di Carlos Passerini

Prima Giroud, poi Leao e Saelemaekers: così la squadra di Pioli ribalta il Grifone e accede al prossimo turno di Coppa Italia dove sfiderà la vincente di Lazio-Udinese. Tomori è uscito per una fitta al ginocchio che verrà valutata oggi

Col brivido, non per il freddo ma per la paura, il Diavolo conquista i quarti di Coppa Italia piegando solo ai supplementari grazie ai neoentrati Leao e Saelemaekers un Genoa mai visto così vivo e combattivo da mesi a questa parte. Forse non basterà a salvare la panchina di Shevchenko — l’arrivo del tedesco Labbadia sembra ormai scontato — ma di certo i liguri ieri a San Siro hanno fatto un figurone. Alla fine, ma solo alla fine, i rossoneri hanno fatto valere la propria superiorità tecnica, dopo che Giroud a un quarto d’ora dal 90’ aveva riacchiappato il gol di Ostigard del primo tempo. Un gran bel sospiro di sollievo per il Milan, inesistente per tutta la prima ora: la Coppa Italia era e resta un obiettivo fondamentale, innanzi tutto perché fra premi e Supercoppa può valere quasi una decina di milioni, poi perché un trofeo a maggio può cambiare il volto della stagione e dare sostanza alla crescita del progetto.

Una cosa però è certa: già dai quarti, che si giocheranno in gara secca contro la vincente di Lazio-Udinese, servirà molto di più. E lo stesso vale per il campionato: per la rimonta scudetto, difficile ma non ancora impossibile, c’è bisogno del Milan solito, non quello di ieri. Il mercato sarà fondamentale, anche perché ieri Tomori è uscito per una fitta al ginocchio che verrà valutata oggi. Maldini ha fatto chiarezza sulla caccia al difensore: «Abbiamo riserve affidabili, quindi non è detto che arrivi un altro giocatore». Si continua però a trattare per Bailly dello United, Sarr del Chelsea e Aké del City, anche perché Gabbia vuole giustamente giocare con assiduità e la Sampdoria lo aspetta.

Privo di Ibrahimovic, che deve ancora scontare la squalifica per la celebre rissa con Lukaku del derby di Coppa della stagione scorsa, Pioli si è affidato a Giroud per il ruolo di centravanti confidando nel suo incredibile feeling con San Siro: tutti e cinque i suoi gol realizzati sono arrivati qui. Insomma: niente turnover estremo, i titolari sono parecchi, da Maignan a Tonali, da Leao a Hernandez. Sheva invece guarda chiaramente al campionato, con la missione salvezza sempre più in salita, pur sapendo che con ogni probabilità non ci sarà più lui a guidare i suoi lunedì a Firenze: molti i riservisti, con Destro e Masiello in panchina.

Prima del fischio d’inizio e per tutto il primo tempo, gli infreddoliti cinquemila di San Siro lo omaggiano con i vecchi cori e uno striscione: «Una lunga storia d’amore, lo sguardo di Manchester scolpito nel cuore».

A passare è il Genoa, con l’ultimo arrivato Ostigard che di testa gira in rete un calcio d’angolo di Portanova. Norvegese, amico di Haaland, è un terzino di fisico e idee: in prestito dal Brighton, tornerà utile. La situazione per il Diavolo si complica ancor più quando Tomori, appena guarito dal Covid, s’infortuna a un ginocchio: non ce la fa, entra Florenzi. Pioli arringa Tonali, gli chiede di prendere in mano il gioco, ma il Genoa è chiuso e riparte con intelligenza: Portanova sfiora il raddoppio, a conferma che il risultato è meritato. A mezz’ora dalla fine, forse un po’ tardi, Pioli mette Leao e Diaz per Rebic e Maldini: la partita cambia lì. E infatti arriva il pari: cross di Hernandez e colpo di testa di Giroud, fin lì spettrale. Ai supplementari è un assedio rossonero, il sorpasso arriva con Leao («il pallonetto? volevo crossare…») e l’altro neoentrato Saelemaekers. Milan ai quarti. Ma che brividi.

13 gennaio 2022 (modifica il 13 gennaio 2022 | 23:57)

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