Agevolazioni sotto forma di finanziamento agevolato e di contributo a fondo perduto
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rende noto che sono ancora disponibili i 15 milioni di euro di agevolazioni destinati alla misura “Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero”, rifinanziata attraverso la Legge Made in Italy (n. 206/2023).
Il provvedimento, a cui erano stati assegnati, nel 2021, 100 milioni di euro di risorse PNRR (Decreto interministeriale 24 novembre 2021) ha come obiettivo quello di rafforzare il sostegno alle iniziative di autoimprenditorialità promosse da donne e giovani e favorire lo sviluppo di nuove imprese femminili in tutto il territorio nazionale.
L’accesso ai contributi è riservato alle micro e piccole imprese costituite da non più di 60 mesi e in cui la compagine societaria sia composta, per oltre la metà numerica dei soci e quote di partecipazione, da donne di età compresa tra i 18 ed i 35 anni e da persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa.
Le iniziative ammesse devono riguardare:
produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli;
fornitura di servizi alle imprese e alle persone, compresi quelli afferenti all’innovazione sociale;
commercio di beni e servizi;
turismo, incluse le attività turistico-culturali finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché le attività volte al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza.
Le agevolazioni saranno erogate sotto forma di finanziamento agevolato, a tasso zero, della durata massima di dieci anni e di contributo a fondo perduto, per un importo complessivo non superiore al 90% della spesa ammissibile che è di 1.500.000 euro per le imprese costituite da non più di 36 mesi e 3.000.000 euro per le imprese costituite da più di 36 mesi e da non più di 60 mesi.
Le domande e le eventuali richieste di informazioni potranno essere indirizzate a Invitalia che gestisce la misura per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Al centro del confronto gli attuali fabbisogni abitativi e l’evoluzione dei costi di affitto e di acquisto
Fornire risposte ai nuovi fabbisogni abitativi emergenti dal contesto sociale attraverso un approfondimento dell’andamento del prezzo delle locazioni abitative nel nostro Paese per analizzare eventuali elementi di criticità. Con questo obiettivo si è tenuta a Palazzo Piacentini la riunione della Commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi – istituita con il Decreto Trasparenza che ha rafforzato i poteri di monitoraggio e di verifica del Garante – dedicata alle locazioni immobiliari.
Presenti alla riunione il sottosegretario Massimo Bitonci, il Garante per la sorveglianza dei prezzi, Benedetto Mineo, i rappresentanti dei ministeri competenti, della Banca d’Italia, dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, dell’Istat, le organizzazioni sindacali e le associazioni del comparto.
L’esigenza di un confronto con le parti coinvolte nasce dalla segnalazione di un disallineamento in diverse aree del territorio, tra i costi di affitto o di acquisto delle abitazioni e il livello dei salari medi, che costituisce un freno alla mobilità territoriale ed elemento sfavorevole all’incontro tra domanda e offerta di lavoratori.
Secondo l’Eurostat, l’indice relativo ai prezzi degli affitti in Italia aggiornato a ottobre 2024, ha fatto registrare una variazione del +3,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, pari alla media UE-27, ma superiore a quanto registrato in Francia (+2,4%), Spagna (+2,3%) e Germania (+2,2%).
Durante l’incontro, sono stati illustrati, dai Ministeri intervenuti, i recenti provvedimenti che hanno interessato il settore delle locazioni e le linee guida di un insieme di misure su cui sta lavorando il Mimit con gli altri soggetti istituzionali e Confindustria, volte a fornire una risposta concreta alle dinamiche abitative, garantendo una locazione ai lavoratori delle imprese a costo sostenibile. Sono state illustrate anche le proposte, al vaglio dei gruppi di lavoro, volte all’incentivazione della costruzione di abitazioni e alla riqualificazione degli immobili per i lavoratori, anche attraverso l’utilizzo del patrimonio demaniale.
Già nella Manovra Economica è stata inserita la prima misura del provvedimento che riguarda un fringe benefit, elevato a 5mila euro, per i neoassunti che devono spostarsi di residenza per almeno 100 km per rispondere a un’esigenza di lavoro.
