Moda: Urso a Della Valle, “Tuteliamo il Made in Italy, bellezza nella legalità”

Moda: Urso a Della Valle, “Tuteliamo il Made in Italy, bellezza nella legalità”

Il ministro: “Governo impegnato per tutelare la reputazione del comparto”

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha sentito Diego Della Valle, fondatore e presidente del Gruppo Tod’s, assicurando l’impegno del Governo per tutelare la reputazione della moda italiana, orgoglio del Made in Italy nel mondo.

Urso ha illustrato a Della Valle il provvedimento legislativo che, d’intesa con le associazioni del settore, si ripromette di garantire la piena legalità della filiera produttiva, prevedendo che i brand della moda che producono nel nostro Paese possano certificare in via preventiva, con un ente terzo, le aziende della loro filiera sul piano della piena legalità, sociale e ambientale.

Questo consentirebbe anche di contrastare in modo più efficace il fenomeno criminale del caporalato e di valorizzare coloro che producono nel pieno rispetto delle norme sul lavoro e sull’ambiente, rafforzando così le PMI e gli artigiani, maestri del saper fare.

La misura della Procura di Milano nei confronti di Tod’s era stata già attuata negli scorsi mesi nei confronti di altri famosi brand italiani; “dobbiamo necessariamente dare una risposta, elevando da subito la sostenibilità della filiera e garantendo ai consumatori mondiali che il Made in Italy è anche bellezza nella legalità” afferma il ministro Urso.

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IA, centinaia di celebrità contro intelligenza “superumana”, c’è anche il principe Harry

IA, centinaia di celebrità contro intelligenza “superumana”, c’è anche il principe Harry

Il principe Harry e la moglie Meghan Markle si sono uniti a una gruppo eterogeneo di celebrità che hanno chiesto in una lettera congiunta il divieto della ‘superintelligenza’ artificiale. La lettera è rivolta a giganti tecnologici come Google, Meta e OpenAI ed esorta a vietare lo sviluppo della ‘superintelligenza’ fino a quando non saranno garantiti la sicurezza e il consenso pubblico. “Chiediamo il divieto dello sviluppo della ‘superintelligenza’, che non potrà essere revocato fino a quando non vi sarà un ampio consenso scientifico sulla sua sicurezza e controllabilità e un forte sostegno da parte dell’opinione pubblica”, si legge nella lettera che nel preambolo sottolinea che gli strumenti forniti dall’intelligenza artificiale possono portare salute e prosperità, ma che, parallelamente a tali strumenti, “molte aziende leader nel settore hanno dichiarato l’obiettivo di sviluppare nel prossimo decennio una superintelligenza in grado di superare in modo significativo tutti gli esseri umani in quasi tutte le attività cognitive”. 

Il principe Harry: ”il futuro dell’intelligenza artificiale dovrebbe servire l’umanità, non sostituirla

Ciò – viene spiegato ancora –  “ha sollevato preoccupazioni che vanno dall’obsolescenza economica e dalla perdita di potere degli esseri umani, alla perdita di libertà, libertà civili, dignità e controllo, ai rischi per la sicurezza nazionale e persino alla potenziale estinzione dell’umanità“. Il principe Harry ha aggiunto in una nota personale che ”il futuro dell’intelligenza artificiale dovrebbe servire l’umanità, non sostituirla.

Fra i firmatari figurano eminenti scienziati come, Stuart Russell, pioniere dell’intelligenza artificiale e professore di informatica all’Università della California, Yoshua Bengio e Geoffrey Hinton, vincitori ex aequo del Turing Award, il più importante premio nel campo dell’informatica. Nell’elenco anche il cofondatore di Apple Steve Wozniak, il miliardario britannico Richard Branson; l’ex presidente del Joint Chiefs of Staff degli Stati Uniti Mike Mullen, che ha servito sotto le amministrazioni repubblicane e democratiche; e l’esperta di politica estera democratica Susan Rice, che è stata consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Barack Obama. Hanno firmato anche l’ex presidente irlandese Mary Robinson e diversi parlamentari britannici ed europei, così come gli attori Stephen Fry e Joseph Gordon-Levitt e i commentatori conservatori americani Steve Bannon, ex consigliere di Donald Trump, e Glenn Beck.

