Urso: “Eccellenza unica nel panorama italiano che va tutelata e valorizzata”
Si è tenuto a Palazzo Piacentini il tavolo di crisi sulla Fondazione Santa Lucia IRCCS-Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. All’incontro, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e dal sottosegretario con delega alle crisi d’impresa, Fausta Bergamotto, hanno partecipato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, i vertici della Fondazione Santa Lucia, le segreterie confederali e di categoria nazionali e territoriali di Cgil, Cisl, Cisl Funzione Pubblica, Uil, Uil Fpl, Ugl e Cimop.
L’IRCCS Santa Lucia di Roma è una struttura ospedaliera privata d’eccellenza, convenzionata con il Sistema Sanitario Regionale, che offre prestazioni nel settore della neuroriabilitazione e della ricerca nelle neuroscienze e occupa circa 800 lavoratori.
L’incontro odierno ha avuto l’obiettivo di approfondire, con tutti i soggetti a vario titolo interessati e coinvolti, le possibili soluzioni mirate a garantire la continuità dei servizi offerti, salvaguardando le professionalità e i posti di lavoro.
“La Fondazione Santa Lucia è un’eccellenza che va tutelata e valorizzata perché unica nel panorama sanitario italiano – ha affermato il ministro Urso -. Siamo pronti a sostenere la Fondazione per arrivare a risolvere questa crisi nel minor tempo possibile”.
Il Mimit, il Presidente della Regione Lazio e i sindacati hanno invitato coralmente l’azienda a valutare con attenzione il percorso dell’amministrazione straordinaria appellandosi al valore etico e sociale della struttura sanitaria che va assolutamente salvaguardata. Terminato il tavolo plenario, è immediatamente iniziato l’approfondimento tecnico sugli strumenti e le procedure più utili per garantire una soluzione positiva della crisi.
L’obiettivo è rendere più efficaci le norme sulle imprese emergenti
È stato bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato il Disegno di Legge annuale per il Mercato e la Concorrenza (DDL Concorrenza), approvato il 26 luglio 2024 dal Consiglio dei ministri, che contiene, tra l’altro, primi interventi ad hoc per le Startup innovative, altri seguiranno con successivi provvedimenti.
In questo ambito, il DDL Concorrenza interviene su misure quali: modifiche alla definizione di startup innovativa con il riferimento alle micro e PMI; la previsione che, per definire al meglio il perimetro delle startup innovative italiane e che necessitano di supporto, entro il secondo anno di iscrizione al registro la startup innovativa dovrà disporre di un capitale sociale di almeno 20.000 euro e impiegare almeno un dipendente; precisazioni alla definizione di incubatore certificato; introduzione di un credito d’imposta per le somme investite dagli incubatori certificati direttamente e indirettamente nel capitale sociale delle startup innovative; disposizioni per favorire l’investimento istituzionale e privato nelle startup innovative.
Si tratta di un primo novero di interventi che potrà essere integrato e completato in sede di esame parlamentare e poi ulteriormente integrato con il DDL di Bilancio 2025 e in successivi atti delegati.
Nel Disegno di legge di bilancio 2025, saranno incluse – compatibilmente con le esigenze di bilancio – ulteriori misure a sostegno dell’ecosistema dell’innovazione, emerse dal tavolo con gli stakeholders: l’Unità di Missione per l’ecosistema dell’innovazione presso il MIMIT con il compito di promuovere e coordinare l’ecosistema dell’innovazione e delle startup italiane; misure a supporto dell’investimento nei Piani di Risparmio e degli investimenti delle Casse di previdenza e dei Fondi pensione, rifinanziamenti di fondi esistenti, integrazioni ai visti per ingresso e soggiorno per gli investitori. Tale complesso di misure si aggiunge alle agevolazioni fiscali in favore delle startup e delle PMI Innovative in corso di introduzione con la proposta di legge già approvata dalla Camere dei Deputati e in corso di approvazione da parte del Senato della Repubblica.
Infine, ulteriori disposizioni di completamento del riordino normativo a sostegno dell’evoluzione del mercato dell’innovazione, potranno essere inserite nel successivo aggiornamento del Decreto interministeriale MEF – MIMIT 7 maggio 2019 “Attuazione degli incentivi fiscali all’investimento in startup e PMI innovative”.
In questo contesto, e con l’obiettivo di rendere più efficace lo Startup Act italiano, la normativa sulle nuove imprese emergenti, è stato istituito nei mesi scorsi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy un gruppo di lavoro coordinato dal Gabinetto del ministro Adolfo Urso, assieme alla Segreteria Tecnica e la DG Politica Industriale.
