Urso: “I risultati ci sono ma serve l’impegno di tutti”
Si è tenuta oggi presso il Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la cerimonia di emissione e annullo filatelico del francobollo celebrativo della Giornata mondiale della sicurezza e della salute sul lavoro.
All’evento, presenziato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, hanno partecipato il sottosegretario di Stato con delega alla filatelia, Fausta Bergamotto, il presidente dell’INAIL, Fabrizio D’Ascenzo, il direttore dell’Organizzazione Internazionale del lavoro per l’Italia e San Marino, Gianni Rosas, l’amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Francesco Soro e il responsabile Filatelia di Poste Italiane, Giovanni Marchetti.
“Abbiamo voluto celebrare la Giornata mondiale della sicurezza e della salute sul lavoro anche con un francobollo perché si tratta di un tema centrale per il Paese – ha sottolineato il ministro Urso – Il Governo è costantemente al lavoro per offrire migliori condizioni di sicurezza, di informazione e di istruzione affinché sia sempre garantito a tutti il diritto di poter lavorare in un ambiente sicuro e di veder tutelata la salute. I risultati ci sono perché in percentuale, a fronte di un notevole aumento di occupati in Italia, gli infortuni si sono in ridotti. Ma c’è da fare sempre e meglio e l’iniziativa di oggi dimostra che c’è un impegno comune in questa direzione“.
Il tema della Giornata mondiale della sicurezza e della salute sul lavoro 2025, istituita su iniziativa dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro nel 2003, quest’anno è “Rivoluzionare la salute e la sicurezza sul lavoro: l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione nel mondo del lavoro”.
La vignetta del francobollo svelato nel corso della cerimonia raffigura, in grafica stilizzata, tre caschi protettivi sovrapposti, simboli universali della prevenzione e tutela dei lavoratori, declinati in diverse tonalità a rappresentare la necessità di un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e lavoratori.
Al centro in basso è presente il logo dell’INAIL e completano il francobollo la legenda “GIORNATA MONDIALE DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE SUL LAVORO”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.
Il bozzetto è un progetto grafico a cura della Direzione centrale pianificazione e comunicazione e verrà stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, in duecentomila quattro esemplari.
La seconda edizione dell’evento si terrà a Capri dal 20 al 22 giugno
Promuovere l’artigianato femminile in ogni sua forma e valorizzare le eccellenze produttive italiane. Con questi obiettivi è stata presentata al Mimit, nell’ambito delle celebrazioni della Giornata Nazionale del Made in Italy, la seconda edizione di “LegAmi, Capri”, progetto culturale che unisce le donne artiste e artigiane in una rete di sostegno al lavoro, promozione artistica e collaborazione tra mestieri e territori, ideato dalle giornaliste Mariella Vernazzaro e Melania Petriello, in collaborazione con l’organizzatrice culturale Carla Franco.
Durante l’incontro odierno, che ha visto la partecipazione di venti realtà di piccola imprenditoria italiana al femminile, sono state presentate le novità della nuova edizione che si terrà dal 20 al 22 giugno al Centro Congressi di Capri. Una tre giorni di incontri, racconti e confronti volti a condividere storie di tradizioni e innovazioni nella produzione artistica e artigianale italiana raccontate attraverso la creatività e l’ingegno, gli antichi mestieri, la lavorazione dei materiali e dei prodotti e la valorizzazione delle filiera corte.
Focus sulle possibili cooperazioni industriali nel settore della raffinazione dell’alluminio e dell’acciaio
La volontà di rafforzare le relazioni industriali bilaterali e di incrementare gli investimenti reciproci è stata al centro dell’incontro che si è tenuto oggi a Palazzo Piacentini tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e il ministro delle Finanze e dell’Economia Nazionale del Regno del Bahrein, Shaikh Salman bin Khalifa Al Khalifa. Il colloquio segue la recente visita nel Regno del Bahrein del Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, che, a gennaio, ha incontrato il Re Hamad bin Isa Al Khalifa.
