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È rimasto finora sepolto in ghiacci risalenti a 5mila anni fa, eppure risulta resistente a 10 antibiotici moderni tra quelli più comunemente utilizzati: si tratta di un batterio trovato nella Grotta ghiacciata di Scarisoara, in Romania, da un gruppo di ricercatori guidato dall’Istituto di Biologia di Bucarest dell’Accademia Rumena.
Clostridium (AFP)
La scoperta, pubblicata sulla rivista Frontiers in Microbiology, potrebbe aiutare a comprendere meglio come si è evoluto il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, uno dei principali problemi di salute pubblica che causa oltre 35mila morti all’anno in Europa.
Thiomargarita magnifica, il batterio più grande del mondo (Olivier Gros/Université des Antilles via AP)
Produce enzimi capaci di impedire la crescita di altri pericolosi superbatteri resistenti.
Il batterio potrebbe anche suggerire nuove strade per contrastare la resistenza agli antibiotici perchè produce enzimi capaci di impedire la crescita di altri pericolosi superbatteri resistenti.
analisi in laboratorio (Ansa)
“Resiste a 10 dei 28 antibiotici testati”
Il ceppo batterico isolato dai ghiacci raccolti nella grotta appartiene al genere Psychrobacter, che comprende microrganismi capaci di crescere a temperature estremamente basse. Durante le analisi condotte in laboratorio, i ricercatori coordinati da Cristina Purcarea hanno scoperto che il microrganismo risulta resistente a 10 dei 28 antibiotici testati e che ha più di 100 geni legati alla resistenza, oltre a circa 600 geni la cui funzione è ancora sconosciuta. Gli autori dello studio hanno inoltre individuato 11 geni che contengono le istruzioni per produrre enzimi e altre sostanze potenzialmente in grado di uccidere o bloccare la crescita di altri batteri, virus e funghi.
Ceppi batterici simili costituiscono, dunque, sia una minaccia che un’opportunità, come ha dichiarato Purcarea: “Se lo scioglimento dei ghiacci rilasciasse questi microrganismi, i loro geni potrebbero diffondersi ai batteri moderni, aggravando ulteriormente la sfida globale della resistenza agli antibiotici. D’altra parte – aggiunge la ricercatrice – questi batteri producono enzimi e composti antimicrobici unici, che potrebbero ispirare nuovi antibiotici”.
Un laboratorio della Fondazione Bruno Kessler (RaiNews24)
La Nasa ha annunciato di aver completato con successo tutti i test preliminari e le prove generali per la missione Artemis II sulla Luna, al via il mese prossimo.
Dopo il via libera definitivo, già da oggi i quattro astronauti che orbiteranno attorno alla Luna inizieranno un periodo di quarantena, per limitare la loro esposizione a potenziali malattie prima del lancio, previsto prima del 6 marzo, anche se la data non è stata ancora fissata con precisione. Dell’equipaggio della missione Nasa sulla Luna faranno parte Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme all’astronauta dell’Agenzia Spaziale Canadese Jeremy Hansen.
I test di lancio per la missione Artemis II, condotti presso il Kennedy Space Center della Nasa in Florida, sono stati monitorati dai quattro membri dell’equipaggio del Launch Control, ha riferito la NASA. Durante il test, i team hanno controllato attentamente le operazioni di rifornimento di idrogeno liquido, che si erano dimostrate molto complesse nei test precedenti, e hanno confermato che le concentrazioni di idrogeno rimanevano al di sotto dei limiti consentiti.
“Questo ha dato agli ingegneri fiducia nelle nuove guarnizioni installate sull’interfaccia che indirizza il carburante al razzo”, ha spiegato l’agenzia statunitense sui suoi canali ufficiali.
Tuttavia, si sono verificati alcuni problemi durante i test. All’inizio delle operazioni di rifornimento, i team hanno riscontrato un’interruzione delle comunicazioni a terra presso il Launch Control Center. Gli operatori hanno fatto ricorso temporaneamente a metodi di comunicazione di backup per garantire la sicurezza delle attività di rifornimento fino al ripristino dei normali canali di comunicazione, ma gli ingegneri sono riusciti a isolare l’apparecchiatura che ha causato il problema.
