Bekaert Sardegna: nuovo tavolo al Mimit, si lavora a soluzione industriale

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Da Mimit impegno per garantire continuità produttiva e tutela occupazionale

Nuovo tavolo di confronto al Mimit sulla vertenza Bekaert Sardegna, la società attiva nella produzione di corde metalliche per pneumatici, a seguito della decisione della multinazionale belga di mettere in vendita lo stabilimento di Macchiareddu (CA) che coinvolge oltre 230 lavoratori.

Nel corso della riunione- cui hanno partecipato anche i rappresentanti della Regione Sardegna e le organizzazioni sindacali – l’azienda ha confermato che sono già arrivate alcune manifestazioni di interesse per il sito produttivo ma l’attività di scouting per l’individuazione di potenziali acquirenti in grado di assicurare la continuità industriale resta comunque in corso.

Il Mimit ha ribadito la propria disponibilità a mantenere aperto il confronto con tutte le parti coinvolte, assicurando l’impegno a mettere in campo ogni strumento utile con l’obiettivo di definire una soluzione industriale (senza alcuna esclusione pregiudiziale) capace di salvaguardare produzione e occupazione nel territorio.

 

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Valbruna: incontro al Mimit Urso-Galateo

Valbruna: incontro al Mimit Urso-Galateo

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Sabato 7/2 il Ministro a Bolzano incontrerà i sindacati

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha incontrato a Palazzo Piacentini, a Roma, il vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano, Marco Galateo, per un aggiornamento sul futuro dello stabilimento altoatesino di Acciaierie Valbruna S.p.A. – azienda siderurgica di primaria importanza a livello nazionale, attiva nella produzione di acciai speciali e superleghe – alla luce dell’esito della gara bandita dalla Provincia per l’assegnazione delle aree su cui insiste l’impianto.

Sabato 7 febbraio il ministro Urso sarà a Bolzano dove, alle ore 11.00, incontrerà le organizzazioni sindacali presso la locale Prefettura per un punto sul futuro del sito e sulle garanzie per la continuità produttiva e per i lavoratori occupati.

 

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Made in Italy 2030: presentato al CNEL il Libro bianco del Mimit

Made in Italy 2030: presentato al CNEL il Libro bianco del Mimit

Urso: “scenario internazionale in continua mutazione, nuove transizioni da guidare con visione strategica”

Presentato a Villa Lubin, a Roma, sede del CNEL, davanti a una platea di esperti, stakeholder, rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, nonché delle organizzazioni datoriali e sindacali, “Made in Italy 2030”, il Libro Bianco per una nuova strategia industriale elaborato dal Centro Studi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il documento è il risultato di una consultazione pubblica avviata a partire dal Libro Verde sulle politiche industriali del Paese, che ha coinvolto una pluralità di soggetti e tutti i principali settori produttivi.

L’evento, presieduto dal presidente del CNEL, prof. Renato Brunetta, e dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha visto gli interventi del responsabile del centro studi e Analisi del Dipartimento politiche per le imprese del Mimit, Paolo Quercia, del segretario generale di Telespazio e consigliere di amministrazione ENI e SACE, Cristina Sgubin, e del consigliere CNEL, Paolo Pirani, che ne hanno illustrato e ripercorso i contenuti.

“Una fotografia puntuale del sistema industriale italiano che certifica i risultati del lavoro svolto in questi tre anni dal Governo Meloni e indica con chiarezza le sfide che attendono il Paese in uno scenario internazionale profondamente mutato”, ha dichiarato il ministro Urso nel corso della presentazione. “Ci troviamo di fronte a un contesto nuovo, che impone di governare con visione strategica e responsabilità le quattro grandi transizioni del nostro tempo: demografica, geopolitica, digitale e green. Da questa consapevolezza nasce anche la richiesta di una svolta nelle politiche europee, con l’Italia in prima linea nell’indicare la rotta: servono riforme coraggiose per restituire centralità a una vera politica industriale comune, capace di sostenere la competitività delle imprese e di confrontarsi con i grandi modelli internazionali, a partire da Stati Uniti e Cina”.

