Reti virtualizzate e cloud native, come misurare i consumi energetici

Reti virtualizzate e cloud native, come misurare i consumi energetici

Stimare in modo preciso e in tempo reale l’energia consumata delle reti virtuali e cloud native per consentire alle telco di elaborare strategie chiave e di accelerare la roadmap in termini di ecosostenibilità ambientale: questo l’obiettivo della guida “Green Future Networks: Metering in Virtualised Ran Infrastructure” (SCARICA QUI IL DOCUMENTO) messa a punto dalla Ngmn Alliance.

“Riunire l’industria per affrontare sfide condivise, sbloccare opportunità e fornire orientamenti cruciali è la missione principale della Ngmn”, sottolinea la ceo dell’Alleanza Anita Doehler. “Questa pubblicazione spinge ulteriormente la capacità dell’industria nell’implementare architetture disaggregate, virtualizzate e cloud native permettendo di gestire efficacemente il consumo energetico e l’impatto ambientale”.

Rivedere gli standard

Ngmn Alliance sottolinea la necessità di migliorare gli attuali livelli di stima del consumo energetico delle funzioni virtualizzate Vfn e di quelle cloud Cnf elaborati dal 3GPP per una misurazione più puntuale. Il rapporto offre diverse raccomandazioni alle organizzazioni di sviluppo degli standard. I modelli operativi influenzeranno la capacità degli operatori mobili di gestire la performance e il consumo energetico delle funzioni vRan. E secondo l’Alleanza i fornitori di servizi cloue e gli operatori dovrebbero sostituire le interfacce standardizzate (Fault, Configuration, Accounting, Performance e Security).

Le piattaforme più performanti

Ngmn evidenzia inoltre il potenziale dell’utilizzo di Redfish del Dmtf (Distributed Management Task Force) insieme a strumenti open-source come Kepler (Kubernetes-based Efficient Power Level Exporter) e Prometheus. Questa combinazione consentirebbe alle telco di eseguire stime in tempo reale e accurate a livello di rete della performance dell’infrastruttura IT e del consumo energetico.

Il parere delle telco

“Affrontare la sfida di gestire e minimizzare il consumo energetico è fondamentale nella nostra industria”, evidenzia Arash Ashouriha, Presidente del cda dell’Alleanza e senior vice president Technology di Deutsche Telekom. “Attraverso questa pubblicazione, vengono fornite raccomandazioni vitali per gli standard industriali”.

“La sostenibilità è una preoccupazione considerevole per gli operatori mobili e i loro clienti”, sottolinea Laurent Leboucher, Membro del cda della Ngmn Alliance e chief technology officer di Orange. “Una misurazione accurata del consumo energetico delle reti e delle emissioni di carbonio associate è essenziale”.

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Data center, buone notizie sul fronte cyber ma non è il caso di autocompiacersi

Data center, buone notizie sul fronte cyber ma non è il caso di autocompiacersi

Gli operatori di data center hanno rafforzato le difese contro i cyber-attacchi e migliorato la resilienza ai problemi tecnici e ai blackout, ma questo non vuol dire abbassare la guardia, come rivela l’ultimo report di Uptime Intelligence (parte di Uptime Institute) “Annual outage analysis 2024” (SCARICA QUI L’EXECUTIVE SUMMARY): evitare le interruzioni nelle infrastrutture digitali resta di primaria importanza per proprietari e gestori dei data center.

Il 55% degli operatori di data center intervistati nel 2023 ha riportato un’interruzione negli ultimi tre anni, in calo rispetto al 60% del 2022 e al 69% del 2021. Inoltre solo un evento su 10 nel 2023 è stato definito come grave, un miglioramento di quattro punto percentuali rispetto al 2022 e di dieci punti rispetto al 2021. Al tempo stesso, quattro su cinque intervistati affermano che il loro caso più recente e più grave di interruzione dell’attività sarebbe stato evitabile con una gestione più efficace e con processi e configurazioni meglio disegnati.

Data center, quanto costano i disservizi

In media, secondo Uptime Institute, avvengono da 10 a 20 interruzioni It o altri eventi gravi per il funzionamento dei data center su scala globale ogni anno, che causano anche notevoli perdite economiche e di reputazione per i gestori e per i loro clienti. In casi estremi, ovvero quando a colpire i data center sono incidenti alla struttura fisica – come eventi climatici, terremoti o incendi – l’impatto è anche sulla sicurezza delle persone.

Anche se i dati sulle interruzioni del servizio hanno un alto livello di incertezza, perché basati sulle rilevazioni degli stessi gestori, la società di analisi sottolinea gli alti costi associati: il 54% delle aziende intervistate ha riportato, per il caso più grave di stop del servizio, un costo superiore a 100mila dollari, mentre per il 16% il costo ha superato 1 milione.