Durante l’incontro sono state esaminate diverse opportunità di investimenti reciproci tra i due Paesi, sia valorizzando l’expertise italiana nel settore delle PMI, sia promuovendo lo sviluppo di ambiti innovativi quali lo spazio, i supercalcolatori e l’intelligenza artificiale. Rispetto a quest’ultimo settore, è emersa particolare attenzione alla possibilità di favorire partnership tecnologiche e joint venture tra centri di ricerca, imprese e investitori dei due Paesi, al fine di realizzare progetti applicativi concreti nel campo dell’IA industriale.
Focus, infine, sulle possibili cooperazioni industriali nel settore della raffinazione dell’alluminio e dell’acciaio, al fine di rafforzare l’autonomia strategica della filiera industriale italiana e generare valore per entrambe le economie.
Urso: “Ora al via tavoli tecnici per approfondimenti”
Si è tenuto al Mimit il primo tavolo plenario sul piano industriale di STMicroelectronics, alla presenza dell’azienda, delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti delle Regioni Siciliana e Lombardia. L’incontro, convocato d’intesa con il ministero dell’Economia e delle Finanze e presieduto dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, rappresenta l’avvio del confronto sul piano industriale e sugli investimenti futuri dell’azienda in Italia, nell’ambito di un settore strategico come quello dei semiconduttori, fondamentale per la transizione digitale e per la competitività di tutti i comparti industriali.
“Ci siamo confrontati più volte con i vertici dell’azienda in questi mesi, chiedendo un nuovo piano industriale che riporti l’Italia al centro dello sviluppo dell’azienda, in sintonia con la politica industriale sui semiconduttori che abbiamo realizzato nel nostro mandato. Su questo piano, è nostra intenzione ora avviare tavoli tecnici per approfondimenti ulteriori, anche su base regionale. L’azienda dovrà chiarire in modo puntuale il significato e le prospettive di lungo periodo del Piano industriale 2025-2027, per valutare sia l’impatto che esso potrà avere sull’Italia nel breve periodo, sia le sue prospettive strategiche”, ha dichiarato il ministro Urso, sottolineando come l’auspicio sia quello di giungere alla definizione di un protocollo d’intesa sottoscritto da tutte le parti coinvolte “sul modello di quanto abbiamo fatto con Eni Versalis e che stiamo facendo con Beko”. Tale intesa dovrà tener conto anche dell’Accordo di Sviluppo di Catania, attualmente in fase di definizione con l’azienda e in collaborazione con la Regione Siciliana, “verso un impegno strategico condiviso tra azienda, governo, regioni e sindacati, affinché ciascuno, per la propria parte, contribuisca allo sviluppo di un settore strategico”.
Durante l’incontro, STMicroelectronics ha confermato il proprio impegno a mantenere gli accordi presi, procedendo anche a un riequilibrio sostanziale degli investimenti tra Italia e Francia, recuperando lo svantaggio degli scorsi anni. STMicroelectronics ha inoltre ribadito l’intenzione di destinare già nel primo triennio 2025-2027 la maggior parte degli investimenti al nostro Paese, sia in termini complessivi – 4 miliardi su un totale di 6,5 miliardi a livello europeo – sia per singolo stabilimento, con 2,6 miliardi destinati al sito di Catania, parte del più importante investimento strategico che si dispiegherà progressivamente anche negli anni successivi.
Nello specifico, lo stabilimento di Catania è destinato a diventare, grazie a un consistente supporto pubblico, il polo più significativo in Europa per la produzione di carburo di silicio da 200 millimetri con ciclo verticale integrato. È infatti previsto un investimento da parte di STMicroelectronics pari a 5 miliardi di euro entro il 2032, di cui 2 miliardi in risorse pubbliche autorizzate dalla Commissione europea in quanto progetto unico nel suo genere.
La restante parte degli investimenti previsti sarà rivolta al sito di Agrate, con l’obiettivo, nel medio termine, di incrementare la produzione dei nuovi wafer da 300 mm da 4.000 a settimana, per arrivare a 8.500 nel medio termine e fino a un massimo di 14.000 entro il 2030.
STMicroelectronics ha, inoltre, confermato che nessuno degli attuali siti, in Italia e nel mondo, verrà chiuso, mantenendo ciascuno il proprio ruolo e la propria missione specifica. L’azienda intende inoltre avviare un dialogo costruttivo con le parti sociali, fornendo tutti i chiarimenti già richiesti al tavolo da parte della Regione e dei sindacati, al fine di individuare soluzioni condivise con la garanzia del Mimit.
