Un accordo storico: con queste parola la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha definito il via libera dell’Europa al Digital Services Act, pacchetto di norme che obbliga le big tech a vigilare sui contenuti online e a rimuovere le fake news, a una maggiore tutela delle attività legate ai minori e anche di quelle che riguardano le vendite online con tanto di obbligo di rimuovere prodotti contraffatti o nocivi e di identificazione dei venditori. Misure stringenti che se non saranno rispettate costeranno caro ai colossi dell’hi-tech mondiale, in particolare le web company americane a partire dai Gafa (Google, Apple, Facebook e Amazon): previste multe fino al 6% del fatturato globale. Le aziende avranno 15 mesi per adeguarsi.

“L’accordo sul Dsa è storico. Le nostre nuove regole proteggeranno gli utenti online, garantiranno la libertà di espressione e le opportunità per le imprese. Ciò che è illegale offline sarà effettivamente illegale online nell’Ue”, ha scritto su Twitter la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen. E il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni ha aggiunto che si tratta di “un esempio per il mondo. Anche i giganti del web avranno regole da rispettare. Protezione dei minori, obbligo di rimozione dei contenuti illegali, libertà di espressione. Ciò che è illecito deve essere illecito anche online”.

Digital Services Act, chi sono i soggetti a cui si applicano le norme

Sono numerosi i soggetti – sotto il capello di “intermediari online” che dovranno adeguarsi ai nuovi obblighi. Obblighi differenziati a seconda delle dimensioni aziendali e anche all’impatto sull’ecosistema online, in particolare per i soggetti che raggiungono oltre il 10% della popolazione dell’Ue.

Quale ruolo avrà la tecnologia all’interno dei negozi fisici?

  • servizi intermediari che offrono infrastrutture di rete, quali fornitori di accesso a internet e registrar di nomi di dominio;
  • servizi di hosting quali i servizi di cloud computing e web hosting;
  • motori di ricerca online di dimensioni molto grandi utilizzati da oltre il 10% dei 450 milioni di consumatori dell’UE e su cui ricade quindi una maggiore responsabilità per la limitazione dei contenuti illegali online;
  • piattaforme online che riuniscono venditori e consumatori, quali mercati online, app store, piattaforme di economia collaborativa e piattaforme di social media;
  • piattaforme online di dimensioni molto grandi, che raggiungono oltre il 10% dei 450 milioni di consumatori dell’UE e che potrebbero comportare rischi particolari relativi alla diffusione di contenuti illegali e a danni per la società.

“Con la legge sui servizi digitali contribuiamo a creare un ambiente online sicuro e responsabile. Le piattaforme devono essere trasparenti nelle loro decisioni di moderazione dei contenuti, impedire la diffusione virale della disinformazione pericolosa ed evitare che prodotti non sicuri siano messi in vendita sui mercati online. Con l’accordo odierno garantiamo che le piattaforme siano chiamate a rispondere dei rischi che i loro servizi possono comportare per la società e i cittadini”, sottolinea Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva.

Dsa: le misure che dovranno essere messe in atto

  • Misure per contrastare beni, servizi o contenuti illegali online:
  • Prevedere sistemi che consentano agli utenti di segnalare facilmente contenuti e alle…

Source

0
Inserisci un commento.x