La misura è volta al rilancio delle attività imprenditoriali e alla salvaguardia dei livelli occupazionali dei territori interessati
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con apposita circolare, ha disposto la riapertura degli sportelli per la presentazione delle domande di agevolazione riguardanti i progetti per la riconversione e la riqualificazione dei territori delle aree di crisi industriale di Venezia, Massa-Carrara e Gela, finalizzati al rilancio delle attività imprenditoriali e alla salvaguardia dei livelli occupazionali.
Le misure, che fanno ricorso al regime di aiuto della Legge 181/1989, prevedono lo stanziamento di:
circa 16 milioni di euro per l’area di crisi industriale complessa di Venezia;
1.5 milioni di euro per l’area di crisi industriale non complessa della provincia di Massa-Carrara che comprende i Comuni di: Carrara, Massa, Montignoso, Bagnone, Filattiera, Mulazzo, Pontremoli, Villafranca in Lunigiana, Zeri, Aulla, Casola in Lunigiana, Comano, Fivizzano, Fosdinovo, Licciana Nardi, Podenzana, Tresana;
circa 16 milioni di euro per l’area di crisi industriale complessa di Gela che comprende i Comuni di: Gela, Niscemi, Mazzarino, San Cono, Acate, Vittoria, Caltagirone, Mirabella Imbaccari, San Michele di Ganzaria, Butera, Riesi, Caltanissetta, Delia, Marianopoli, Montedoro, San Cataldo, Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco, Sommatino, Aidone, Barrafranca, Piazza Armerina, Pietraperzia.
I programmi d’investimento di imprese, cooperative, consorzi e reti d’impresa (costituite da un minimo di 3 e un massimo di 6 imprese) ammissibili alle agevolazioni devono prevedere la realizzazione di investimenti produttivi e/o investimenti per la tutela ambientale, progetti di ricerca e/o di sviluppo sperimentale, progetti per la formazione del personale, progetti di innovazione di organizzazione o di processo e programmi occupazionali volti al mantenimento o all’incremento degli addetti dell’unità produttiva oggetto degli investimenti.
La soglia minima delle spese ammissibili è pari a 1 milione di euro o 400 mila euro per singoli programmi di investimento in caso di presentazione dell’istanza da parte di reti di imprese.
Le agevolazioni saranno concesse nella forma del contributo in conto impianti, dell’eventuale contributo diretto alla spesa e del finanziamento agevolato, alle condizioni ed entro i limiti delle intensità massime di aiuto previste dal “Regolamento GBER”.
Le misure saranno gestite da Invitalia per conto del Ministero.
La sonda cinese Tianwen-1, in orbita attorno a Marte,ha catturato nuove immagini ravvicinate della cometa interstellare 3I/Atlas, mentre negli Stati Uniti la Nasa resta paralizzata dal blocco amministrativo (shutdown). L’agenzia spaziale è ora sotto pressione: in molti chiedono la pubblicazione degli scatti realizzati dalla telecamera HiRISE a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter tra il 2 e il 3 ottobre.
L’ultima richiesta ufficiale è arrivata dalla deputata repubblicana Anna Paulina Luna, che nelle ultime ore ha contattato direttamente la Nasa per ottenere chiarezza.
Nel frattempo, cresce la curiosità popolare attorno a questo misterioso oggetto cosmico, grande quanto Manhattan, che sta attirando l’attenzione di astronomi e appassionati di tutto il mondo per le sue caratteristiche insolite.
Perché “interstellare”
Scoperta soltanto lo scorso luglio, 3I/Atlas è subito balzata agli onori delle cronache come il terzo oggetto di origine interstellare mai osservato all’interno del sistema solare.
Gli astronomi l’hanno classificata come interstellare a causa della forma iperbolica della sua orbita, che non segue un percorso chiuso intorno al Sole. Tracciando l’orbita di 3I/ATLAS nel passato, risulta infatti evidente che la cometa proviene da oltre i confini del sistema solare.
A far esplodere l’interesse è stato l’intervento del celebre astronomo di Harvard Avi Loeb, che ha ipotizzato — con la consueta audacia — che la cometa potrebbe essere una tecnologia aliena. Il suo blog su Medium ha raccolto in pochi giorni migliaia di lettori, in attesa quotidiana di nuove “anomalie” legate alla cometa, anche se la comunità scientifica rimane decisamente scettica.
Cometa Atlas (Nasa)
C’è la mano degli Alieni o è fenomeno da studiare?