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Mimit, sette francobolli alle imprese del Made in Italy

Mimit, sette francobolli alle imprese del Made in Italy

Urso: “Riconoscimento ai nostri campioni di innovazione e resilienza”

Sono stati presentati oggi, presso il Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini, sette francobolli dedicati alle imprese della serie “Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”, con relativo annullo filatelico. I francobolli celebrano le aziende: Leone La Ferla, Borlenghi Impianti, Alluminio Agnelli, Thun, Spadafora, Dulcop e Pennelli Cinghiale.

All’evento, presieduto dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e dal Sottosegretario di Stato con delega alla filatelia, Fausta Bergamotto, hanno partecipato i rappresentanti di Poste Italiane, dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, oltre ai vertici delle aziende a cui sono stati dedicati i francobolli.

Un francobollo è innanzitutto un riconoscimento all’interno del grande mosaico della memoria collettiva che il piano filatelico nazionale custodisce. Ogni anno come Mimit, valorizziamo le eccellenze del nostro sistema produttivo, che si sono contraddistinte per la loro resilienza e per la capacità di innovare”, ha dichiarato il Ministro Adolfo Urso. “Sono doti preziose – ha aggiunto – ancor più in un contesto complesso come l’attuale, in cui è necessario evitare il rischio di mercati che si chiudono e saper cogliere con rapidità ed efficacia le opportunità che si manifestano“.

“Storie imprenditoriali diverse che condividono valori comuni: ricerca dell’innovazione, eccellenza e passione tramandata di generazione in generazione. Questo è il segreto del Made in Italy: creare modelli imprenditoriali di successo coniugando tradizioni territoriali, sapienza artigianale, visione del futuro e valori familiari”, ha dichiarato il Sottosegretario di Stato Fausta Bergamotto.

Le vignette riproducono:

  • per Leone La Ferla, un dipinto raffigurante lo storico calcificio La Ferla di Melilli (Siracusa), olio su tela realizzato da Alessandro Russo nel 2016. In alto a sinistra si incastona il logo dell’azienda. Completano il francobollo le legende “LEONE LA FERLA” e “DAL 1724”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”;
  • per Borlenghi Impianti, un’illustrazione d’epoca di una caldaia in ghisa Borlenghi, installata in un contesto casalingo, in cui spicca, in alto a destra, il logo ufficiale del bicentenario. Completa il francobollo la legenda “BORLENGHI IMPIANTI”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”;
  • per Alluminio Agnelli, una serie di manufatti rappresentativi della produzione realizzata dalla storica azienda: pentole, profilati, billette e semilavorati. Completano il francobollo le legende “ALLUMINIO AGNELLI” e “DAL 1907”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”;
  • per Thun, una campitura che ricorda il colore dell’argilla, con il celebre angelo – una delle prime creazioni artigianali in ceramica THUN – divenuto nel tempo autentica icona dell’azienda. Un simbolo storico che, dopo tre generazioni, continua a tramandare valori e tradizioni. Il logo dell’azienda svetta in alto a sinistra. Completano il francobollo la legenda “EMOZIONI DAL 1950”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”;
  • per Spadafora, un ritratto del fondatore di Spadafora Gioielli, Giovambattista Spadafora, intento nella lavorazione a fuoco di metalli preziosi, affiancato dai gioielli ispirati al Draco Magnus et Rufus, tratti dalle collezioni dedicate al Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore, abate profeta di Calabria. Chiude la composizione, in basso, il logo ufficiale della celebre azienda calabrese, una delle espressioni più autentiche dell’eccellenza orafa italiana che si tramanda di generazione in generazione dal XVIII secolo. Completa il francobollo la legenda “ANTICA ARTE ORAFA”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”;
  • per Dulcop, un’illustrazione in stile cartoon della fabbrica di bolle Dulcop, immersa in un paesaggio bucolico dove svetta un caratteristico flacone di bolle di sapone su cui è riprodotto il logo della storica azienda italiana. Completa il francobollo la legenda “LA FABBRICA DELLE BOLLE DULCOP DAL 1938 A BOLOGNA”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”;
  • per Pennelli Cinghiale, un caratteristico pennello Cinghiale che lascia una scia di vernice blu, delimitato in alto dalla scritta tratta dal logo “PENNELLI CINGHIALE”. Completa il francobollo la legenda “DAL 1945”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

La tiratura è di 200.025 carte-valori postali per ogni esemplare di francobollo, ad eccezione di Thun, stampato in 250.020 esemplari.

