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di Daniele Sparisci, inviato a Pechino
Esce dopo poche porte nella prima manche e si dispera, aveva già fallito il gigante nello stesso modo. Clamorosa rimonta di Vlhova davanti all’austriaca campionessa mondiale
«Her Majesty» precipita dal trono ed è la caduta più fragorosa delle Olimpiadi di Pechino. Si accuccia in un angolo sulla neve di Yanqinq accanto alle reti di protezione, si tiene la testa fra le ginocchia mentre il mondo la guarda. Mik aela Shiffrin è uscita dopo pochi secondi nella prima manche dello slalom vinto dall’arcirivale Petra Vlhova. L’atleta slovacca ha compiuto una rimonta incredibile dopo aver chiuso la prima frazione in ottava posizione. L’argento è di Katharina Liensberger, campionessa mondiale in carica, a chiudere il podio è la svizzera Wendy Holdener.
Nel gigante di martedì a Shiffrin era successo lo stesso dopo poche porte, la campionessa americana è stata tradita dalla infida neve cinese, altre (fra le quali la nostra Federica Brignone, argento) hanno saputo adattarsi, lei no. «Non so se riuscirò a riprendermi da questo» aveva detto dopo la prima uscita. Questa di oggi è una botta ancora più pesante perché lo slalom è la disciplina che l’ha lanciata e consacrata al mondo, ai Giochi di Sochi del 2014 aveva vinto l’oro mentre in quelli di Pyeongchang il successo era arrivato nel gigante insieme a un argento nella combinata.
Adesso è ancora più abbattuta: «Stavo spingendo dall’inizio, la mia intenzione era quella di sciare più forti che potessi. Sono scivolata leggermente su una curva, non avrei mai potuto pensare di commettere un errore del genere. Stavo cercando la linea più aggressiva, so che è la più impegnativa ma anche la più veloce. Non ho avuto nemmeno il tempo di fare cinque porte».
IL CALENDARIO DELLE OLIMPIADI
La regina si mette in discussione: «Mi sento molto male, ho il morale a terra, ma non sarà sempre così. Devo fidarmi del mio modo di sciare, è tutto ciò su cui devo fare affidamento in questi giorni di gara . Quando la pressione è tanta – e ovviamente lo è – c’è nervosismo e desiderio di far bene, torno sempre all’idea che il mio buon metodo mi aiuterà. È una delusione sotto tutti i punti di vista, da me stessa all’aver deluso altre persone».
Eppure, Shiffrin era arrivata in Cina rilassata, forte del suo curriculum spaziale (73 vittorie in Coppa del Mondo, 3 sfere di cristallo in bacheca, 11 medaglie ai mondiali), era partita in anticipo per preparare al meglio le gare olimpiche rinunciando agli ultimi appuntamenti di Coppa del Mondo in cui è saldamente al comando. La pesantezza della bolla olimpica era stata ammorbidita dalla presenza del fidanzato, il velocista norvegese Aleksander Aamodt Kilde, bronzo nel superG. Erano felici di essere insieme nel Villaggio di Yanqing, si erano concessi qualche svago. Cene insieme, passeggiatine all’interno del «closed loop», stando sempre attenti – ha spiegato lui- a osservare le misure anti-Covid. «Perché se ci contagiassimo i danni sarebbero davvero troppo grandi».
Ma i guai non sono arrivati dal virus, ma dallo sci, ed era inimmaginabile. A questo a punto a Mikaela non restano molte cartucce da sparare per evitare di tornare a casa a mani vuote, ci proverà nel superG di venerdì 10 febbraio, nella discesa del 15 e nella combinata del 17.
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9 febbraio 2022 (modifica il 9 febbraio 2022 | 07:58)
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