I blackout sono la prima causa di stop

L‘interruzione del servizio elettrico è la causa più comune di un blackout grave del data center. Ciò significa anche un calo o un blackout di qualche frazione di secondo, perché l’hardware It non ha tolleranza rispetto alle interruzioni dell’alimentazione elettrica. Al contrario, i problemi nelle strutture per il raffreddamento sono ben tollerati per periodi “lunghi” di tempo, ovvero qualche minuto.

I problemi intrinseci all’infrastruttura It sono anche più frequenti, ma hanno un impatto spesso più isolato e meno grave; di solito colpiscono specifiche applicazioni o singoli dataset.

Le interruzioni legate al fornitore esterno (third-party provider) sono lievemente ma costantemente aumentate dal 2020; nel 2023 registrano un +5% e rappresentano un “down” su 10 per i data center. Questo incremento riflette il crescente ricorso al cloud e all’hosting e ai fornitori di software as a service (SaaS) e di servizi di colocation.

Data center più resilienti, ma emergono nuovi rischi

Nonostante l’andamento positivo sul fronte cybersicurezza e resistenza alle interruzioni It e lungo la rete elettrica, non c’è spazio per l’autocompiacimento (e il sondaggio di Uptime mostra che i gestori di data center ne sono consapevoli): i tassi di interruzione del servizio restano preoccupanti. E gli…

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Assocontact, Borgherese confermato alla presidenza

Assocontact, Borgherese confermato alla presidenza

Lelio Borgherese è stato confermato presidente di Assocontact. La decisione dell’assemblea dei soci dell’associazione del business process outsourcing in Italia è arrivata all’unanimità. Alla vicepresidenza sono stati nominati Davide Natale, Franco Fradiani, Stefano Grilli e Francesco Ranalletta, mentre il nuovo segretario generale è Paolo Emilio Colombo.

 

Gli investimenti in formazione

“Sono orgoglioso e onorato di rappresentare decine di migliaia di professionisti del nostro settore. Mi piace pensare che oggi abbia ricevuto il loro sostegno e che mi sia arrivato perché hanno apprezzato lo sforzo di riconoscergli merito, competenze, formazione e professionalità”, afferma Borgherese.

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Competenze al centro

Borgherese ha poi svelato il primo appuntamento della nuova consiliatura: “L’11 aprile terremo un convegno on line, gratuito e aperto a tutti, per spiegare i benefici della prima Prassi europea che definisce il set di competenze e abilità per i cinque profili professionali di un contact center – spiega – Il Convegno, ‘Innovazione e Merito nel Customer & Data Management: la UNI/PdR 150:2024’, organizzato con Uni, sarà anche l’occasione per cominciare a riflettere di nuove prospettive contrattuali a garanzia degli attuali livelli occupazionali e di un miglioramento dei salari sostenibile e realistico”.

 

“Siamo consapevoli che per difendere la qualità bisogna incrementare la formazione – conclude il presidente di Assocontact – ma anche che per potersi permettere gli investimenti bisogna aumentare la produttività. Tutte le pretese che sono fuori da questo ragionamento sono da considerarsi velleitarie”.

 

I punti programmatici del mandato

Nel corso dell’assemblea che ha rinnovato i vertici dell’associazione si è fatto anche il punto sui principali punti programmatici del novo mandato, a iniziare dalla “lotta al telemarketing attraverso il Codice di Condotta e l’Odm presentato in Gazzetta ufficiale il 27 marzo”. A questo si affianca la “tutela dei diritti dei cittadini e consumatori, dando pieno sostegno alla pronta risposta e ad altre iniziative inserite nella attuale PdL in discussione al Parlamento”. Terzo punto è il “miglioramento delle condizioni di lavoro delle professioniste e dei professionisti, attraverso la certificazione delle competenze agganciata alla PdR Uni appena pubblicata e attraverso una ricognizione degli strumenti innovativi da inserire in una piattaforma contrattuale ad hoc”.

