di Chiara Montanari Carl Sagan con la sonda Voyager inviò nello spazio la musica per dialogare con ipotetiche civiltà aliene. Tu cosa sceglieresti?

Viaggiare è una grande avventura. Il gusto del viaggio è il gusto per l’esplorazione. Partecipare advertisement una spedizione in Antartide significa prendere parte ad una meravigliosa avventura. La base Concordia, per esempio, è una base di ricerca Italo-francese. Si trova in cima alla calotta polare, a 3720 metri di altitudine. Un’altitudine information dalla stratificazione del ghiaccio che si è accumulato qui per migliaia e migliaia di anni. Siamo nel luogo più freddo del pianeta, le temperature level variano da meno 50 gradi centigradi (in estate) a meno 80 gradi (in inverno). Il gruppo di ricercatori che si spinge in questo luogo remoto è molto variegato. Ci sono i glaciologi che raccolgono campioni di ghiaccio e neve per studiare l’andamento climatico; gli astrofisici che esplorano i misteri dell’universo; i fisici che indagano le interazioni tra la Terra e il Sole; i biomedici dell’Agenzia Spaziale Europea (l’Esa) che studiano l’adattamento dell’uomo in ambienti estremi in previsione delle future missioni spaziali. In queste condizioni estreme si vive e si lavora con grande intensità, ma a volte può capitare di fermarci e osservare il grande deserto di ghiaccio che ci circonda. Una distesa bianca, piatta e immobile. Non ci sono colori, non ci sono movimenti, non ci sono odori, tutto è congelato e immobile. È una sensazione di silenzio assoluto quella che si prova, un silenzio dei sensi. Ed è un sentimento di profonda armonia quello che ne consegue, come se tutto fosse in perfetto equilibrio. E come se anche questo enorme blocco di ghiaccio posto proprio qui, in fondo al mondo, avesse un senso. Un senso di profonda connessione con il tutto.

Nello spazio manderei un’ampolla con l’acqua estratta dalla carota di ghiaccio della base Concordia. Quest’acqua porta con sé la memoria del mondo. Ha visitato ogni meandro della terra, ha viaggiato ovunque, più di qualsiasi essere vivente. Ha dialogato con gli esseri che popolano gli abissi. Dalle profondità degli oceani è risalita in superficie ed è evaporata. Ha visitato il cielo, ha giocato tra le nuvole ed è ricaduta a terra. Ha penetrato le viscere più profonde del nostro pianeta, ha esplorato le rotte più oscure ed i cunicoli più stretti. È risalita attraverso le radici degli alberi e dai rami si è spinta fino dentro i frutti, dove ha trovato una dimora temporanea. Questa stessa acqua ha attraversato i corpi degli esseri viventi che hanno mangiato questi frutti ed ha sciolto sali e trasportato nutrienti. Si è poi rituffata nei fiumi e nei mari e non ancora paga del suo errare è evaporata ancora. Trasportata dalle correnti ha sorvolato i deserti, le foreste e tutti i continenti. Ha poi deciso di fermarsi un po’ in Antartide dove si è condensata in cristalli di ghiaccio e, così facendo, è riuscita anche a viaggiare nel tempo. Mission’ampolla con l’acqua della carota estratta dal ghiaccio Antartico ci arriva da ere lontanissime. Scelgo l’acqua perché rappresenta l’esplorazione, l’avventura della trasformazione, la vita e il suo continuo rinnovarsi. Prima di farla partire per lo spazio scioglierei il ghiaccio in acqua per fare in modo che una volta in orbita possa compiersi la magia che l’acqua sa fare: disperdersi in una miriade di microbolle fluttuanti. Can be found in un ologramma, ogni più piccola parte contiene le informazioni del tutto.

10 dicembre 2021 (modifica il 10 dicembre 2021|18:10)

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