Il Gruppo di lavoro, anche alla luce dell’attuale evoluzione del mercato dell’innovazione, si è occupato delle attività di revisione, aggiornamento e razionalizzazione della normativa con il coinvolgimento diretto degli attori dell’ecosistema dell’innovazione e del Venture Capital, tra cui InnovUp, Italian Tech Alliance, AIFI, PNI Cube, IBAN, IRTOP, CDP Venture Capital e Invitalia.
Allo studio l’introduzione di un meccanismo che privilegi le produzioni a elevato contenuto di componentistica italiana ed europea
Accompagnare la transizione energetica, rinnovare il parco auto circolante troppo obsoleto, supportare soprattutto le persone fisiche e sostenere le fasce le meno abbienti. Questi i quattro obiettivi centrati in soli due mesi dal piano Ecobonus. A questi dati incoraggianti, che evidenziano la buona riuscita del piano, non è corrisposto però un incremento dei volumi produttivi degli stabilimenti italiani, il quinto target stabilito. Per questo motivo il piano incentivi per i prossimi anni verrà rimodulato, spostando il focus sull’offerta e puntando su una programmazione pluriennale delle risorse per favorire le case automobilistiche nella programmazione degli investimenti e le famiglie negli acquisti.
E’ quanto emerso, in sintesi, durante il Tavolo Automotive presieduto dal ministro Adolfo Urso insieme al viceministro Valentino Valentini e ai sottosegretari Fausta Bergamotto e Massimo Bitonci. Alla plenaria, a Palazzo Piacentini, erano presenti anche i rappresentati delle aziende che producono veicoli in Italia, delle organizzazioni sindacali e datoriali della filiera, delle Regioni e dell’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (Anfia).
“La prossima edizione dell’ecobonus deve presentare una significativa discontinuità. La priorità è il sostegno alla filiera nazionale e all’occupazione, sempre nel rispetto degli altri due principi cardine che sono il rinnovo del parco circolante e il supporto alle famiglie a bassa capacità di spesa“, ha affermato il ministro Urso.
Inoltre, è allo studio l’introduzione di un meccanismo che privilegi le produzioni a elevato contenuto di componentistica europea e che garantisca la sostenibilità delle produzioni.
Durante l’incontro sono stati resi noti i dati sulle prenotazioni degli incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni inquinanti.
A due mesi dall’apertura della piattaforma Ecobonus, lo scorso 3 giugno, le significative risorse messe a disposizione delle auto elettriche – quasi 230 milioni- si sono rapidamente esaurite e hanno portato a oltre 25.000 prenotazioni. Riguardo il rinnovo del parco auto circolante, l’83% delle prenotazioni prevede una contestuale rottamazione, di cui il 42% modelli fino a Euro 3. Inoltre, il 77% delle risorse prenotate riguarda le persone fisiche (72% nel caso delle auto elettriche) e un quarto delle risorse prenotate è relativo a persone con ISEE inferiore a 30.000 euro. Nello specifico, in merito alle auto elettriche, il 41% delle prenotazioni inserite da persone fisiche interessa persone a basso ISEE, per un valore pari al 49% delle risorse disponibili.
Per quanto riguarda la programmazione degli incentivi, il fondo automotive può contare ancora su una dotazione di 750 milioni per il 2025 e di un miliardo annuo dal 2026 al 2030. In parallelo al concretizzarsi della politica di attrazione di nuovi player e alla necessità di accompagnare il processo di riqualificazione della componentistica italiana verrà incrementata la quota destinata all’offerta pari a 50 milioni nel 2022 e 350 milioni annui nel successivo biennio.
Si avvia, inoltre, nel mese di settembre la definizione del nuovo schema di incentivazione della domanda e dell’offerta della filiera, che terrà conto delle indicazioni delle altre Amministrazioni coinvolte (PCM, MEF, MIT, MASE) e delle proposte avanzate dai principali stakeholder presenti al Tavolo.
Urso: “ulteriori risorse che supporteranno gli investimenti delle imprese e lo sviluppo dei territori”
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al fine di favorire la realizzazione di programmi di investimento nonché lo sviluppo e la competitività dei territori italiani, con apposito decreto, ha autorizzato la ripartizione di oltre 1.5 miliardi di euro per il rifinanziamento della misura dei Contratti di sviluppo e degli Accordi di sviluppo.
Le risorse provengono dalle Leggi di Bilancio 2020, 2021, 2022, 2023, da economie accertate (attuazione della direttiva ministeriale 15 aprile 2020 e sportello agevolativo disciplinato dal Dm 11 maggio 2023) e dai proventi delle aste di competenza (articolo 23 del decreto legislativo 9 giugno 2020, n. 47).
“Queste ulteriori risorse supporteranno concretamente gli investimenti delle imprese, stimolando la crescita e lo sviluppo dei territori, creando un ambiente favorevole all’innovazione e rafforzando la competitività del sistema Paese” ha dichiarato il ministro Urso.
