Data center e AI, la nuova frontiera Ibm: combinare fibra e rete elettrica

Data center e AI, la nuova frontiera Ibm: combinare fibra e rete elettrica

Ricerca rivoluzionaria nel campo della tecnologia delle comunicazioni ottiche da parte di Ibm. I ricercatori hanno sperimentato un nuovo processo per l’ottica co-packaged (Cpo), la tecnologia ottica di prossima generazione, che permetterà di connettere i data center alla velocità della luce tramite componenti ottici a complemento degli attuali cavi elettrici a corto raggio. In pratica, la nuova tecnologia potrebbe migliorare drasticamente il modo in cui i data center addestrano ed eseguono i modelli di AI generativa.

Avendo progettato e assemblato il primo esempio funzionante di guida d’onda ottica in polimero (Pwg), i ricercatori Ibm hanno dimostrato come la tecnologia Cpo ridefinirà il modo in cui l’industria informatica trasmetterà dati tra chip, schede di circuiti e server con un’elevata larghezza di banda.

La tecnologia attuale

Oggi, la tecnologia in fibra ottica trasporta i dati ad alta velocità su lunghe distanze, gestendo quasi tutto il traffico commerciale e delle comunicazioni del mondo tramite luce anziché elettricità. Sebbene i data center utilizzino la fibra ottica per le loro reti di comunicazione esterne, i rack continuano ad utilizzare principalmente cavi elettrici in rame per le comunicazioni interne. Questi cavi collegano gli acceleratori di Gpu, i quali possono rimanere inattivi per più della metà del loro ciclo di vita in attesa di ricevere i dati durante l’addestramento dei modelli distribuito su larga scala, comportando spese e consumi di energia significativi.

La nuova frontiera: connettività ottica nei data center

I ricercatori Ibm hanno dimostrato un modo per portare la velocità e la capacità dell’ottica all’interno dei data center. In un articolo scientifico, appena pubblicato in versione preliminare su arXiv, Ibm presenta un nuovo prototipo di un modulo Cpo in grado di abilitare la connettività ottica ad alta velocità. Questa tecnologia potrebbe aumentare in modo significativo la larghezza di banda delle comunicazioni dei data center, riducendo al minimo i tempi di inattività delle Gpu e accelerando drasticamente i processi di AI. Questa innovazione nel campo della ricerca, come descritto nell’articolo, consentirebbe di ridurre i costi per scalare l’AI generativa grazie a una diminuzione del consumo energetico di oltre 5 volte rispetto alle interconnessioni elettriche di fascia media, estendendo al contempo la lunghezza dei cavi di interconnessione dei data center da un metro a centinaia di metri; addestrare più rapidamente i modelli di AI, consentendo agli sviluppatori di creare un Large Language Model (Llm) fino a cinque volte più velocemente con la Cpo rispetto a quanto sarebbe possibile con il cablaggio elettrico convenzionale. La Cpo potrebbe ridurre il tempo necessario per addestrare un Llm standard da tre mesi a tre settimane, con un aumento delle prestazioni grazie all’utilizzo di modelli più grandi e di un maggior numero di Gpu; aumentare drasticamente l’efficienza energetica dei data center, con un risparmio energetico equivalente al consumo annuo di 5.000 abitazioni statunitensi per ogni modello di AI addestrato.

Verso una nuova era di comunicazioni

“Poiché l’AI generativa richiede più energia e potenza di elaborazione, il data center deve evolversi e l’ottica co-packaged può rendere questi data center adatti alle esigenze future”, ha…

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Web tax, stop all’emendamento sull’estensione dell’aliquota alle pmi del digitale

Web tax, stop all’emendamento sull’estensione dell’aliquota alle pmi del digitale

La web tax estesa anche alle Pmi, senza limiti di fatturato, non farà parte della manovra finanziaria per il 2025, in esame in queste ore alla commissione Bilancio della Camera. L’emendamento per l’allargamento della platea delle aziende interessate dalla misura, infatti, è stato accantonato durante la seduta della Commissione Bilancio della Camera, proprio come era stato richiesto dai rappresentanti, all’interno della maggioranza, di Forza Italia.

