Il Gp del Qatar lo vince Lewis Hamilton su Max Verstappen, secondo in rimonta: la distanza tra i due in classifica si riduce a 8 punti di distacco, perché l’olandese fa segnare il giro più veloce. Grande ritorno sul podio di Fernando Alonso che chiude terzo, per un podio ritrovato dopo 2774 giorni dall’ultima volta, quando guidava ancora la Ferrari, era il Gp d’Ungheria del 2014. Stavolta ci sale con l’Alpine, a quarant’anni ma con la voglia di lottare di un ragazzino. «Alonso! Aloooonso!» cantano i meccanici, un’esplosione di gioia. La Ferrari delude: Sainz settimo e Leclerc ottavo, ma porta a casa punti preziosi per il Mondiale costruttori. Perché la McLaren è andata peggio, con Norris nono e Ricciardo dodicesimo.

La gara si è decisa un’ora e mezzo prima della partenza. Quando è arriva la sanzione contro Verstappen per non aver rispettato le doppie bandiere gialle in qualifiche. Ed è una mazzata: -5 posizioni al via, deve cedere la seconda casella e partire settimo. Hamilton sfrutta il regalo, si libera della facile concorrenza. Di Gasly in prima fila, di Alonso e Norris dietro e scappa verso la vittoria 102 che riapre completamente il Mondiale a due gare dalla fine (Gedda e Abu Dhabi).

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Al momento di tagliare il traguardo interviene Toto Wolff: «E adesso andiamo in Arabia Saudita». Dall’altra parte, Christian Horner: «Bravo Max, hai limitato alla grande i danni». Verstappen ha fatto una partenza straordinaria e dopo quattro giri era già in zona podio, poi di più ne non ne aveva né poteva rischiare rotture. E alla fine quando entra la virtual safety car per recuperare la Williams di Latifi, che aveva forato. Losail si conferma un circuito severissimo per le coperture, e i cordoli rappresentano un pericolo costante. Ci rimettono Bottas (ritirato) e anche Russell.

È una battaglia di nervi, di strategie, di classe purissima. Hamilton si conferma un animale da competizione insaziabile. Ha preso il controllo e non ha mai sofferto, mentre Bottas (partiva penalizzato anche lui, da terzo a quinto per infrazione delle bandiere gialle) dopo un start da incubo deragliava con una gomma a terra. Proseguendo per poi gettare la spugna nel finale. Ed è una defezione importate per la lotta fra i costruttori, perché la Red Bull con il quarto posto di Perez ha ridotto a soli cinque punti il gap dalla Mercedes.

La pista del Qatar, concepita per le moto, si rivela divertente ma poco adatta alla Formula 1, e infatti dal 2023 si correrà su un circuito cittadino a Doha. Mancano staccate, riferimenti tecnici, i cordoli erano l’unica vera variabile dei 57 giri in cui comunque lo spettacolo non è mancato. Nelle file dietro, tanti bei duelli, che passano in secondo piano rispetto al Duello. Verstappen promette: «Sarà una battaglia serrata fino alla fine».

La Ferrari ha concluso lontanissima, Leclerc e Sainz a un minuto e venti secondi. La macchina non ha funzionato qui come in altri tracciati, dall’inizio, e così ha prevalso la strategia della prudenza per non mandare in crisi le gomme. Prenderle dall’Aston Martin di Stroll, dall’Alpine (anche da Ocon, 5°) non è bello ma non erano quelli gli avversari. Alla fine ciò che conta sono i punti, il terzo posto nel campionato costruttori – obiettivo della stagione- è saldamente in controllo. I migliori sono stati i meccanici che hanno sostituito il telaio danneggiato di Leclerc in anticipo rispetto ai tempi previsti dal regolamento. Lavori straordinari dopo la tripletta infinita (Messico-Brasile-Qatar), sperando presto di festeggiare qualcosa di molto di più importante.

21 novembre 2021 (modifica il 21 novembre 2021 | 18:43)

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