abbassamento del voto in condotta agli studenti ritenuti responsabili dell’occupazione. Intanto dal corteo i ragazzi chiedono risposte. «Vogliamo chiarimenti riguardo l’esame di maturità» dice Sofia Rulli, 18 anni, dell’Istituto Cristoforo Colombo. Ancora non è chiaro se si tornerà alle modalità pre-Covid o si deciderà di procedere con la formula «leggera» del solo orale. Infine, dal liceo Aristotele si pone l’accento sulla salute mentale. «Viene sottovalutato quello che abbiamo passato – dice Anna Mazzarotto, 17 anni – Sentiamo che non ci ascoltano».

17 dicembre 2021 (modifica il 17 dicembre 2021 | 16:58)

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