Firmato accordo da 33 mln per ammodernamento impianti e potenziamento attività industriale del laminatoio ferroviario di Jsw
“Con l’Accordo di Sviluppo Mimit-JSW compiamo un passo strategico per il rilancio del polo siderurgico di Piombino per il quale è in via di definizione anche l’Accordo di Programma con Metinvest. Così si disegna il futuro della siderurgia italiana”. Così il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, ha commentato la firma dell’Accordo sottoscritto da MIMIT, JSW Italy, Invitalia e Regione Toscana, aggiungendo che “si tratta di una svolta storica che abbiamo impresso dopo anni di declino industriale”.
L’Accordo di Sviluppo prevede un impegno di risorse pubbliche pari a circa 33 milioni di euro – di cui oltre 32 milioni stanziati dal MIMIT e 500 mila euro dalla Regione Toscana – a sostegno del progetto di ammodernamento degli impianti e di potenziamento dell’attività industriale del laminatoio ferroviario che JSW sta realizzando nello stabilimento di Piombino.
Nel dettaglio, il Programma di Sviluppo per la tutela ambientale, volto alla ristrutturazione completa del treno di laminazione per la produzione di rotaie – composto da un treno sbozzatore, una gabbia tandem e un impianto per l’indurimento della testa delle rotaie – si articolerà in tre interventi per un valore complessivo stimato in 148 milioni di euro: due progetti di investimento per la tutela ambientale e un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, tutti localizzati all’interno del polo siderurgico di Piombino.
Urso: “Sosteniamo con convinzione il rilancio di questo storico gruppo commerciale”
Pronto il piano di risanamento e rilancio del Gruppo Coin, con la salvaguardia di tutti i posti di lavoro, grazie anche all’ingresso di Invitalia nel capitale societario. Nei prossimi giorni l’azienda provvederà al deposito del piano presso il Tribunale.
È quanto emerso oggi in occasione del tavolo tecnico che si è tenuto al Mimit, su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, con l’obiettivo di superare le difficoltà finanziarie manifestate dall’azienda, che nei mesi scorsi avevano portato all’avvio della procedura concorsuale.
“Sosteniamo con convinzione il rilancio di questo storico gruppo commerciale – ha dichiarato il ministro Urso – e continueremo a monitorare con attenzione affinché il percorso di risanamento si concluda con la piena tutela dei 1.390 lavoratori coinvolti”.
Nel corso dell’incontro – che ha visto la presenza dell’azienda, delle Regioni interessate e delle organizzazioni sindacali – è stato comunicato che Invitalia, tramite il Fondo Salvaguardia Imprese, ha deliberato un intervento da dieci milioni di euro, pari al 30,1% del capitale. Un’iniezione di liquidità che si aggiunge ai 23,2 milioni di euro provenienti dai nuovi investitori, Sagitta SGR e MIA Srl, e, in via residuale, dagli attuali azionisti di Coin.
Durante il confronto, l’amministratore delegato ha comunicato che sono già stati conclusi 330 accordi con i creditori, oltre il 60 per cento dei debiti dell’azienda, a testimonianza del clima di fiducia che accompagna il rilancio della catena retail italiana, che conta 34 negozi diretti e 130 store in Italia e all’estero.
In linea con quanto già comunicato negli incontri precedenti, i lavoratori coinvolti nella chiusura degli store di Roma Lunghezza, Bufalotta e Latina sono stati ricollocati presso altri punti vendita. Lo stesso avverrà per i dipendenti dello store di Roma Termini, che chiuderà il 31 maggio, evitando così il ricorso agli ammortizzatori sociali. Il punto vendita di Bologna cesserà l’attività il 31 luglio, ma è in corso la ricerca di una nuova sede sul territorio. Quello di Vicenza, invece, resterà operativo per tutto il 2025: nel frattempo si lavorerà per individuare una soluzione stabile e duratura per il punto vendita.
Il tavolo verrà riconvocato nella seconda parte dell’anno per monitorare lo stato di avanzamento del piano di risanamento.