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Entopan, via ai lavori del comitato di indirizzo scientifico

Entopan, via ai lavori del comitato di indirizzo scientifico

Sviluppare una visione etica e umanistica per accompagnare le grandi sfide di transizione digitale, energetica e di sostenibilità che il mondo deve affrontare, in coerenza al paradigma di Innovazione Armonica elaborata da Entopan nel corso degli ultimi anni. E’ questo l’obiettivo del comitato di indirizzo strategico e scientifico di Entopan Smart Networks & Strategies, che si è appena insediato sotto la Presidenza di Francesco Profumo e di cui fanno parte Gino Crisci già rettore dell’Università della Calabria, Luca De Biase, scrittore e giornalista specializzato negli impatti dell’innovazione, Marina Galati, esperta di lavoro sociale, membro del cda di Banca Etica, Emilia Garito, founder di Quantum Leap e presidente di Deep Ocean Capital Sgr, Gianluigi Greco, direttore del dipartimento di Matematica dell’Università della Calabria, Maria Claudia Pignata, Ad di VeniSia, acceleratore focalizzato sul tema della sostenibilità, e Giovanni Tesoriere, ceo di Liftt, attivo sul Venture capital impact.

Il think tank, affiancherà il management di Entopan e Harmonic Innovation Group che vede già coinvolti nomi di primo piano del mondo dell’impresa e dell’università come Vittorio Coda, Alessandro Lerro, Luca Meldolesi, Riccardo Monti, Emanuele Spampinato, Diego Teloni, Santo Versace e Antonio Viscomi.

Il progetto Harmonic Innovation Group

Il Comitato supporterà il progetto di Harmonic Innovation Group, iniziativa industriale di respiro internazionale promossa da Entopan, che punta a rendere la Calabria e l’intero Mezzogiorno vero e proprio Hub Mediterraneo di sviluppo innovativo a sostegno della crescita economica, sostenibile e armonica, in una prospettiva di collegamento stabile con i principali ecosistemi globali dell’innovazione.

19 Aprile 2024 – 11:30

Piano di Neutralità Climatica: obbligo o chance? Scoprilo il 19 aprile!

“Una visione – spiega Entopan in una nota – che mira a ripristinare l’equilibrio armonico tra esseri umani, in primis, e con il pianeta, superando i sempre più evidenti limiti dei modelli esponenzialmente incrementali che hanno guidato lo sviluppo economico e sociale negli ultimi decenni, per tornare invece a operare con ottica di lungo periodo e disegnare un futuro sostenibile in cui l’innovazione sia pensata, limitata o esplosa in base al suo impatto sugli aspetti essenziali dell’essere umano, delle società e dei territori”.

 “Un seme che può dare grandi risultati”

“Dando il via al lavoro del Comitato voglio ringraziare il team di Entopan per il lavoro e l’entusiasmo con cui in questi anni ha costruito una rete di relazioni e partner su cui ha sviluppato il progetto di Innovazione Armonica. Un seme che può dare grandi risultati – afferma Francesco Profumo, presidente del comitato strategico – Come comitato scientifico e strategico abbiamo messo insieme competenze diverse e con professionalità consolidate per portare confronti di visione sulla base di dati e metriche oggettive su cui orientare l’indirizzo strategico al servizio di un’idea così ambiziosa. Harmonic Innovation Group ha tutte le carte per diventare una delle grandi storie positive di cui il Paese, le nostre società e i nostri giovani hanno bisogno, e per questo sentiamo tutti la responsabilità di scriverla e realizzarla al meglio”.

Nuove ambizioni e vocazioni per il Sud

“Il Sud ha bisogno di nuove ambizioni e nuove vocazioni – aggiunge Francesco Cicione, fondatore e Presidente di Entopan – Può e deve…

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Tlc, Asstel e Fondazione Restart insieme per le competenze avanzate

Tlc, Asstel e Fondazione Restart insieme per le competenze avanzate

Formare una nuova generazione di ingegneri delle telecomunicazioni preparati alla quarta rivoluzione industriale, inserire nei programmi accademici corsi attinenti alle telecomunicazioni, condividere idee e dati per comprendere la dinamica in evoluzione dell’industria delle telecomunicazioni e i ruoli dei diversi attori. Sono questi alcuni degli individuati dal Memorandum of Understanding firmato tra Asstel e Fondazione Restart.

Sarmi: “Partnership vitale per la diffusione di skill”

“La filiera delle Telecomunicazioni sarà sempre più strategica per la competitività e lo sviluppo del Paese, in quanto le nostre imprese sono abilitatrici della trasformazione digitale grazie alla offerta di connettività, alla creazione e allo sviluppo di nuovi servizi digitali ad essa direttamente collegati. In questo scenario si rende quindi necessario integrare nelle aziende nuove figure professionali capaci di guidare l’innovazione attivando il circolo virtuoso competenze, innovazione, nuovi servizi e generazione del valore – spiega il presidente di Asstel, Massimo Sarmi –  Big data, Cloud, IoT, Cybersecurity, Intelligenza Artificiale e servizi industriali 5G sono settori chiave che necessitano di professionalità innovative. La velocità con cui evolvono processi e tecnologie impone un’analisi sempre più attenta per orientare al meglio la formazione e ridurre il divario tra domanda e offerta. La firma del MoU con Fondazione Restart va in questo senso: la collaborazione tra Istituzioni, Associazioni di rappresentanza, imprese è vitale per la diffusione delle competenze digitali. Solo così saremo in grado di favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro con un bagaglio di competenze in linea con le esigenze del mondo produttivo”.

