Apple, Google e Microsoft hanno annunciato la decisione di espandere il supporto per lo standard dell’ente di sicurezza Fido, che garantirà la possibilità di effettuare l’accesso ai servizi senza l’uso di una password. Dopo l’adesione all’alleanza Fido (Fast identity online) nel 2020, Apple ha ora annunciato l’estensione del supporto a tale tecnologia e agli obiettivi del gruppo. In una dichiarazione congiunta di Fido, Apple, Google e Microsoft, l’alleanza mira a consentire a siti web e app di offrire accessi sicuri e semplici senza l’utilizzo di password.
Fido sostiene che l’autenticazione tramite password è uno dei maggiori problemi di sicurezza, sopratutto perché gli utenti riutilizzano la medesima password più volte, esponendosi involontariamente a problemi di sicurezza. Sostiene inoltre che la gestione delle password è un problema per i consumatori e che il suo standard consentirebbe di avere una sicura maggiore rispetto alle password. Gli utenti potranno accedere ai vari servizi attraverso la stessa azione che intraprendono più volte al giorno per sbloccare i propri dispositivi, ovvero tramite una semplice verifica dell’impronta digitale, del volto o un pin.
Tuttavia al momento non è chiaro come ricorrere a un pin del dispositivo sia più sicuro di una password configurata correttamente. La maggior parte dei pin dei dispositivi sono costituiti da quattro o sei numeri, per cui non sono propriamente sicuri.
Sicurezza ed esperienza utente trasparente
“Così come progettiamo i nostri prodotti in modo che siano intuitivi, li progettiamo anche in modo che siano sicuri. Lavorare con l’intero settore per stabilire metodi di accesso ai servizi nuovi e più sicuri, che offrano una migliore protezione ed eliminino le vulnerabilità delle password, è fondamentale per il nostro impegno nella creazione di prodotti che offrano la massima sicurezza e un’esperienza utente trasparente. Il tutto con l’obiettivo di mantenere le informazioni personali degli utenti al sicuro”, ha chiarito Kurt Knight, Senior director of Platform product marketing di Apple.
Canale ICT: 5 misure di successo automatizzare il business
Al momento non è prevista una data di rilascio per tale funzionalità. La dichiarazione del gruppo afferma che Apple, Google e Microsoft implementeranno la funzionalità “nel corso del prossimo anno”.
In Italia più di 30 milioni di cittadini hanno accesso al Sistema pubblico di identità digitale, lo Spid. Ad annunciare il nuovo traguardo raggiunto è una nota del ministro per l’Innovazione e la Transizione digitale, che sottolinea come 10 milioni di Spid siano state attivate nell’arco degli ultimi 12 mesi. I cittadini, recita la nota, le utilizzano sempre di più anche per usufruire dei servizi online della Pubblica Amministrazione, con numeri in costante aumento: oltre mezzo miliardo di accessi nel 2021, circa 330 milioni nel primo quadrimestre del 2022.
“Abbiamo raggiunto in anticipo l’obiettivo annuale di diffusione dell’identità digitale previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, pari al 38% della popolazione, e ci avviciniamo sempre di più all’obiettivo del 2023, il 46% della popolazione – afferma Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale – È un tassello fondamentale per proseguire il percorso della digitalizzazione e grazie a questa capillare diffusione lo Stato potrà offrire servizi pubblici ancora più efficienti e semplici da utilizzare, migliorando così il rapporto dei cittadini e delle imprese con la Pubblica Amministrazione. Ciò sarà possibile anche grazie agli interventi che le PA locali e centrali stanno avviando con grande partecipazione, in linea con i tempi del Pnrr”.
Brunetta: “Ora assicurare l’identità digitale a tutti i dipendenti pubblici”
“È un’ottima notizia che le identità digitali in Italia abbiano superato la soglia dei 30 milioni: dimostra che, grazie al lavoro del ministro Colao e alla collaborazione degli identity providers e delle amministrazioni locali, la lunga marcia della digitalizzazione della Pa è in pieno svolgimento, e viaggia in anticipo rispetto ai tempi indicati dal Pnrr”. Lo afferma il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta: “L’identità digitale – prosegue – è un diritto per tutti i cittadini, perché permette l’accesso in maniera inclusiva ai servizi della Pubblica amministrazione. Per questo, lavorare per diffonderla e per rendere il suo utilizzo più semplice e veloce è un preciso impegno del Governo. La prossima settimana il Dipartimento della funzione pubblica incontrerà i gestori coinvolti nel rilascio dello Spid per assicurare un’identità digitale all’intera platea dei 3,2 milioni di dipendenti pubblici. Avanti verso un’Italia più digitale, più efficiente e più inclusiva”.
