Sono oltre 15mila gli attacchi informatici gravi, ovvero con un impatto sistemico in diversi aspetti della società, della politica, dell’economia e della geopolitica, che si sono verificati dal 2011 ad oggi. Di questi, più della metà (8.285) ha avuto luogo negli ultimi 4 anni e mezzo, periodo in cui la media mensile è passata da 124 a 190, segno di una smisurata accelerazione delle minacce cibernetiche. Un’escalation inarrestabile: se confrontati con il primo semestre 2018, gli attacchi da gennaio a giugno 2022 hanno infatti fatto registrare un’ulteriore crescita del 53%, con 1.141 attacchi cyber gravi (+8,4% rispetto al primo semestre 2021) e un picco di 225 attacchi a marzo 2022, il valore più alto mai verificato.
E’ la preoccupante fotografia scattata dall’ultimo Rapporto Clusit Clusit, Associazione italiana per la sicurezza informatica che parla di “cambiamento epocale” nei livelli globali di cyber-insicurezza al quale tuttavia non è corrisposto un incremento sufficiente delle contromisure difensive.
Attacchi sempre più gravi
I ricercatori di Clusit hanno valutato e classificato anche i livelli di impatto dei singoli incidenti, sulla base di aspetti economici, sociali e relativi all’immagine e alle ripercussioni dal punto di vista geopolitico e hanno evidenziato che il trend di crescita degli attacchi riguarda anche la “qualità” degli stessi messa a punto dai cyber criminali, che agisce da moltiplicatore dei danni. Confermando una tendenza già evidente nel 2021, gli attacchi gravi con effetti molto importanti sono stati nel primo semestre 2022 il 45% del totale, mentre quelli con impatto “critico” arrivano nei primi sei mesi di quest’anno a rappresentare un terzo di tutti gli attacchi. Nel complesso, gli attacchi con impatto Critical e High sono stati il 78% del totale.
In testa alla classifica delle vittime in termini percentuali i “Multiple Targets”, rappresentando il 22% del totale. In termini di crescita percentuale seguono le categorie “Telecommunication” (+77,8%), “Financial-Insurance” (+76,7%), “News-Multimedia” (+50%), “Manufacturing” (+34%), “Other Services” (+30,8%) ed “Ict” (+11,5%), “Energy-Utilities” (+5,3%) ed “Healthcare” (+2,2%).
Il ruolo del Pnrr
Uno strumento fondamentale per affrontare le minacce informatiche e rendere il Paese più resiliente è rapprsentato dal Pnrr. All’interno della Missione 1 è previsto uno stanziamento di 620 milioni di euro per erigere un efficace sistema di protezione a fronte di un maggior ricorso all’uso del digitale.
I fondi resi disponibili dal Pnrr si riferiscono a interventi destinati a rendere più efficienti le difese digitali della Pubblica Amministrazione, al fine di assicurare ai cittadini e alle imprese servizi efficaci, in sicurezza e pienamente accessibili: infrastrutture, interoperabilità, piattaforme e servizi, e cybersecurity. L’obiettivo, viene detto esplicitamente, è rendere la PA la migliore “alleata” di cittadini e imprese, con un’offerta di servizi sempre più efficienti e facilmente accessibili.
Ma il Piano non si limita a “coprire” il perimetro dei sistemi pubblici. Implicitamente, delineando una strategia complessiva di digitalizzazione che riguarda anche le imprese, sottintende la necessità di ricorrere alla alla cybersecurity.
D’altra parte, non potrebbe essere altrimenti perché un maggiore ricorso al digitale, alle più moderne tecnologie di comunicazione e al cloud, come cita il Pnrr, prevede implicitamente una sempre più ampia ed efficace protezione delle…
Non si ferma la corsa del 5G. Nonostante il rallentamento dovuto alla crisi del mercato degli smartphone, le connessioni alle nuove reti aumenteranno ancora dell’86% raggiungendo quota 1,15 miliardi entro la fine dell’anno. Emerge dal report di Ccs Insight secondo cui le connessioni globali 5G toccheranno i 4,2 miliardi nel 2026. Più lento l’avanzamento del 5G nell’industria: nel 2026 l’Iot rappresenterà solo il 10% delle connessioni globali alle nuove reti.
