GenAI, le robocall fraudolente un salasso per le telco: perdite per 76 miliardi e fuga di abbonati

GenAI, le robocall fraudolente un salasso per le telco: perdite per 76 miliardi e fuga di abbonati

Le perdite di abbonati dovute alle chiamate robotiche fraudolente supereranno i 76 miliardi di dollari a livello globale l’anno prossimo, passando da 64 miliardi di dollari nel 2023: un vero salasso per le telco, che dovranno far fronte anche alla conseguente perdita di abbonati. Lo afferma il report “Global Robocall Mitigation & Branded Calling Market 2024-2029” di Juniper Research, secondo cui, a partire dal 2026, le perdite legate alle chiamate robotizzate diminuiranno costantemente, poiché i sistemi come Stir/Shaken e le soluzioni di chiamata di marca inizieranno a bloccarle in modo efficiente.

Il rapporto ha identificato la clonazione vocale basata sull’intelligenza artificiale come la sfida principale per ridurre queste perdite entro il 2026. Questa tecnica utilizza l’AI per generare un discorso realistico simile a quello umano in tempo reale, spesso imitando un individuo noto all’abbonato.

Chiamate brandizzate per limitare la portata delle frodi

Il rapporto esorta i fornitori di soluzioni di mitigazione delle chiamate robotiche ad affrontare l’aumento della clonazione vocale garantendo che i sistemi siano in grado di identificare le chiamate robotiche fraudolente prima che vengano connesse all’abbonato. Le whitelist dei numeri di telefono, come l’Rmd (Robocall Mitigation Database) negli Stati Uniti, forniscono uno strumento sostanziale per autenticare le imprese prima che venga effettuata la chiamata. Tuttavia, lo studio prevede che le soluzioni di chiamata brandizzate avranno l’impatto più immediato nel ridurre al minimo le perdite dovute alle truffe di robocalling.

Necessari solidi processi di verifica

Le soluzioni di chiamata brandizzate mostrano una chiave visiva che informa rapidamente gli utenti della legittimità della chiamata. I framework devono contenere solidi processi di verifica per le imprese che utilizzano queste soluzioni per creare fiducia tra gli abbonati. A sua volta, lo studio prevede che le chiamate brandizzate limiteranno il tasso di risposta per le chiamate robotizzate fraudolente che utilizzano l’intelligenza artificiale e ridurranno l’impatto di questa minaccia emergente prima che gli abbonati rispondano alle chiamate.

In Italia la proposta del Pd: obbligo di opt-in

In Italia intanto si cerca una soluzione al telemarketing selvaggio, visto il fallimento del registro opposizioni: secondo la proposta di legge annunciata dal Partito Democratico, l’opzione sarebbe introdurre nell’ordinamento italiano il sistema “opt-in”, superando quello attuale di “opt-out” che ha mostrato di non funzionare adeguatamente. Si tratterebbe, come già accade ad esempio in Olanda e in Repubblica Ceca, di passare al “divieto generalizzato di effettuare telefonate di natura commerciale verso numeri telefonici fissi o mobili, appartenenti a soggetti che non abbiano preventivamente fornito il loro consenso a ricevere tali comunicazioni”.

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La twin transition digital & green una manna per l’industria manifatturiera italiana

La twin transition digital & green una manna per l’industria manifatturiera italiana

Dalla twin transition sprint alla manifattura italiana. A dirlo l’ultimo rapporto di Intesa Sanpaolo sull’analisi dei settori industriali. Secondo la ricerca, elaborata in collaborazione con Prometeia, gli investimenti nella doppia transizione digitale e ambientale saranno fondamentali per sostenere la competitività delle imprese italiane e saranno favoriti dall’attesa riduzione dei tassi di interesse a partire dalla seconda metà del 2024. L’elettrotecnica sarà il settore a maggior potenziale, con una crescita attesa del 2,6% all’anno, poi meccanica ed elettronica.

Il traino del Pnrr

In questo scenario cruciale sarà il ruolo degli investimenti Pnrr che determineranno una crescita ancora più intensadal 2025. Nel medio termine, l’industria manifatturiera italiana potrà crescere a tassi relativamente dinamici nel biennio 2025-26 (+1,2% medio annuo) di realizzazione degli investimenti del Pnrr. La dinamica della crescita potrebbe essere più contenuta (sotto l’1% medio annuo) nell’orizzonte al 2028, quando il mercato interno potrebbe perdere slancio in assenza di nuovi provvedimenti e il ruolo di traino tornerà a essere affidato soprattutto alle esportazioni.