Processi più snelli, più fluidi, più efficienti: i vantaggi dell’Industria 4.0
L’identità digitale in Italia
Grazie all’identità digitale, la Pubblica Amministrazione fornisce l’accesso semplice e sicuro ai suoi servizi online. Oltre alle utenze Spid, ci sono 28 milioni di cittadini in possesso della Carta d’Identità Elettronica. Per accedere ai servizi pubblici online in qualsiasi momento, si può scegliere tra il Sistema Pubblico di Identità Digitale (Spid) e la Carta d’Identità elettronica (Cie). Con Spid e Cie, ad esempio, è possibile richiedere online il cambio di residenza o un certificato, prenotare una prestazione sanitaria, inviare la propria dichiarazione dei redditi, consultare la propria situazione fiscale o contributiva, accedere ai bonus, agli ammortizzatori sociali o compilare l’Isee. Il tutto in pochissimi click e senza bisogno di ricordare tante password diverse per ciascun servizio. L’accesso è possibile ogni volta che, su un sito…
Cultura digitale per promuovere il patrimonio Promuovere e avere cura del patrimonio culturale attraverso il digitale Partendo dalla scuola. È questo l’obiettivo di #DiCultHer, il progetto sostenuto da Miur e Mibac di cui è stato presentato il programma delle attività per l’anno scolastico in corso. Nella sala Aldo Moro del dicastero dell’ Istruzione, i sottosegretari all’ istruzione e alla cultura, Salvatore Giuliano e Gianluca Vacca, hanno ribadito la necessità di coinvolgere i giovani e la loro creatività. L’unico modo per affrontare, con approcci innovativi, l’accesso partecipativo e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale.
Al binario F la didattica è digitale.
Social e competenze digitali come strumenti al servizio della didattica. Non è una realtà futurista, ma è ciò che le stesse istituzioni scolastiche stanno promuovendo, per un uso più utile e consapevole dei nuovi strumenti digitali. Al Binario F- nuovo hub di formazione digitale Facebook – il secondo giorno di Neighborhood Increase Roma ha ospitato più di 100 studenti: Workshop, incontri e laboratori pensati per aiutare i ragazzi a sviluppare le proprie competenze digitali.
A Caivano si riunisce ‘Rete scuole’ Terzo incontro della ‘Rete scuole’ protagoniste del progetto “Noi siamo bambini”. Presso l’istituto Morano di Caivano i referenti degli istituti scolastici si sono incontrati per fare il punto e definire le azioni finali del progetto, nato con l’obiettivo di contrastare e prevenire ogni forma di violenza e abuso ai danni dei minori. Dalla formazione docenti agli incontri diretti con gli studenti, le azioni hanno coinvolto diverse realtà spesso dimenticate.
3 giorni per la scienza STEAM come Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica. E’ l’innovazione tecnologica il focus dell’ edizione 2018 di “3 Giorni per la Scuola”, il principale evento in Italia dove l’innovazione didattica incontra gli studenti. L’iniziativa, in programma fino al 12 ottobre a Città della Scienza di Napoli, è promossa in collaborazione con il ministero dell’ Istruzione, l’assessorato all’ Istruzione, Politiche Giovanili e Sociali della Regione Campania e Ufficio Scolastico Regionale per la Campania.
Dalle scuole Liceo Pasteur e Istituto Santa Maria di Roma Studenti protagonisti di Maxxi A( r) t work, il percorso di alternanza organizzato dal museo romano.
Liceo Albertelli di Roma Lo studente Emanuele Caviglia ha realizzato un decalogo contro le fake news: “I 10 comandamenti per smascherarle”.
Istituto Rossellini di Roma L’istituto di cinematografia protagonista di Videocittà, l’evento promosso da Anica.
Rete Nazionale dei Licei Classici Al by means of il secondo seminario, appuntamento a Venezia.
Le nostre campagne Consultate sul sito diregiovani.it le nostre campagne: “Contro le fake news”, “Cittadini in classe”, “Percorsi anti violenza”, “Genova, un ponte per il futuro” e “Giovani & Salute”. Tante iniziative e contest per gli studenti.