La soddisfazione di Confimprenditori

“Accogliamo con grande soddisfazione la decisione della maggioranza di governo di non estendere la webtax alle piccole e medie imprese. Questa scelta rappresenta un importante segnale di attenzione verso le Pmi, le startup e la libera editoria”, afferma Stefano Ruvolo, presidente di Confimprenditori.

“Grazie all’intervento di Forza Italia, e in particolare del presidente Maurizio Gasparri -prosegue Ruvolo – è stato possibile evitare un provvedimento che avrebbe gravemente penalizzato le piccole imprese italiane, riducendo la loro capacità di innovare e competere in un mercato già estremamente complesso. Siamo anche certi che una tassa del genere non sarebbe mai stata pensata dalla Lega di Umberto Bossi, che una volta era il partito delle Pi. Adesso vigileremo affinché alle parole facciano seguito i fatti”.

Confimprenditori aveva dedicato uno studio agli effetti negativi dell’estensione della Web tax alle pmi, denunciando che avrebbe esposto al rischio di chiusura migliaia di aziende e startup, rilanciando anzi sulla proposta di aumentare la web tax per le big tech, portandola dal 3 al 5%.

Accantonata la proposta del Mef

L’idea degli uffici del ministro delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, era quella di eliminare le soglie di fatturato sotto alle quali la web tax non è dovuta. Oggi, ad essere soggetti al pagamento della web tax con aliquota al 3% sono le imprese che realizzano ovunque nel mondo, singolarmente o congiuntamente a livello di gruppo, un ammontare complessivo di ricavi di almeno 750 milioni di euro a livello globale e che percepiscono un ammontare di ricavi da servizi digitali non inferiore 5,5 milioni in Italia. Eliminando entrambi questi tetti, l’imposta sarebbe di fatto stata estesa a tutti gli operatori del settore.

Gli allarmi e le preoccupazioni

Contro la proposta del Mef si era subito registrato un forte movimento di protesta nel mondo delle aziende. È il caso ad esempio di Netcomm, che ha parlato di una “Misura che rischia di impoverire l’Italia”, e di diversi player anche nel mondo dell’informazione, con Fieg ed Fnsi che hanno paventato i rischi per l’occupazione anche nell’editoria.

“Con l’estensione della platea dei contribuenti l’epilogo della web-tax è paradossale – denunciava l’associazione degli editori – si colpiscono tutte le imprese digitali italiane, sottoponendole ad una duplice tassazione e accentuando così la disparità di trattamento e lo svantaggio competitivo nei confronti dei colossi globali del web”.

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Switch off reti in rame, al ritmo attuale migrazione totale alla fibra nel 2036

Switch off reti in rame, al ritmo attuale migrazione totale alla fibra nel 2036

Lo switch off del rame a favore delle connessioni in fibra fino all’abitazione (Ftth) non potrà avvenire prima del 2036: è quanto emerge dallo studio “Obiettivo Italia Connessa” realizzato da I-Com nell’ambito di Futur#Lab, progetto di I-Com e Join Group con la partnership di Ericsson, FiberCop, Inwit e Open Fiber. Focus del paper è l’evoluzione delle reti di telecomunicazione in Italia tra l’eliminazione del digital divide e lo switch off. Partendo dal quadro registrato a giugno 2024 e considerando l’andamento storico e i ritmi attuali, ci vorranno ancora una decina di perché l’Ftth sostituisca le connessioni in rame e Fttc.

Si tratta di tempi ben più dilatati rispetto a quanto auspica Bruxelles: il Digital connectivity package pubblicato a febbraio dalla Commissione europea, comprensivo del white paper “How to master Europe’s digital infrastructure needs?”, ritiene appropriato raggiungere lo switch off del rame per l’80% degli abbonati nell’Ue entro il 2028 e per il restante 20% entro il 2030.