Sostegno agli investimenti produttivi e all’occupazione nella filiera del metallo e dell’elettromeccanica in Emilia-Romagna
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, ha approvato la stipula di un Accordo di sviluppo relativo a un investimento di oltre 94 milioni di euro, da realizzarsi in Emilia-Romagna, con l’obiettivo di sostenere la filiera produttiva del metallo e dell’elettromeccanica e favorire l’incremento occupazionale.
Il programma di sviluppo è stato presentato da L.T.E. Lift Truck Equipment S.p.A. e Toyota Material Handling Manufacturing Italy S.p.A., entrambe imprese di grandi dimensioni appartenenti al Gruppo Toyota Industries Corporation. Le due società sono specializzate nella produzione e commercializzazione di componenti e attrezzature per la movimentazione delle merci (carrelli elevatori).
L’Accordo di sviluppo è composto da due progetti di investimento produttivo da realizzare nei comuni di Ostellato (Ferrara) e Bologna, nonché da due progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale da portare avanti in Emilia-Romagna.
In particolare, i progetti di investimento produttivo prevedono la costruzione di nuovi capannoni industriali e l’introduzione di nuovi macchinari allo scopo di migliorare e potenziare la produzione a Ostellato, nonché la realizzazione di un nuovo centro logistico e di nuove attrezzature e sistemi di movimentazione per il trasporto delle materie prime dai magazzini di stoccaggio alla linea di produzione a Bologna.
I progetti di ricerca e sviluppo, invece, riguardano la progettazione di una nuova gamma di montanti con prestazioni superiori, sia in termini di funzionalità che di visibilità, processi logistici più evoluti, digitali e fortemente integrati con l’automazione, anche con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale.
L’investimento, oltre a prevedere un incremento occupazionale di 307 lavoratori, genererà effetti positivi sulla filiera diretta e allargata – metallo, elettromeccanica e attività manifatturiere – consolidando la presenza di investitori esteri sul territorio nazionale, incrementando gli ordinativi presso i fornitori e favorendo ricadute positive anche in ambito universitario, poiché i progetti di ricerca e sviluppo saranno seguiti dalle Università di Modena e Reggio Emilia, Ferrara, Bologna e Pisa, nonché dagli spin-off universitari, dai competence center e dalle società di engineering.
Il Mimit, ritenendo il programma di particolare rilevanza strategica in relazione al contesto territoriale e al sistema produttivo interessato, sosterrà l’investimento con la concessione di 6.963.491 euro di agevolazioni, al netto dei costi di gestione, per i progetti di ricerca e sviluppo.
L’accordo sarà gestito da Invitalia, che, per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, svolgerà l’istruttoria per l’eventuale ammissione alle agevolazioni.
I contributi potranno essere trasmessi al Mimit entro il 24 maggio
La “Strategia Italiana per le Realtà Virtuali e Aumentate come strumento di modernizzazione nelle filiere produttive” si configura come un intervento strategico volto a promuovere la diffusione e l’integrazione delle tecnologie immersive nei settori produttivi e nei servizi pubblici.
Il documento è stato sviluppato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito di un gruppo di lavoro dedicato istituito presso la Segreteria Tecnico-Amministrativa del CITD in collaborazione, in primo luogo, con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, e con i contributi del Ministero della Difesa, del Ministero dell’Università e della Ricerca – ICSC, della Fondazione Bordoni, della Fondazione Formit, del Ministero per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, del Ministero dell’economia e delle finanze, del Ministero per gli Affari regionali e le autonomie, del Ministero della Giustizia, del Ministero dell’Interno, del Ministero dell’Istruzione e del Merito, della Conferenza delle Regioni.
La Strategia è composta da sei capitoli che, muovendo dall’analisi dell’evoluzione dell’ecosistema tecnologico e dei casi d’uso, descrivono gli obiettivi che la strategia si propone di raggiungere per valorizzare le imprese e aumentare il loro livello di competitività e di innovazione.
Durante il periodo di consultazione pubblica (24 aprile 2025 – 24 maggio 2025), gli stakeholders potranno inviare commenti e osservazioni per ciascuno dei capitoli di cui si compone la Strategia.