“I dati odierni evidenziano come diverse città stiano diventando sempre più elitarie e inaccessibili, soprattutto per studenti e lavoratori. Questo fenomeno non si limita a essere un problema sociale, ma ha conseguenze rilevanti sulla mobilità e sul mercato del lavoro. Il Governo ha già attuato alcune misure di natura fiscale e sociale, come i diversi piani casa e salva casa, utilizzando anche i fondi PNRR per alloggi per studenti”, ha dichiarato il sottosegretario Bitonci.
Nel corso dell’incontro l’Osservatorio del Mercato Immobiliare ha fornito una panoramica sui dati riguardanti gli andamenti dei canoni e delle superfici abitative locate nei diversi segmenti di mercato delle locazioni, con focus su alcune città.
Banca Italia è invece andata ad analizzare, attraverso un sondaggio, le possibili motivazioni dei rincari sul mercato delle abitazioni in Italia, evidenziando come per il 40% degli intervistati la crescita dei canoni è dovuta principalmente alla minore offerta, che si associa alla preferenza dei proprietari per gli affitti brevi.
L’Istat, infine, ha presentato la metodologia utilizzata dall’Istituto per la produzione degli indici relativi agli affitti reali per l’abitazione a partire da dati amministrativi ed i principali risultati.
Costituita task force tecnica per fornire risultanze su valori emissivi in miglioramento
“Il governo e la Regione Siciliana hanno messo in campo ogni sforzo per salvaguardare il distretto chimico di Priolo, ma allo stato attuale solo il GIP di Siracusa, alla luce di nuove evidenze sulle emissioni che oggi risultano in netto miglioramento, può arrestare il processo di chiusura del depuratore. Chiusura che comprometterebbe le attività di importanti aziende chimiche, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e azzerando un’intera filiera industriale sul territorio siciliano. Confidiamo nella responsabilità e nel buon senso, soprattutto alla luce di elementi oggettivi che certificano la validità del percorso intrapreso”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nel corso del tavolo sul futuro dell’area industriale di Priolo, a cui ha partecipato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e alla presenza dei rappresentanti delle forze produttive e sindacali del territorio.
Per giungere a un nuovo pronunciamento dell’autorità giudiziaria, è stata costituita una task force tecnica, tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e la Regione Siciliana, che raccoglierà e analizzerà gli aggiornamenti sulle emissioni del depuratore che, dalle recenti rilevazioni, condotte dai gestori dei singoli stabilimenti industriali e da ARPA Sicilia, indicherebbero un trend positivo sui valori dei reflui industriali. La task force fornirà tutti gli elementi utili per sollecitare un nuovo pronunciamento del GIP di Siracusa, al fine di consentire la prosecuzione delle attività del depuratore IAS S.p.A. di Priolo Gargallo e il completamento degli interventi necessari per l’adeguamento degli impianti di trattamento delle acque entro i primi mesi del 2026.
Nel corso dell’incontro, i grandi utenti dell’area industriale (Isab, Versalis, Sonatrach, Sasol e Consorzio Priolo Servizi) hanno tutti confermato la capacità di distaccare le proprie attività dal depuratore entro il 2026, avviando così le operazioni sui reflui in autonomia e in piena coerenza con il cronoprogramma determinato dal decreto interministeriale Mimit-Mase del 2023. “Non siamo di fronte a una vertenza siciliana, ma a una problematica di portata nazionale. Siamo pienamente consapevoli, infatti, dell’importanza che l’attività delle aziende di quella zona riveste per l’industria e l’intera filiera della chimica italiana, sia in termini di livelli produttivi sia in termini di occupazione”, ha concluso il ministro Urso.
Urso: il Mimit caso virtuoso nell’utilizzo delle risorse del Pnrr per lo sviluppo produttivo del Paese
L’importanza dell’impatto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sul tessuto economico e produttivo italiano, i risultati conseguiti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, le nuove possibilità di investimento a seguito della recente revisione del programma. Questi i temi al centro dell’evento che si è tenuto a Palazzo Piacentini dal titolo “Innovazione, Sostenibilità e Made in Italy: quali opportunità per i territori offerte dal PNRR”, organizzato dal Dipartimento Mercato e Tutela del Mimit, in collaborazione con l’Unità di Missione PNRR e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC).
