Startup, al via Gobeyond 2022: Sisal a caccia di innovazione responsabile

Startup, al via Gobeyond 2022: Sisal a caccia di innovazione responsabile

Arriva alla sua sesta edizione la competizione di Gobeyond, la piattaforma di innovazione ideata da Sisal, che sostiene lo sviluppo di startup e progetti imprenditoriali innovativi e a vocazione sociale. Tante le novitàdi quest’anno, che rendono GoBeyond un vero e proprio ecosistema di innovazione a trecentosessanta gradi: un importante premio da 50 mila euro, messo a disposizione interamente da Sisal; un rinnovato network di autorevoli partner a supporto dell’iniziativa, che offriranno competenze e know-how per rispondere a tutte le esigenze di sviluppo delle startup; ed un percorso di advisory a beneficio di tutti i finalisti.

Il ruolo di Gobeyond

GoBeyond, a partire dalla prima edizione nel 2015, ha acquisito sempre più rilevanza nel panorama italiano delle startup competition, posizionandosi come un punto di riferimento per numerosi giovani startupper. A testimoniarlo, i numeri delle cinque edizioni passate: oltre 800 startup candidate, più di 350 mila euro di premi erogati e un network di oltre 20 partner a sostegno del progetto.

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“GoBeyond rappresenta per Sisal un importante piattaforma di innovazione che sostiene nuove idee per costruire un futuro più responsabile, contribuendo a risolvere concretamente i problemi sociali, economici e ambientali di oggi.” ha commentato Fabio Ventoruzzo, Corporate Communications & Sustainability Directordi Sisal. “Dopo aver lanciato a marzo la GoBeyond Academy in collaborazione con Feltrinelli Education, un percorso formativo aperto a tutti dedicato alla formazione degli imprenditori e delle imprenditrici di domani, abbiamo arricchito anche la nostra call for ideas. Oggi, infatti, si è evoluta in un vero e proprio ecosistema d’innovazione capace di coinvolgere non solo gli startupper, ma anche tutte quelle realtà che vogliono sostenere l’innovazione che può andare lontano, creando una società più inclusiva, digitale e sostenibile”, ha concluso Ventoruzzo.

Novità anche nelle candidature

Novità anche nel processo di candidatura: tutti i progetti saranno inseriti in un’unica categoria, focalizzata sull’innovazione responsabile. Le idee dovranno essere innovative, sostenibili e, al tempo stesso, generare soluzioni ai problemi attuali, per contribuire a cambiare in profondità il tessuto sociale, ambientale ed economico del Paese. Per partecipare alla call for ideas è sufficiente registrarsi sul sito di Gobeyond, accedere al form di presentazione della candidatura e descrivere il progetto allegando un pitche una video-presentazione. Le iscrizioni sono aperte fino al 31 ottobre 2022.

La giuria e il comitato dei partner valuteranno e selezioneranno la migliore startup, assegnando quindi un premio economico da 50 mila euro, erogato interamente da Sisal, mentre ognuna delle sei finaliste vincerà un percorso di advisory, supervisionato da uno dei partner di GoBeyond. Inoltre, per tutti coloro che accederanno alla fase finale della competiton, sono previste anche alcune menzioni speciali, attribuite e curate dai partner.

I partners

Tra le aziende e le realtà di riferimento nel contesto italiano ed internazionale è stato selezionato un network di partner trasversali che accompagnano lo sviluppo delle startup, grazie alle loro consolidate competenze: si tratta di Italian Tech, Osservatori Digital Innovation – Politecnico di Milano, Google, frog, K&L Gates, Angels4Women, Mamacrowd, B Heroes, Alkemy, Carter & Benson, Foundation-C, SheTech, StartupItalia, Startup Geeks e…

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Twitter vs Musk: il 13 settembre voto degli azionisti sull’offerta

Twitter vs Musk: il 13 settembre voto degli azionisti sull’offerta

Twitter ha annunciato che terrà un’assemblea degli azionisti il 13 settembre per votare sull’offerta di acquisto da 44 miliardi di dollari proposta da Elon Musk. Il piano della società viene reso noto mentre il numero uno di Tesla si prepara ad una resa dei conti legale con Twitter a ottobre per aver abbandonato la sua offerta di acquistare la società di social media.