 

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OpenAI lancia il suo browser: ecco tutti i segreti di Atlas

OpenAI lancia il suo browser: ecco tutti i segreti di Atlas

Con l’introduzione di ChatGPT Atlas, OpenAI non si limita a lanciare un altro browser, ma inaugura un vero e proprio cambio di paradigma nella nostra interazione con la rete, trasformando l’atto solitario e intenzionale della navigazione in un dialogo continuo e assistito con l’intelligenza artificiale. Ci troviamo di fronte a un bivio epocale: la porta d’accesso all’informazione, prima gestita da motori di ricerca che ci offrivano una mappa da consultare, si sta evolvendo in un agente conversazionale che, memore delle nostre intenzioni e capace di agire per nostro conto, promette efficienza radicale in cambio di una potenziale, e forse inevitabile, delega della nostra autonomia cognitiva e della nostra curiosità esplorativa sul vasto oceano del web. Ne parliamo con Antonino Caffo, giornalista esperto di nuove tecnologie. 

Caffo, ChatGPT Atlas inaugura un’era in cui la navigazione stessa smette di essere un’azione e diventa una conversazione: stiamo assistendo alla fine dell’autonomia dell’utente o all’inizio di una nuova libertà cognitiva mediata dall’IA? 

L’introduzione di ChatGPT Atlas, che sposta la navigazione da un’azione diretta (digitare un URL, cliccare) a una conversazione con un agente IA, non è la fine dell’autonomia dell’utente, ma piuttosto l’inizio di una sua profonda ridefinizione. L’autonomia tradizionale era legata alla capacità di manovrare il mezzo (il browser) e di interpretare i dati grezzi (i risultati di una ricerca o una pagina web). Atlas non rimuove la capacità di scelta, ma sposta l’onere decisionale: invece di scegliere dove andare, l’utente sceglie cosa chiedere all’IA di fare per suo conto. ​Questa può essere interpretata come una nuova libertà cognitiva in quanto l’IA si assume il “carico cognitivo” di compiti meccanici (come riassumere, confrontare o agire su moduli), liberando l’utente per attività di ordine superiore, come l’analisi, la creatività o la decisione finale. Tuttavia, questa libertà è mediata e la sua qualità dipende interamente dalla trasparenza, dall’affidabilità e dalla neutralità dell’agente IA. L’autonomia non scompare, ma si concentra sulla supervisione e sulla formulazione della richiesta iniziale, delegando l’esecuzione. 

Se Google aveva trasformato il motore di ricerca in una porta d’accesso all’informazione, OpenAI ora trasforma il browser in un interlocutore: chi controllerà d’ora in avanti la semantica del web e la nostra relazione con i dati? 

OpenAI con Atlas punta a controllare la semantica dell’interazione (come i dati vengono interpretati, riassunti e utilizzati per compiere azioni). Google forniva la mappa, OpenAI fornisce la guida turistica che non solo indica i luoghi, ma li descrive, li confronta e a volte, li visita per conto nostro. 

La rimozione della barra degli indirizzi in Atlas elimina simbolicamente la bussola della rete, sostituendola con un dialogo costante con l’intelligenza artificiale. Quanto spazio rimane alla curiosità umana e alla scoperta casuale in un web “guidato”? 

La rimozione simbolica della “bussola” del web (la barra degli indirizzi come punto di riferimento assoluto) e la navigazione “guidata” dall’IA riducono indubbiamente lo spazio per la serendipità e la scoperta casuale. Lo spazio per la curiosità umana si sposta: non è più nell’esplorazione del percorso, ma nella capacità di formulare domande più creative e aperte all’IA stessa. La sfida per il design di Atlas sarà integrare meccanismi che, pur mantenendo l’efficienza, permettano all’utente di “rompere” il flusso guidato e chiedere all’agente di deviare, esplorare o introdurre elementi non richiesti, ripristinando una forma di serendipità algoritmica. 