Nei prossimi giorni, i tecnici utilizzeranno delle gru per installare piattaforme di accesso temporanee sul veicolo di lancio mobile. Queste piattaforme consentiranno loro di accedere ai segmenti superiori dei booster a propellente solido del Solid Rocket System (SLS) e al serbatoio intermedio per eseguire la manutenzione del sistema di terminazione del volo e sottoporlo a nuovi test per garantire che soddisfi tutti i requisiti di sicurezza, ha sottolineato la Nasa.
L’agenzia ha spiegato, inoltre, che le piattaforme sono state sviluppate sulla base delle lezioni apprese durante la missione Artemis I e consentono alla Nasa di completare test completi del sistema di sicurezza dalla rampa di lancio, senza dover tornare al Vehicle Assembly Building del Kennedy Space Center della Nasa per ulteriori test.
La navicella Orion, che a marzo trasporterà i quattro astronauti, sarà lanciata nello spazio dal razzo più potente mai costruito dalla Nasa. Orbiterà attorno alla Terra diverse volte prima di intraprendere un viaggio di quattro giorni verso la Luna, un sorvolo della superficie lunare e un viaggio di ritorno. Durante la missione di dieci giorni, gli astronauti assumeranno il controllo manuale della navicella in diverse occasioni per eseguire vari controlli e dimostrazioni.
Artemis II è la seconda missione del Programma Artemis, dopo il volo senza equipaggio del 2022. Precede le missioni successive, in cui si prevede che gli astronauti torneranno sulla superficie lunare, dando così inizio alla creazione di una presenza permanente sul satellite naturale della Terra e alla costruzione della stazione orbitale Gateway.
La stazione Gateway, oltre a collegare e coordinare le missioni tra la Terra e la Luna, sarà utilizzata per condurre numerosi esperimenti scientifici al di fuori della magnetosfera terrestre e per testare tecnologie che potrebbero rivelarsi fondamentali per viaggi più lunghi. Servirà anche come tappa intermedia per future missioni con equipaggio, comprese quelle su Marte, nell’ambito di un progetto internazionale guidato dalla NASA e che coinvolge numerose agenzie.
La Nasa ha annunciato di aver completato con successo tutti i test preliminari e le prove generali per la missione Artemis II sulla Luna, al via il mese prossimo.
Dopo il via libera definitivo, già da oggi i quattro astronauti che orbiteranno attorno alla Luna inizieranno un periodo di quarantena, per limitare la loro esposizione a potenziali malattie prima del lancio, previsto prima del 6 marzo, anche se la data non è stata ancora fissata con precisione.
Il capo della Nasa, Jared Isaacman, ha annunciato che il lancio della missione ‘Artemis 2’ non potrà alla fine svolgersi a marzo a causa di problemi tecnici sul razzo che dovrà trasportare gli astronauti intorno alla Luna per la prima volta in oltre 50 anni. Questi problemi sono stati identificati nella notte dai team della Nasa e consistono in un malfunzionamento del flusso di elio in uno degli stadi del razzo, ha precisato. “Qualunque sia il guasto potenziale” all’origine, costringerà l’agenzia spaziale americana a riportare il razzo nell’edificio di assemblaggio, “escludendo così la finestra di lancio prevista per marzo”, ha spiegato su X.
Il mittente è la polizia postale, l’oggetto della mail di per se è già inquietante: “Accesso a siti proibiti rilevati”.
Ecco la nuova versione della ennesima truffa che in questi giorni sta arrivando a centinaia di indirizzi mail. Il fine della truffa è sempre quello: raccogliere dati, oppure diffondere virus informatici tramite l’apertura di allegati.
“Questa è particolarmente sofisticata e aggiornata “ ci spiega Barbara Strappato, Primo Dirigente della Polizia di Stato e Vice Direttore della Polizia Postale. Infatti il mittente ha un nome e cognome (nel nostro caso si tratta di Gianantonio Giuliani) e l’intestazione della mail e la grafica sono davvero simili al sito della polizia postale.
“Le scriviamo per comunicarle che il suo profilo online è attualmente sotto indagine da parte della Polizia Postale – Divisione Sicurezza Cibernetica.