Secondo Loeb, che ha analizzato i dati raccolti da satelliti come SOHO, STEREO e GOES-19, la cometa ha subito un improvviso aumento di luminosità, molto più marcato rispetto alle comete “classiche”: la brillantezza cresce seguendo una legge esponenziale incredibilmente ripida, molto superiore ai valori tipici delle comete normali.
Un’altra caratteristica sorprendente riguarda il suo colore, che appare più blu del Sole. La luce del Sole, in realtà, è bianca, leggermente tendente al giallo, e contiene tutte le componenti dello spettro visibile. Dire che una cometa è “più blu del Sole” significa che la sua luce riflette o emette più radiazione azzurra rispetto alla luce solare. Normalmente le comete appaiono più rosse, a causa della polvere che diffonde la luce solare, ma questa tonalità azzurra potrebbe indicare la presenza di gas ionizzati o una composizione chimica insolita, rendendo 3I/ATLAS un oggetto “raro” nel nostro sistema solare.
Loeb segnala inoltre un’altra anomalia: durante il perielio quando la cometa ha raggiunto la distanza minima dal Sole, sono stati registrati movimenti non spiegabili solo dalla gravità.
Si muoverebbe come se fosse spinta da un razzo naturale, probabilmente a causa del degassamento di materiali volatili. Loeb non esclude, in modo provocatorio, l’ipotesi più estrema di una spinta artificiale, come se l’oggetto avesse un “motore interno”, invitando la comunità scientifica a non scartare dati solo perché non esiste ancora una spiegazione teorica definitiva.
Le osservazioni future, soprattutto tramite Hubble e James Webb, saranno fondamentali per capire se la cometa sta davvero perdendo massa a ritmi eccezionali o se le anomalie sono semplicemente fenomeni naturali poco conosciuti.
Duffy (Nasa): “Nessuna minaccia per la Terra”
A cercare di raffreddare gli entusiasmi è intervenuto l’ex capo ad interim della Nasa Sean Duffy, che sul social X ha dichiarato che le osservazioni non mostrano alcuna minaccia né segni di vita extraterrestre.
Nei commenti al post è perfino comparso quello della influencer Kim Kardashian, che in risposta a Duffy ha scritto: “Aspetta… che succede con 3IAtlas?!?!!!!!???”.
Elon Musk: “Se fosse un’astronave aliena…”
Anche Elon Musk, nel podcast The Joe Rogan Experience, ha ipotizzato che, se davvero 3I/Atlas fosse un’astronave aliena, le sue enormi dimensioni e la composizione metallica a base di nichel le darebbero “il potenziale per distruggere un continente… forse peggio”. Parole che hanno riacceso la fantasia dei complottisti del web, i quali parlano già di misteriosi segnali radio provenienti dall’oggetto e perfino di un imminente arrivo degli alieni.
Che cosa dice la Nasa
La cometa 3I/ATLAS non rappresenta alcuna minaccia per la Terra, poiché rimarrà a grande distanza dal nostro pianeta. Il massimo avvicinamento avverrà a circa 1,8 unità astronomiche (circa 270 milioni di chilometri, o 170 milioni di miglia).
Visibile ai telescopi terrestri fino a settembre 2025, la cometa sfuggirà alle osservazioni fino a dicembre 2025 – perché troppo vicina al Sole. Poi ricomparirà dall’altra parte del Sole permettendo così una nuova fase di osservazioni.
Le comete vengono generalmente chiamate con il nome dei loro scopritori. In questo caso, il riconoscimento va al team ATLAS. ATLAS sta per Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System, un progetto di telescopi terrestri finanziato dalla NASA, dedicato a rilevare asteroidi e oggetti potenzialmente pericolosi.
La lettera “I” indica che si tratta di un oggetto interstellare, e il numero “3” segnala che è il terzo oggetto interstellare conosciuto.
Il Telescopio Spaziale Hubble della NASA ha catturato un’immagine della cometa 3I/ATLAS il 21 luglio 2025, quando la cometa si trovava a circa 277 milioni di miglia dalla Terra. Hubble ha rivelato un nucleo solido e ghiacciato da cui si stacca un cappuccio di polvere a forma di lacrima. Poiché il telescopio stava seguendo la cometa lungo una traiettoria iperbolica, le stelle di sfondo appaiono leggermente striate nell’esposizione.
Urso: impegno mantenuto, non lasciamo soli i lavoratori
Svolta nella vertenza relativa all’azienda informatica Softlab Tech di Caserta. È stato firmato oggi al Mimit un accordo tra le parti secondo cui Seri Industrial S.p.A valuterà i lavoratori della società Softlab Tech e Tech Rain quale bacino preferenziale da cui selezionare il personale necessario ai propri progetti, in base alle esigenze tecniche e alle qualifiche richieste nelle diverse fasi.