Durante l’assemblea, agli azionisti verrà chiesto di votare su una proposta per approvare il compenso che potrebbe essere dovuto da Twitter a determinati funzionari esecutivi come conseguenza dell’acquisizione. Parallelamente, la società ha rivelato di aver rallentato in modo significativo le assunzioni nel secondo trimestre e di essere più selettiva nel ricoprire ruoli, nel tentativo di ridurre i costi. A maggio, l‘amministratore delegato di Twitter, Parag Agrawal, aveva addirittura detto ai dipendenti che l’azienda  avrebbe sospeso la maggior parte delle assunzioni e avrebbe esaminato tutte le offerte di lavoro esistenti.

Se l’operazione di acquisto sarà completata, gli azionisti di Twitter avranno il diritto di ricevere $ 54,20 in contanti per ogni azione ordinaria che possiedono, ha affermato la società, aggiungendo che il suo consiglio di amministrazione è fortemente favorevole all’acquisizione.

Incognita sulla data del processo

Elon Musk, intanto, ha chiesto al tribunale di programmare il processo di cinque giorni a partire dal 17 ottobre, e non dal 10 ottobre come richiesto da Twitter, per risolvere la sua offerta di allontanarsi dall’accordo da 44 miliardi di dollari per acquisire la piattaforma di social media.

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La cancelliera Kathaleen McCormick, giudice capo della Court of Chancery del Delaware, la scorsa settimana ha ordinato che debba svolgersi ad ottobre il processo che promette di essere una delle più grandi lotte legali di Wall Street degli ultimi anni. Tuttavia, ha lasciato alle parti il compito di elaborare il programma preciso.  Musk aveva richiesto un processo a febbraio, per avere il tempo necessario a svolgere un’indagine approfondita sugli account falsi di Twitter, vero cuore della disputa.  La società aveva invece richiesto un processo a settembre, affermando che il problema degli  account fake era solo un pretesto di distrazione e che i termini dell’accordo richiedevano invece a Musk di pagare.

Musk aveva anche chiesto al giudice di ordinare a Twitter di produrre immediatamente i documenti necessari, quindi ha accusato la società di rifiutarsi di fornire manuali e politiche riguardanti i calcoli attivi quotidiani degli utenti e l’intelligenza artificiale, oltre a “tutti gli elementi nella data room”.

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Smart district, Milano pioniera con UpTown: in campo Open Fiber

Smart district, Milano pioniera con UpTown: in campo Open Fiber

Si chiama UpTown il primo smart district italiano: situato a Milano, il quartiere residenziale si evolve grazie alla collaborazione tra EuroMilano e Open Fiber, offrendo un ambiente tecnologicamente all’avanguardia che garantisce a residenti e visitatori di avere sempre a disposizione ambienti digitali che semplificano la vita quotidiana nel lavoro così come nel tempo libero.

Per garantire tutto questo è necessaria una rete di telecomunicazioni affidabile, ultraveloce, diffusa e accessibile a tutti. Ecco perché ad UpTown tutti gli edifici e gli appartamenti nascono già connessi grazie alla collaborazione con Open Fiber, operatore di infrastrutture di rete Ftth, che ha cablato l’intero quartiere fin dalla sua nascita garantendo un’estrema facilità di accesso ai servizi digitali innovativi tramite gli operatori partner. Ad oggi, l’azienda ha raggiunto con la propria rete oltre 14 milioni tra case, aziende e sedi della pubblica amministrazione. Circa 4.000 piccoli comuni e 220 città possono già fruire dei servizi digitali disponibili sulla rete ultraveloce attraverso le offerte commerciali degli operatori partner.