Infine, il ministro Urso ha annunciato che, una volta concluso il tavolo con STM e definito il protocollo d’intesa tra le parti, verrà avviato “un tavolo nazionale di settore sulla microelettronica, con STM e gli altri attori industriali, inclusa la filiera produttiva, insieme alle Regioni interessate, associazioni di imprese e sindacati, oltre agli altri soggetti pubblici coinvolti. È necessario sviluppare una maggiore consapevolezza e definire una strategia di sviluppo nazionale per il settore”.
Inaugurata la sede e presentata la governance dai ministri Urso e Valditara
Prende ufficialmente il via l’attività della Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy, nata con l’obiettivo di promuovere la cultura d’impresa tra gli studenti e favorire l’acquisizione delle competenze richieste dal mondo produttivo. I Ministri delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, hanno inaugurato la sede della Fondazione, situata in Piazza di Tor Sanguigna 13, a Roma, e presentato la relativa governance.
Istituita dall’articolo 19 della legge quadro sul Made in Italy, la Fondazione nasce con l’obiettivo di rafforzare il legame tra il mondo delle imprese e quello della formazione. Aperta al contributo di soggetti pubblici e privati, l’ente affiancherà il nuovo Liceo del Made in Italy, supportandone il rafforzamento e l’espansione dell’offerta formativa in linea con le caratteristiche dei diversi settori produttivi e delle realtà territoriali.
Tra le sue competenze figurano anche la gestione dell’esposizione permanente del Made in Italy e l’assegnazione del premio annuale “Maestro del made in Italy”, riconoscimento destinato agli imprenditori che si sono distinti per la loro capacità di trasmettere il sapere alle nuove generazioni.
L’evento è stato anche l’occasione per presentare la governance della Fondazione nominata con il decreto firmato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e ora quindi pienamente operativa.
Giovanni Brugnoli, già vicepresidente di Confindustria con delega al Capitale umano, è stato nominato presidente della Fondazione, mentre il CdA sarà composto da Maurizio Maddaloni, Mario Eugenio Comba e Rachele Sessa. Prevista, inoltre, la nomina dei primi tre componenti del Comitato tecnico: Pierluigi Bartolomei, Mauro Antonelli e Roberto Ricci Mingani.
Urso: “Risultato importante, ora rilancio industriale”
Ritiro della procedura di licenziamento collettivo per i 247 lavoratori del sito produttivo di Copparo, in provincia di Ferrara, con l’impegno da parte della proprietà a non avviare nuove azioni unilaterali nei prossimi quattro anni e a intraprendere, insieme a tutte le parti coinvolte, un percorso di consolidamento industriale per Berco in Italia. Questi i pilastri dell’accordo quadro sottoscritto oggi al Mimit tra i vertici aziendali di Berco e le organizzazioni sindacali.
“Un risultato importante, frutto di un lavoro di squadra che ci permette ora di aprire la strada al rilancio industriale”, ha dichiarato il Ministro Urso. “Continueremo a lavorare insieme per trasformare anche questa crisi in opportunità di sviluppo e, quindi, per il consolidamento industriale di Berco in Italia”, ha aggiunto Urso, ringraziando “il Prefetto di Ferrara e le Regioni Emilia-Romagna e Veneto, oltre alle parti interessate, per il fondamentale contributo reso nell’ambito della vertenza”.
Con l’intesa sottoscritta nel corso del tavolo odierno, l’azienda si impegna a ritirare la procedura di licenziamento collettivo in corso per il personale dell’impianto di Copparo (Ferrara) e a non adottare decisioni unilaterali analoghe nei prossimi quattro anni. Gli esuberi occupazionali saranno gestiti in maniera non traumatica, attraverso uscite volontarie e l’avvio della cassa integrazione per contratto di solidarietà.
Il Mimit, al fine di favorire il consolidamento produttivo e occupazionale della società Berco, promuoverà sinergie con imprese in settori compatibili con le produzioni attuali e potenziali dell’azienda. Inoltre, il dicastero monitorerà lo stato di avanzamento dell’accordo, attraverso incontri periodici con le parti, per garantire la salvaguardia occupazionale e il rilancio dei siti produttivi dell’azienda in Italia.
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