di Enrica Roddolo

Affaticata, «sta bene, ma a 95 anni tutto è più difficile», come ha detto il figlio Carlo, Elisabetta affronta oggi «in privato a Windsor», il suo primo anniversario di nozze, in solitudine

Chissà se nelle stanze di Windsor — dove «sta trascorrendo il momento privatamente» dice la Royal Household — in queste ore Her Majesty starà ripensando a quel 20 novembre del 1947, esattamente settantaquattro anni fa, quando disse sì all’amore di una vita, la sua “Roccia”. Chissà quali ricordi in questo primo anniversario solitario, dalla scomparsa di Filippo il 9 aprile scorso?

Quel Royal wedding fu la prima occasione post bellica di festa popolare dopo la vittoria sul nazismo, nel maggio 1945. Papa Pio XII inviò agli sposi come dono di nozze dal Vaticano due tazze da cioccolata in porcellana, il governatore dell’Australia cinquecento casse di ananas in scatola, il consiglio comunale di Clydebank una macchina per cucire… ma il regalo più sorprendente fu quello inviato dall’India, che giusto in quel 1947 aveva raggiunto l’indipendenza da Londra.

Il Mahatma Gandhi spedì infatti alla figlia di re Giorgio VI un merletto tessuto a mano e la Queen Mary, nonna di Elisabetta, lo trovò un dono decisamente «indelicato». Il fatto è che lo aveva scambiato per un perizoma. E non era una donna ironica, la regina Mary, sempre perfetta, con un diadema scintillante fra i capelli persino nelle cene solitarie a palazzo con il re.

I primi appuntamenti di Elisabetta e Filippo avevano avuto la cornice del Savoy di Londra, l’hotel storico, incastonato fra le palazzine dello Strand nel quartiere dei teatri. Era un maître italiano, Carlo Tanzi, a servire la futura regina e il suo innamorato nella River Room. Per lei spesso la sogliola e sempre il soufflé e il summer pudding in estate, mentre nell’aria si spargeva il profumo delicato di gelsomini e rose bianche che Filippo chiedeva di mettere come centrotavola per la sua Elisabetta. Un amore romantico, autentico coronato dai fiori d’arancio.

Sotto le volte della secolare abbazia di Westminster nel cuore di Londra — come ripercorro in «Filippo and the Queen» (Cairo), domenica 21 novembre 10.30 Museo Risorgimento, per Bookcity Milano — non era però mancato un attimo di panico quel 20 novembre di 74 anni fa: il bouquet della sposa si smarrì e, nella concitazione di quella mattina, anche il collier di perle che Elisabetta, all’ultimo momento, aveva deciso di indossare sembrò svanito nel nulla. Ma alla fine tutto si risolse al meglio: fiori e gioielli furono rintracciati. Affaticata dagli anni, la regina ha tenuto in apprensione per lo stato di salute dopo il forfait alla cerimonia del Remembrance Sunday a Londra.

«Sta benone ma a 95 anni tutto è più difficile, lo è già abbastanza a 73 anni», ha provato a rassicurare il figlio Carlo durante il viaggio che l’ha portato in settimana in Giordania e poi Egitto. Di certo la Royal Household sta facendo di tutto per custodire la preziosa salute dell’anziana regina che si avvicina al traguardo dei 70 anni di regno, nel 2022. Oggi le mancherà Filippo, immensamente, nonostante il calore della famiglia e quella «serena rassegnazione» che solo negli ultimi tempi sembra di quando in quando affiorare dalle sue parole.

Come quando la regina ha detto parlando alla Cop26 in video: «Nessuno di noi è eterno». Neppure il suo Filippo, con quei suoi occhi azzurri dei quali s’innamorò ragazzina. E per sempre.

19 novembre 2021 (modifica il 20 novembre 2021 | 11:14)

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