Tale indagine è stata avviata a seguito del rilevamento di accessi a siti web proibiti, inclusi materiali riguardanti minori di 18 anni. Queste attività costituiscono una potenziale violazione delle normative nazionali e internazionali in materia di contenuti digitali”
Questo il testo iniziale della mail, e poi si chiede all’utente di aprire un allegato (che conterrebbe tutte le informazioni dei log proibiti) e di rispondere direttamente alla mail per fornire spiegazioni.
“Ovviamente la prima cosa da chiarire – rileva la Strappato – è che nessun ente pubblico, di polizia o di rilevanza pubblica (banca, ospedale ecc) chiede informazioni di questo tipo tramite mail. Quindi quando si riceve una mail del genere la prima regola è diffidare”.
Ecco le regole da seguire quando si riceve una mail sospetta come questa.
Come si manifesta e chi può essere coinvolto
Cosa fare:
Consigli:
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La Nasa dovrà affrontare almeno un altro mese di ritardo per il lancio della missione Artemis II attorno alla Luna, dopo la scoperta di un nuovo guasto nel sistema di alimentazione dell’elio che costringerà a smontare già da mercoledì, condizioni meteo permettendo il potente razzo Space Launch System (Sls) e la navicella Orion dalla rampa di lancio per riportarli nell’hangar.
La complessa operazione è iniziata oggi, dopo che il maltempo al Kennedy Space Center, in Florida centrale, aveva causato un rinvio martedì. Artemis II era inizialmente prevista per il 6 marzo e avrebbe dovuto portare quattro astronauti in orbita lunare, dopo che problemi durante il primo test generale avevano già impedito un lancio a febbraio.
Durante il fine settimana, tuttavia, i tecnici hanno rilevato anomalie nel sistema di alimentazione dell’elio del razzo, decidendo quindi di smontare il vettore e trasferirlo nell’hangar per ulteriori verifiche.
In una nota, la Nasa ha precisato che resta comunque intatta la finestra di lancio prevista per aprile, in attesa dei risultati degli interventi di riparazione. Il trasporto fino al Vehicle assembly building (Vab), lungo circa 6,4 chilometri, potrebbe richiedere fino a 12 ore. Una volta rientrato nell’hangar, i tecnici installeranno immediatamente le piattaforme necessarie per accedere alla zona in cui è stata individuata l’interruzione del flusso di elio. L’elio è utilizzato per lo spurgo dei motori e per pressurizzare i serbatoi di idrogeno liquido e ossigeno liquido. I sistemi avevano funzionato correttamente durante le prove generali con rifornimento di carburante effettuate a febbraio, ma durante una normale operazione di repressurizzazione nella notte di sabato 21 febbraio non è stato possibile ristabilire il flusso attraverso il veicolo.
La Nasa sta indagando sulle possibili cause del guasto, ma eventuali interventi possono essere effettuati solo all’interno del Vab.
Artemis II sarà la missione destinata a riportare esseri umani in orbita lunare per la prima volta dopo oltre mezzo secolo, senza tuttavia prevedere un allunaggio.
Il ritorno sulla superficie della Luna è affidato alla missione Artemis III, attualmente prevista non prima del 2028, che segnerebbe il primo sbarco umano dal 1972.
Il fiore di Rafflesia è spesso chiamato “fiore cadavere” (come il più famoso R. arnoldii) per via dell’odore. Può essere considerato un “fiore fantasma”: appare dal nulla e sparisce in pochi giorni. È talmente mimetica e rara che molti botanici trascorrono anni senza vederne una fioritura. I biologi immortalati in questo video, diventato virale, si emozionano fino alle lacrime infatti, quando riescono a trovarla dopo 13 anni di ricerche.
E’ accaduto nella fitta giungla tropicale del West Sumatra — nella regione di Sijunjung, attorno alla foresta di Hiring Batang Somi — la scoperta è avvenuta il 19 novembre 2025.
afflesia hasseltii appartiene al genere Rafflesia ed è nota per le sue caratteristiche biologiche estreme: è una pianta parassita, priva di radici, fusto e foglie, che vive invisibile all’interno dei tessuti di una liana tropicale — specie del genere Tetrastigma — da cui ricava nutrimento. Solo sporadicamente, dopo un lungo periodo di sviluppo interno, appare in superficie un grande bocciolo che può sbocciare.
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