I fattori che zavorrano l’avanzata del 5G
Ma sarà comunque un’avanzata “rallentata”, quella del 5G: la minore domanda di nuovi telefoni cellulari significa una transizione più lenta degli abbonati alle nuove reti: le scarse prospettive macroeconomiche, si legge nel report, ritarderanno alcuni lanci di reti 5G da parte degli operatori.
Decisioni più rapide con l’intelligenza artificiale
“La debolezza macroeconomica sta inevitabilmente influenzando le vendite di nuovi telefoni cellulari quest’anno, con le spedizioni globali previste in calo del 10% a 1,43 miliardi di unità, di cui 620 milioni dovrebbero essere compatibili con il 5G – spiega Marina Koytcheva, Vp of Forecasting di CCS Vision –. Ciò rallenterà il passaggio al 5G, ma le connessioni attive sulle reti 5G in tutto il mondo raddoppieranno nel 2022, grazie anche agli investimenti degli operatori di rete sull’espansione della copertura 5G nei mercati chiave e ad alcuni importanti lanci di rete nei mercati emergenti”.
Verso il 5G anche per gli smartphone low cost
Il numero globale di connessioni 5G continuerà ad aumentare, spiega il report, “perché gli operatori di rete che hanno già implementato la tecnologia spingono gli abbonamenti al 5G“. La migrazione dei clienti alle reti più recenti è fondamentale per gli operatori in quanto “li aiuta a vendere nuovi servizi, migliorare l’efficienza operativa e promuovere un’attività più sostenibile – dicono gli analisti -. Ci aspettiamo che gli operatori di rete continuino a incoraggiare i produttori di telefoni a portare le funzionalità 5G a dispositivi più economici, in modo che vengano venduti sempre più dispositivi abilitati al 5G”.
CCS Insight prevede che le connessioni 5G aumenteranno in tutte le regioni del mondo nei prossimi quattro anni, anche se il 70% dei 4,2 miliardi di connessioni 5G alla fine del 2026 rimarrà nei mercati avanzati dell’Occidente e dell’Asia-Pacifico e in Cina.
Lo scenario di Industria 4.0
“Le aziende sono state lente nell’adottare il 5G nelle applicazioni industriali”, avverte però Ccs Insight- Entro il 2026, le applicazioni industriali dell’Internet delle cose rappresenteranno solo il 10% delle connessioni 5G globali. Il resto sarà quasi interamente costituito da telefoni cellulari, anche se altri dispositivi come tablet, laptop e router Internet daranno un contributo modesto.
“Il 5G non ha avuto un andamento tranquillo – spiega Richard Webb, direttore di rete e infrastruttura presso Ccs Insight -. La pandemia ha colpito le catene di fornitura di apparecchiature e dispositivi e gli operatori devono affrontare sfide per recuperare il costo delle nuove reti”.
Ma l’espansione del 5G è destinata a proseguire a passo spedito comunque: “Sempre più operatori stanno implementando funzionalità avanzate che aumentano le prestazioni delle reti 5G – conclude il report -. Ciò significa nuove opportunità per combinare la…
Si chiama EuroQci, l’innovativa rete inter-europea per le comunicazioni quantistiche, a cui l’Italia partecipa con la propria rete scientifica, piccole e medie imprese e grandi gruppi industriali.
Ulteriore livello di sicurezza basato su leggi della fisica quantistica
EuroQci unisce la fibra ottica commerciale a quella di satelliti dedicati, al fine di proteggere i dati sensibili e le infrastrutture critiche, fornendo un ulteriore livello di sicurezza basato sulla Quantum Key Distribution (Qkd), un protocollo in grado di fornire comunicazioni di dati sicure grazie alle leggi della fisica quantistica, proteggendo da potenziali attacchi: un eventuale tentativo di intercettare la chiave distribuita attraverso Qkd lascerebbe, infatti, una traccia che consentirebbe di rilevare l’intrusione e di agire contro eventuali minacce alla riservatezza. Ciò migliorerà la sovranità digitale e la competitività industriale dell’Europa, diventando uno dei pilastri principali della nuova strategia di cybersecurity dell’Ue per i prossimi decenni.