Inaugurata dal viceministro Valentini la mostra ‘L’Italia dei Brevetti. Invenzioni e Innovazioni di Successo’. Annunciati anche i vincitori degli ‘Intellectual Property Award’.
La mostra ‘L’Italia dei Brevetti. Invenzioni e Innovazioni di Successo’ del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è stata inaugurata oggi all’interno del Padiglione Italia a Expo 2025 di Osaka alla presenza del Viceministro Valentino Valentini e del Commissario Generale per l’Italia alla rassegna giapponese, Mario Vattani.
Il percorso espositivo racconta, attraverso i brevetti e le invenzioni industriali, la capacità italiana di innovare mettendo a confronto diverse generazioni di creatori: quelli che agli albori della tutela della proprietà intellettuale depositavano individualmente le proprie invenzioni rendendole disponibili alla società, e quelli che oggi continuano a brevettare le proprie opere d’ingegno, lavorando sempre più in team multidisciplinari e/o all’interno di università, centri di ricerca e startup. L’allestimento rappresenta una sintesi degli oltre 100 brevetti che sono stati esposti a Palazzo Piacentini dal 18 novembre al 2 aprile 2025: presente, inoltre, un contributo multimediale che richiama tutte le innovazioni già esposte al Mimit.
“L’Italia, culla dell’innovazione che protegge e valorizza la proprietà intellettuale come autentico passaporto del nostro saper fare nel mondo, trova nelle iniziative che portiamo ad Osaka non solo la celebrazione del proprio passato ma lo stimolo per una riflessione profonda su come la tutela del genio creativo rappresenti la chiave strategica per accrescere la nostra competitività presente e futura”, ha dichiarato il viceministro Valentino Valentini.
“La collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è strategica per promuovere le filiere produttive e attrarre gli investimenti giapponesi nel nostro Paese, sfruttando il palcoscenico globale rappresentato dall’Expo” ha dichiarato l’Amb. Mario Vattani, Commissario Generale per l’Italia a Expo 2025 Osaka. “Dalla giornata del Made in Italy alla mostra L’Italia dei brevetti, fino agli Intellectual Property Award: molte le iniziative e gli strumenti per rendere protagoniste le eccellenze italiane, coinvolgendo esperti, aziende e rappresentanti delle diverse filiere produttive.”
Oltre alla mostra, il Mimit, in collaborazione con Invitalia e Netval ha presentato oggi gli 11 vincitori degli Intellectual Property Award (6 del Premio IPA e 5 del premio Imprenditoria Femminile), eccellenze italiane che si sono contraddistinte nel campo dell’innovazione tecnologica e dello sviluppo brevettuale. Insieme al Viceministro Valentini, sono intervenuti all’evento: Maria Chiara di Guardo, Vicepresidente di Netval; Ernesto Somma, Head of Investment Management Unit presso Invitalia e Federico Novembrini, Head of Knowledge Share (Netval).
L’Intellectual Property Award è il concorso riservato alle Università italiane, agli Enti pubblici di ricerca nazionali e agli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico titolari di brevetti. Obiettivo dell’iniziativa è dare evidenza del forte potenziale innovativo del sistema della ricerca pubblica nazionale e del contributo al progresso tecnologico e alla crescita economica, testimoniato dai risultati scientifici raggiunti e tutelati con il deposito di brevetti.
All’incontro, presieduto dai ministri Urso e Calderone, le associazioni di categoria e i sindacati del settore
Un confronto con il settore per ribadire la centralità delle telecomunicazioni nello sviluppo tecnologico e competitivo del Paese e presentare un primo pacchetto di misure a sostegno del comparto. Con questi obiettivi si è svolto a Palazzo Piacentini il Tavolo Tlc, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, dei rappresentanti delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali.