26 Giugno 2024 – 09:30

Torna Telco per l’Italia 360SummIT! Ti aspettiamo a Roma il 26 giugno

Software Defined Networking Unified Communication & Collaboration

Nell’ambito dell’iniziativa verranno realizzate l’analisi e la mappatura delle competenze attuali nel settore delle telecomunicazioni, nonché una previsione delle sue future evoluzioni.

A disposizione di Restart 116 milioni

“Il programma di ricerca e sviluppo Restart ‘RESearch and innovation on future Telecommunications systems and networks, to make Italy more smart’, è il più importante progetto pubblico mai finanziato in Italia nel settore Telecomunicazioni, con 116 milioni- ricorda il presidente della Fondazione, Nicola Blefari Melazzi – Restart ha l’ambizioso obiettivo di contribuire a delineare l’evoluzione delle Telecomunicazioni in Italia, aiutando a far ripartire un settore che dispone ancora di professionalità ed esperienze a livello di eccellenza mondiale, dedicandosi alle principali tematiche di scienza e tecnologie delle Telecomunicazioni, compresi tutti i tipi di sistemi e reti, per utenti umani e non umani. Ad esempio, reti fisse ad alta capacità; reti cellulari 5G/6G; reti in area locale; reti satellitari; Internet; applicazioni e servizi nei settori più diversi: agricoltura, commercio, energia, finanza, industria, media, salute, sicurezza, trasporti”.

Le attività di Restart

 Le attività di Restart sono strutturate in sette “missioni”: 1) Ricerca; 2) Laboratori, Proof of Concept e Dimostratori; 3) Innovazione e Trasferimento Tecnologico; 4) Supporto a Start-up e Spin-off; 5) Istruzione e Formazione; 6) Dottorati di Ricerca; 7) Comunicazione, Standardizzazione e Soluzioni Open-Source.

“Quindi, esso dà importanza non solo alla ricerca, che è il suo elemento centrale, ma anche ad attività trasversali e in particolare alla fondamentale questione dell’Istruzione e Formazione. Infatti, uno dei problemi…

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Tlc e aumento dei costi energetici: via a 35 milioni di aiuti di Stato

Tlc e aumento dei costi energetici: via a 35 milioni di aiuti di Stato

Via libera dalla Commissione Europea per lo stanziamento di 35 milioni di euro deciso dall’Italia a sostegno degli operatori di tlc per compensare l’impatto sul business della guerra in Ucraina. La strategia del Governo guidato da Giorgia Meloni, secondo quando stabilito da Bruxelles, rientra nel quadro di riferimento temporaneo che regola gli aiuti di Stato nelle situazioni di crisi e transizione, che la Commissione Ue aveva adottato il 9 marzo 2023 e modificato il 20 novembre dello stesso anno, con l’obiettivo di “sostenere misure in settori fondamentali per accelerare la transizione verde e ridurre la dipendenza dai combustibili”.

 Il framework, nel caso specifico, consente che gli aiuti possano assumere la forma di sovvenzioni dirette per dare sostegno finanziario alle telco nazionali, stabilisce la Commissione Ue, a compensazione dell’aumento eccezionale dei prezzi dell’energia elettrica che si è registrato a seguito dell’attacco russo all’Ucraina.

Le motivazioni di Bruxelles

Secondo quanto accertato dalla Commissione Europea, lo stanziamento deciso dall’Italia è in linea con le condizioni dettate da Bruxelles, dal momento che gli aiuti non supereranno il 50% dei costi ammissibili e un ammontare complessivo di 4 milioni di euro per azienda, e che saranno concessi sulla base di un regime con un bilancio stimato e fino a non oltre il 31 dicembre 2024.

26 Giugno 2024 – 09:30

Torna Telco per l’Italia 360SummIT! Ti aspettiamo a Roma il 26 giugno

Software Defined Networking Unified Communication & Collaboration

Gli aiuti messi a punto dall’Italia sono quindi, secondo la Commissione Ue, “necessari, appropriati e proporzionati” nell’ottica di “porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro”, come stabilito dall’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea e con le condizioni stabilite nel quadro di riferimento temporaneo per le crisi e la transizione.

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