Nella seconda metà del 2021 su scala globale erano presenti 165.600 banche dati “esposte” su Internet, con un aumento del 16% rispetto all’anno precedente, la maggior parte delle quali ospitate su server statunitensi. A rilevarlo è una ricerca del team di Attack Surface Management di Group-IB, multinazionale specializzata in cybersecurity. “Nel caso di un database accessibile pubblicamente non siamo necessariamente in presenza di una compromissione o di un leak malevolo – spiega l’azienda in una nota – Nella maggior parte dei casi, le banche dati esposte su Internet sono risorse digitali trascurate, mal configurate e quindi accidentalmente alla mercè del web. Vorremmo sottolineare che le banche dati così esposte comportano gravi rischi, qualora gli aggressori vi accedano prima che l’azienda scopra l’asset dimenticato o mal protetto”.
L’Attack- Surface- Management di Group-IB scansiona continuamente l’intero universo IPv4 e identifica risorse raggiungibili dall’esterno, che ospitano ad esempio banche dati esposte, pannelli malware o phishing e sniffer JS.
Con l’acutizzarsi della pandemia e a fronte del crescente ricorso allo smart working, spiega Group-IB, le reti aziendali sono diventate sempre più complesse ed estese. Questo ha inevitabilmente comportato un aumento del numero di risorse pubblicamente accessibili non inventariate correttamente.
Considerando il 2021 nel suo complesso, secondo i dati del team di Attack Surface Management di Group-IB, i database pubblicamente accessibili ammontano a 308.000, con il numero che è aumentato a ogni trimestre dall’inizio del 2021, raggiungendo il picco massimo nel primo trimestre del 2022 con 91.200 unità rilevate.
“Quando si tratta della gestione degli asset digitali ad alto rischio, la scoperta tempestiva di eventuali vulnerabilità ha un ruolo essenziale – spiega la società – Gli aggressori identificano rapidamente le opportunità di trafugare informazioni sensibili o penetrare ulteriormente nella rete”.
Secondo le rilevazioni del team di Attack Surface Management, nel primo trimestre del 2021, il proprietario di un database esposto impiegava in media 170,2 giorni per risolvere il problema. Il tempo medio è diminuito gradualmente nel corso del 2021 per poi risalire al valore iniziale di 170 giorni nel primo trimestre del 2022.
In termini di distribuzione geografica degli asset vulnerabili, la maggior parte dei database esposti su Internet lo scorso anno sono stati individuati su server situati negli Stati Uniti. Nella graduatoria mondiale l’Italia si colloca all’ultimo posto della top ten dei Paesi con più database esposti, con 4.242 banche dati accessibili tramite Internet, a cui si sommano le 722 registrate nel primo trimestre del 2022, corrispondenti ad un decremento del 35% rispetto al numero di asset esposti rilevati nel quarto trimestre Q4 2021.
“Molti incidenti di sicurezza possono essere scongiurati con poco sforzo e un insieme efficace di strumenti”, commenta Tim Bobak, Direttore del prodotto Attack Surface Management di Group-IB. “L’anno scorso, oltre il 50% dei nostri interventi di risposta agli incidenti informatici è derivato da falle di sicurezza perimetrali evitabili. Un database accessibile pubblicamente, una porta aperta o un’istanza cloud che esegue un software vulnerabile sono tutti rischi critici, ma sostanzialmente prevenibili. Alla luce della crescente complessità delle reti aziendali, tutte le organizzazioni dovrebbero avere piena…
“Abbiamo iniziato la trasformazione di Tim, dobbiamo andare avanti con fiducia perché i risultati arriveranno nel tempo e cominceremo a vederli già nei prossimi mesi”: in un incontro con i manager per illustrare i numeri della trimestrale, l’Ad Pietro Labriola fa il punto sulle prossime sfide in vista della presentazione dei dettagli del piano industriale il prossimo 7 luglio. Piano che fa leva sulla focalizzazione su 4 business distinti – Network, Consumer e Small & Medium business, Enterprise e Brasile – ma anche sul miglioramento della qualità del servizio al cliente, su una nuova immagine che parli anche alle generazioni più giovani e su un’attenzione crescente alla sostenibilità.