La prima dimostrazione di Qkd nel 2021
Una dimostrazione pubblica di Qkd era stata effettuata con successo durante la riunione dei ministri del G20 sulla digitalizzazione svoltosi a Trieste nel 2021 collegando, per la prima volta, tre Paesi diversi – Italia, Slovenia e Croazia – su una rete quantistica in fibra ottica: l’esperimento aveva avuto esito positivo, mostrando la maturità del sistema tecnologico della Qkd, e ponendolo sotto i riflettori per applicazioni commerciali nel breve termine. La rivista Advanced Quantum Technologies ne ha appena riportato i risultati.
I contributi alla realizzazione della rete
Nel lavoro appena pubblicato, gli autori hanno dato il via all’iniziativa EuroQci collegando Italia, Slovenia e Croazia, su una rete quantistica in fibra. La rete collega stabilmente Trieste a Fiume con un unico collegamento in fibra di 100 km, e a Lubiana tramite un trusted node a Postumia. La rete è realizzata grazie all’Università di Trieste, al gruppo Quantum Communications dell’Istituto nazionale di ottica (Ino) del Cnr di Firenze, alla Technical University of Denmark (Dtu) e all’Università di Firenze nell’ambito del “Quantum FVG”, progetto finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dalla Facoltà di Matematica e Fisica dell’Università di Lubiana, dall’Istituto Ruder Boškovic e dalla Facoltà di Scienze dei Trasporti e del Traffico di Zagabria. La realizzazione tecnica è stata curata da Qti srl – spin-off del Cnr e società partecipata Telsy – con il supporto di Tim, Sparkle, Telekom Slovenije, Oiv – Digital signals and networks, Stelkom e Lightnet, che hanno fornito l’infrastruttura in fibra ottica. L’evento di comunicazione quantistica è stato incoraggiato e sostenuto dalla Presidenza del G20 2021, dai Ministeri italiani MiSE e MAECI.
Twitter di nuovo nel caos. Questa volta la polemica scoppia tra Elon Musk e i giornalisti. Al centro la sospensione degli account di alcuni reporter americani “colpevoli” di aver condiviso sul social in tempo reale gli spostamenti del tycoon. “Criticarmi tutto il giorno va benissimo – ha twittato Musk – ma diffondere la mia posizione in tempo reale e mettere in pericolo la mia famiglia non lo è”. Ma la decisione non passa liscia. Dura la replica del The New York Times, Washington Post, Cnn – tra gli altri -, mentre anche l’Europa fa sentire la sua voce: “Decisioni preoccupanti – dichiara Vera Jourova vp della Commissione Ue prospettando “possibili sanzioni”.
Le accuse di “doxxing”
Elon Musk ha deciso di sospendere gli account di Twitter di alcuni giornalisti di alto profilo che nelle ultime settimane avevano diffuso notizie su di lui. Giornalisti della Cnn, Washington Post, New York Times, Mashable tra gli altri, che avevano condiviso sulla piattaforma la posizione in tempo reale del tycoon.
Una guida per acquisire nuovi clienti con il digital onboarding
Una pratica inaccettabile di “doxxing” secondo Musk, perché “criticarmi tutto il giorno va benissimo, ma doxxare la mia posizione in tempo reale e mettere in pericolo la mia famiglia non lo è”. Il doxxing si riferisce alla pratica di condividere l’indirizzo di casa di qualcuno o altre informazioni personali online. Anche se, specifica la Cnn, “i dati di volo del jet di Elon Musk sono ancora pubblicamente disponibili”.
“La sospensione impulsiva e ingiustificata di un certo numero di giornalisti – dice un portavoce della Cnn – è preoccupante, ma non sorprendente. La crescente instabilità e volatilità di Twitter dovrebbe essere motivo di preoccupazione per tutti coloro che utilizzano Twitter”.
