Natuzzi: presentato al Mimit il piano industriale di rilancio

Natuzzi: presentato al Mimit il piano industriale di rilancio

Nuovo tavolo di confronto il 25 febbraio a Palazzo Piacentini

Illustrato al Mimit alle istituzioni regionali e alle organizzazioni sindacali il piano industriale di rilancio 2026-2028 di Natuzzi, azienda operante nel settore dell’arredamento di alta gamma con stabilimenti in Basilicata e Puglia e oltre 1.800 lavoratori, volto ad affrontare le difficoltà presenti sui mercati internazionali.

L’azienda ha presentato i punti cardine della strategia per i prossimi anni prevedendo un programma di investimenti, efficientamento produttivo, riduzione dei costi e riorganizzazione della rete dei punti vendita.

Durante il tavolo, le organizzazioni sindacali hanno chiesto di avviare un confronto sul piano industriale in tutte le sue articolazioni, dichiarando di condividere gli obiettivi generali ma non le modalità individuate dall’azienda per il loro raggiungimento.

Al termine della riunione, le strutture tecniche del Mimit – preso atto della disponibilità di Natuzzi ad avviare un dialogo con le parti sociali e a riconsiderare alcuni aspetti del piano industriale – hanno convocato un nuovo incontro per il 25 febbraio per definire un piano di lavoro condiviso finalizzato alla salvaguardia ed allo sviluppo di una delle più importanti eccellenze del Made in Italy.

 

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Mimit: nel 2025 raggiunte 27 intese su vertenze industriali. Urso: “traguardo significativo”

Mimit: nel 2025 raggiunte 27 intese su vertenze industriali. Urso: “traguardo significativo”

 Oltre 14.260 posti di lavoro tutelati o stabilizzati. Tavoli di crisi attivi in calo da 55 a 41

Sono 27 le intese raggiunte al Mimit nel 2025, tradotte in altrettanti accordi di reindustrializzazione e in percorsi strutturati di rilancio produttivo – con una media di uno ogni due settimane – che hanno consentito la tutela o la stabilizzazione di oltre 14.260 lavoratori. Questo il bilancio dell’attività di gestione dei tavoli di crisi svolta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nel corso dello scorso anno. Tra le vertenze più rilevanti portate a positiva conclusione nell’anno appena concluso figurano i casi La Perla, Beko, Coin, Gruppo Dema, Diageo, Speedline, Riello, Jabil, Venator e Adriatronics.

Un traguardo significativo, raggiunto affrontando vertenze particolarmente complesse, spesso irrisolte da anni e ad alto impatto occupazionale, che hanno trovato una prospettiva concreta di continuità e rilancio industriale grazie a un dialogo costante e responsabile tra istituzioni, imprese, lavoratori e organizzazioni sindacali”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso.

Tra i risultati più significativi si colloca il rientro in Italia di asset industriali di valore storico e simbolico, come Diageo con lo storico stabilimento Cinzano, nonché il consolidamento di realtà strategiche quali Riello, recentemente entrata nel perimetro del gruppo Ariston.

In alcuni casi, l’intervento del Mimit ha consentito di ritirare centinaia di licenziamenti unilaterali, favorendo una gestione concertata degli esuberi e sostenendo percorsi di riorganizzazione e rilancio industriale, come nelle vertenze Berco e Yoox, ricondotte a un confronto strutturato tra le parti orientato alla tutela occupazionale e alla prospettiva industriale.

In altri casi, il Mimit ha affrontato e risolto vertenze di particolare complessità, destinate a costituire un riferimento anche sul piano metodologico, come La Perla, caratterizzata da quattro procedure concorsuali, di cui una extra-UE e con finalità differenti.

Sono state inoltre individuate soluzioni a crisi industriali nel Mezzogiorno, con il coinvolgimento di imprese radicate nel territorio, come il Gruppo Dema, già risolta, e AC Boilers, in fase di finalizzazione.

Riguardo ai numeri, nel corso del 2025 sono stati convocati al Mimit 208 tavoli plenari, affiancati da numerosi incontri di coordinamento e di approfondimento tecnico. I tavoli di crisi attivi a Palazzo Piacentini sono attualmente 41, in netto calo rispetto ai 55 del 2022, con 34.802 lavoratori coinvolti, a fronte degli oltre 80.000 di tre anni fa. Un dato che certifica un cambio di passo strutturale: meno crisi aperte, più soluzioni definitive.

Le intese raggiunte confermano la proattività del Dicastero e il riconoscimento del Mimit quale sede istituzionale di riferimento per la definizione di soluzioni industriali e occupazionali. A queste intese si affiancano ulteriori accordi di continuità produttiva e di salvaguardia occupazionale nei principali settori della manifattura e dei servizi, frutto di un confronto costante e responsabile che ha visto il Mimit svolgere un ruolo di regia tra istituzioni, imprese e parti sociali.

 

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Carburanti: Mimit, prosegue il calo della benzina, nuovo minimo dal 2021

Carburanti: Mimit, prosegue il calo della benzina, nuovo minimo dal 2021

Il trend evidenziato dagli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero

Il prezzo della benzina self alla pompa lungo la rete stradale nazionale ha toccato oggi un nuovo minimo dal 2021, attestandosi a 1,65 euro al litro: lo confermano gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Per la prima volta da febbraio 2023, inoltre, la benzina scende sotto il livello del gasolio, pari a 1,67 euro al litro. Il differenziale tra i due carburanti riflette l’effetto del riallineamento delle accise in vigore dal 1° gennaio, in linea con gli obiettivi green dell’Unione europea in materia di decarbonizzazione e superamento dei sussidi e dei regimi fiscali che in passato hanno favorito fiscalmente il gasolio, carburante più inquinante.

