di Paolo Conti

L’Università della Calabria e l’Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro hanno inaugurato il primo corso in Medicina e Tecnologie digitali interateneo

«Un’iniziativa importante e vincente, che seguiremo nel tempo per capire se c’è la possibilità di allargarla ad altre realtà». Non capita spesso che un ministro dell’Università elogi in questo modo la nascita di un nuovo corso accademico. È accaduto lunedì 11 ottobre con la ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, intervenuta con un saluto «da remoto» all’Unical, Università della Calabria, all’inaugurazione del primo anno accademico del nuovissimo corso di laurea in Medicina e Tecnologie digitali interateneo con l’Università Magna Graecia di Catanzaro. Le due università calabresi hanno aperto un fronte di collaborazione e alleanza per un’offerta formativa che, spiega il rettore dell’Unical, Nicola Leone, ordinario di Informatica e studioso noto anche in ambienti internazionali, «è unica in Italia nel panorama complessivo universitario».

Come si legge nell’offerta formativa, il corso coordinato dal professor Marcello Maggiolini «prevede, oltre alle competenze tipiche della formazione di un medico, anche l’acquisizione delle conoscenze utili per padroneggiare le nuove tecnologie e applicarle in ambito sanitario e l’apprendimento di metodi e tecniche proprie dell’Intelligenza artificiale e della Bio-informatica, necessari per ideare e sviluppare nuove applicazioni per i settori della medicina di precisione, della telemedicina, della medicina personalizzata, della chirurgia robotica». Il nuovo corso assicurerà un doppio titolo: laurea Magistrale in Medicina e chirurgia e laurea Triennale in Ingegneria informatica, curriculum bioinformatico. Scorrendo gli insegnamenti, colpisce l’applicazione alla medicina delle tecnologie. E dunque, proprio nell’Area Tecnologica, ecco Elementi di Elettromagnetismo e teoria dei circuiti, Elettronica e sensoristica, Architetture di calcolo e sistemi operativi, Fenomeni di trasporto in medicina e biologia, Tecniche di programmazione e sicurezza informatica. Nell’Area di Insegnamenti di Base, ma solo per fare qualche esempio, Matematica e Statistica per la medicina, Sistemi di elaborazione delle informazioni, Chimica, Fisica Applicata, Biochimica, Anatomia Umana, Istologia ed Embriologia. Nell’Area Preclinica, Microbiologia e microbiologia clinica, Patologia Generale, Patologia Clinica, Scienze Tecniche di Medicina di Laboratorio, Anatomia Patologica. Nell’Area Clinica, tutte le conoscenze necessarie, dalla Pediatria all’Oncologia, dalla Nefrologia alla Cardiologia, dalla Chirurgia vascolare alla Medicina infettiva.

La nascita della nuova laurea Magistrale ha un presupposto molto legato all’attualità, spiega sempre il rettore Leone: «Il mio programma elettorale, mi sono insediato il 1 novembre 2019, prevedeva un allargamento dell’offerta all’area sanitaria ma non certo la creazione di una facoltà di Medicina per l’impegno anche organizzativo che comporta. Poi è arrivata l’emergenza Covid. E abbiamo tutti toccato con mano la difficile situazione della sanità calabrese. Ho pensato fosse indispensabile offrire un contributo, proprio come Unical. Nell’estate 2020 è cominciata una interlocuzione con la Regione e con i colleghi dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Siamo partiti dalle nostre eccellenze, come Unical, in campo informatico e di intelligenza artificiale. Chi esce dai nostri corsi in quel campo può contare sul 100% di occupazione immediata: addirittura molte aziende italiane e internazionali hanno aperto qui le loro sedi per utilizzare i nostri studenti: le iscrizioni si sono infatti raddoppiate. Così abbiamo dato vita a una serie di sinergie virtuose con Catanzaro per realizzare questo nuovissimo corso di Laurea Magistrale».

Ha detto ancora la ministra Messa inaugurando il corso: «Credo, e lo dico più da medico che da ministro, che l’aspetto dell’arte medica non verrà mai a mancare perché una intelligenza artificiale non potrà mai tenere conto delle emozioni, della capacità di comprendere al volo una persona, parlandole e guardandola in faccia. Ma è anche vero che il dominio delle tecnologie facilita tantissimo il compito del medico, quindi le competenze combinate che questi giovani studenti potranno saranno preziosissime». Il rettore dell’Università Magna Graecia, Giovambattista De Sarro, medico, farmacologo e ricercatore, ha sottolineato la rapidità dell’ideazione e dell’organizzazione: «In un anno abbiamo realizzato quello che fino a qualche tempo fa era solo un sogno superando ogni forma di campanilismo». Sempre dall’offerta formativa, ecco cosa si immagina per gli sbocchi occupazionali: «Si potrà accedere all’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di medico chirurgo e ai concorsi per le Scuole di specializzazione, lavorare in tutti gli ospedali, nelle strutture sanitarie, negli studi professionali. Le competenze acquisite permetteranno inoltre di lavorare in strutture sanitarie d’avanguardia nell’utilizzo delle nuove tecnologie, in reparti di chirurgia robotica, in centri di diagnostica avanzata o specializzati nella medicina di precisione, nell’ambito della telemedicina. Potranno anche scegliere di dedicarsi alla ricerca o lavorare nei settori farmaceutico e industriale per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative in campo sanitario».

15 novembre 2021 (modifica il 15 novembre 2021 | 18:12)

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