All’incontro, presieduto del Ministro Adolfo Urso, ha partecipato il presidente del CNDCEC, Elbano de Nuccio, con altri rappresentanti della categoria professionale ed è stata l’occasione per tracciare un bilancio e illustrare gli esiti dell’applicazione del Piano, fornendo al tempo stesso un aggiornamento sulle iniziative Net Zero Technologies e in materia di batterie elettriche, autoproduzione da Fonti Energia Rinnovabile e Transizione 5.0, iniziativa strategica volta a rendere il sistema produttivo nazionale maggiormente innovativo, digitale e sostenibile.
Gli interventi si sono, infatti, concentrati su tre direttrici strategiche indispensabili per rafforzare la competitività delle imprese italiane in un contesto economico in continua evoluzione: la transizione tecnologica dei processi industriali, fondamentale per ottimizzare i costi e migliorare l’efficienza operativa; la transizione green, spinta dallo sviluppo di tecnologie innovative e modelli produttivi ispirati ai principi dell’economia circolare; e la formazione professionale, essenziale per adeguare le competenze alle trasformazioni in atto.
“Grazie alle misure del Pnrr abbiamo già raggiunto risultati molto significativi per lo sviluppo produttivo del nostro territorio: il Mimit, nell’utilizzo delle risorse, è un caso virtuoso. Nell’ambito del programma stiamo lavorando all’attuazione di 16 misure di cui due riforme essenziali quale la riforma della proprietà industriale e quella del sistema degli incentivi alle imprese. Con il piano Transizione 4.0 e 5.0 stiamo inoltre stimolando gli investimenti in digitalizzazione, sostenibilità e formazione. Nell’attuazione del Piano la competenza dei dottori commercialisti ed esperti contabili svolge un ruolo fondamentale nell’utilizzo degli strumenti di sostegno alle imprese e nello sviluppo del Sistema Italia”, ha dichiarato il ministro Urso.
“Nel PNRR i commercialisti possono svolgere un ruolo centrale, mettendo le proprie competenze a disposizione del Paese per affrontare la sfida dell’utilizzo dei fondi in un’ottica quantitativa e qualitativa, verificando gli effetti degli investimenti dal punto di vista del ritorno economico-finanziario per le imprese e degli impatti ambientali e sociali per gli enti pubblici, per il contesto territoriale di riferimento, per la società nel suo complesso”, ha dichiarato il presidente del CNDCEC de Nuccio.
Ulteriori focus tematici sono stati il ruolo svolto dal PNRR nel generare esternalità positive – funzionale non solo al rilancio economico delle imprese, ma anche al rafforzamento della coesione territoriale – e la necessità di una comunicazione capillare volta a valorizzare le opportunità offerte dal Piano, garantendo il coinvolgimento attivo delle realtà produttive locali e dei professionisti del settore. A riguardo è stato valorizzato, nel corso dell’incontro, il ruolo dei dottori commercialisti, figure che attraverso il monitoraggio e la rendicontazione dei progetti legati al PNRR, garantiscono un corretto ed efficiente utilizzo e impiego delle risorse.
Ministero, Bei e Diana-NATO intensificheranno collaborazione sul tema
Come includere nella nuova politica industriale italiana ed europea le aziende che sviluppano beni e tecnologie duali e le relative opportunità di finanziamento e sviluppo. Questi i temi della conferenza “Mission Dual” che si è svolta il 19 novembre al ministero delle Imprese e del Made in Italy, in collaborazione con il Ministero della Difesa, la Banca Europea per gli Investimenti, l’acceleratore della NATO “Diana” e la Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza (AIAD).
Per raggiungere questo obiettivo, hanno convenuto i partecipanti, è necessario affiancare ai regimi di controllo delle esportazioni anche strumenti e politiche di promozione, rafforzamento e finanziamento della competitività delle imprese che operano sia in ambito civile sia militare. Inoltre, è stata sottolineata l’importanza di un modello pubblico/privato nell’attuazione dei grandi programmi di difesa per catalizzare la crescita e sviluppo delle numerose PMI e start-up che possono contribuire all’indipendenza strategica dell’Europa.
