Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato oggi, 15 giugno, che ai minori di 16 anni sarà vietato l’accesso a tutte le principali app di social media.

La Francia, a gennaio, aveva già ottenuto il via libera della Camera al divieto dei social agli under 15.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in conferenza stampa al G7 di Evian, in Francia, ha sottolineato: “Stiamo proteggendo i nostri figli online. Voglio ringraziare il presidente Macron per aver sollevato questo tema cruciale. Perché le opportunità del mondo digitale sono evidenti, ma lo sono anche i rischi. Il dibattito non è se i giovani debbano avere accesso ai social media, ma se i social media debbano avere accesso ai nostri bambini e adolescenti e quando. E in questo ambito, la necessità di posticipare l’accesso ai social media, a causa dei rischi, si sta rafforzando”

“Sappiamo tutti che l’infanzia e la prima adolescenza sono anni formativi per il funzionamento del cervello, ma soprattutto per lo sviluppo della personalità. I minori hanno bisogno di sviluppare le capacità per agire in autonomia offline, ma ovviamente anche online. E dobbiamo dare loro la protezione, il tempo per maturare e, naturalmente, i mezzi per farlo. Anche le aziende tecnologiche hanno una grande responsabilità. In Europa, le piattaforme devono dimostrare di essere sicure fin dalla progettazione, e questo principio è particolarmente importante per i nostri bambini e adolescenti”, ha aggiunto la von der Leyen.

Sulla stessa linea, l’annuncio odierno di Starmer: “Per i miei due bambini, tutto quello ho sempre voluto è che fossero al sicuro e felici”. Comincia così il video che il primo ministro britannico ha diffuso sui suoi canali social per annunciare il provvedimento adottato oggi dal suo governo: il divieto di accesso ai social network per tutti i minori di 16 anni. Le ragioni, ha spiegato il premier laburista, hanno a che fare, oltre che con la sicurezza, soprattutto con la salute mentale dei ragazzi, resi “infelici” dai social e sottoposti al rischio di “vivere intrappolati in un ciclo di ‘scroll’ infinito che allontana il gioco, il sonno e il tempo con la famiglia”

I genitori, assicura Starmer, sono d’accordo con la decisione presa che, però, “ha avuto e avrà resistenze da parte di alcune delle aziende più potenti al mondo”. Per questo, bisognerà anche “imparare dagli altri”. La Gran Bretagna, infatti, non è il primo Paese a introdurre restrizioni di questo tipo. Apripista è stata l’Australia di Anthony Albanese, che lo scorso dicembre ha imposto un ban ai minori di 16 anni che coinvolge piattaforme come TikTok, Facebook, Instagram, X e YouTube. Le aziende devono quindi adottare “misure ragionevoli” per impedire l’accesso ai minori, rischiando sanzioni fino a 49,5 milioni di dollari australiani.

Non è una cosa che faccio alla leggera e non la presenterò come gratuita, come se i social media non avessero portato alcun beneficio ai giovani, perché chiaramente questo è sbagliato. Ma il governo si basa sempre sulle scelte, ed è chiaro che un divieto totale sia la scelta giusta”, ha detto il primo ministro britannico.

Il primo ministro britannico ha affermato di conoscere “le paure che tutti proviamo”riguardo ai social media.

 “I social media rendono i bambini infelici. Facilitano le molestie e gli abusi da parte dei bulli e potrebbero persino danneggiare la loro salute mentale. Li espongono a contenuti pericolosi perché è questo che cattura l’attenzione. Sono progettati per creare dipendenza“, ha specificato Starmer.

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