I conti al 31 marzo “mostrano una rigorosa attenzione ai numeri, necessaria per dare credibilità a quello che facciamo”, ha detto Labriola e per ottenere” la fiducia fondamentale per creare un ecosistema favorevole al Piano”: questo “il punto di partenza per disegnare la nuova Tim”. La trimestrale “mostra segnali positivi” come quelli legati alle attività in Brasile e al miglioramento dei trend in miglioramento, ma sono risultati che “non esprimono ancora il valore del Gruppo”. Labriola ha puntualizzato di essere a lavoro con il suo team per “definire perimetri, mercati e obiettivi” dei quattro pilastri su cui sarà basata la trasformazione dell’azienda, ma anche su alcuni progetti fondamentali per sostenerla, come una nuova immagine, una grande attenzione ai costi da razionalizzare, evitando la duplicazione di attività, e i nuovi target Esg.
Salgono sul podio le cinquanta migliori studentesse di CyberTrials, il primo programma di formazione sulla cybersecurity rivolto alle ragazze degli istituti secondari di II grado, dedicato a qualsiasi conoscenza nel campo della cybersicurezza che non richieda specifiche conoscenze di informatica a monte. Realizzata dal Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del Cini (il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica), l’iniziativa si è svolta nell’arco di tutta la primavera, coinvolgendo oltre 300 giovani future esperte di cybersicurezza.
Le sfide affrontate dalle studentesse
Le ragazze che maggiormente si sono distinte durante CyberTrials sono state selezionate in base ai punteggi più alti totalizzati durante un gioco di ruolo permanente organizzato dal Game Science Research Center (il centro interuniversitario sulla game science con sede presso la Scuola Imt Alti studi Lucca) che si è basato sui contenuti delle lezioni frontali e che ha coinvolto le ragazze da marzo a oggi.
Cosa serve per risparmiare davvero sull’energia? L’IoT da solo non basta!
Ogni settimana, le studentesse, suddivise in squadre, si sono sfidate usando tecniche di open source intelligence (Osint) social engineering e nozioni di base sulla cybersicurezza apprese nel corso delle lezioni. Risolvendo enigmi e scovando indizi, le ragazze hanno avuto la possibilità di applicare da subito le tecniche imparate durante il corso.
Come funziona la prova
“Per CyberTrials abbiamo progettato un gioco in grado di coinvolgere tutte le studentesse: il loro modo di interagire ci ha sorpreso. Si sono calate benissimo nello scenario e sui profili social che hanno creato per giocare adesso pubblicano anche contenuti sui temi che apprendono durante le lezioni” racconta Francesca Randone, dottoranda in informatica presso la Scuola Imt Alti Studi Lucca e membro del team che ha progettato il gioco.
“Un gioco che ingaggia, diverte e ti fa vedere come certe nozioni si applicano alla vita quotidiana, permette di superare quei dubbi e quelle paure che bloccano molte ragazze davanti alle discipline Stem, per cui pensano di non essere mai abbastanza brave – spiega Ennio Bilancini, direttore del Game Science Research Center e professore presso la Scuola Imt Alti Studi Lucca –. È questo il valore del gioco: non richiede competenze pregresse ed è per tutte”.
Il prossimo passaggio
Le 50 cybergirls parteciperanno all’evento finale previsto dal 27 al 29 maggio a Torino, in occasione delle finali di OliCyber.IT, le olimpiadi italiane di cybersicurezza, anch’esse organizzate dal Laboratorio Nazionale di Cybersecurity. In questa occasione avranno modo di stare a contatto e confrontarsi direttamente con altre ragazze e ragazzi che si sono formati sui temi della sicurezza informatica e di partecipare a un’attività specifica di formazione sulle soft skills e sul gioco di squadra.
Come si articola il programma CyberTrials
La prima edizione di CyberTrials si è rivelata un successo oltre le aspettative degli organizzatori. Sono state più di 300 le ragazze tra i 14 e i 19 anni che, seppur senza conoscenze pregresse, hanno fatto richiesta per accedere al corso avanzato sui principi del mondo digitale e delle tecniche di attacco e difesa nel mondo cyber.
Il programma di quest’anno è stato pensato per accrescere la consapevolezza digitale delle studentesse, facendole acquisire conoscenze…
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci consentirà di elaborare dati quali il comportamento di navigazione o gli ID univoci su questo sito. Il mancato consenso o la revoca del consenso possono influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
La memorizzazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari per il fine legittimo di consentire l'utilizzo di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
The technical storage or access that is used exclusively for statistical purposes.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
La memorizzazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per l'invio di pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su più siti web per scopi di marketing simili.
Commenti recenti