“Il Made in Italy non è solo un’etichetta, un brand, ma è un ecosistema culturale, sociale e territoriale. Un ecosistema fatto di storia e di proiezioni, di ricchezza e di intelligenza. Intervenire su questo ecosistema vuol dire certamente politica industriale, ma forse politica industriale è un termine riduttivo. È politica di sviluppo, politica della qualità, politica della coesione sociale. Su questo il CNEL ha cominciato a collaborare con il Mimit già oltre un anno fa, con il Libro Verde prima e adesso con il Libro Bianco, fornendo il nostro valore aggiunto come casa dei corpi intermedi. Nell’ottica della leale collaborazione istituzionale, il CNEL continuerà a porsi quale luogo di ascolto e di approfondimento. L’obiettivo è avere più produttività, più salari, più coesione sociale, più reti interconnesse, più modernità, più cultura, più formazione, più occupazione dei giovani e delle donne. Ecco, se tutto questo trova come catalizzatore una strategia vera, seria e partecipata, attraverso il Libro Bianco sul Made in Italy, allora questa strategia sarà la strategia di sviluppo del nostro Paese”, ha dichiarato il presidente del CNEL, Renato Brunetta.

Nelle sue 320 pagine, il rapporto “Made in Italy 2030” offre una ricognizione approfondita dei punti di forza del sistema produttivo italiano – manifattura, Made in Italy d’eccellenza e ad alta specializzazione, “multinazionali tascabili”, beni strumentali ed economia circolare – e valorizza le eccellenze su cui si fonda il modello industriale nazionale, le cosiddette 5 A – agroalimentare, abbigliamento, arredo, automazione e automotive. Il documento approfondisce inoltre le grandi opportunità legate ai cinque settori emergenti che rappresentano il “nuovo Made in Italy”: economia della salute, economia dello spazio e della difesa, economia blu e cantieristica, turismo e tempo libero, industrie culturali e creative. Accanto ai punti di forza, il rapporto analizza le principali criticità strutturali del sistema produttivo, dagli investimenti in ricerca e sviluppo alla dimensione media e alla frammentazione delle imprese, passando per i costi energetici e delle materie prime, il capitale umano e finanziario e gli oneri burocratici. “Made in Italy 2030” traccia, infine, una roadmap strategica con gli obiettivi da conseguire entro il 2030 per rafforzare la competitività del Paese, sostenere la crescita industriale e accompagnare le transizioni in atto, indicando priorità di intervento e linee di politica industriale per il prossimo decennio.

 

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Natuzzi: presentato al Mimit il piano industriale di rilancio

Natuzzi: presentato al Mimit il piano industriale di rilancio

Nuovo tavolo di confronto il 25 febbraio a Palazzo Piacentini

Illustrato al Mimit alle istituzioni regionali e alle organizzazioni sindacali il piano industriale di rilancio 2026-2028 di Natuzzi, azienda operante nel settore dell’arredamento di alta gamma con stabilimenti in Basilicata e Puglia e oltre 1.800 lavoratori, volto ad affrontare le difficoltà presenti sui mercati internazionali.

L’azienda ha presentato i punti cardine della strategia per i prossimi anni prevedendo un programma di investimenti, efficientamento produttivo, riduzione dei costi e riorganizzazione della rete dei punti vendita.

Durante il tavolo, le organizzazioni sindacali hanno chiesto di avviare un confronto sul piano industriale in tutte le sue articolazioni, dichiarando di condividere gli obiettivi generali ma non le modalità individuate dall’azienda per il loro raggiungimento.

Al termine della riunione, le strutture tecniche del Mimit – preso atto della disponibilità di Natuzzi ad avviare un dialogo con le parti sociali e a riconsiderare alcuni aspetti del piano industriale – hanno convocato un nuovo incontro per il 25 febbraio per definire un piano di lavoro condiviso finalizzato alla salvaguardia ed allo sviluppo di una delle più importanti eccellenze del Made in Italy.

 

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Mimit: nel 2025 raggiunte 27 intese su vertenze industriali. Urso: “traguardo significativo”

Mimit: nel 2025 raggiunte 27 intese su vertenze industriali. Urso: “traguardo significativo”

 Oltre 14.260 posti di lavoro tutelati o stabilizzati. Tavoli di crisi attivi in calo da 55 a 41

Sono 27 le intese raggiunte al Mimit nel 2025, tradotte in altrettanti accordi di reindustrializzazione e in percorsi strutturati di rilancio produttivo – con una media di uno ogni due settimane – che hanno consentito la tutela o la stabilizzazione di oltre 14.260 lavoratori. Questo il bilancio dell’attività di gestione dei tavoli di crisi svolta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nel corso dello scorso anno. Tra le vertenze più rilevanti portate a positiva conclusione nell’anno appena concluso figurano i casi La Perla, Beko, Coin, Gruppo Dema, Diageo, Speedline, Riello, Jabil, Venator e Adriatronics.

