La crescita esplosiva del video streaming è da tre anni la costante del mercato dei media e dell’intrattenimento italiano e globale: le piattaforme come Netflix e Disney Plus continuano a sottrarre abbonati alla pay Tv. Secondo la nuova edizione del Report Media & Entertainment realizzato dall’Area Studi Mediobanca nei primi nove mesi del 2021 i ricavi dei servizi in streaming sono aumentati del 25,8% e sono arrivati a rappresentare il 18% circa del giro d’affari complessivo, dal 16% del 2020.
Nei primi nove mesi del 2021 le principali aziende internazionali del settore sono cresciute del 13,7% rispetto allo stesso periodo del 2020, salvo la flessione di Sony Picture (-3,6%). In rimbalzo la raccolta pubblicitaria (+19,7%) e gli introiti dei parchi a tema (+47,4%, ma con ancora un limitato apporto ai ricavi aggregati), mentre il recupero della pay Tv tradizionale non è andato oltre il +3,6%, confermando una modalità di accesso ai contenuti media sempre più on-demand e frammentata.
In Italia un 2020 col segno meno. Streaming +42,5%
Per l’intero 2021 Mediobanca stima in Italia una crescita dell’8% dei ricavi complessivi dei principali operatori del settore, grazie alla ripresa della pubblicità e all’ulteriore accelerazione dei servizi streaming che sfrutterà anche il completamento (previsto per gennaio 2023) del passaggio al digitale terrestre di seconda generazione (switch-off). In tale ambito è però necessario che il nostro Paese colmi il gap sulla copertura delle reti broadband ad alta capacità (Vhcn).
Secondo il report, con il possibile raggiungimento della spesa massima disponibile per abbonato, è probabile che gli spettatori inizino a cercare contenuti gratuiti diversificando le fonti media. È quindi possibile prevedere nel prossimo futuro il rallentamento delle sottoscrizioni ai principali player S-Vod e l’incremento dell’importanza delle offerte A-Vod (Advertising video on demand). Ciò andrà a vantaggio degli operatori tradizionali del segmento (come RaiPlay e Mediaset Infinity) e favorirà l’ingresso di nuovi operatori (Pluto Tv è visibile da fine ottobre 2021) e il lancio di nuove offerte che combinano i business model dei servizi S-Vod, A-Vod e T-Vod (Transactional video on demand).
Con la moltiplicazione delle offerte in streaming crescerà l’importanza degli aggregatori di contenuti come SkyQ e TimVision che offrono agli utenti anche un servizio di orientamento alla visione dei contenuti stessi.
Lo scenario internazionale: dominio dei colossi Usa
A livello globale, i dati dei primi nove mesi del 2021 riportati da Mediobanca parlato di una redditività industriale in crscita: l’ebit margin è salito al 16,8% nei primi nove mesi del 2021, in miglioramento di 0,7 punti percentuali sul 2020. Tra gli otto operatori con redditività superiore a quella media di settore, ben sette sono statunitensi, con Univision che si è attestata al 28,3% (in calo però di 4,5 punti percentuali), Fox al 26,5% (-3,8%) e Amo Networks al 26,2% (+1,3%).
Nello stesso periodo l’ebit margin di MediaForEurope è salito dell’8,7%, la migliore performance tra tutti gli operatori internazionali, portandosi al 13,8%, il livello più elevato tra i broadcaster europei.
Le principali società internazionali hanno registrato una consistente crescita del pubblico, soprattutto tra gli abbonati alle piattaforme streaming (+26% a settembre 2021 rispetto…