“Abbiamo mantenuto il nostro impegno a non lasciare soli i lavoratori, garantendo risposte occupazionali concrete e valorizzando appieno le loro competenze”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso.
Seri industrial si impegna inoltre a formulare entro il 31 dicembre 2026 proposte di assunzione a tempo indeterminato per i profili considerati idonei. Parallelamente, la Regione Campania, con il supporto di Sviluppo Lavoro Italia, attiverà percorsi mirati di aggiornamento e riqualificazione professionale. Le organizzazioni sindacali contribuiranno attivamente a sostenere il programma di ricollocazione.
L’intesa-frutto del coordinamento le strutture tecniche del Mimit in accordo con le Regioni Campania e Lazio e le organizzazioni sindacali, rappresenta una risposta concreta alla crisi occupazionale.
Il Ministero monitorerà l’attuazione dell’accordo con verifiche trimestrali, con particolare attenzione anche ai lavoratori del sito di Roma.
La sonda della missione cinese su Marte Tianwen-1 ha catturato con successo le immagini di un oggetto interstellare, identificato come 3I/ATLAS, utilizzando la sua fotocamera ad alta risoluzione, secondo quanto riportato dalla China National Space Administration (CNSA).
Scoperto il 1° luglio 2025 da un telescopio di sorveglianza in Cile, la cometa 3I/ATLAS è il terzo oggetto interstellare conosciuto a visitare il sistema solare e rappresenta il primo oggetto interstellare ripreso da una missione cinese.
Durante l’osservazione, la sonda si trovava a circa 30 milioni di chilometri dalla cometa, rendendo questa una delle osservazioni più ravvicinate di un oggetto interstellare effettuate da una sonda.
Gli scienziati ritengono che 3I/ATLAS si sia formato attorno a stelle antiche vicino al centro della Via Lattea, con un’età stimata tra 3 e 11 miliardi di anni, forse più vecchia del nostro sistema solare. Ciò rende 3I/ATLAS un campione raro per studiare la composizione e l’evoluzione degli esopianeti e la storia iniziale delle stelle, con notevole valore scientifico.
“Poiché 3I/ATLAS segue un’orbita iperbolica, diversa dalle orbite ellittiche degli oggetti attorno al Sole, è chiaro che proviene da oltre il sistema solare e alla fine si allontanerà da esso”, ha dichiarato Liu Jianjun, progettista capo del sistema di applicazione a terra della prima missione cinese su Marte.
L’Italia, rappresentata dal ministro Urso, ha assunto la presidenza della Ministeriale. Sale a 3,5 miliardi il contributo del nostro Paese al budget ESA. Un astronauta italiano nella missione lunare Artemis
“L’Italia torna protagonista nello Spazio europeo, contribuendo in modo significativo alle determinazioni della Ministeriale dell’ESA. Lo dimostrano l’ingresso di un astronauta italiano tra i tre europei destinati alla missione lunare Artemis e la decisione di aumentare il nostro contributo all’Agenzia Spaziale Europea di oltre il 13%, portandolo a 3,5 miliardi. Una cifra mai raggiunta dal nostro Paese, un impegno che ha superato le aspettative della stessa ESA e che assicurerà la copertura integrale di tutti i programmi per noi prioritari e che hanno importanti ricadute industriali nel nostro Paese: dall’accesso allo spazio con Vega e Ariane all’osservazione della Terra, dalla navigazione alle comunicazioni in sicurezza, fino agli esperimenti spaziali”.
Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata per lo Spazio, Sen. Adolfo Urso, ha commentato la conclusione a Brema del Council Meeting at Ministerial Level 2025 dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).
I Consigli Ministeriali dell’ESA sono appuntamenti triennali nei quali si decidono le attività e gli stanziamenti finanziari per i programmi obbligatori e opzionali dei successivi tre anni. La delegazione italiana è stata guidata appunto dal ministro Urso, assieme al presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente.
I lavori si sono aperti con la designazione unanime del ministro Adolfo Urso quale presidente del Consiglio, nomina che ha anticipato l’annuncio dell’Italia come prossimo organizzatore della Ministeriale ESA prevista nel 2028.