Il modo agente promette velocità ed efficienza, ma introduce una delega radicale alle macchine. In quale punto la produttività si trasforma in dipendenza decisionale? 

La linea di demarcazione è il punto di revisione. Finché l’utente è attivamente chiamato a rivedere e approvare le azioni e le motivazioni dell’agente (come promesso nelle funzionalità di sicurezza di Atlas per le azioni sensibili), la produttività è salvaguardata. La dipendenza inizia quando la fiducia nell’agente è tale da rendere superflua la revisione, trasformando l’utente da decisore a mero autorizzatore automatico. 

L’integrazione tra memoria contestuale e navigazione personalizzata di Atlas offre una continuità d’esperienza inedita, ma anche un potenziale tracciamento totale delle nostre intenzioni digitali. La personalizzazione può ancora convivere con la privacy? 

Per sua natura, la personalizzazione richiede la raccolta e l’elaborazione di dati personali, rendendo la sua convivenza con la privacy una questione di trasparenza e controllo granulare. ​Il potenziale di tracciamento totale delle intenzioni digitali è massimo, poiché l’agente non solo registra le pagine visitate (come un browser tradizionale), ma anche cosa l’utente voleva fare su quella pagina (la conversazione, le prompt), creando un profilo di intenzioni molto più ricco. 

In definitiva Caffo, con Atlas, OpenAI entra nel territorio che più di ogni altro ha plasmato l’ecosistema dell’informazione – quello dei browser. È l’inizio di una sfida tecnologica, o di una nuova egemonia cognitiva dell’intelligenza artificiale sulle forme della conoscenza online? 

È una sfida diretta a Google, introducendo un nuovo paradigma interattivo (agent-first) che spinge la concorrenza a innovare oltre il semplice rendering delle pagine. Si tratta di una guerra di interfaccia utente e di capacità degli agenti, non solo di velocità di caricamento. Il vero obiettivo è intermediare la relazione tra l’utente e l’informazione online. Chi controlla il browser, controlla il flusso e la forma in cui la conoscenza viene consumata e creata. Se gli utenti si abituano a ricevere risposte già sintetizzate e azioni già eseguite dall’IA di Atlas, questa interfaccia diventa il filtro principale della realtà digitale. Questo crea un’egemonia cognitiva in cui la percezione, la comprensione e l’azione sul web sono plasmate dalla logica e dai bias del modello linguistico di OpenAI. Atlas non è solo un nuovo strumento, ma un manifesto su come sarà la prossima generazione di accesso al web: più veloce, più efficiente, ma anche più filtrata e mediata da un assistente intelligente. La posta in gioco non è la velocità di caricamento delle pagine, ma la natura stessa della nostra esperienza di conoscenza nell’era digitale.

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Al via, dal 20 ottobre, la Settimana Anticontraffazione 2025

Al via, dal 20 ottobre, la Settimana Anticontraffazione 2025

L’appuntamento istituzionale del MIMIT dedicato al contrasto del mercato del falso giunge alla decima edizione

Si svolgerà dal 20 al 24 ottobre la “Settimana Anticontraffazione 2025”, la nuova edizione dell’iniziativa del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicata al contrasto del mercato del falso, realizzata anche quest’anno, su indicazione del ministro Adolfo Urso e del viceministro Valentino Valentini, con il supporto operativo della Direzione Generale per la Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del MIMIT.

L’appuntamento istituzionale, giunto quest’anno alla decima edizione, mira a informare e sensibilizzare cittadini, imprese e consumatori sugli impatti economici e sociali causati dal mercato della contraffazione, nonché sui relativi rischi per la salute, promuovendo la cultura della legalità, la tutela della proprietà industriale e la valorizzazione del Made in Italy.

Durante le cinque giornate si susseguiranno workshop, incontri e seminari nel corso dei quali istituzioni, esperti del settore, forze dell’ordine, imprese, associazioni di categoria e rappresentanti delle piattaforme digitali si confronteranno nella condivisione di strategie e strumenti di prevenzione per il contrasto del fenomeno.