L’azione di monitoraggio e controllo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha contribuito a evitare distorsioni di mercato, smentendo le previsioni secondo cui il riallineamento delle accise avrebbe determinato un aumento del prezzo della benzina nonostante la riduzione fiscale prevista. In questa direzione, la collaborazione della rete distributiva si è dimostrata fondamentale, garantendo una corretta e graduale applicazione della misura.

Il Mimit continuerà a monitorare l’andamento dei prezzi, segnalando con cadenza settimanale alla Guardia di Finanza eventuali anomalie, a tutela della trasparenza e della correttezza del mercato.

Le informazioni aggiornate sui prezzi dei carburanti lungo la rete italiana sono disponibili sul portale Osservaprezzi Carburanti del Mimit.

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Mimit: dati sui tavoli di crisi verificabili sul sito del Dicastero

Mimit: dati sui tavoli di crisi verificabili sul sito del Dicastero

Informazioni pubblicamente consultabili, in modo chiaro e costantemente aggiornato

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ritiene utile ricordare che, nel rispetto del principio di trasparenza adottato da questo Governo, sul sito istituzionale del Mimit sono pubblicamente consultabili, in modo chiaro e costantemente aggiornato, i dati sui tavoli di crisi: numero effettivo, aziende coinvolte e percorsi seguiti dal Ministero per il raggiungimento delle soluzioni. Un livello di trasparenza mai garantito nel corso delle precedenti legislature.

Al 31 dicembre 2025, i tavoli di crisi attivi sono 41. Nel solo 2025 si sono svolti 208 tavoli plenari che, insieme a numerosi incontri di natura tecnica, hanno portato al raggiungimento di 27 intese. Ci sono inoltre 30 tavoli di monitoraggio, con circa 23.840 lavoratori coinvolti, a testimonianza dell’attenzione che il Ministero dimostra di avere anche nelle fasi successive alla gestione attiva.

Il crescente numero di richieste di intervento da parte di organizzazioni sindacali, imprese e territori – anche oltre i casi che per natura e dimensioni rientrerebbero nel perimetro dei requisiti ordinari per l’apertura di un tavolo nazionale a Palazzo Piacentini – conferma il ruolo centrale e unanimemente riconosciuto al Mimit nella gestione delle relazioni industriali, svolta fin dall’inizio in modo efficace e con risultati concreti, condivisi dagli stessi lavoratori.

 

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Mimit: trasmesso al Mef decreto per modalità attuazione Nuovo Piano Transizione 5.0

Mimit: trasmesso al Mef decreto per modalità attuazione Nuovo Piano Transizione 5.0

La misura è finalizzata a sostenere le imprese nella doppia transizione digitale e green

Il Mimit informa che, in data odierna e su indicazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha trasmesso al Ministero dell’Economia e delle Finanze il decreto interministeriale che definisce le modalità attuative del Nuovo Piano Transizione 5.0 ai fini dell’acquisizione del concerto del Dicastero.

La misura – prevista dalla Legge di Bilancio 2026 – è finalizzata a sostenere le imprese nella doppia transizione digitale e sostenibile attraverso lo strumento dell’iperammortamento a supporto degli investimenti in beni strumentali, offrendo un orizzonte triennale per la programmazione degli investimenti.

 

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Mimit: al via le domande per accedere ai 731 milioni per gli Accordi per l’innovazione

Mimit: al via le domande per accedere ai 731 milioni per gli Accordi per l’innovazione

Urso: “risorse significative per rafforzare la competitività delle nostre imprese e centri di ricerca”

Al via da oggi, e fino alle ore 18.00 del 18 febbraio, la presentazione delle domande per accedere ai 731 milioni di euro di contributi a fondo perduto messi a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy a sostegno dei progetti di innovazione industriale di aziende e centri di ricerca.

“Con questa misura – dichiara il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso – mettiamo a disposizione di imprese e centri di ricerca risorse significative per rafforzarne la competitività sui mercati internazionali, puntando sull’innovazione tecnologica nei settori strategici del Made in Italy”.

Il provvedimento, previsto dal decreto ministeriale del 4 settembre 2025, stanzia la somma di 731 milioni di euro, suddivisi in 530 milioni per i progetti relativi a automotive e trasporti, materiali avanzati, robotica e semiconduttori, e 201 milioni per tecnologie quantistiche, reti di telecomunicazione, cavi sottomarini, realtà virtuale e aumentata.

Possono accedere alle agevolazioni aziende di qualsiasi dimensione, con almeno due bilanci approvati, che operino nei settori industriale e dei trasporti, centri di ricerca e imprese di servizi. È consentito presentare anche progetti congiunti tra più soggetti, fino a un massimo di cinque.

I richiedenti potranno ricevere contributi diretti fino al 45% dei costi per le piccole imprese, al 35% per le medie e al 25% per le grandi. È previsto inoltre un eventuale finanziamento agevolato fino al 20%. Circa un terzo delle risorse stanziate è destinato a sostenere progetti di ricerca e sviluppo nelle regioni del Mezzogiorno.

 

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