dal nostro inviato
SANTOPADRE (FROSINONE) Da tre giorni Sandro Fiorelli aveva attivato delle videocamere di sicurezza per avere in diretta sullo smartphone le immagini della sua villa. Un bisogno di protezione legato anche alla recente nascita del nipote (il fiocco azzurro è ancora sul cancello) e nel quale c’è la possibile chiave di lettura dell’interrogatorio notturno del 59enne tabaccaio che ha convinto il pm della sua «legittima difesa». Restano però dei punti da chiarire.
La villa si trova non lontano dalla piazza del municipio, dopo un tornante che la nasconde tra gli alberi. È inoltre sotto il livello stradale e forse per questo è stata scelta dai rapinatori: a parte il cancello carrabile, gli ulivi non ostacolano chi vi si avvicini di lato. Lunedì Fiorelli chiude la tabaccheria di piazza Marconi alle 19 e rientra a casa assieme al figlio. Lasciano le auto in fondo alla discesa in cemento che porta all’aia. Fiorelli, appassionato di caccia ai cinghiali e del lavoro nei campi, si dirige verso l’estremo opposto, dove c’è la cantina degli attrezzi. Al figlio dice di apparecchiare per quando tornerà la mamma. Sono soli in casa. È il figlio che sente dei rumori provenire dalla zona notte dell’edificio diviso in quattro blocchi, a pian terreno ma in alto rispetto alla cucina che è invece al piano basso. Il ragazzo va allora a chiamare il padre con l’accortezza di non allarmarlo, ma si dice sicuro che ci siano dei ladri.
La cantina è anche il luogo dove l’uomo ha i suoi tre fucili da caccia, «una coincidenza essermeli trovati vicini», dirà al pm. Ne imbraccia uno e va in perlustrazione. Sotto il porticato centrale si trova davanti i tre rapinatori. Due fuggono nella direzione da cui lui è arrivato, scavalcano un muretto è spariscono nei campi. Mirel Joaca Bine, invece, va nella direzione opposta, verso la strada. Fiorelli spara un primo colpo in aria, poi fa fuoco verso di lui. Il romeno è distante circa otto metri, illuminato da un lampioncino ad altezza uomo. Alcuni pallini lo colpiscono all’avambraccio destro, mentre la «rosa» principale gli si conficca sotto l’ascella e perfora il polmone. Segno, dice l’avvocato difensore Sandro De Gasperis, che il bandito avesse il braccio alzato per puntare la pistola. Di certo Fiorelli ha mirato a lui.
Secondo il tabaccaio, i ladri sarebbero entrati da una finestra, mentre i carabinieri propendono per una porta laterale. La refurtiva non è determinata, a terra c’erano degli orecchini. Accertamenti sono in corso anche sulla provenienza della pistola. Quanto alle telecamere, non hanno un sistema di registrazione e, anche se sono state sequestrare col telefonino, non saranno d’aiuto.
27 ottobre 2021 | 08:47
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