Un intero quartiere connesso con la fibra Ftth

UpTown è il primo quartiere in Italia che nasce già interamente connesso con la fibra ottica Ftth, un primato legato anche alle dimensioni della rete nell’ambito di un progetto di rigenerazione urbana promosso e finanziato da un operatore privato. Il nuovo centro, facilmente connesso al resto della città di Milano e al mondo intero, unisce alla rete in fibra ottica altre due grandi reti – geotermica di raffrescamento estivo e di teleriscaldamento invernale – che ne fanno un contesto all’avanguardia con soluzioni infrastrutturali legate al comfort e alla qualità dell’abitare, realizzate con una particolare attenzione al tema della sostenibilità ambientale. Nell’ottica di ridurre le emissioni inquinanti, inoltre, il quartiere è totalmente carbon free e non utilizza gas per uso sanitario o alimentare.

23 Settembre 2022 – 10:00

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Amministrazione/Finanza/Controllo

La tecnologia non basta, serve una visione

“Secondo noi una smart city è la somma di tutti quei servizi ed azioni che garantiscono qualità della vita, sicurezza ambientale, velocità ed efficacia della mobilità – dichiara Valeria Lorenzelli, district manager UpTown – Per fare questo la tecnologia non basta, serve una visione di sviluppo che tenga insieme l’idea dell’abitare urbano in tutti i suoi livelli, dalla casa al condominio, dal quartiere alla città. Tuttavia, alla base di tutto è fondamentale disporre di un’infrastruttura digitale all’avanguardia, veloce, affidabile e diffusa capillarmente. Ecco perché fin dal suo progetto UpTown prevede la realizzazione di una rete di connessione che porti nel parco, nelle amenities condominiali e in tutti gli appartamenti la fibra ottica. Open Fiber è il partner che fin dall’inizio ha dimostrato di condividere e sostenere questa visione, che oggi diventa realtà”.

“L’infrastruttura a banda ultra larga di Open Fiber – sottolinea Salvatore Smiriglia, Field manager di Open Fiber – permetterà ai cittadini e alle imprese di UpTown di usufruire di servizi digitali innovativi quali l’Internet of Things, il cloud computing, lo streaming online, la domotica o la videosorveglianza grazie a una tecnologia a bassa latenza e ad alta velocità.  Servizi diventati indispensabili dopo la pandemia, come lo smart…

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Sisma, online il portale NextAppennino: digitale al centro del primo bando

Sisma, online il portale NextAppennino: digitale al centro del primo bando

E’ online, ed operativo da oggi, il portale Nextappenino.gov.it attraverso il quale i cittadini, le imprese e le amministrazioni pubbliche potranno informarsi ed accedere alle risorse e alle agevolazioni del Fondo complementare al Pnrr per le aree danneggiate dai terremoti del 2009 e del 2016 in Centro Italia.

Che cos’è NextAppennino

NextAppennino, che ha una dotazione di 1 miliardo e 780 milioni di euro, aggiuntiva a quella del Pnrr nazionale, è uno specifico programma di sostegno allo sviluppo dei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dal sisma, con fondi per le infrastrutture e incentivi agli investimenti delle imprese, avviato dal governo nel 2021.

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Obiettivo accompagnare la ricostruzione fisica e materiale dei comuni e dei territori dell’Appennino del Centro Italia, che da sola non è sufficiente a restituire prospettive di sviluppo adeguate alle potenzialità di questi territori, e viene attuato dalla Cabina di Coordinamento guidata dal Commissario sisma 2016, Giovanni Legnini, cui partecipano il Capo della Struttura di Missione sisma Abruzzo 2009, Carlo Presenti, il capo dipartimento Casa Italia, Elisa Grande, i presidenti delle quattro Regioni ed i rappresentanti dei Sindaci, che nei mesi scorsi ha già approvato il programma unitario degli interventi e tutte le Ordinanze attuative.