L’evento di apertura sarà dedicato alla riunione plenaria del nuovo Consiglio Nazionale per la Lotta alla Contraffazione e all’Italian Sounding (CNALCIS) – organismo interministeriale composto da amministrazioni nazionali, Forze dell’Ordine e associazioni di imprese e consumatori, presieduto dal viceministro Valentino Valentini – che definirà le linee strategiche della politica nazionale anticontraffazione per il triennio 2025–2027.
La riunione sarà anche l’occasione per presentare il nuovo “Rapporto sulle attività svolte per la lotta alla contraffazione dalle Amministrazioni competenti” nel periodo luglio 2024 – giugno 2025, e lo stato di attuazione delle norme anticontraffazione della Legge Made in Italy (L. n. 206/2023).

Si proseguirà con gli altri appuntamenti della settimana dedicati al confronto e alla condivisione di alcune tematiche e a specifici aspetti del mercato del falso, quali: le azioni delle autorità di enforcement e le attività investigative per reprimere il fenomeno online e offline, l’analisi dell’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla contraffazione online, le esperienze in Rete da parte dei giovani, la tutela del Made in Italy sui mercati esteri, l’impatto del fenomeno sul sistema produttivo e la condivisione di proposte per contrastarlo, la tutela dei consumatori da pratiche ingannevoli, il fenomeno delle false recensioni online, il contrasto al falso nel settore della moda.

La “Settimana Anticontraffazione 2025” si concluderà con la quinta edizione della “Giornata della Lotta alla Contraffazione per gli studenti”, organizzata con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e la Guardia di Finanza, presso la Scuola Legione Allievi Finanzieri di Bari.
All’evento parteciperanno gli studenti degli istituti scolastici di secondo grado della provincia pugliese e, in video collegamento, le scuole del territorio nazionale e quelle italiane all’estero.

Per favorire la più ampia partecipazione del pubblico, alcuni eventi si svolgeranno in modalità mista ovvero in presenza e online con la possibilità di seguire la diretta streaming dei lavori sul canale Youtube dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, rivedendo i contenuti on demand.

 

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Corsa alla Luna, la Nasa cerca alternative a Musk: “Siamo in ritardo sulla Cina”

Corsa alla Luna, la Nasa cerca alternative a Musk: “Siamo in ritardo sulla Cina”

La Nasa in affanno nella corsa alla Luna non intende cedere il passo alla concorrenza cinese e, per rimediare ai ritardi della compagnia SpaceX di Elon Musk, intende aprire un bando che potrebbe suscitare anche l’interesse del suo più diretto rivale, Jeff Bezos con Blue Origin.

Lo ha detto a Fox News l’amministratore ad interim dell’agenzia spaziale statunitense, Sean Duffy, che ha anche pubblicato parte dell’intervista sulla piattaforma X.

“Avremo una gara spaziale tra aziende americane per vedere chi riuscirà effettivamente a riportarci sulla Luna per prima”, ha dichiarato Duffy. 

“SpaceX ha il contratto per costruire l’HLS (Human Landing System, ndr), che porterà gli astronauti americani sulla Luna con Artemis III. Ma la concorrenza e l’innovazione sono le chiavi del nostro predominio nello spazio, quindi stiamo aprendo la produzione dell’HLS a Blue Origin e ad altre grandi aziende americane”.

Duffy ha poi aggiunto: “Adoro SpaceX, è un’azienda straordinaria. Il problema è che sono in ritardo. Hanno posticipato le scadenze e siamo in competizione con la Cina. Il presidente e io vogliamo arrivare sulla Luna durante il mandato di questo presidente, quindi aprirò la gara”.

Cosa sta facendo la Cina?

Nel 2023 la China Manned Space Agency (CMSA) ha confermato ufficialmente il piano per realizzare il primo allunaggio umano entro il 2030.

Il progetto prevede lo sviluppo di un razzo vettore pesante Long March 10, una navicella di nuova generazione per il trasporto umano, un lander lunare denominato “Lanyue”, oltre a tute e rover progettati per operazioni di superficie.

Negli ultimi mesi, la Cina ha condotto diversi test di discesa e decollo simulati in un centro sperimentale nella provincia di Hebei, confermando progressi tecnici. Secondo quanto riportato dal portale governativo english.gov.cn, i test hanno dimostrato la fattibilità del sistema di atterraggio e decollo da un corpo extraterrestre.