In Italia quasi il 16% delle connessioni sono in rame

Lo studio di I-Com ha considerato l’evoluzione del mix tecnologico negli accessi diretti alla rete fissa in Italia, che, tra giugno 2018 e giugno 2024, vede un calo delle connessioni completamente in rame (-49,5%) a fronte di una netta crescita di Ftth (passato dal 3,4% al 25,8%) e dell’Fwa (dal 5,5% al 11,1%). È interessante inoltre notare come a partire dal 2022 sia calata la quota di connessioni Fttc (-4,1%), segnale di un graduale passaggio (sia pure ancora modesto) verso le connessioni completamente in fibra. Tuttavia, le connessioni in rame restano comunque il 15,8% del totale su una base di accessi che rimane stazionaria.

Il macro obiettivo esposto dalla Commissione europea nel citato white paper consiste nell’assicurare ampia disponibilità, anche nelle aree rurali, di infrastrutture di connettività di elevata qualità, affidabili e sicure attraverso la definizione di un quadro regolamentare che incentivi la transizione dalle reti in rame tradizionali alle reti in fibra ottica, lo sviluppo di reti 5G ed altre reti wireless, nonché di infrastrutture basate sul cloud.

Tra gli scenari delineati dalla Commissione, il 5 in particolare mira a ridurre gli oneri per le aziende, ad individuare misure per accelerare lo switch off del rame e rivedere le politiche di accesso alla rete in fibra attraverso la definizione di un prodotto europeo di accesso all’ingrosso.

Il white paper sottolinea come la migrazione dalle reti in rame tradizionali alle nuove reti in fibra sia un processo chiave per facilitare la transizione verso il nuovo ecosistema di connettività, che promuove l’adozione dei nuovi servizi, contribuendo ad aumentare il rendimento degli investimenti in fibra e a sostenere il raggiungimento dell’obiettivo del Decennio Digitale, e supporta gli obiettivi green dell’Ue.

La fibra è green: risparmi di elettricità per 132 milioni

La fibra ottica, infatti, dà un contributo importante alla sostenibilità delle telecomunicazioni nel fisso, esattamente come accade 5G per le reti mobili. Nello scenario 7 del white paper sulle infrastrutture digitali dell’Ue, la Commissione sottolinea la possibilità di facilitare “l’ecologizzazione” delle reti digitali, promuovendo lo spegnimento tempestivo delle…

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La rivincita degli sms: si apre l’era application-to-person

La rivincita degli sms: si apre l’era application-to-person

Il “de profundis” per gli sms aveva iniziato a circolare già nel 2000. Con l’avvento di Facebook e con il progressivo sviluppo delle piattaforme online di messaggistica istantanea lo “Short message service”, questo l’acronimo di sms, ha iniziato a vivere una crisi d’identità prolungata, che ha portato a un crollo progressivo del traffico.  

Ma quello che era lo strumento più diffuso per scambiarsi messaggi personali di testo, e che nel tempo è stato soppiantato da servizi come WhatsApp, Messenger e Telegram, sta oggi vivendo una seconda giovinezza con promettenti sviluppi di business, grazie all’innovazione tecnologica e alla possibilità di mandare messaggi automatizzati direttamente sugli smartphone degli utenti/clienti, servendosi di una piattaforma in grado di “personalizzare” gli invii. È il caso degli sms A2P, il servizio di messaggistica attraverso il quale i messaggi vengono inviati da un’applicazione, che sia un software o una piattaforma, direttamente ai dispositivi mobili dei singoli.

Proprio per consentire alle aziende di sfruttare al massimo questo strumento Ehiweb, provider di servizi Internet nato a Roma nel 2004 e oggi alle prese con le nuove opportunità e le nuove sfide che arrivano dal mercato, ha messo a punto BeSms, una piattaforma che si presta a essere utilizzata per dare informazioni di servizio a utenti e clienti o per finalità di marketing, caratterizzata dalla semplicità di utilizzo e dall’accessibilità dei costi.

I vantaggi degli sms

Ma quali sono i vantaggi degli sms rispetto agli altri servizi di messaggistica istantanea? “L’sms – spiega Gilberto Di Maccio, cofondatore e direttore commerciale di Ehiweb – è l’unico strumento che arriva nel 100% dei casi, anche dove non c’è copertura Internet, basta che ci sia una rete disponibile. Questo perché gli sms viaggiano sullo stesso canale della voce, e hanno dimostrato la loro utilità, ad esempio, nei sistemi di alert, proprio in virtù dell’affidabilità che li caratterizza. Quando si manda un sms si ha certezza che arriverà e che verrà letto”.