Per questo, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Banca Europea per gli Investimenti e Diana-NATO hanno concordato di intensificare la collaborazione su questi temi e approfondire il dialogo con gli operatori pubblici e privati coinvolti nello sviluppo dell’industria duale in Italia. Ciò consentirà anche di aumentare la conoscenza di questi domini, non solo dal lato dei prodotti e tecnologie, ma anche delle imprese.
Urso: “La cultura è il differenziale che rende competitivo il Paese”, Bernini: “Il francobollo ha una dimensione storica, culturale e artistica”
L’amore per il sapere, la dedizione di chi insegna, la passione di chi impara: questo il significato racchiuso nei tre francobolli ordinari presentati oggi a Palazzo Piacentini, nella Sala Biblioteca del Mimit, che sono parte della serie tematica “Le Eccellenze del Sapere”.
I tre francobolli celebrano l’impegno nella formazione dei giovani, rendendo omaggio all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, che festeggia ottocento anni dalla sua fondazione, e alle Università degli Studi di Trieste e di Firenze, entrambe giunte al traguardo dei cento anni. L’emissione filatelica vuole essere un omaggio e un ringraziamento per l’attività e l’opera di formazione e ricerca svolta dai tre Atenei, la cui storia va di pari passo con quella del nostro Paese e si intreccia con il destino di milioni di studenti che hanno fatto grande il nostro Made in Italy.
Alla cerimonia di emissione e annullo filatelico, presieduta dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dal ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini e dal sottosegretario di Stato con delega alla filatelia, Fausta Bergamotto, sono intervenuti i Magnifici Rettori delle tre Università protagoniste: il prof. Roberto Di Lenarda, per l’Università di Trieste, la prof.ssa Alessandra Petrucci, per l’Università di Firenze, e il prof. Matteo Lorito, per l’Università Federico II di Napoli. Presenti, inoltre, i rappresentanti di Poste Italiane e dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
“Oggi, più che mai, dobbiamo valorizzare chi siamo e da dove proveniamo – ha dichiarato il ministro Urso -. Gli italiani sono riconosciuti a livello globale come grandi produttori di cultura per l’umanità: un differenziale che rende competitivo il nostro Made in Italy. Conoscenza, studio e scienza sono fondamentali, il contributo fornito dai nostri atenei e dai centri di ricerca”.
“C’è un legame tra il valore simbolico del francobollo e il valore reale delle Università. E questo legame è essere insieme testimonianza del passato e al tempo stesso anche anticipatori del futuro, di come immaginiamo il futuro”, ha dichiarato il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. “Ma non solo, così come l’alta formazione, il francobollo è simbolo di connessione tra persone. Ha un valore unico. Ha un fascino unico, che è quello di raccontare storie, commemorare e celebrare anniversari e personalità. Ha una dimensione storica, culturale e artistica”, ha concluso Bernini.
La vignetta del francobollo dedicata all’Università di Napoli nasce da un bozzetto di Maria Carmela Perrini e rappresenta una prospettiva della facciata principale dell’Università, che è stata istituita il 5 giugno del 1224 dall’Imperatore del Sacro Romano Impero; in alto a destra, si staglia il logo dell’Ateneo.
Stessa bozzettista anche per il francobollo dell’Università degli Studi di Firenze, che raffigura l’ingresso del Rettorato dell’Università quest’anno celebra i 100 anni dalla sua fondazione. In alto, a sinistra, è riprodotto il logo istituzionale dell’Ateneo.
Il francobollo dell’Università degli Studi di Trieste, infine, riproduce su uno sfondo che riprende i colori istituzionali del centenario dell’Università, una rivisitazione del logo dell’anniversario che raffigura, con un’illustrazione al tratto, l’edificio centrale dell’Ateneo alle cui spalle sorge, come un sole, il numero “100”, a indicare gli anni trascorsi dalla sua fondazione. Il bozzettista è Paola Russo.
I tre francobolli sono stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e distribuiti da Poste Italiane, con indicazione tariffaria B, in 250.020 esemplari ciascuno.
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