Quattro italiani su cinque, pari ad oltre l’85%, sono interessati a fare acquisti durante i prossimi Black Friday e il Cyber Monday (26 e 29 novembre). Di questi, il 45% dichiara di voler fare shopping con certezza, mentre il 41% lo farà solo in caso di affari particolarmente vantaggiosi. Solo il 7%, invece, dichiara di non essere interessato ad acquistare durante le giornate di sconti nel mese di novembre.

Sono i numeri di una ricerca di PwC, che evidenziano come la febbre per gli sconti di fine novembre – di origine statunitense – abbia ormai contagiato definitivamente anche gli italiani. Altri dati molto interessanti che emergono dal report riguardano lo scontrino medio: sarà di 235 euro, in aumento rispetto a quello del 2020, quando fu di 157 euro.

Inoltre, il 23% degli italiani intenzionati a fare shopping durante il Black Friday prevede di comprare fino a un quarto dei regali natalizi, mentre uno su tre dichiara che approfitterà delle promozioni del mese di novembre per acquistare fino alla metà dei regali di Natale.

Un’ulteriore spinta all’eCommerce

È chiaro che la settimana del Black Friday è ritenuta la più calda, per il mondo dell’eCommerce. Anche perché la maggior parte degli acquisti (sempre secondo PwC) saranno effettuati tramite lo shopping online con consegna a domicilio, e che vede crescere anche la modalità degli ordini online con ritiro in negozio. Tutti fattori che vanno a dare un’ulteriore spinta a un settore – l’eCommerce B2c – già ampiamente in crescita.

Come ricorda Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c, «nel 2021 gli acquisti online valgono 39,4 miliardi di euro (+21% rispetto al 2020. Da un lato gli acquisti di prodotto continuano a crescere, sebbene con un ritmo più contenuto (+18%) rispetto a quello dello scorso anno (+45%), e toccano i 30,5 miliardi di euro. Dall’altro lato gli acquisti di servizio, dopo la forte crisi del 2020 (-52%), fanno segnare una ripresa (+36%) e raggiungono gli 8,9 miliardi. Il trend di questa componente, seppur positivo, non compensa le perdite generate per via dell’emergenza sanitaria: risulta ancora significativo il divario rispetto ai valori pre-pandemia (nel 2019 gli acquisti online di servizio valevano 13,5 miliardi di euro)».

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