Nello specifico, saranno destinati:
942.138.000 per i programmi di sviluppo industriale, compresi quelli concernenti il settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, di cui oltre 542.138.000 euro a copertura dei Contratti di sviluppo e 400.000.000 euro per Accordi di sviluppo e Accordi di programma;
311.387.320 per i programmi di sviluppo per la tutela ambientale, di cui circa 225.000.000 euro per Accordi di sviluppo e Accordi di programma e 86.387.320 euro per Contratti di sviluppo;
240.000.000 euro per i programmi di sviluppo di attività turistiche, di cui 122.810.000 euro per Accordi di sviluppo e Accordi di programma e circa 117.190.000 euro per Contratti di sviluppo;
40.000.000 euro agli interventi nel capitale di rischio.
Le risorse andranno a finanziare le istanze, anche già presentate e ritenute idonee all’assegnazione dei contributi, ma prive dalla copertura finanziaria.
Urso: “Così costruiamo la filiera nazionale di settore”
E’ stato firmato a Palazzo Piacentini il Memorandum of Understanding (MOU) tra il Mimit, l’azienda cinese MingYang Smart Energy, uno dei principali produttori al mondo di turbine eoliche, e Renexia, società italiana attiva nel settore delle rinnovabili del Gruppo Toto, con l’obiettivo di creare in Italia una Newco per la costruzione delle turbine eoliche.
Con questa intesa, siglata alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, si pongono le basi per completare e rafforzare la filiera nazionale industriale di settore, contribuendo così allo sviluppo di un comparto strategico e importante come quello dell’eolico offshore galleggiante.
La Newco punta, inoltre, a realizzare un sito produttivo che, secondo le stime, darà occupazione a 1.100 persone con un investimento stimato pari a circa 500 milioni di euro. La localizzazione di tale sito sarà individuata, d’intesa con il Governo, entro 90 giorni.
“Questo importante accordo ci permette di sviluppare la produzione di turbine in Italia e una filiera nazionale che sarà estremamente competitiva. L’accordo risponde pienamente agli intendimenti che i nostri due ministeri e i nostri governi intendono portare avanti per lo sviluppo di partnership nella tecnologia green“, ha affermato il ministro Urso.
La firma odierna rientra, infatti, nell’ambito dell’accordo di cooperazione tra Mimit e Ministero dell’Industria e delle Tecnologie dell’Informazione (MIIT) della Repubblica Popolare Cinese, predisposto durante la missione del ministro Urso a Pechino all’inizio di luglio e poi sottoscritto durante la recente missione del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Urso: “È un altro significativo successo di riconversione produttiva”
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dato il consenso all’operazione di salvataggio di Marelli: si tratta dell’ultimo passaggio che pone il sigillo all’operazione.
Tecnomeccanica, fonderia italiana specializzata nella produzione di componenti pressofusi in alluminio, rileva lo stabilimento Marelli di Crevalcore per garantirne la continuità produttiva e la salvaguardia di 152 dipendenti.
Presenti all’evento che si è tenuto stamane a Palazzo Piacentini, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il sottosegretario con delega alle crisi di impresa, Fausta Bergamotto, Invitalia, la Regione Emilia Romagna, i Comuni di Bologna e Crevalcore e le organizzazioni sindacali.
“Grazie a un lavoro di squadra, importante e sinergico, si è raggiunta una soluzione positiva che garantisce la riconversione industriale dello stabilimento e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Siamo pienamente soddisfatti di aver raggiunto anche questo obiettivo, un altro caso di successo di riconversione produttiva“, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
“Siamo partiti dieci mesi fa con una procedura di licenziamento avviata nello stabilimento di Crevalcore e oggi siamo qui per porre il sigillo a questa operazione e di questo siamo molto felici, è una giornata importante: salvaguardia dell’occupazione e reindustrializzazione del sito erano gli obiettivi che ci eravamo posti”, ha affermato il sottosegretario al Mimit con delega alle crisi industriali, Fausta Bergamotto.
L’operazione, costruita congiuntamente al Fondo salvaguardia gestito da Invitalia, consegue alla decisione di Marelli di cessare l’attività produttiva dello stabilimento.
Tecnomeccanica e Invitalia partecipano all’intervento di ricapitalizzazione della NewCo creata allo scopo di salvaguardare l’attività storicamente svolta sul territorio emiliano.
E’ previsto che Marelli ceda alla NewCo gli asset funzionali all’attività produttiva ad un valore simbolico. L’intervento di circa 17 milioni di euro consente di garantire la continuità produttiva dello stabilimento che riceverà, in arco piano, un contributo da parte di Marelli di circa 70 milioni di euro sotto forma di contratti negoziati con Tecnomeccanica.
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