I nuovi imperativi dell’industria manifatturiera

I nuovi imperativi dell’industria manifatturiera

Per la fabbrica è iniziata una nuova era, caratterizzata dalla necessità di ottimizzare e riprogettare processi e prodotti, all’insegna di una maggiore flessibilità, sicurezza e sostenibilità.

Le tecnologie abilitanti e i paradigmi dell’Industria 4.0 permettono non solo di sviluppare ex novo linee produttive avanzate, ma anche di migliorare l’efficienza, la produttività e l’impatto ambientale degli impianti esistenti.

Non mancherà un approfondimento sugli sviluppi del piano Transizione 4.0, sugli incentivi e le altre opportunità per finanziare l’innovazione.

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Nokia, Giorgetti: “Vimercate realtà di assoluta eccellenza”

Nokia, Giorgetti: “Vimercate realtà di assoluta eccellenza”

Mattinata in Brianza per il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, che ha visitato la città di Vimercate, la seconda per numero di abitanti nella provincia di Monza e Brianza, e gli stabilimenti Nokia locali.  Giorgetti ha affidato a un tweet il suo commento sul sopralluogo nella sede della multinazionale finlandese, definendola come una “realtà di assoluta eccellenza, dove dall’idea si arriva a un prodotto di altissima tecnologia per lo sviluppo delle comunicazioni di ieri e di domani”.

“Una catena di ricerca e sviluppo – conclude Giorgetti – da valorizzare con tutti gli strumenti disponibili, italiani ed europei”.

Nokia: nel 2022 conti superiori alle attese

Nell’anno che si è da poco concluso Nokia ha registrato fatturato e utili oltre le attese, spinto soprattutto dai risultati dell’ultimo trimestre. L’utile netto è infatti cresciuto del 160% avvicinandosi ai 4,3 miliardi di euro. Su base omogenea, l’utile netto rettificato è aumentato del 18% a quasi 2,5 miliardi. Il fatturato annuo mostra inoltre un aumento del 12%, a 24,9 miliardi. L’utile operativo comparabile del quarto trimestre è salito a 1,15 miliardi di euro rispetto ai 908 milioni dello scorso anno, un risultato possibile grazie al lancio del 5G in Paesi come l’India, E le previsioni per il 2023 sono di conti in ulteriore crescita, grazie a una forte domanda nel campo del 5G.

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Un anno di accelerazione

“All’inizio del 2022 avevamo detto che sarebbe stato un anno di accelerazione e abbiamo mantenuto quanto promesso – afferma Pekka Lundmark, ceo di Nokia dal 2020 – Il team di Nokia ha svolto un ottimo lavoro nell’affrontare le sfide geopolitiche, economiche e di approvvigionamento, ha eseguito con successo la nostra strategia e ha fornito una solida performance per l’intero anno. La nostra crescita delle vendite nette per l’intero anno in valuta costante è accelerata al 6% e abbiamo mantenuto un margine operativo comparabile stabile del 12,5%, il che è un buon risultato considerando i vantaggi una tantum che abbiamo avuto nel 2021“.

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Identità digitale europea, la Ue accelera: ecco le prime regole tecniche

Identità digitale europea, la Ue accelera: ecco le prime regole tecniche

La Ue accelera sull’identità digitale europea. La Commissione ha pubblicato la prima versione di un pacchetto di strumenti – architettura e norme – comune dell’Ue per implementare il portafoglio europeo di identità digitale (European Digital Identity Wallet – Eudi Wallet).

Il set di strumenti

Questa struttura tecnica, sviluppata dagli Stati membri in stretta collaborazione con la Commissione, costituirà la base per progettare un prototipo di portafoglio che può essere utilizzato per il test in una varietà di casi d’uso.

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“Il pacchetto di strumenti integrerà la proposta legislativa su un’identità digitale affidabile e sicura ed è un primo passo fondamentale che consentirà la creazione di un solido quadro per l’identificazione e l’autenticazione digitale basato su standard comuni in tutta l’Ue – spiega Bruxelles in una nota – Inoltre mira a garantire un elevato livello di fiducia nelle transazioni digitali in Europa”.

