Urso, “fiere leva strategica per imprese italiane e Made in Italy”
Salto di qualità nella collaborazione operativa e strategica tra le due associazioni rappresentative del sistema fieristico nazionale. Aefi (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane) e IT-EX (Italian Association of International Exhibitions) hanno sottoscritto a Palazzo Piacentini a Roma, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, una intesa volta a rafforzare e strutturare in modo stabile il coordinamento delle rispettive attività.
L’accordo, firmato dal presidente di Aefi, Maurizio Danese, e dal presidente di IT-EX, Raffaello Napoleone, ha l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle fiere come strumento strategico di politica industriale, capace di sostenere l’attrattività e l’internazionalizzazione del tessuto produttivo italiano e di rafforzare la competitività del sistema fieristico nazionale sui mercati globali. L’intesa fa seguito al protocollo siglato tra le due associazioni lo scorso settembre e consolida un percorso condiviso a beneficio dell’intero comparto fieristico.
“Il sistema fieristico è una leva strategica per il tessuto produttivo italiano e per il nostro Made in Italy. Questo accordo ne rafforza il ruolo e ne consolida la funzione al servizio delle nostre imprese e della loro presenza internazionale, contribuendo alla competitività del Paese”, ha dichiarato il ministro Urso.
“La firma di oggi rappresenta una svolta decisiva verso un percorso di integrazione e di una rappresentanza unitaria dell’industria fieristica italiana, quarta al mondo e seconda in Europa. Lo scenario geopolitico impone una visione strategica scevra da campanilismi e inutili frammentazioni. Il sistema fieristico italiano è una leva imprescindibile per la crescita delle PMI e delle politiche di internazionalizzazione a favore dell’export. Inoltre, con i suoi 22 miliardi di indotto complessivo, contribuisce attivamente allo sviluppo dei territori. Da oggi, con IT-EX condividiamo obiettivi comuni per potenziare la competitività delle fiere e degli organizzatori a favore del Sistema Italia nel mondo”, ha dichiarato il presidente di Aefi, Danese.
“Con la firma di questa intesa compiamo un passo concreto verso una collaborazione più strutturata e continuativa tra le principali rappresentanze del sistema fieristico italiano. In un contesto economico e geopolitico complesso, le fiere si confermano uno strumento fondamentale per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, in particolare delle micro, piccole e medie aziende, e per promuovere il Made in Italy sui mercati globali. Rafforzare il dialogo e l’azione comune con Aefi significa dotare il settore di una voce ancora più autorevole nei confronti delle istituzioni e creare le condizioni per affrontare insieme le sfide future, valorizzando competenze, complementarità e visione strategica”, ha dichiarato il presidente di IT-EX, Napoleone.
La Lettera di intenti istituisce, inoltre, un Comitato paritetico di coordinamento di 12 membri (sei per ciascuna delle due associazioni) già designati dalle due compagini, con il compito di sviluppare le linee operative della collaborazione e di elaborare proposte strutturate da sottoporre agli organi deliberanti delle rispettive associazioni, con l’obiettivo di rafforzare il sistema fieristico italiano e accrescerne la competitività a livello internazionale. A presiederlo sarà Giovanni Bozzetti, alla guida di Fondazione Fiera Milano.
“La collaborazione tra AEFI e IT-EX rappresenta un passaggio strategico per il rafforzamento del sistema fieristico italiano, soprattutto in un contesto internazionale sempre più competitivo – ha dichiarato Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano e del Comitato di coordinamento –. Fin dal mio insediamento alla guida di Fondazione Fiera Milano ho ritenuto che la frammentazione fosse un limite e non un valore. Oggi è indispensabile superare logiche di appartenenza e contrapposizioni territoriali per costruire un sistema fieristico capace di lavorare in modo coordinato, anche tra fiere di città diverse. Il comparto fieristico italiano vale circa 1,4 miliardi di euro, a fronte dei 4 miliardi del sistema tedesco: per colmare questo divario dobbiamo fare sistema e sviluppare una visione condivisa. In questo percorso, il dialogo con le Istituzioni e l’attenzione dedicata al settore in sedi come il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rappresentano un fattore abilitante fondamentale. Il Comitato di coordinamento, che sono orgoglioso di presiedere, nasce proprio con l’obiettivo di rendere strutturale questa collaborazione e trasformarla in un motore di crescita per la competitività e l’internazionalizzazione del sistema fieristico italiano”.
Urso: “2026 anno delle riforme europee. Vogliamo un Ue più ambiziosa che difenda la propria industria”
Promuovere un’azione comune da avanzare in sede UE sull’Industrial Accelerator Act e allineare le posizioni tra Italia e Francia sui principali dossier industriali europei, in particolare su auto, Cbam e revisione del sistema degli ETS. Questi alcuni degli obiettivi della videocall tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e il Ministro delegato per l’Industria della Francia, Sébastien Martin.