Prototipo di lander lunare con equipaggio durante un test nella contea di Huailai (www.gov.cn)

21/10/2025

Parallelamente, la serie di missioni robotiche Chang’e ha già consolidato la presenza cinese sulla Luna. L’ultima, Chang’e 6, ha portato a termine con successo la raccolta e il rientro di campioni dalla faccia nascosta della Luna, un primato mondiale che testimonia l’avanzato livello tecnologico raggiunto dal programma lunare cinese.

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Moda: via libera in Commissione al Senato alle misure per la certificazione di conformità delle filiere

Moda: via libera in Commissione al Senato alle misure per la certificazione di conformità delle filiere

Urso: “In campo con misure concrete per tutelare la moda italiana”

La Commissione IX del Senato ha dato il via libera al primo pacchetto di misure per il settore moda nell’ambito del Disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese. Gli emendamenti, presentati in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, istituiscono un sistema di certificazione della filiera produttiva per garantire legalità, tracciabilità e correttezza in materia di lavoro e legislazione sociale lungo tutta la catena produttiva.

La reputazione dei nostri brand è oggi sotto attacco, in Italia come all’estero. Siamo in campo con misure concrete per difendere con fermezza la moda italiana, per proteggerne la reputazione e i valori che l’hanno resa sinonimo di bellezza, qualità e autenticità: il Made in Italy che il mondo ammira e che abbiamo il dovere di tutelare e rendere ancora più forte anche sul piano della legalità ”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso.

Nel dettaglio, il pacchetto di emendamenti approvato introduce un innovativo sistema di certificazione della filiera, su base volontaria, da parte di soggetti abilitati alla revisione legale, che verificherà la regolarità contributiva, fiscale e giuslavoristica delle imprese lungo tutto il processo produttivo, dalla capofila sino ai subfornitori, e l’assenza di condanne o sanzioni per i titolari o amministratori in materia di lavoro e sicurezza.

Elemento innovativo è l’obbligo di inserire nei contratti di filiera clausole che assicurino il rispetto della normativa anche da parte dei subfornitori. Le capofila, al momento della stipula, dovranno acquisire la documentazione di regolarità contributiva e fiscale, garantendo trasparenza lungo l’intera catena.

Per ottenere la certificazione, le imprese dovranno adottare un modello organizzativo di prevenzione dei reati sullo sfruttamento del lavoro (D.Lgs. 231/2001). La certificazione avrà durata annuale e sarà rinnovabile previa verifica dei soggetti accreditati, anche tramite audit in produzione.

Infine, presso il Mimit sarà istituito un registro pubblico delle certificazioni. Le imprese certificate potranno utilizzare la dicitura “Filiera della moda certificata” nelle attività promozionali; l’uso improprio sarà sanzionato dall’AGCM-Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con multe da 10.000 a 50.000 euro.

L’approvazione del pacchetto giunge alla vigilia della riunione urgente sulle emergenze del settore – dal contrasto all’ultra fast fashion alla tutela della legalità del Made in Italy – convocata da Urso per domani, mercoledì 15 ottobre, alle ore 10.00, al Mimit, con i vertici delle principali associazioni della filiera (Confindustria Moda, CNA Federmoda, Confartigianato Moda, Camera Nazionale della Moda Italiana, Fondazione Altagamma). A seguire, sarà convocato il Tavolo della Moda per il prossimo 17 novembre.

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Ossa di un dinosauro spuntano dal deserto: paleontologi argentini scoprono rari fossili in Patagonia

Ossa di un dinosauro spuntano dal deserto: paleontologi argentini scoprono rari fossili in Patagonia

Rari fossili di dinosauro sono stati scoperti nel sud dell’Argentina, nella provincia di Rio Negro, durante una campagna di scavo trasmessa in diretta streaming. I paleontologi del Laboratorio argentino di Anatomia Comparata ed Evoluzione dei Vertebrati (LACEV), parte del Museo Argentino di Scienze Naturali, stavano lavorando nei pressi della città di General Roca quando hanno fatto la scoperta.

L’ubicazione esatta del ritrovamento non è stata rivelata per proteggere il patrimonio culturale della zona, ma il team che ha effettuato la scoperta ha descritto il sito come una delle finestre più complete sul mondo dei dinosauri prima dell’estinzione, risalente a 70 milioni di anni fa. Il sito è noto per aver rinvenuto fossili di animali sia marini che terrestri, tra cui nidi di dinosauro, mammiferi, serpenti e lucertole.