Il ruolo degli Stati

Gli Stati membri continueranno a collaborare strettamente con la Commissione per aggiornare costantemente il pacchetto di strumenti. I requisiti e le specifiche stabiliti nel pacchetto di strumenti non sono obbligatori per gli Stati membri fino a quando la proposta legislativa sul portafoglio europeo di identità digitale non sarà stata adottata dai colegislatori.

I progetti pilota

Allo stesso tempo, la Commissione sostiene anche progetti pilota su larga scala, nell’ambito del programma digitale, con un cofinanziamento fino a 50 milioni di euro per affrontare casi d’uso ad alta priorità per il portafoglio, tra cui la patente di guida mobile, la sanità elettronica, pagamenti e titoli di studio/professionali.

I progetti pilota dovrebbero iniziare nella prima metà del 2023. “L’Eudi – evidenzia ancora la Commissione – fornirà un modo sicuro e conveniente per i cittadini e le imprese europei di identificarsi quando necessario per accedere ai servizi digitali con un clic di un pulsante sul proprio telefono. Saranno in grado di archiviare e utilizzare in modo sicuro i dati per tutti i tipi di servizi, come il check-in in aeroporto, il noleggio di un’auto, l’apertura di un conto bancario o l’accesso al proprio account su grandi piattaforme online”.

Inoltre, il portafoglio Eudi consentirà ai cittadini di archiviare credenziali, come patente di guida mobile, patenti professionali, eHealth o credenziali educative.

European Digital Identity Wallet, cos’è e come funziona

Lo European Digital Identity Wallet è stato prefigurato per la prima volta nella proposta di revisione dell’eIDAS, il regolamento comunitario per l’identificazione elettronica, pubblicata a giugno 2021.

Obiettivo del progetto Ue è permettere a tutti i cittadini e a tutte le imprese all’interno del territorio comunitario di accedere a un sistema di riconoscimento pienamente interoperabile, che dia la possibilità di archiviare e utilizzare i dati legati all’identità digitale per l’accesso a un set di servizi ampio e diversificato.

Al centro del sistema un’app che permetta all’utente di avere il pieno controllo dei propri dati, decidendo quali informazioni condividere e con quali soggetti. L’app dovrà inoltre garantire la sicurezza delle informazioni nel momento di utilizzo del wallet (considerando che i dispositivi possono essere smarriti o rubati), e la chiarezza dei processi di condivisione e utilizzo dei…

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ChatGpt: Google apre ai dipendenti, Amazon vieta

ChatGpt: Google apre ai dipendenti, Amazon vieta

Sull’onda del successo di ChatGpt, Google sta testando nuovi prodotti di chat alimentati dall’intelligenza artificiale. Sono state avviate vere e proprie sessioni comparative in cui i dipendenti mettono sistematicamente a confronto le soluzioni di Alphabet con la piattaforma creata da OpenAi. Secondo la Cnbc, che ha visionato documenti interni e ha parlato con alcune fonti della società, nelle ultime settimane i dirigenti hanno chiesto a un maggior numero di collaboratori un feedback su questi sforzi.

I test comparativi condotti da Google su ChatGpt

Tra gli esperimenti in corso, per esempio, c’è quello condotto su “Apprentice Bard“. L’interfaccia è simile a quella di ChatGpt: gli utenti possono quindi inserire una domanda in una finestra di dialogo e ottenere una risposta testuale, fornendo poi un feedback sulla risposta. In base ad alcune risposte visionate dalla Cnbc, le risposte di Apprentice Bard possono includere eventi recenti, una funzione non ancora implementata su ChatGpt.

Come l’AI può rendere più performante ed efficace una strategia di Marketing?