Da oggi, attraverso nextappennino.gov.it sono disponibili alle imprese, le associazioni del terzo settore, i professionisti, i bandi pubblici gestiti da Unioncamere ed Invitalia con tutta la relativa documentazione, per l’assegnazione di 620 milioni di euro sotto forma di contributi a fondo perduto e di agevolazioni per i nuovi investimenti nelle aree dei due crateri sismici, quello abruzzese del 2009 e quello del Centro Italia del 2016.

Infrastrutture al centro del primo bando

La prima parte del programma, con investimenti per oltre un miliardo di euro per il potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali, dalla connessione digitale, alle strade, alle stazioni ferroviarie, alla produzione dell’energia pulita, alla riqualificazione degli edifici pubblici, alla rigenerazione urbana, ai centri di ricerca universitaria e di conservazione e restauro dei beni culturali, è stata giò definita ed attuata secondo le scadenze imposte dal cronoprogramma.

I bandi sono dieci e riguardano molteplici tipologie di investimenti delle micro, piccole, medie e grandi imprese, con particolare attenzione a quelle aventi sede operativa nel cratere e danneggiate dal sisma, in diversi settori di attività che rispecchiano i grandi obiettivi del Pnrr nazionale e del Next Generation Ue: la transizione ambientale, la valorizzazione dei beni artistici, ambientali e culturali, delle produzioni locali, l’inclusione sociale, l’occupazione dei giovani e delle donne, l’economia circolare.

Cosa prevedono i 10 bandi

I bandi riguardano investimenti produttivi di grande e media dimensione attraverso i Contratti di Sviluppo, la creazione, lo sviluppo e la ripresa delle attività delle microimprese e delle imprese piccole e medie, gli investimenti innovativi di queste ultime, la valorizzazione del patrimonio pubblico, progetti di sviluppo nel settore del turismo, della cultura e dello sport, le iniziative delle imprese sociali, delle cooperative di comunità e del terzo settore, le filiere agroalimentari e il riciclo delle macerie.

Le domande potranno essere presentate a partire dal 15 settembre…

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Banda ultralarga, sì procedure snellite per le installazioni di rete

Banda ultralarga, sì procedure snellite per le installazioni di rete

La Camera ha approvato il Ddl Concorrenza (345 voti a favore e 41 contrari di Fdi e Alternativa) con gli articoli 23 e 24 modificati per consentire uno snellimento delle procedure di installazione delle infrastrutture a banda ultralarga, un risultato gradito alle telco. Il testo del Ddl Concorrenza, approvato a Montecitorio, torna in terza lettura al Senato.

Le modifiche agli articoli 23 (Procedure per la realizzazione di infrastrutture di nuova generazione) e 24 (Interventi di realizzazione delle reti in fibra ottica) non prevedono più l’obbligo per gli operatori di Tlc di “condividere” gli interventi di realizzazione delle reti in fibra ottica ma una possibilità di cooperazione.

Gli operatori saranno comunque invitati a collaborare: in base alla nuova norma, infatti, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) dovrà adottare “apposite linee guida” per garantire che in sede di esecuzione delle opere “sia incentivata l’installazione di infrastrutture fisiche aggiuntive qualora necessarie a soddisfare le richieste di accesso degli altri operatori di rete”.

“In un momento congiunturale come quello attuale il Ddl Concorrenza interviene con alcune misure strutturali destinate a dare una risposta concreta alle presenti e future esigenze del nostro sistema produttivo. Realizziamo riforme importanti, in grado promuovere un maggiore dinamismo concorrenziale, di rilanciare la competitività del sistema-Paese e favorire lo sviluppo dell’economia reale, dal diritto dell’impresa, all’energia, al mondo del commercio e dei consumatori, passando per una migliore qualità ed efficienza dei servizi pubblici. Con l’approvazione del provvedimento, inoltre, onoriamo uno tra i principali impegni assunti con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ora il provvedimento torna per l’ultima lettura al Senato”, ha dichiarato Gilberto Pichetto, senatore di Forza Italia e viceministro allo Sviluppo economico, dopo il via libera al disegno di legge approvato in seconda lettura alla Camera.

