Una «lunga estate caldissima», si potrebbe dire citando una vecchia canzone degli 883. A inizio ottobre sono ancora una decina — infatti — i nidi di tartarughe marine monitorati dal Wwf, che dovranno schiudersi entro la fine di ottobre lungo le coste di Sicilia e Calabria. Degli oltre 300 giovani volontari che in Italia sono stati impegnati per tutta l’estate nel perlustrare centinaia di chilometri di spiaggia, molti sono ancora in piena attività per sorvegliare e accompagnare i piccoli che usciranno dalla sabbia. Gli eventi della schiusa si prolungheranno fino a fine ottobre ed è già tempo di bilanci. In un video lanciato domenica 3 ottobre dall’associazione ambientalista si dimostra come l’estate 2021 sia stata ricchissima per questa specie: da giugno sono stati sorvegliati, monitorati e gestiti 80 nidi della specie Caretta caretta e al termine della stagione saranno circa 3mila le piccoline che avranno raggiunto il mare dopo la schiusa. Dati che confermano il positivo aumento delle nidificazioni di questa specie sulle coste italiane.

«Vogliamo ringraziare il silenzioso e attento esercito di volontari che si sono spesi con instancabile impegno», ha dichiarato Giulia Prato, responsabile Mare di Wwf Italia. Grazie a loro «è stato possibile scoprire le tracce delle deposizioni prima che vento, mareggiate e attività umane ne cancellassero i segni». Fondamentale per la cura delle deposizioni è stato anche «l’aiuto delle comunità locali, dei tanti turisti e dei gestori dei lidi balneari più attenti che hanno segnalato tempestivamente la presenza di tracce consentendo ai volontari di mettere in sicurezza i nidi», ha aggiunto Luigi Agresti che coordina le attività di conservazione delle tartarughe marine sul territorio.

Per oltre 100 milioni di anni le tartarughe marine hanno viaggiato, nuotato nei mari di tutto il mondo. Nell’ultimo secolo le attività umane hanno però messo in pericolo tutte le 7 specie che vivono negli oceani, compresa la Caretta caretta che nuota, si riproduce e si alimenta intorno alle nostre coste. La tutela delle tartarughe marine, così importanti per la biodiversità marina, è possibile solo con l’aiuto di tutti: non solo i volontari ma anche una buona relazione con i pescatori che collaborano con il Wwf quando trovano tartarughe impigliate accidentalmente, ferite o in difficoltà per l’ingestione della plastica. Un impegno che ha permesso all’associazione di salvare negli anni centinaia di tartarughe marine, con l’aiuto di centri di recupero, diventati punti di riferimento per la cura di questi animali. Una volta curati e rimessi in libertà, alcuni esemplari vengono seguiti grazie ai trasmettitori satellitari: questo permette di conoscere meglio i loro spostamenti e rafforzare le iniziative di tutela nelle aree più delicate. A fianco delle tartarughe ci sono anche i veterinari che si dedicano con passione e professionalità alla cura degli esemplari in difficoltà talvolta anche con delicati interventi chirurgici.

E una bella notizia arriva, proprio, dalla nascita domenica di 17 piccole tartarughe marine Caretta caretta all’Isola d’Elba, sulla piaggia di Morcone, nel territorio di Capoliveri (Livorno). A dare la notizia Legambiente Arcipelagotoscano, spiegando che il nido era inaspettato perché il 2 agosto c’era stato un tentativo di nidificazione di una Caretta caretta che sembrava fallito. La schiusa è iniziata nel pomeriggio, accolta da un gruppo di turisti stranieri e italiani che sono stati tenuti a debita distanza, ed è proseguita nella notte. Alcuni problemi si sono registrati con il calare del buio perché alcune delle tartarughine, attratte dalle luci di un ristorante e di un grosso residence sono ritornate sulla spiaggia. Un gruppo di volontari ha ispezionato la spiaggia per trovarle e per guidarle nuovamente verso il mare e la salvezza.

Per approfondire:
– Troppo caldo nel Mediterraneo: decine di tartarughe nelle reti da pesca in Corsica;

4 ottobre 2021 | 10:36

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