A sostenere la crescita manifatturiera saranno sia gli investimenti pubblici attivati direttamente dal Piano, soprattutto in ottica green, digitale e di infrastrutturazione del Paese, sia gli investimenti privati, indispensabili per proseguire nel processo di rafforzamento competitivo delle imprese. Un sostegno in tale direzione giungerà dall’atteso taglio dei tassi di interesse, a partire dalla seconda metà del 2024.

L’investimento in competenze

Ma per gli analisti, “un salto di produttività tramite investimenti materiali, immateriali e di upskilling del capitale umano, “si prefigura necessario anche per garantire continuità di fronte a un quadro prospettico di progressivo calo demografico e di invecchiamento della popolazione, che influirà negativamente sulla forza lavoro, oltre che sui consumi interni”.

Il fatturato

Il fatturato dell’industria italiana dovrebbe stabilizzarsi sui 1160 miliardi di euro a fine anno, a prezzi correnti: +250 miliardi rispetto al 2019, a chiusura di un ciclo post-Covid da record. A prezzi costanti, le attese sono di moderato rimbalzo (+0,6%), che consentirà di recuperare solo in parte quanto perso nel corso del 2023 (- 2,1%). Dopo una prima parte dell’anno ancora debole, infatti, in linea con quella che è stata la tendenza prevalente nel 2023, le stime vedono un secondo semestre di maggior dinamismo, grazie all’impatto positivo che il rientro dell’inflazione avrà sulla domanda interna e internazionale, e al conseguente ribasso dei tassi d’interesse.

L’indice Istat, che sintetizza il clima di fiducia delle imprese manifatturiere italiane, resta in territorio negativo ma è in costante ripresa dai minimi di novembre 2023.

“I giudizi su ordini e domanda sono in miglioramento – sottolineano gli analisti – nonostante un saldo ancora negativo sia sul fronte interno che sui mercati esteri. Inoltre, si riscontra un minor pessimismo degli operatori relativamente alle attese sulla produzione, che potrebbe presto concretizzarsi in un’inversione ciclica, interrompendo la fase di caduta dei livelli di attività in atto dal secondo trimestre del 2023”.

Il ruolo del canale estero: focus sugli Usa

Sarà soprattutto il canale estero a fornire il contributo più rilevante alla performance 2024. Il commercio mondiale ritroverà progressivamente slancio dopo la battuta d’arresto del 2023, pur a fronte di rischi geopolitici che potrebbero esercitare…

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Tlc, crolla il mercato delle reti Ran, Dell’Oro: “Un disastro”

Tlc, crolla il mercato delle reti Ran, Dell’Oro: “Un disastro”

La rete di accesso radio (Ran) è ancora in difficoltà dopo il picco del 2022. Lo afferma un’indagine Dell’Oro, secondo cui i risultati nel primo trimestre sono stati eccezionalmente deboli, sostenuti da scarsi risultati per la maggior parte dei fornitori. I risultati preliminari suggeriscono che il mercato Ran 2G-5G complessivo, inclusa la banda base più hardware e software radio, esclusi i servizi, è diminuito dal 15 al 30% nel primo trimestre del 2024, determinando un terzo trimestre consecutivo di contrazioni a due cifre.

Il calo più marcato dal 2000

“È difficile trovare un lato positivo nel primo trimestre”, ha affermato Stefan Pongratz, vicepresidente e analista del Gruppo Dell’Oro. “Monitoriamo il mercato Ran dal 2000 e la contrazione registrata nel primo trimestre ha segnato il calo più marcato nella nostra storia di copertura di questo mercato. Oltre alle note sfide legate alla copertura che il mercato sta affrontando quando i confronti nei mercati avanzati del 5G stanno diventando più impegnativi, ora ci sono serie preoccupazioni sulla tempistica degli aggiornamenti della capacità, dati gli attuali livelli di utilizzo della rete e i tassi di crescita del traffico dati“.

Europa in calo con Nord America e Asia Pacifico

Secondo il rapporto Ran del primo trimestre 2024, Medio Oriente e Africa sono in crescita, l’America Latina è stabile e le restanti regioni, tra cui Nord America, Europa e Asia Pacifico, hanno registrato un forte calo nel primo trimestre del 2024.

Le classifiche dei fornitori rimangono stabili mentre le quote dei fornitori stanno cambiando. Nel primo trimestre, la quota di fatturato di Huawei nel 4QT (quattro trimestri finali) è migliorata rispetto al 2023, mentre Nokia ha perso terreno nello stesso periodo.

Huawei, Ericsson, Nokia, Zte e Samsung i top vendor

I primi 5 fornitori di RAN in base ai ricavi mondiali sono Huawei, Ericsson, Nokia, Zte e Samsung.

