Arriva l’etichetta di qualità europea che attesta la sicurezza informatica delle imprese dell’Ict che offrono servizi di cybersecurity. Ad erogarla è il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) attraverso l’Istituto di informatica e telematica (Cnr-Iit) del Cnr di Pisa, insieme al Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (Cini) e il Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni (Cnit). Il servizio, già attivo, si rivolge alle aziende che hanno la sede legale e il loro mercato principale sul territorio europeo e in Gran Bretagna.

“Cybersecurity Made in Europe Label” è un progetto della European cyber security organisation (Ecso), l’organizzazione non profit che lavora al fianco della Commissione europea per le politiche sulla sicurezza informatica e ha l’obiettivo di “assegnare dare un vero e proprio bollino di qualità alle aziende che forniscono servizi nel settore, per certificare la loro provenienza e aumentarne la visibilità sul mercato europeo e internazionale, inserendole in una lista di fornitori di alta qualità”.

Un sostegno ai player europei del settore

“Nel nostro ruolo di comunità accademica di riferimento per il settore nazionale delle infrastrutture e dei servizi di telecomunicazione, non possiamo che sottolineare l’importanza strategica del marchio Ecso, e del relativo riconoscimento del valore della cybersecurity made-in-Europe – commenta per il Cnit, Nicola Blefari Melazzi -. Nel caso specifico delle infrastrutture 5G, la necessità di un’azione a livello dell’Unione e di una diversificazione dei fornitori tecnologici anche a livello geografico è stata ribadita più volte. La dipendenza di molti servizi critici dalle reti 5G renderebbe particolarmente gravi le conseguenze di un’interruzione sistematica e diffusa; garantire la sovranità europea dovrebbe essere un obiettivo importante, nel pieno rispetto dei valori europei di apertura e tolleranza”.

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Secondo Fabio Martinelli, tra i fondatori di Ecso e dirigente di ricerca del Cnr-Iit, “la pandemia ha reso più difficile la competizione sul mercato della sicurezza informatica per le aziende europee e ha aumentato la necessità di espandere la loro attività commerciale al di fuori dei confini dei Paesi di provenienza: una sfida difficile per aziende che sono molto competitive sul fronte della qualità ma ovviamente più piccole dei colossi americani”. Il bollino di garanzia è un sostegno ai player europei del settore ma anche, osserva Paolo Prinetto, direttore del laboratorio nazionale di cybersecurity, “uno strumento per rafforzare i confini cibernetici europei per offrire alle nostre aziende l’opportunità di riconoscersi, misurarsi e offrire i propri servizi sul mercato comunitario, superando una logica di barriere nazionali e lavorando in sinergia per costruire un ‘sistema Europa’ più robusto ed efficace”.

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