I messaggi indesiderati e le truffe

A penalizzare i servizi via sms erano stati finora i messaggi aggressivi di marketing non richiesto e i messaggi-truffa, il cosiddetto “smishing”, il phishing veicolato attraverso gli sms. Se i messaggi di “spam”, proprio come il telemarketing selvaggio, andavano a intasare la casella dei messaggi, quelli inviati da malintenzionati contenevano link cliccando sui quali si finiva su siti pirata che avevano l’obiettivo di carpire le informazioni personali degli utenti.

Ma questo fenomeno, con il passare del tempo, è diminuito in maniera costante, lasciando campo libero ai messaggi e alle comunicazioni attendibili. “Da quando Agcom è intervenuta con decisione su questo settore a tutela degli utenti – spiega Di Maccio – l’utilizzo improprio degli sms è in forte calo. Parliamo ad esempio della regolamentazione degli alias dall’estero, che è stata implementata in meno di 12 mesi, facendo una notevole ‘pulizia’ sul canale”.

La trasformazione del mercato

Grazie anche a questi interventi a tutela degli utenti oggi gli sms vengono utilizzati dalle aziende per veicolare contenuti più qualificati, con un calo del marketing “a tappeto” e più messaggi mirati, inviati a contatti di cui…

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Mobilità e grandi eventi: il 5G alla prova dei fatti

Mobilità e grandi eventi: il 5G alla prova dei fatti

l 5G rappresenta è più di una semplice innovazione tecnologica: è un potente facilitatore dell’integrazione intermodale dei trasporti. È capace di unire e rendere sinergiche filiere di mobilità attualmente indipendenti, dai trasporti marittimi a quelli su strada, fino alla movimentazione delle merci e all’esperienza degli utenti nei grandi eventi. Si tratta di un approccio promuove efficienza e resilienza, rispondendo in modo efficace alle necessità di consumatori e aziende.

Questo il messaggio che emerge da Imagine Italy, l’annuale evento Ericsson che mira ad “esplorare le sfide e le opportunità della digitalizzazione delle infrastrutture nazionali”, questa volta con un focus sul 5G per la mobilità. Nel corso dell’evento, industry di varia natura si sono confrontate sull’importanza di adottare un approccio sistemico per accelerare il cambiamento. Ecco le loro voci.

Pane, Ericsson: “La sfida del futuro? La sicurezza dell’AI”

Quello che ha portato alla definizione del 5G è un percorso di innovazione che prosegue da decenni. Ed Ericsson, con alle spalle una lunga storia in ambito R&D, ne è fra i protagonisti chiave. Ne ha parlato adImagine Italy Alessandro Pane, Direttore della Ricerca e Sviluppo di Ericsson in Italia, chiarendo che la ricerca e sviluppo nel nostro Paese non è fine a sé stessa, ma è parte integrante di un ecosistema globale. Ericsson, con quasi 50 anni di attività di ricerca in Italia, qui conta tre centri di eccellenza: a Genova, Pisa e Pagani (tra Napoli e Salerno), responsabili fra l’altro dei sistemi di trasmissione sulla rete ottica, della ricerca sulla parte fotonica, sulla gestione delle reti, su parti sensibili dell’evoluzione delle reti. “Con il nostro lavoro – spiega Pane – abbiamo contribuito a tutta l’evoluzione: dall’1G e il duplex sino alla personalizzazione del telefonino con il 5G”.

Un percorso all’epoca inimmaginato e inimmaginabile, che oggi si incrocia con un altro grande tema cruciale per il futuro dell’umanità: l’intelligenza artificiale. “Noi ovviamente non siamo spaventati dall’AI – chiarisce Pane -, mentre c’è chi non ha trovato i freni e non sa come gestirne l’evoluzione. Il grosso sforzo, infatti, è sulla sicurezza di questa nuova tecnologia. Già nel 1956 si parlava di AI, ma oggi, con l’evoluzione delle tecnologie abilitanti, finalmente l’AI trova il luogo per esprimere la sua potenza. Noi ci lavoriamo molto e la questione fondamentale è sapere come trattarla, come gestirla e come metterla in sicurezza”.