“La ritrovata centralità dell’Italia – ha aggiunto Urso – è dimostrata anche dalla scelta dei Paesi membri dell’ESA di affidarci la presidenza della Ministeriale, Conferenza che si è svolta in un autentico spirito di coesione e condivisione, consapevoli della realtà che insieme dobbiamo affrontare, ben superiore al passato. È il clima che guiderà il triennio della presidenza italiana fino al prossimo Consiglio Ministeriale ESA che ospiteremo nel 2028 nel nostro Paese. Le tre grandi nazionali industriali e spaziali, Italia, Francia e Germania hanno indicato la via da seguire”.
Per il nostro Paese, l’impegno si attesta a 3,5 miliardi di euro per i prossimi tre anni, contributo che conferma l’Italia tra i primi contributori dell’ESA. Rispetto alla scorsa tornata ministeriale, il nostro Paese ha incrementato il proprio impegno di circa 500 milioni di euro, passando dai poco più di 3 miliardi agli attuali 3,5, con un incremento di oltre il 13%.
Il Ministro: “Pronti a svolgere ruolo di primo piano nella definizione della nuova strategia spaziale europea”
La prossima Ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), in programma il 26 e 27 novembre a Brema, è stata al centro di un confronto in videocollegamento tra il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata per le Politiche Spaziali e Aerospaziali, sen. Adolfo Urso, e il Direttore Generale dell’ESA, Josef Aschbacher. All’incontro ha partecipato anche il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente.
“L’Italia è pronta a svolgere un ruolo di primo piano nella definizione della visione strategica europea per lo Spazio, promuovendo e consolidando un dialogo costruttivo con i partner europei, con l’ESA e con la Commissione europea. Vogliamo garantire la massima sinergia e condivisione di intenti in questa fase di transizione, per rafforzare il ruolo europeo e affrontare con decisione le sfide globali”, ha dichiarato il Ministro.
Nel corso del colloquio, Urso e Aschbacher si sono confrontati sulle sfide legate alla competitività industriale europea, tra cui la definizione del budget dell’ESA, la sua ripartizione tra programmi obbligatori e opzionali, nonché le iniziative di osservazione della Terra e di esplorazione spaziale.
Riguardo la partecipazione finanziaria dell’Italia, il Ministro ha ribadito che il governo – attraverso il Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale – definirà nei prossimi giorni il livello dell’ammontare dell’impegno italiano per il prossimo triennio, tenendo presenti anche gli interessi della filiera industriale spaziale del nostro Paese.
Sui lanciatori, il Ministro ha auspicato il rispetto degli impegni presi al vertice ministeriale dell’ESA di Siviglia nel 2023, con il rafforzamento dei vettori europei Ariane 6 e VEGA-C (costruito dalla nostra Avio) sottolineando la necessità di incrementare significativamente la frequenza dei lanci. Urso ha inoltre evidenziato l’importanza di sviluppare una costellazione europea in orbita bassa più ampia e tecnologicamente avanzata, capace di garantire autonomia strategica e competitività nel mercato globale dei servizi satellitari.
Per quanto riguarda i programmi di Osservazione della Terra, il Ministro ha ringraziato il DG ESA per la conferma degli impegni sui programmi satellitari cogestiti con l’UE, ed ha richiamato l’urgenza di rafforzare le capacità del settore per la resilienza europea, pur ribadendo la necessità di una più chiara definizione del perimetro tecnico e finanziario.
L’incontro di oggi segue una serie di interlocuzioni che il Ministro ha avuto nei giorni scorsi con il Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, e con i suoi omologhi e le istituzioni di settore di Francia, Germania e Regno Unito.
Il Ministro e il Direttore Generale dell’ESA si rivedranno a breve per fare il punto prima del vertice di Brema.
Le aurore polari, note come “northern lights” e “southern lights”, si formano quando le particelle cariche provenienti dal Sole interagiscono con le molecole dell’atmosfera terrestre. Durante i periodi di forte attività solare, queste luci si spingono più a sud del normale, offrendo spettacoli visibili anche a chi vive lontano dai poli.
Il confronto con le associazioni nazionali d’impresa su Transizione 5.0 avrà luogo giovedì 20 novembre, alle ore 12.30, a Palazzo Piacentini.
Alla riunione, convocata dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, interverranno il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti.
Il cielo del Piemonte si è illuminato di rosso nella notte del 12 novembre, tra le 3 e 4 del mattino. Effetto di una intensa attività solare, una tempesta geomagnetica di livello G4, un fenomeno che è stato visibile anche nel Nord Italia. Le fotografie sono state condivise sul canale Telegram del meteorologo Andrea Vuolo – Meteo in Piemonte.
La tempesta geomagnetica è ancora in corso: il clou, spiega Vuolo, è previsto fra questa sera e la prossima notte quando la tempesta raggiungerà un’intensità 4 su una scala 5.
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