Un traguardo significativo, raggiunto affrontando vertenze particolarmente complesse, spesso irrisolte da anni e ad alto impatto occupazionale, che hanno trovato una prospettiva concreta di continuità e rilancio industriale grazie a un dialogo costante e responsabile tra istituzioni, imprese, lavoratori e organizzazioni sindacali”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso.

Tra i risultati più significativi si colloca il rientro in Italia di asset industriali di valore storico e simbolico, come Diageo con lo storico stabilimento Cinzano, nonché il consolidamento di realtà strategiche quali Riello, recentemente entrata nel perimetro del gruppo Ariston.

In alcuni casi, l’intervento del Mimit ha consentito di ritirare centinaia di licenziamenti unilaterali, favorendo una gestione concertata degli esuberi e sostenendo percorsi di riorganizzazione e rilancio industriale, come nelle vertenze Berco e Yoox, ricondotte a un confronto strutturato tra le parti orientato alla tutela occupazionale e alla prospettiva industriale.

In altri casi, il Mimit ha affrontato e risolto vertenze di particolare complessità, destinate a costituire un riferimento anche sul piano metodologico, come La Perla, caratterizzata da quattro procedure concorsuali, di cui una extra-UE e con finalità differenti.

Sono state inoltre individuate soluzioni a crisi industriali nel Mezzogiorno, con il coinvolgimento di imprese radicate nel territorio, come il Gruppo Dema, già risolta, e AC Boilers, in fase di finalizzazione.

Riguardo ai numeri, nel corso del 2025 sono stati convocati al Mimit 208 tavoli plenari, affiancati da numerosi incontri di coordinamento e di approfondimento tecnico. I tavoli di crisi attivi a Palazzo Piacentini sono attualmente 41, in netto calo rispetto ai 55 del 2022, con 34.802 lavoratori coinvolti, a fronte degli oltre 80.000 di tre anni fa. Un dato che certifica un cambio di passo strutturale: meno crisi aperte, più soluzioni definitive.

Le intese raggiunte confermano la proattività del Dicastero e il riconoscimento del Mimit quale sede istituzionale di riferimento per la definizione di soluzioni industriali e occupazionali. A queste intese si affiancano ulteriori accordi di continuità produttiva e di salvaguardia occupazionale nei principali settori della manifattura e dei servizi, frutto di un confronto costante e responsabile che ha visto il Mimit svolgere un ruolo di regia tra istituzioni, imprese e parti sociali.

 

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Carburanti: Mimit, prosegue il calo della benzina, nuovo minimo dal 2021

Carburanti: Mimit, prosegue il calo della benzina, nuovo minimo dal 2021

Il trend evidenziato dagli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero

Il prezzo della benzina self alla pompa lungo la rete stradale nazionale ha toccato oggi un nuovo minimo dal 2021, attestandosi a 1,65 euro al litro: lo confermano gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Per la prima volta da febbraio 2023, inoltre, la benzina scende sotto il livello del gasolio, pari a 1,67 euro al litro. Il differenziale tra i due carburanti riflette l’effetto del riallineamento delle accise in vigore dal 1° gennaio, in linea con gli obiettivi green dell’Unione europea in materia di decarbonizzazione e superamento dei sussidi e dei regimi fiscali che in passato hanno favorito fiscalmente il gasolio, carburante più inquinante.

L’azione di monitoraggio e controllo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha contribuito a evitare distorsioni di mercato, smentendo le previsioni secondo cui il riallineamento delle accise avrebbe determinato un aumento del prezzo della benzina nonostante la riduzione fiscale prevista. In questa direzione, la collaborazione della rete distributiva si è dimostrata fondamentale, garantendo una corretta e graduale applicazione della misura.

Il Mimit continuerà a monitorare l’andamento dei prezzi, segnalando con cadenza settimanale alla Guardia di Finanza eventuali anomalie, a tutela della trasparenza e della correttezza del mercato.

Le informazioni aggiornate sui prezzi dei carburanti lungo la rete italiana sono disponibili sul portale Osservaprezzi Carburanti del Mimit.

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