“Le nuove tecnologie impongono un settore delle telecomunicazioni solido, competitivo e inclusivo. In questa prima parte della legislatura abbiamo risolto problemi annosi: ora serve un piano di sviluppo per rilanciare un comparto strategico per il Paese”, ha dichiarato Urso. Tra i risultati conseguiti dal Governo dall’inizio della legislatura, Urso ha ricordato la questione TIM e la nascita di FiberCop, lo sblocco di Open Fiber e i progressi nella gestione dei call center, come il caso Abramo, oggi modello anche per la vertenza Callmat. “Sono esempi concreti di una riconversione sostenuta da risorse pubbliche, che deve ora trovare impulso nella capacità dei privati di conquistare nuove quote di mercato”, ha aggiunto. Un ulteriore passo avanti è stato l’innalzamento dei limiti elettromagnetici che, “dopo vent’anni, avvicina l’Italia agli standard europei, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo della tecnologia 5G sul territorio”.
“L’attenzione da parte del governo nei confronti del settore TLC è sempre stata massima. Lo dimostrano gli interventi di formazione e sostegno al reddito specifici per le imprese TLC. Nella giornata di ieri ho firmato il primo dei decreti attuativi necessari per avere risorse dedicate, attraverso il trasferimento delle risorse FIS (Fondo di integrazione salariale dell’INPS) al nuovo Fondo di solidarietà per le imprese del settore, così da rispondere più velocemente alle esigenze di lavoratori e imprese”, ha dichiarato Calderone.
Durante l’incontro, i ministri hanno presentato un pacchetto organico di misure da 629 milioni di euro, di cui 533 destinati agli operatori Tlc. Si tratta di una prima, significativa tranche di un più ampio piano di sviluppo a sostegno del comparto, con interventi che spaziano dal cablaggio verticale per i cittadini, alla ricerca e sviluppo per le grandi imprese, fino alla digitalizzazione delle infrastrutture comunali. Il bacino potenziale stimato è di circa un milione e mezzo di cittadini e 35 mila imprese.
I cittadini potranno usufruire di un voucher fino a 200 euro per il cablaggio verticale della fibra ottica, grazie a uno stanziamento di 140 milioni di euro. Per le PMI sono previsti voucher a copertura del 50% degli investimenti in servizi cloud e cybersecurity, con risorse pari a 150 milioni. Alle grandi imprese sono destinati 201 milioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo nei settori delle telecomunicazioni, dei cavi sottomarini, delle tecnologie quantistiche e della realtà aumentata e virtuale. Il settore del broadcasting potrà contare su risorse pari a 54 milioni.
Sul versante degli interventi indiretti, 35 milioni saranno destinati a 4.300 Comuni sotto i 50.000 abitanti per la digitalizzazione delle infrastrutture locali. Al potenziamento del sistema SINFI, finalizzato alla mappatura di cavi sottomarini, data center e aree industriali, andranno 2 milioni. La desaturazione della fibra ottica, con nuove installazioni su reti pubbliche e il rinnovo dei diritti d’uso su reti private, sarà sostenuta con 42,7 milioni. Il catasto nazionale degli impianti, utile al monitoraggio delle sorgenti radio elettriche, riceverà 1,5 milioni. Infine, sono previsti 3 milioni di euro per la completa digitalizzazione del sistema nazionale di emergenza NUE 112.
Insieme al ministro Calderone sono state, inoltre, illustrate nuove misure sul fronte imprenditoriale e occupazionale, a supporto dei lavoratori del settore. “Ho avuto modo anche di pre-annunciare la risposta in data odierna del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali riguardo una richiesta di CGIL, CISL, UIL e UGL, che farà riferimento al contratto attualmente più applicato”, ha sottolineato Calderone.
I ministri hanno quindi ribadito la consapevolezza del Governo rispetto al ruolo strategico degli operatori Tlc e alla profonda trasformazione in atto, testimoniata anche dalle recenti operazioni di fusione tra grandi player del settore, sottolineando come margini ridotti e frammentazione ostacolino gli investimenti. Da qui l’urgenza di una strategia coordinata, anche a livello europeo. Il confronto proseguirà nelle prossime settimane con la convocazione, presso il Mimit, dei Tavoli Radio e TV, per approfondire le esigenze dei comparti e giungere a soluzioni condivise.
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