Ddl Concorrenza, la modifica all’articolo 24

L’articolo 24 nella precedente versione approvata da Palazzo Chigi affermava che “ogni gestore di infrastrutture fisiche e ogni operatore di rete che esegue direttamente o indirettamente opere di genio civile deve coordinarsi con altri operatori di rete che hanno dichiarato pubblicamente piani di realizzazione nella stessa area allo scopo di installare elementi di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità”. La norma era stata criticata da Asstel e dalle singole telco. In particolare Tim che aveva evidenziato le proprie “perplessità sulle modalità operative” dell’articolo che avrebbero potuto avere “impatti negativi sui tempi di esecuzione dei lavori e del rilascio dei permessi”. Secondo Tim “l’obbligo di coordinamento appare in contrasto con l’obiettivo primario di sviluppare rapidamente le infrastrutture a banda ultralarga nel nostro Paese, basato su dinamiche concorrenziali e sulle capacità competitive di realizzazione di tali infrastrutture da parte dei diversi soggetti interessati”.

SAP NOW, 20 ottobre | Sostenibilità e innovazione per un ecosistema digitale che rispetta il pianeta

Proprio in questo senso va la modifica approvata: ora l’articolo 24 afferma che “Ogni gestore di infrastrutture fisiche e ogni operatore di rete che esegue direttamente o indirettamente opere di genio civile adottano ogni utile iniziativa al fine del coordinamento con altri operatori di rete per il processo…

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Mobility as a service: a Bari, Firenze e Torino via alle sperimentazioni

Mobility as a service: a Bari, Firenze e Torino via alle sperimentazioni

Bari, Firenze e Torino saranno le tre nuove città a sperimentare i servizi di mobilità innovativa. Mobility as a Service for Italy (MaaS). Lo riferisce una nota Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale. Nella nota si apprende infatti della pubblicazione della graduatoria definitiva per il progetto MaaS, al quale hanno partecipato 10 Comuni capoluogo di Città metropolitane, precedentemente individuate dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. In una precedente selezione erano state individuate le città di Milano, Napoli e Roma.

L’investimento rientra nella Misura 1.4.6 (Missione 1 Componente 1 – digitalizzazione della PA) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), ed è volta a favorire lo sviluppo di servizi di mobilità innovativa per i cittadini, nonché la gestione intelligente dei trasporti sul territorio attraverso la condivisione di dati e la creazione di servizi su misura. Il nuovo avviso, pubblicato lo scorso 2 maggio, è stato finanziato grazie alle ulteriori risorse messe a disposizione dal Fondo Complementare del Pnrr.

Il processo di selezione

Le città selezionate costituiranno dei laboratori di sperimentazione dei servizi MaaS, per testare l’introduzione di piattaforme digitali per la mobilità sostenibile e per rispondere ai fabbisogni dei singoli territori. L’Avviso pubblicato prevede anche di sostenere finanziariamente gli operatori del trasporto pubblico locale nel processo di digitalizzazione dei rispettivi sistemi e servizi. Torino è stata scelta anche per la realizzazione di un Living Lab incentrato sulla “Cooperative, connected and automated mobility”, un laboratorio urbano dove sperimentare, in condizioni reali, innovazioni e tecnologie emergenti nel settore della mobilità e del trasporto pubblico, in co-creazione con gli utenti. Il capoluogo piemontese si aggiunge così a Milano, precedentemente selezionata grazie al primo Avviso pubblicato lo scorso novembre. Il Dipartimento per la trasformazione digitale e il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili prevedono di indire nei prossimi mesi un nuovo Avviso MaaS con ulteriori risorse, per l’estensione della sperimentazione ad altri sette territori.

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