“Il 2026 sarà l’anno delle riforme europee, un’occasione da non perdere per rendere l’Europa più ambiziosa e capace di difendere la propria industria. Per questo serve più che mai una visione condivisa con la Francia e con gli altri Paesi leader dell’UE sui principali dossier industriali per promuovere iniziative concrete a sostegno della crescita, dell’innovazione e della sovranità industriale del continente”, ha dichiarato Urso.
Sull’Industrial Accelerator Act i Ministri hanno convenuto di lavorare a un paper congiunto sul principio di preferenza europea (made in Europe), da introdurre però nella legislazione Ue in maniera graduale e solo nei settori industriali dove vi è un vero vantaggio strategico per il continente.
In materia di automotive, Urso ha ribadito che la recente proposta di revisione del regolamento emissioni Co2 auto e van della Commissione non garantisce ancora una reale neutralità tecnologica: l’apertura ai carburanti rinnovabili deve riguardare tutte le motorizzazioni, così come va assicurato equilibrio anche per i veicoli commerciali. Urso e Martin hanno inoltre espresso l’interesse ad affrontare il tema della diluzione delle penali per quanto attiene ai veicoli leggeri, lavorando per definire una posizione condivisa che tenga conto dei diversi interessi e sensibilità in campo.
Sul Cbam, i ministri hanno evidenziato che la proposta della Commissione risponde solo parzialmente alle richieste degli stati membri: pur condividendo l’estensione ai prodotti a valle, occorre maggior chiarezza sia sul funzionamento del fondo temporaneo per la decarbonizzazione, sia sulle modalità in cui saranno realizzati in concreto i meccanismi antielusione.
Al termine del confronto, Urso e Martin, hanno infine condiviso la necessità di intensificare la collaborazione in vista del prossimo Vertice Intergovernativo tra i due paesi nell’ambito del Trattato del Quirinale previsto il prossimo aprile.
“Italia protagonista nell’anno delle riforme in Europa”
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, è giunto a Bruxelles per una missione istituzionale di due giorni, in un passaggio cruciale per il futuro dell’agenda industriale e della competitività dell’Unione europea. Urso incontrerà innanzitutto la delegazione italiana al Parlamento europeo per un confronto sui principali dossier in discussione a Bruxelles – automotive, CBAM, competitività, semplificazione normativa e autonomia strategica – con l’obiettivo di favorire la definizione di una posizione italiana condivisa sui temi più rilevanti dell’agenda europea. Un momento di dialogo volto a rafforzare il coordinamento tra il Governo italiano e la rappresentanza parlamentare europea in una fase decisiva per il futuro dell’Unione.
“Il 2026 sarà l’anno delle riforme in Europa – dichiara Urso – e l’Italia può assumere un ruolo da protagonista nelle scelte che determineranno il futuro del nostro Continente. Serve una linea chiara e pragmatica, senza rigidità ideologiche, che l’Italia è pronta a indicare per coniugare transizione e competitività industriale”.
La missione proseguirà con una fitta agenda di incontri bilaterali. Urso si confronterà con cinque Commissari europei sui principali dossier di politica industriale, tecnologica, energetica e di coesione. Sono previsti colloqui con il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto sui temi delle riforme, della politica di coesione e dell’attuazione del PNRR. Urso incontrerà inoltre i vicepresidenti esecutivi Henna Virkkunen per un confronto su sovranità tecnologica, intelligenza artificiale e semiconduttori, Stéphane Séjourné su atto per l’accelerazione industriale, automotive, materie prime critiche e filiere strategiche, e Teresa Ribera su clima, decarbonizzazione e competitività delle industrie europee. In programma, infine, l’incontro con il commissario Andrius Kubilius sui dossier spazio e difesa.
“Europa nella tempesta, l’Italia coesa può indicare la rotta”
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha incontrato a Bruxelles la delegazione italiana al Parlamento europeo per un confronto sui dossier strategici in discussione a livello europeo, alla vigilia di una fase decisiva per l’agenda industriale e la competitività dell’Unione europea.
“Siamo nel mezzo di una tempesta – ha esordito Urso – in un mondo attraversato da instabilità geopolitica, conflitti e tensioni commerciali, e dobbiamo attraversarla insieme. L’Europa deve fare subito le riforme necessarie, garantendo autonomia strategica e sicurezza economica, coniugando transizione e competitività industriale. Il 2026 è l’anno in cui queste scelte vanno compiute e l’Italia coesa può indicare la rotta”.