Le proiezioni di crescita sono state riviste leggermente al ribasso nel breve termine. Si prevede che il Ran globale diminuirà dal 5 all’8% nel 2024.

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Simest spinge l’internazionalizzazione di Objectway: sul piatto 6 milioni

Simest spinge l’internazionalizzazione di Objectway: sul piatto 6 milioni

Simest, la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che supporta l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha investito 6 milioni di euro per supportare la crescita nel mercato nord-americano di Objectway, operatore dell’area Emea attivo nella trasformazione digitale del settore finanziario, con software e servizi all’avanguardia.

La missione di Objectway è affiancare le istituzioni finanziarie di ogni dimensione e area geografica nel loro percorso di trasformazione digitale, migliorandone l’intera catena del valore e permettendo loro di accrescere e scalare il proprio business.

Nell’iniziativa è intervenuto anche il Fondo di Venture Capital, strumento agevolativo che Simest gestisce in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Acquisita la canadese Nest Wealth

L’operazione ha consentito l’acquisizione della società canadese Nest Wealth Holding, uno dei principali fornitori nordamericani di soluzioni digitali in ambito WealthTech.

In linea con la strategia di consolidamento nel nuovo mercato, l’investimento permetterà di ampliare e potenziare ulteriormente il design delle soluzioni di wealth e investment management dell’azienda, in aggiunta ai servizi di consulenza, portfolio management e back-office. Nest Wealth dispone, infatti, di un significativo vantaggio competitivo, grazie a una piattaforma di digital wealth con un’importante base clienti.

Un portafoglio equity da 230 progetti in tutto il mondo

L’investimento si aggiunge all’attuale portafoglio equity di Simest che conta oltre 230 progetti in tutto il mondo, per più di 800 milioni di euro.

Nel solo 2023, attraverso l’attività di ingresso nel capitale delle imprese, Simest ha registrato operazioni per circa 170 milioni di euro, di cui 94 milioni di euro a valere su risorse proprie e 74 milioni di euro a valere su risorse del Fondo di Venture Capital.

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Cefriel, via al nuovo cda. Fuggetta confermato Ad

Cefriel, via al nuovo cda. Fuggetta confermato Ad

Via libera al nuovo consiglio di amministrazione del Cefriel, il centro di innovazione digitale fondato dal Politecnico di Milano. L’assemblea dei soci ha nominato nel board: Alessandra Brambilla, Chief Operating Officer di Microsoft Western Europe, Sergio Matteo Savaresi, Direttore del Deib, Politecnico di Milano, e Pier Paolo Tamma, Senior Vice President & Chief Digital Officer di Pirelli, che si aggiungono ai confermati Antonio Capone, Dean Ingegneria Industriale, Politecnico di Milano, Mirella Cerutti, General Manager SasInstitute Italia, Monica Micaela Coraluppi, Director Chorus Call, Valerio De Molli, ceo The European House Ambrosetti, Alfonso Fuggetta, Professore Ordinario Politecnico di Milano, e Stefano Venturi, già presidente di Cefriel nel triennio 2021-23.

Fuggetta e Venturi confermati ai vertici

A ricoprire il ruolo di presidente è stato riconfermato Stefano Venturi, che sarà affiancato dal vice presidente Sergio Matteo Savaresi. Il nuovo cda ha poi riconfermato come amministratore delegato di Cefriel Alfonso Fuggetta.

“Ringrazio tutti i consiglieri per il lavoro svolto in questi ultimi tre anni in cui Cefriel è cresciuto sia in termini di professionalità assunte a tempo indeterminato sia di fatturato. Abbiamo voluto riconfermare Alfonso Fuggetta come Amministratore Delegato di Cefriel per la sua grande competenza nel settore tecnologico oltre che per la sua comprovata capacità manageriale in ambito innovazione – commenta Venturi – Un particolare ringraziamento è stato espresso ai consiglieri uscenti Giuseppina Di Foggia, attualmente Ad Terna, Paolo Pandozy, consulente di innovazione, e Stefano Tubaro, professore ordinario al Politecnico di Milano.

Cefriel società benefit

Cefriel – fondato nel lontano 1988 da università, imprese e amministrazioni locali per promuovere la collaborazione e la condivisione di conoscenze tra mondo della ricerca, tessuto economico e società – conta attualmente oltre 150 persone che lavorano nell’ambito dell’innovazione digitale e vanta un fatturato superiore ai 16 milioni di euro, di cui ben 11 riferibili a progetti di innovazione realizzati a favore di medio e grandi imprese italiane ed estere e pubbliche amministrazioni.

Nel corso del 2023, il centro si è certificato per la parità di genere ed è diventata società benefit, confermando il suo impegno a perseguire, attraverso l’innovazione e le tecnologie digitali, finalità di beneficio comune e a operare in modo responsabile, inclusivo, sostenibile e trasparente.

