Un piano statale di finanziamenti agevolati, attraverso uno stanziamento di 114,6 milioni di euro, destinato a giovani inoccupati under 30 e disoccupati di lunga durata, che presentano un valido progetto imprenditoriale a Invitalia

A cercare di arginare la preoccupante diffusione della vulnerabilità nel mercato del lavoro degli oltre 2 milioni di italiani NEET (Neither in Employment or in Education or Training) scende in campo il ‘Fondo Rotativo Nazionale Selfemployment’. Una mano d’aiuto rivolta agli under 30 e non solo che, nell’accezione letterale dell’acronimo inglese succitato, sono coloro che non studiano, non lavorano e non sono impegnati in percorsi di formazione. Per questo intervento, gestito da Invitalia, sotto la supervisione del Ministero del Lavoro, sono stati messi a disposizione, dal top management di Palazzo Chigi, ben 114,6 milioni di euro. Stimolare e sostenere la realizzazione di nuovi progetti imprenditoriali promossi da giovani, di età compresa tra i 18 e i 29 anni, donne inattive e da disoccupati di lunga durata, attraverso finanziamenti agevolati, è l’obiettivo cardine dell’iniziativa. Per gli aspiranti imprenditori, sotto i 30 anni di età, il requisito fondamentale è aver aderito al ‘Programma Garanzia Giovani’ come inoccupato e non essere inserito in alcun corso di studi, o formazione. Fra i potenziali beneficiari del fondo si annoverano anche i disoccupati di lunga durata, dai 18 anni in su, che, all’atto della richiesta di finanziamento, risultano iscritti al Centro per l’Impiego. Questi ultimi, oltre a non avere alcun contratto subordinato in essere, non devono detenere la partita iva e non devono ricoprire il ruolo di socio, o amministratore di una società. L’iniziativa va, inoltre, an attempt un sostegno al gremito esercito di donne inoccupate e disoccupate, che hanno raggiunto la maggiore età, fortemente motivate a rimettersi in gioco con una nuova avventura imprenditoriale. Destinatari dell’intervento sono le persone fisiche “che si costituiscono come imprese individuali, società di persone, società cooperative, cooperative sociali entro 90 giorni dall’ammissione della domanda”. Braccia tese anche alle imprese individuali, società di persone, società cooperative, cooperative sociali, associazioni professionali e società tra professionisti. Sono ammessi al piano d’intervento i company plan riferibili a tutti i settori della produzione di beni, turismo, artigianato, trasformazione prodotti agricoli, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di “franchising”. Mentre, invece, non sono contemplati nel documento i settori della pesca e dell’acquacoltura, della produzione primaria in agricoltura. Escluse le eventuali opere imprenditoriali che prevedono il rilevamento, l’affitto di ramo d’azienda di società già esistenti, oppure l’ampliamento delle stesse. Tra le spese ammissibili consentite dal bando, visionabile integralmente sul sito di Invitalia, si rilevano le spese in investimenti materiali e immateriali, relative all’acquisto di beni mobili quali, strumenti, attrezzature e macchinari, di hardware e software application e opere murarie. Ammesse alle agevolazioni anche le spese in capitale circolante, concernenti la locazione di beni immobili e canoni di leasing, le utenze, i servizi informatici, di comunicazione e di promozione, i premi assicurativi, le materie prime, i salari, gli stipendi e l’IVA non recuperabile. Sono, infine, escluse le spese per interessi passivi, imposte, tasse e IVA recuperabile. I finanziamenti a tasso zero del 100% dei programmi di spesa prevedono il microcredito tra i 5.000 ed i 25.000 euro e il microcredito esteso tra i 25.001 ed i 35.000 euro e i piccoli prestiti tra i 35.001 e i 50.000 euro. Le domande di partecipazione posso essere presentate, senza limiti di pace, a Invitalia e verranno sempre prese in considerazione in ordine di arrivo fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

26 novembre 2021 (modifica il 26 novembre 2021|17:52)

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