Interpellato dal moderatore Andrea Giambruno anche su cosa chiederebbe alla politica, ragionando di 5G e nuove frontiere dell’innovazione, Pane ha dichiarato: “Noi abbiamo vissuto l’evoluzione della telefonia senza distinzioni, e la democratizzazione del bit per noi è sempre stata fondamentale. L’Europa ora deve aiutarci a capire che alcune piattaforme e metodologie vanno regolamentate i modo che ci sia omogeneità nella fruizione del servizio. Su questo fronte c’è ancora parecchia strada da fare”.

Cingolani, Leonardo: “Sinergie fra grandi aziende per rafforzare l’Europa”

In un mondo sempre più data-driven, dove si scambiano petabyte di dati non completamente analizzati, Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo, mette nero su bianco la visione dell’azienda. E svela che “Leonardo ed Ericsson hanno un ruolo più…

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Cellnex, Protto: “Le tower company giocheranno un ruolo cruciale”

Cellnex, Protto: “Le tower company giocheranno un ruolo cruciale”

Il “piano Marshall per l’Europa” necessario secondo l’ex presidente del Consiglio Mario Draghi mira a creare un mercato unico delle telecomunicazioni per rafforzare la competitività dell’Europa e delle imprese. Un mercato che sta attraversando una rapida evoluzione tecnologica che modellerà l’evoluzione del settore nei prossimi anni attraverso nuove tecnologie come cloud, data center, intelligenza artificiale e quantum computing. Pertanto, solo attraverso investimenti strategici in infrastrutture avanzate, regolamentazioni uniformi e incentivi per la digitalizzazione di imprese e pubbliche amministrazioni e promuovendo innovazione e sostenibilità economica sarà possibile attuare la trasformazione digitale come previsto dal programma Europa digitale.

Il ruolo delle tower company

Rendere l’Europa più digitale è quindi una delle sfide fondamentali del nostro tempo ma le tecnologie digitali richiedono adeguate infrastrutture di connettività per operare. In questo contesto, le TowerCo indipendenti come Cellnex giocano un ruolo cruciale per sostenere lo sviluppo e la digitalizzazione dell’Europa, oltre ad avere un ruolo fondamentale nella nostra vita privata garantendo tramite le proprie torri una connessione mobile (voce e dati) multi-operatore ad elevate prestazioni. Ad esempio, se guardiamo ai corridoi di trasporto europei, siano essi stradali o ferroviari, il programma della Commissione Europea chiamato CEF (Connecting Europe Facility) ha già previsto ed erogato dei finanziamenti pubblici per lo studio di progetti di infrastrutture di connettività digitale che assicurino una copertura ininterrotta del segnale 5G a livello paneuropeo.

Su questo Cellnex ha dato il suo contributo con sei progetti per lo sviluppo di un’infrastruttura 5G attraverso degli studi di fattibilità finalizzati all’individuazione delle opere, le criticità e i costi necessari per garantire una copertura con tecnologia 5G nei corridoi di trasporto tra Portogallo e Spagna e tra Italia e l’Austria, con il progetto 5G GAIL da Udine al confine di Tarvisio, e tra l’Italia e la Francia, attraverso i due tunnel del Frejus. Questi consentiranno, infatti, non solo lo sviluppo di nuovi settori come quello della guida autonoma e la fornitura di servizi di mobilità intelligente tra grandi città europee ma anche di potenziare l’esperienza dei passeggeri, del trasporto intermodale delle merci e dei servizi di emergenza. Auspichiamo che questi studi di fattibilità possano ricevere l’interesse da parte degli operatori mobili per quanto riguarda l’aggiornamento necessario della copertura esistente 3G e 4G a 5G per garantire una connettività senza soluzione di continuità che consenta la piena digitalizzazione del corridoio in linea con le norme europee esistenti.

Appuntamento a Telco per l’Italia il 12 dicembre

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