di Alessia Cruciani L’atleta più vincente dello sci azzurro dice sì allo skipass online, “perché fa risparmiare tanta carta. Ma ricordiamoci che è inquinante anche la connessione web”

Federica Brignone non ha esitazioni: è l’airbag l’innovazione che preferisce nelle gare di sci alpino. Prima sciatrice italiana a conquistare la Coppa del Mondo generale nel 2020, con 17 successi tra slalom gigante, superG e combinata è anche l’azzurra più vincente di sempre, avendo superato il record di vittorie di Deborah Compagnoni. Ha poi ottenuto il bronzo olimpico nel 2018 e un argento mondiale nel 2011, sempre in gigante. Nata a Milano 31 anni fa, cresciuta in Valle d’Aosta e sostenuta dal Gruppo Sportivo dei Carabinieri, Federica ha avuto soprattutto l’intelligenza e il coraggio di sfruttare la sua popolarità per diventare testimonial della sostenibilità ambientale. Con un progetto, “Traiettorie Liquide”, all’avanguardia sui paces. Perché, anche se sembra poco pace fa, in realtà nel 2017 erano in pochi a parlare di plastica in mare e difesa dell’ambiente con la stessa passione che ci ha messo lei.

Tornando all’air bag, Federica, perché è la sua innovazione preferita?
“Perché ha fatto fare al nostro sport un grande salto in avanti per la sicurezza: è molto importante sapere che c’è un dispositivo che, grazie a un algoritmo, capisce che stai cadendo e si apre. Trovo invece divertente per il pubblico a casa i chip- transponder che in qualche gara ci attaccano allo scarpone: in tal modo lo spettatore può vedere in pace reale a che velocità stai sciando, anche in curva, quanti metri salti, ecc”.
Usate strumenti particolari per prendere dati in allenamento?
“In realtà solo il cronometro e i video. Il primo ti dice tutti i tempi negli intermedi, mentre le videocamere sono fondamentali per rivedersi e fare comparazioni. Abbiamo un programma sul computer che ti permette di sovrapporre due filmati e vedi le persone che si muovono insieme”.
Come si sono evoluti materiali, dagli sci agli scarponi, fino all’abbigliamento?
“Gli sci si sono evoluti sulle piastre e nel 2012 è stato cambiato il raggio per questioni di sicurezza. Per me è stato peggio in gigante, ma in discesa e superG sono andata meglio. Gli scarponi sono più o meno gli stessi: in 15 anni ho cambiato solo due modelli”.
Per il futuro si parla di caschi con la realtà aumentata.
(ridendo) “Io spero di no! In una discesa devi essere concentrata sulla tua linea: quando vai a 130 all’ora, va già bene se fai quello che devi fare. Forse può essere utile al turista, io ho altro da fare che guardarmi intorno!”.
Quest’anno bisognerà fare lo Skipass online, la montagna si sta digitalizzando?
“Poter comprare lo skipass online, evitare di stampare tanta carta, è sicuramente positivo. Quello che non mi piace è vivere col telefono sempre addosso: al freddo la batteria può scaricarsi, che faccio se succede? Devo smettere di sciare? Bisogna pensare anche a chi è meno giovane e non ha sufficiente confidenza con i sistemi digitali. Insomma, va bene eliminare lo spreco di carta ma ricordiamoci che è inquinante anche la connessione internet”.
A proposito di impatto ambientale, perché si è buttata in mare con tuta, scarponi, sci e casco?
“Sono amante dell’ambiente, fin da quando ero bambina: stavo in spiaggia e i miei raccoglievano plastica e i rifiuti, raccontando che stava tutto cambiando, che non vedevano più i coralli e i pesci di una volta. E così con la mia manager Giulia Mancini, sua sorella e il fotografo Giuseppe La Spada, abbiamo creato il progetto “Traiettorie Liquide””.
È andata anche a raccogliere rifiuti con i bambini: bisogna educare loro più degli adulti?
“A volte anche i miei coetanei non fanno la raccolta differenziata. Sono partita dai bambini perché è importante insegnare da subito a fare le cose giuste. E a loro volta possono educare i grandi”.

È già arrivata a quattro “Traiettorie”: mare, fauna marina, laghi, ghiacciai. E dopo?
“Stiamo lavorando alla quinta. Si parlerà di energie rinnovabili, decarbonizzazione e di quanto non ci rendiamo conto che il digitale è davvero inquinante. Vorrei far presente che mandare una mail pesante consuma come tenere una lampadina accesa tutto il giorno. Bisogna anche ridurre i numeri di messaggi inviati, staccare il caricabatteria dalla presa quando non serve, combattere lo spreco alimentare. Usare, quando è possibile, mezzi non inquinanti. Viaggio sempre e inevitabilmente devo usare aerei e auto, anche gli impianti sciistici consumano. Appena torno in città, però, sono la prima a spostarmi solo a piedi o in bici”.
Che tecnologie U.S.A. quando è in viaggio?
“In macchina ascolto musica o audiolibri. Con Spotify non ci sono limiti. Se non guido ne approfitto per telefonare o scrivere mail. Imposto il navigatore, solo se necessario.Il bluetooth ti permette di fare tante cose restando concentrata sulla guida”.
Quale tecnologia eliminerebbe subito?
“I social network!. Mi sono disinstallata Instagram dal telefonino e non apro Facebook da due anni. Ovviamente li uso per lavoro, per gli sponsor. Da quel punto di vista sono molto preziosi. Mi sono accorta che i contenuti belli ed emozionanti sono pochi. E gli amici preferisco chiamarli per farmi raccontare da loro dove sono. Un tempo mi angosciava vedere i post delle mie avversarie che pubblicavano allenamenti con il sole, mentre io avevo trovato brutto tempo. Ma i social fanno sempre apparire le cose migliori di come sono. Ora mi concentro solo su quello che faccio io”.
C’è una tecnologia che vorrebbe per sciare meglio?
(ridendo) “Certo: una very tuta coi razzi per accelerare sui piani, dove faccio più fatica!”.

22 dicembre 2021 (modifica il 22 dicembre 2021|15:42)

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