La condanna dell’Europa
“Le notizie sulla sospensione arbitraria dei giornalisti su Twitter sono preoccupanti – scrive su Twitter la vicepresidente della Commissione Europea, Vera Jourova –. La legge sui servizi digitali dell’Ue richiede il rispetto della libertà dei media e dei diritti fondamentali. Questo è rafforzato dal nostro Media Freedom Act. Elon Musk dovrebbe esserne consapevole. Ci sono linee rosse. E sanzioni, presto”.
Anche la Germania prende posizione. “La libertà di stampa non può essere attivata e disattivata a piacimento. Da oggi anche i giornalisti qui sotto non possono più seguirci, commentarci e criticarci. Abbiamo un problema con questo, Twitter” scrive in un tweet il ministero degli Esteri della Germania. “A partire dal momento che il Digital services act (Dsa) sarà applicato le regole si applicheranno a tutte le piattaforme, alle piccole e alle grandi. È importante che le piattaforme abbiano termini di utilizzo chiari, comprensibili e trasparenti”.
La moderazione dei contenuti su Twitter
Le sospensioni arrivano mentre Musk apporta importanti modifiche alla moderazione dei contenuti su Twitter. Ha sostenuto, attraverso il rilascio di documenti aziendali selezionati soprannominati “The Twitter Files”, di ripristinare “la libertà di parola”.
Ma il Comitato senza scopo di lucro per la protezione dei giornalisti dichiara le proprie preoccupazioni: “La sospensione degli account è una grave violazione del diritto dei giornalisti di riportare le notizie senza timore di rappresaglie”.
Il Gruppo Bt ha annunciato che a breve fonderà le due sue divisioni Global ed Enterprise in un’unica divisione b2b, denominata Bt Business.
Gli obiettivi della nuova divisione Bt Business
La nuova divisione, alla cui guida ci sarà Bas Burger, attuale ceo della divisione Global, ha l’obiettivo di rafforzare la posizione competitiva del gruppo e di produrre una serie di sinergie, attraverso:
– lo sfruttamento della capacità di Bt nello sviluppo e nella fornitura di prodotti e servizi leader di mercato per tutti i clienti B2B, tra cui connettività di nuova generazione e unified communications, multi-cloud networking e soluzioni di sicurezza avanzate;
– la creazione di un’unica interfaccia con Bt Group per i clienti business e le pubbliche istituzioni, combinando le competenze e le capacità settoriali verticali ed eliminando le attuali duplicazioni tra Enterprise e Global;
– la promozione di significativi e rapidi risparmi sui costi annuali lordi di almeno 100 milioni di sterline entro la fine dell’anno fiscale 2025, attraverso il consolidamento e l’ottimizzazione dei team di gestione, delle funzioni di supporto, dei portafogli di prodotti e dei sistemi.
Tre divisioni si occuperanno della clientela
Così, il Gruppo Bt avrà una natura più semplificata, con tre divisioni che si occuperanno della clientela: Consumer Supporting a sostegno dei consumatori britannici, Bt Business a sostegno delle aziende e del settore pubblico, e Openreach che fornirà l’infrastruttura di accesso a livello nazionale nel Regno Unito. “Combinando le due divisioni, Bt Business porterà i prodotti, gli assets, le capacità ed il brand del gruppo al servizio dei nostri circa 1 milione e duecentomila clienti business, che trarranno benefici dal processo innovativo. Bas (in riferimento a Bas Burger, ndr) è un leader eccellente e sono sicuro che costruirà sulla fondamenta già stabilite, guidandoci verso una nuova crescita”, ha commentato Philip Jansen, Bt Group Chief Executive.
Il percorso professionale di Bas Burger
Burger, che guiderà Bt Business a partire dal 1 gennaio 2023 e sarà supportato nei primi mesi dal ceo della divisione Enterprise, Rob Shuter, è entrato in Bt nel 2008, e prima del suo ruolo di ceo della divisione Global era responsabile di Bt Americas. Prima di entrare nel gruppo, è stato presidente esecutivo e membro del comitato di gestione di Getronics Nv, nel quale ha diretto il reparto vendite, canali e partnership, sviluppando il business oltreconfine della compagnia informatica olandese. E’ stato inoltre ceo e direttore della Kpn Entercom Solutions.