Fuggetta: “Saremo punto di riferimento indipendente”

“Guardando al futuro – sottolinea l’Ad Alfonso Fuggetta – possiamo dire che Cefriel sarà sempre più un punto di riferimento indipendente, in grado di accompagnare le organizzazioni nel loro percorso di innovazione, mettendo a disposizione il proprio know how in settori chiave come l’intelligenza artificiale e lo sviluppo di progetti di innovazione digitale, mantenendo il focus su Industrial Design che, nel 2022, ha visto riconoscere la qualità del proprio lavoro con il prestigioso Compasso d’Oro consegnato a Cefriel e Delcon per la bilancia smart per la donazione del sangue”.

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Agricoltura 4.0, sinergia pubblico-privato per dare spinta all’uso delle tecnologie avanzate

Agricoltura 4.0, sinergia pubblico-privato per dare spinta all’uso delle tecnologie avanzate

Sarà l’agritech alimentato dalle tecnologie della Quarta Rivoluzione Industriale a guidare la prossima ondata di trasformazione del settore agricolo. Sfide come il cambiamento climatico, l’instabilità delle situazioni geopolitiche e l’interruzione delle catene di approvvigionamento influenzeranno l’intero settore agricolo, indipendentemente dalle dimensioni delle operazioni. L’avvento delle tecnologie agritech deve quindi essere visto in una prospettiva macro-industriale, al fine di generare valore lungo l’intera catena di approvvigionamento, che contribuirà a costruire resilienza, agilità, efficienza e trasparenza per il settore agricolo.

In questo scenario, è essenziale che i responsabili politici considerino l’integrazione dell’agritech da una prospettiva di sistema e sviluppino infrastrutture pubbliche digitali, politiche e programmi per aumentare l’accessibilità dell’agritech. Per il settore privato – compresi gli investitori e le start-up – e i think tank, gli sforzi per mappare le prove empiriche dell’impatto delle tecnologie emergenti sull’agricoltura – rese, qualità, ricavi, costi di coltivazione, costi logistici e perdita di raccolto post-raccolta – contribuiranno a generare interesse da parte degli agricoltori e delle piccole e medie imprese agricole, incoraggiandole ad adottare e utilizzare attivamente le tecnologie della quarta rivoluzione industriale.

Sono le conclusioni del report “Agritech: shaping agriculture in emerging economies, today and tomorrow” del World Economic Forum (SCARICA QUI IL REPORT COMPLETO), la cui iniziativa “Artificial Intelligence for Agriculture Innovation” mira a far scalare le tecnologie della quarta rivoluzione industriale attraverso il partenariato pubblico-privato.

L’importanza della collaborazione pubblico-privato

Il progetto pilota Saagu Baagu, condotto in collaborazione con il governo di Telangana, si è concentrato sull’introduzione di quattro servizi agritech a 7.000 coltivatori di peperoncino. Il progetto ha registrato un notevole aumento del 18% dei profitti assoluti degli agricoltori rispetto ai loro colleghi che non hanno partecipato all’intervento ed è ora in fase di estensione a 500.000 agricoltori che piantano cinque colture in 10 distretti dello Stato. Questa iniziativa evidenzia l’importanza della collaborazione tra più soggetti e di un approccio multiforme. Il settore agricolo ha bisogno di sforzi collaborativi simili per raggiungere l’obiettivo comune di mettere gli agricoltori in condizione di adattarsi ai cambiamenti climatici e ad altri rischi, sviluppando al contempo l’ecosistema del settore.

“La tecnologia, tuttavia, è semplicemente un fattore abilitante. Non è una bacchetta magica – afferma il Wef -. Sono gli operatori del settore agricolo a doversi responsabilizzare e a prendere le decisioni giuste, adottando metodi razionali e sfruttando gli strumenti dell‘innovazione tecnologica“.

Governi come facilitatori dell’accesso a dati di qualità

I servizi agritech sono in grado di catalizzare la prossima rivoluzione nel settore agricolo e hanno il potenziale per aiutare gli agricoltori a produrre di più senza richiedere maggiori risorse. “Con la diffusione dell’agritech – spiega il report -, è imperativo includere i piccoli agricoltori e le donne, altrimenti le implicazioni per la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza di milioni di persone nelle economie emergenti ne risentiranno. I governi e il settore privato dovrebbero esplorare i tipi di collaborazione pubblico-privato che si sono dimostrati efficaci nella creazione di infrastrutture e servizi pubblici sostenibili. I servizi agritech hanno realizzato solo una piccola parte della grande opportunità…

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