di Gianpaolo Cherchi

Il bando del Mise giunge in soccorso alle imprese che hanno bisogno di un aiuto finanziario per progettare e realizzare un prototipo di un videogioco.

La task force governativa del nostro Paese non conosce tregua nell’intensa attività di messa in opera del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Si stanno, infatti, aprendo, a ritmi incalzanti e termini di partecipazione decisamente solerti, in linea con le celeri tempistiche di erogazione, opportunità di usufruire anche di finanziamenti pubblici per le nuove imprese nel mare magnum ‘digital’. Una di queste occasioni, da non farsi proprio sfuggire, è il ‘Fondo per l’intrattenimento digitale’ erogato dal MISE. Si tratta di un sostegno finanziario a fondo perduto pari al 50% delle spese. Favorire lo sviluppo dell’industria dell’intrattenimento digitale in soccorso fasi di concezione e pre-produzione dei videogiochi, per realizzare un prototipo di videogioco destinato alla distribuzione commerciale, è la finalità prioritaria.

Un aiuto istituzionale destinato alle imprese che, alla data della presentazione della domanda, svolgono in via prevalente, l’attività economica di ”edizione di software’ o ‘produzione di software, consulenza informatica e attività”. Un must del bando è la sede legale nello Spazio Economico Europeo. La realizzazione dei progetti deve avvenire in una sede operativa ubicata in Italia e ciascuno di questi deve prevedere la realizzazione di un singolo prototipo. La soglia di ammissibilità dei business plan non deve superare i 20 mila Euro di spese e costi ammissibili complessivi. I piani progettuali devono, inoltre, essere ultimati entro i 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni ed essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda. Per quanto riguarda, invece, il requisito delle spese ammissibili, queste ultime, andando più nel dettaglio, devono essere relative alle prestazioni lavorative svolte dal personale dell’impresa (incluso il personale dipendente e in rapporto di contratto a progetto o di somministrazione di lavoro). Sempre nel rispetto del bando l’intervento previsto può comprendere il sostenimento dei costi per «prestazioni professionali commissionate a liberi professionisti, o altre imprese, compresi i servizi di consulenza, acquisiti per la realizzazione del progetto acquirente e alle normali condizioni di mercato» .

Rientrano nelle spese in questione anche le attrezzature tecniche (hardware), nuove e acquistate per la realizzazione del progetto e le licenze di software acquistate per la realizzazione del progetto. Si fa ancora in tempo a partecipare, ma gli imprenditori in modo accelerato per riuscire a raggiungere questa meta in tempi strettissimi. Rush finale richiesto anche per produrre tutta la documentazione e prestare grande attenzione nel non dimenticare quanto richiesto anche dalla macchina burocratica, seppure molto più snella del passato. Il countdown della presentazione delle domande si arresterà il 30 dicembre 2021 tramite piattaforma informatica raggiungibile attraverso il sito ministeriale www.mise.gov.it e quello di Ivitalia andando su www.invitalia.it. Un’altra interessante nota positiva, che completa i contenuti del bando, si rivela il vantaggio di poter presentare fino a un massimo di due domande in riferimento rispettivamente a due proposte progettuali. Stanziati per questo intervento complessivamente quattro milioni di Euro. Ma dal fronte del sostegno istituzionale al settore ‘digitale’ e affini, questo bando si rivela, di fatto, solo un piccolo mattone per ricostruire il tessuto imprenditoriale delle pmi italiane messe in ginocchio dalla pandemia. Si profilano, difatti, all’orizzonte molteplici programmi attuativi del PNRR, che stanno già iniziando a prendere corpo in questi giorni.

18 novembre 2021 (modifica il 18 novembre 2021 | 18:43)

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