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Venator Italia: passi avanti al Mimit nella vertenza

Venator Italia: passi avanti al Mimit nella vertenza

Urso: “Prospettive concrete di rilancio industriale, reindustrializzazione più vicina”

Nuovo tavolo di aggiornamento al Mimit sulla vertenza Venator Italia, multinazionale attiva nella produzione di biossido di titanio e altri prodotti chimici, con unico stabilimento produttivo nel polo industriale di Casone di Scarlino (Grosseto) che impiega circa 200 dipendenti.

Nel corso dell’incontro sono emersi importanti progressi nel processo di reindustrializzazione finalizzato alla ricerca di un nuovo acquirente, che ha registrato l’interesse due soggetti industriali interessati al sito e a tutta la forza lavoro. A queste due manifestazioni di interesse non vincolanti, se ne starebbe per aggiungere una terza, sempre di natura industriale.

Dall’incontro odierno emergono prospettive concrete di rilancio industriale per Venator Italia, azienda di primo piano nel comparto chimico, la cui produzione è ferma da due anni. La reindustrializzazione di questo sito è finalmente più vicina”, ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine del tavolo.

Nel corso dell’incontro – al quale hanno partecipato i rappresentanti dell’azienda, di Confindustria, della Regione Toscana, degli enti locali interessati e delle organizzazioni sindacali – la proprietà e l’advisor incaricato hanno annunciato la volontà di pervenire a manifestazioni d’interesse vincolanti già nelle prossime settimane, con l’obiettivo di avviare una trattativa in esclusiva entro il mese di novembre.

Il percorso di reindustrializzazione, come evidenziato al tavolo dalle parti, è stato reso possibile dalla stabilità finanziaria raggiunta nelle ultime settimane grazie all’intervento del Mimit e al costante confronto tra il sito italiano e la casa madre inglese, nonostante le recenti vicende concorsuali che hanno interessato quest’ultima.

Il tavolo sarà riconvocato a breve, alla luce dei nuovi sviluppi attesi.

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SpaceX, concluso con successo l’undicesimo volo di prova per Starship

SpaceX, concluso con successo l’undicesimo volo di prova per Starship

Dopo 1 ora e 6 minuti dal lancio in Texas si è concluso con successo il nuovo test Starship: il più grande razzo mai costruito, sviluppato dall’azienda americana SpaceX di Elon Musk per andare sulla Luna e su Marte. Circa 3 minuti dopo il decollo da Starbase, il primo stadio, il booster Super Heavy, è atterrato nelle acque del Golfo del Messico. Lo stadio superiore, il modulo Starship, ha invece proseguito il suo volo arrivando a una quota di circa 200 chilometri, ha rilasciato i satelliti Starlink ed eseguito la manovra di discesa nell’Oceano Indiano. 

La Nasa intende utilizzare il gigantesco razzo, il più grande e potente al mondo, nei suoi sforzi per portare gli astronauti sulla Luna. È anche fondamentale per l’obiettivo di Musk di portare gli esseri umani su Marte. L’ultima missione di prova di SpaceX ad agosto è stata considerata un successo. Tuttavia, in quel momento si sono verificate una serie di esplosioni che hanno fatto temere che la navicella spaziale non fosse all’altezza delle aspettative, almeno non nei tempi previsti dai legislatori e dalla comunità scientifica.

Il programma Artemis della Nasa mira a riportare l’uomo sulla Luna, mentre la Cina sta portando avanti un progetto concorrente che punta al 2030 come data per la sua prima missione con equipaggio. In teoria, Starship dovrebbe effettuare voli su Marte a partire dal 2026 e consentire agli americani di tornare sulla Luna nel 2027. Il tema della tecnologia aerospaziale è cruciale, poiché l’amministrazione del presidente Donald Trump ha apertamente fatto riferimento a “una seconda corsa allo spazio” con Pechino, dopo quella che ha visto protagonisti gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. L’azienda di Musk ha un contratto federale da diversi miliardi di dollari per sviluppare una versione modificata di Starship come modulo lunare.

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