I test sul prodotto arrivano dopo una recente riunione di tutti i dipendenti che hanno espresso preoccupazioni sul vantaggio competitivo dell’azienda nel campo dell’Ia, data l’improvvisa popolarità di ChatGpt, che ora gode del sostegno finanziario di Microsoft.
Il capo dell’Ia di Google, Jeff Dean, ha detto ai dipendenti che l’azienda corre molti più “rischi di reputazione” nel fornire informazioni sbagliate e quindi si sta muovendo “in modo più prudente rispetto a una piccola startup”. Tuttavia, lui e Pichai hanno lasciato intendere che Google potrebbe lanciare prodotti simili al pubblico nel corso dell’anno. L’attività principale di Google è la ricerca sul web e l’azienda si è a lungo vantata di essere un pioniere dell’intelligenza artificiale.
In particolare, il chatbot Apprentice Bard utilizza la tecnologia di conversazione LaMda (Language Model for Dialogue Applications) di Google. “Al team LaMda è stato chiesto di dare priorità al lavoro su una risposta a ChatGpt”, si legge nella nota visionata dalla Cnbc. “Nel breve termine, questa ha la precedenza sugli altri progetti”, continuava l’e-mail, avvertendo che alcuni dipendenti avrebbero smesso di partecipare ad alcune riunioni non correlate.

I team di Google stanno testando la chat LaMda in versione beta contro la stessa ChatGpt. In documenti separati, sono stati selezionati esempi di richieste e risposte in un confronto fianco a fianco. Un esempio di test comparativo si basava su un indovinello che chiedeva a entrambi i chatbot: “Tre donne sono in una stanza. Due di loro sono madri e hanno appena partorito. Ora entrano i padri dei bambini. Qual è il numero totale di persone nella stanza?”. Il documento mostra che ChatGpt è spiazzato, rispondendo “ci sono cinque persone nella stanza”, mentre LaMda risponde correttamente che “ci sono sette persone nella stanza”.

Apprentice Bard ha sostituito Meena, una versione precedente di chatbot intelligente che era stata lanciata internamente ma poi sospesa. Nelle ultime settimane i dipendenti hanno notato che le risposte di Apprentice Bard sono diventate più avanzate.

Amazon mette ChatGpt al bando

Strategia completamente inversa, almeno in via ufficiale, per Amazon, che ha chiesto ai dipendenti di non fornire a ChatGpt…

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Tlc in Europa, record di investimenti ma a rischio obiettivi 2030

Tlc in Europa, record di investimenti ma a rischio obiettivi 2030

Record di investimenti in Europa nel settore delle telecomunicazioni che hanno generato progressi importanti nella copertura 5G e Ftth. Ma non basta, perché si rischia di non raggiungere l’obiettivo gigabit per tutti entro il 2030. È quanto emerge dal rapporto “State of Digital Communications 2023” (SCARICA QUI IL REPORT) presentato dall’Etno, associazione che rappresenta i principali operatori di Tlc in Europa, sulla base di una ricerca condotta da Analysys Mason.

Un report il cui valore assume molta importanza considerato dell’imminente avvio, da parte della Commissione Europea, della consultazione pubblica votata a mappare quantità ma soprattutto capacità di investimento da parte delle telco da qui ai prossimi anni e a verificare l’ipotesi di obbligare gli over the top (le principali digital company) a contribuire alla realizzazione dei network ad alta capacità (QUI IL DOCUMENTO PUBBLICATO IN ANTEPRIMA DA CORCOM).

“La leadership digitale dell’Europa richiede un settore delle telecomunicazioni forte. Questo rapporto mette in luce la necessità di sostenere gli operatori che investono nel 5G e nelle reti in fibra”, sottolinea Lise Fuhr, Direttore generale dell’Etno.

E Rupert Wood, direttore della ricerca di Analysys Mason, evidenzia che “il cattivo stato di salute del settore delle telecomunicazioni va contro gli interessi degli europei. Gli scarsi rendimenti rendono più impegnativi gli investimenti infrastrutturali necessari per raggiungere gli obiettivi del Decennio digitale 2030 e intaccano le speranze di una rinascita dell’innovazione e delle competenze nelle nuove tecnologie di comunicazione digitale”.

Ftth e 5G, le nuove stime

Secondo le nuove proiezioni, l’Europa raggiungerà circa il 90% di copertura delle reti ad altissima capacità nel 2030 (Ftth, cavo). Ciò significa che l’Europa potrebbe mancare l’obiettivo della “connettività full gigabit per tutti entro il 2030”. E il 10% di scarto si traduce in un gap di decine di milioni di europei in broadband divide. Nel 2022 ca copertura Ftth si attesta al 55,6%, in salita dal 50% del 2021.

