Per il Digital markets Act europeo arriva anche la definizione di gatekeeper e di comportamento sleale passibile di sanzione all’interno del nuovo pacchetto di regole sui mercati digitali nell’Unione europea. La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento dell’Ue ha infatti adottato con 42 voti a favore, due contrari e un’astensione la sua posizione sulla proposta del Digital markets act (Dma), che stabilisce quali aziende ricadono nella categoria di gatekeeper e quali comportamenti saranno accettabili e quali no da parte delle Big tech.

Il regolamento si applica ai “controllori” dell’accesso ai servizi sul web, ovvero le società che forniscono i cosiddetti “servizi di piattaforma core”, le più esposte, secondo le autorità dell’Ue, a incorrere in pratiche sleali. Si tratta delle aziende dei servizi di intermediazione online, social network, motori di ricerca, sistemi operativi, servizi di pubblicità online, cloud computing e servizi di condivisione di video. Tutte soddisfano i criteri pertinenti per essere designate come “gatekeeper”. Gli eurodeputati hanno incluso nell’ambito dei gatekeeper anche i web browser, gli assistenti virtuali e le Tv connesse.

Il progetto di legge consente alla Commissione di svolgere indagini di mercato e sanzionare i comportamenti non conformi.

Come si identificano i gatekeeper

I deputati hanno modificato la proposta della Commissione di aumentare le soglie quantitative affinché un’azienda rientri nell’ambito della Dma a 8 miliardi di euro di fatturato annuo nello Spazio economico europeo (See) e a una capitalizzazione di mercato di 80 miliardi di euro.

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Per qualificarsi come gatekeeper le aziende devono anche fornire il loro servizio di piattaforma core in almeno tre paesi dell’Ue e avere almeno 45 milioni di utenti finali mensili, nonché più di 10.000 utenti aziendali (i deputati hanno spiegato in un allegato come questi indicatori dovranno essere misurati). Queste soglie non impediscono alla Commissione europea di designare altre società come gatekeeper quando soddisfano determinate condizioni.

Il relatore Andreas Schwab (Ppe) ha dichiarato: “L’Ue sostiene la concorrenza nel merito, ma non vogliamo che le aziende più grandi diventino sempre più grandi senza migliorare e a spese dei consumatori e dell’economia europea. Oggi è chiaro che le regole della concorrenza da sole non possono affrontare tutti i problemi che stiamo affrontando con i giganti della tecnologia e la loro capacità di stabilire le regole impegnandosi in pratiche commerciali sleali. Il Digital markets act eliminerà queste pratiche, inviando un segnale forte a tutti i consumatori e le imprese nel mercato unico: le regole sono stabilite dai co-legislatori, non dalle aziende private!”.

Stretta sulle Big tech in Europa. Faro sui dati e la pubblicità

I gatekeeper dovranno astenersi dall’imporre condizioni inique alle imprese e ai consumatori. I deputati hanno incluso requisiti aggiuntivi sull’uso dei dati per la pubblicità mirata o micro-mirata e l’interoperabilità dei servizi, per esempio i servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero e i servizi di social network.

Il testo afferma che un gatekeeper deve, “per i propri scopi commerciali e per…

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