“Durante gli ultimi due difficili anni, Bas e Rob ci hanno dato una formidabile leadership. Il Covid ha accelerato i cambiamenti nel mercato, visto che le aziende e le persone hanno cambiato il modo in cui lavorano, mentre variabili macro economiche hanno posto problemi alle catene di approvvigionamento e messo pressione sui settori pubblici di tutto il mondo. Nonostante ciò, abbiamo fatto numerosi progressi, e la soddisfazione dei nostri clienti è cresciuta, in alcuni casi a livelli mai riscontrati prima. Sono grato a Bas e Rob per aver gettato le fondamenta in grado di permetterci questo passo nella trasformazione di Bt”, ha aggiunto Philip Jansen.
Le prospettive di crescita
Bt Business creerà un B2business di telecomunicazioni e tecnologia incentrato…
Dati dei clienti al sicuro entro i confini dell’Unione europea e dell’Efta (l’associazione europea di libero scambio). E’ l’obiettivo dell’EU Data Boundary che Microsoft annuncia rilascerà a partire dal 1° gennaio 2023 per le organizzazioni e pubbliche amministrazioni clienti.
Cos’è l’EU Data Boundary
Si tratta di una soluzione di data residency che offrirà ai clienti Microsoft la possibilità di processare e archiviare i dati dei propri clienti all’interno dell’UE per i servizi Microsoft 365, Azure, Power Platform e Dynamics 365. Con questa release Microsoft, si legge in una nota, “conferma il proprio impegno in materia di archiviazione ed elaborazione a livello locale, riducendo notevolmente i flussi di dati fuori dall’Europa attraverso lo sviluppo di soluzioni di data residency proprietarie”.
Da piattaforma a ecosistema : la rivoluzione dell’intelligent enterprise
Amministrazione/Finanza/Controllo
Le fasi del progetto
Nelle prossime fasi dell’EU Data Boundary, Microsoft espanderà la soluzione per includere l’archiviazione e l’elaborazione di ulteriori categorie di dati personali, inclusi i dati forniti quando si riceve supporto tecnico.
I servizi cloud di Microsoft sono già conformi o superano i requisiti dell’UE e l’EU Data Boundary consentirà inoltre ai clienti del settore pubblico e commerciale elaborare e archiviare i propri dati all’interno della regione. Inoltre, con l’implementazione dell’EU Data Boundary, Microsoft pubblicherà una nuova documentazione sul flusso di dati nella nuova pagina Web “EU Data Boundary Trust Center” per fornire informazioni trasparenti sui dati per i clienti i cui servizi saranno inclusi nel limite.
Nuovi livelli di documentazione sulla trasparenza
EU Data Boundary è una soluzione di residenza dei dati leader del settore. Sulla base del feedback e delle informazioni approfondite dei clienti, nonché delle conoscenze acquisite nell’ultimo anno di sviluppo del confine, Microsoft, si legge nella nota, “ha modificato la tempistica per la localizzazione di ulteriori categorie di dati personali e dei dati forniti quando si riceve supporto tecnico”.
Nell’ambito della prima fase dell’implementazione di EU Data Boundary a partire dal 1° gennaio 2023, Microsoft pubblicherà una documentazione dettagliata sugli impegni relativi ai limiti. La documentazione sulla trasparenza sarà pubblicata inizialmente in inglese e sarà resa disponibile anche in altre lingue.
La documentazione verrà aggiornata continuamente man mano che Microsoft implementa fasi aggiuntive del limite dati UE e includerà dettagli sui servizi che potrebbero continuare a richiedere trasferimenti limitati di dati dei clienti al di fuori dell’UE per mantenere la sicurezza e l’affidabilità del servizio.
Questi trasferimenti limitati di dati assicurano che i clienti dell’UE continuino a ricevere tutti i vantaggi del cloud computing globale hyperscale, godendo al contempo di funzionalità di gestione dei dati leader del settore.
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