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Riguardo alla copertura della popolazione con le reti 5G è passata dal 62% del 2021 al 73% del 2022, una percentuale decisamente inferiore a quella degli Stati Uniti (96%) – primi in classifica – e di Corea del Sud (95%), Giappone (90%) e anche della Cina (86%). Fra l’altro in Europa la copertura non fa il paio con un’adozione importante da parte dei consumatori: solo il 6,4% delle connessioni mobili in Europa sono 5G, contro il 58,4% della Cina, il 37,9% della Corea del Sud, il 29,1% degli Stati Uniti e il 16,3% del Giappone.

Gli investimenti in Tlc in Europa

L’Europa è ancora in ritardo rispetto a tutti gli altri Paesi del mondo per quanto riguarda gli investimenti pro capite nonostante nel 2021 siano stati messi sul piatto 56,3 miliardi di euro, picco massimo dal 2016.  Nel 2021 gli investimenti pro capite ammontavano a 104 euro in Europa, 260 euro in Giappone, 150 euro negli Stati Uniti e 110 euro in Cina. Se nel 2021 le aziende tecnologiche hanno investito circa 1 miliardo di euro in reti (cioè grandi rotte internazionali e sottomarine, peering, ecc)…

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Tesla nel mirino della giustizia Usa: indagini su Autopilot e Fsd

Tesla nel mirino della giustizia Usa: indagini su Autopilot e Fsd

Il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha aperto un’indagine sui sistemi di assistenza alla guida di Tesla. È la stessa società di Elon Musk a confermarlo attraverso le dichiarazioni contenute un documento depositato in borsa. L’azienda, secondo quanto si legge nel file, ha ricevuto dal dipartimento richieste di documenti relativi agli strumenti Autopilot e Fsd, che aiutano a cambiare corsia in autostrada, a parcheggiare o a identificare i segnali di stop. Il gruppo, però, non specifica quale sia l’oggetto specifico delle richieste.

I dubbi del Dipartimento di Giustizia

Secondo quanto riportato dalla stampa statunitense, il ministero starebbe esaminando in che misura le affermazioni di Tesla sulle capacità dei suoi sistemi di assistenza alla guida possano indurre gli automobilisti a un falso senso di sicurezza. L’iniziativa si muove d’altronde in un contesto in cui non mancano detrattori del marchio secondo cui la comunicazione del brand risulterebbe ingannevole.

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La società dichiara ufficialmente sul proprio sito web che le opzioni “Autopilot” e “Fully Autonomous Driving Capability” sono “progettate per essere utilizzate da un conducente attento con le mani sul volante e pronto a riprendere il controllo del veicolo in qualsiasi momento“. Pur utilizzando il claim “Full autonomous driving”, Tesla afferma esplicitamente che le auto non possono guidare da sole. I modelli che utilizzano la “guida autonoma completa” sono in grado di percorrere le strade in molti casi, ma gli esperti affermano che il sistema può commettere errori, come riconosce anche il Ceo Elon Musk. “Non stiamo dicendo che sia pronto per non avere nessuno al volante”.

Le critiche sul linguaggio pubblicitario

Al di là della questione sicurezza sollevata dal ministero Usa e non solo (la National Highway Traffic Safety Administration, per esempio, sta indagando sui sistemi di assistenza alla guida della casa automobilistica, che sono stati coinvolti in diversi incidenti), Tesla è come detto da anni al centro di una serie di polemiche riguardanti i messaggi pubblicitari costruiti attorno al brand. Il direttore dell’agenzia statunitense responsabile delle indagini sugli incidenti di trasporto (Ntsb), Jennifer Homendy, ha denunciato nell’ottobre 2021 l’uso del termine “guida completamente autonoma” come “fuorviante”. L’agenzia responsabile dei veicoli a motore in California (Dmv), in un reclamo presentato nell’estate del 2022, ha invece criticato il gruppo per il linguaggio pubblicitario che attribuiva a questi sistemi prestazioni più ampie di quelle reali. Secondo quanto riporta Bloomberg, anche la Securities and Exchange Commission statunitense ha aperto un’indagine per motivi analoghi. Nonostante tutti i riflettori siano puntati sulla società, “a quanto ci risulta, nessuna agenzia governativa ha concluso, nell’ambito di un’indagine in corso, che si siano verificati illeciti”, ha dichiarato Tesla nel documento .

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