L’Italia al 20° posto dell’indice dell’indice di digitalizzazione dell’economia e della società (Desi), salendo dal 25° rilevato nell’edizione 2020. Sul podio Danimarca, Finlandia e Svezia; in coda Grecia, Bulgaria e Romania.

Nel corso del 2020 il Paese ha compiuto alcuni progressi in termini sia di copertura che di diffusione  delle reti di connettività, con un aumento particolarmente significativo della diffusione dei servizi di  connettività che offrono velocità di almeno 1 Gbps.

Tuttavia il ritmo di dispiegamento della fibra è rallentato tra il 2019 e il 2020 e sono necessari ulteriori sforzi per aumentare la copertura delle reti ad altissima capacità e del 5G e per incoraggiarne la diffusione. Elementi che fanno sì, che sul fronte connettività, il Paese si collochi in 23esima posizione.

Male le competenze digitali. L’Italia è significativamente in ritardo rispetto ad altri paesi dell’Ue sulle e-skill (25° posto), registrando, rispetto alla media, livelli di competenze digitali di base e avanzate molto bassi.  La percentuale di utenti online italiani che utilizzano servizi di amministrazione online (e-government)  è aumentata dal 30 % nel 2019 al 36 % nel 2020, ma è ancora nettamente al di sotto della media Ue.  Anche l’uso dei fascicoli sanitari elettronici da parte dei cittadini e degli operatori sanitari rimane  disomogeneo su base regionale.

Meglio sul fronte dell’integrazione delle tecnologie digitali dove agganciamo la decima poisizione. La maggior parte delle piccole e medie imprese italiane (il 69 %) ha raggiunto almeno un livello base  di intensità digitale, una percentuale ben al di sopra della media Ue (60 %). Inoltre le imprese fanno registrare ottimi risultati nell’uso della fatturazione elettronica, sebbene permangano lacune nell’uso di tecnologie quali i big data e l’intelligenza artificiale, nonché nella diffusione del commercio elettronico.

Bruxelles prevede però che le riforme previste dal piano nazionale per la ripresa e la resilienza (Pnrr) daranno un ulteriore impulso alla digitalizzazione dei servizi e alla modernizzazione della pubblica amministrazione in tutto il paese. “Il Pnrr – si legge nel documento – prevede una tabella di marcia ambiziosa, con riforme e  investimenti relativi a tutti gli aspetti del Desi. Per superare i ritardi e colmare il divario tra l’Italia e gli altri paesi dell’Ue sono necessari sforzi costanti  e un approccio integrato alle politiche in materia di capitale umano, innovazione e competitività delle  imprese. Una robusta attuazione delle iniziative intraprese negli ultimi anni e delle misure previste dal  piano per la ripresa e la resilienza può rappresentare un importante cambiamento di passo e  un’opportunità per promuovere la digitalizzazione in tutto il paese”.

“Il messaggio dell’indice di quest’anno è positivo – commenta la vicepresidente con delega al Digitale,  Margrethe Vestager – Tutti i paesi dell’Ue hanno compiuto progressi nel diventare più digitali e più competitivi, ma si può fare di più. Stiamo lavorando con gli Stati membri per garantire che gli investimenti chiave vengano effettuati tramite il Recovery and Resilience Facility per offrire le migliori opportunità digitali a tutti i cittadini e le imprese”.

Per il commissario al Mercato interno, Thierry Breton “avere fissato gli obiettivi per il 2030 è stato un passo…

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