Il ministro ha quindi ripercorso il ruolo dell’Italia nel promuovere convergenze politiche e industriali tra gli Stati membri, richiamando innanzitutto i risultati del recente vertice intergovernativo italo-tedesco e il dialogo costante con la Francia, nel tentativo di allineare le posizioni delle tre principali economie industriali europee. “Abbiamo un interesse comune a difendere la produzione europea e, insieme, ad aprire nuovi mercati alle nostre imprese – ha spiegato –. Questa è la direzione in cui dobbiamo orientare le riforme europee”.
Ampio spazio è stato dedicato al dossier automotive, definito da Urso comparto centrale per l’industria europea, non solo per i volumi produttivi e occupazionali ma per l’ecosistema tecnologico che rappresenta. “L’auto è il cuore dell’industria europea – ha sottolineato Urso – Dentro l’auto convivono siderurgia, chimica ed energia, ma anche microelettronica, intelligenza artificiale e innovazione. Non esistono comparti in grado di sostituirne l’impatto industriale e occupazionale”.
Sulle proposte di riforma della Commissione europea per il settore automotive, Urso ha evidenziato che non sono sufficienti a invertire il declino determinato dall’impostazione ideologica degli ultimi anni, indicando la necessità di rafforzare il principio di neutralità tecnologica, con una più ampia apertura ai carburanti rinnovabili e ai biocarburanti, un adeguato equilibrio per i veicoli commerciali leggeri e pesanti e il superamento di obiettivi vincolanti sulle flotte aziendali. “Così com’è, la proposta della Commissione non è sufficiente – ha aggiunto – Il pieno riconoscimento della neutralità tecnologica è indispensabile per sviluppare tutte le soluzioni disponibili e difendere la competitività industriale europea”.
Nel confronto con gli europarlamentari è stato quindi affrontato il tema delle industrie energivore, con riferimento alle misure di salvaguardia per acciaio e ferroleghe, alla sicurezza degli approvvigionamenti di rottame e alla necessità di una revisione coordinata di CBAM ed ETS. “La revisione del CBAM da sola non basta – ha osservato Urso -, deve essere accompagnata da una revisione dell’ETS, intervenendo sulle quote gratuite e contrastando la speculazione finanziaria. Non possiamo attendere il 2028 per includere i prodotti a valle: sarebbe troppo tardi per garantire un’attuazione efficace”.
Il ministro ha inoltre richiamato l’importanza del principio di preferenza europea, da applicare in modo mirato e graduale nei settori strategici. Con riferimento alle etichette per l’acciaio verde allo studio nel prossimo atto per l’accelerazione industriale, Urso ha inoltre ribadito la necessità di premiare chi ha già investito nella decarbonizzazione, citando l’avanzamento dell’Italia nella siderurgia green e ribadendo l’impegno italiano in questa direzione.
In chiusura, il ministro Urso ha sottolineato il valore del confronto con la delegazione italiana al Parlamento europeo come strumento per rafforzare il peso dell’Italia nelle decisioni europee. “È iniziata la fase delle grandi riforme in Europa – ha concluso – Dobbiamo indirizzarla insieme: voi nel Parlamento europeo, noi nel Consiglio. L’Italia può incidere e sta già incidendo, favorendo in tutti i principali dossier che riguardano l’industria europea un approccio meno ideologico e più funzionale agli interessi del nostro continente”.
Bergamotto: “interesse crescente per mondo della filatelia”
Si è tenuta oggi presso Palazzo Piacentini, alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy con delega alla Filatelia, Fausta Bergamotto e del Capo di Gabinetto Federico Eichberg la prima riunione della nuova Consulta Filatelica.
L’incontro è stato un momento conoscitivo e di reciproco scambio di idee, proposte e confronto costruttivo per dare seguito e confermare i risultati importanti raggiunti. Bergamotto, in apertura, ha espresso il suo personale ringraziamento ai nuovi componenti e rinnovato il suo apprezzamento per l’impegno profuso ai membri già presenti. “In questi tre anni abbiamo assistito ad un rinnovato interesse ed un aumento costante delle richieste che conferma l’impegno di questo Ministero per la valorizzazione della Filatelia” ha dichiarato il Sottosegretario.
La Consulta per l’emissione delle carte valori postali e della filatelia, in qualità di organismo tecnico e consultivo, costituisce un valore aggiunto in termini qualitativi e alta professionalità ed opera contribuendo, a titolo gratuito, all’ interesse culturale e sociale dell’Italia e alla valorizzazione del Made in Italy oltre i confini.
“2026 anno delle riforme non rinviabili, ora decisioni coraggiose”
Con l’incontro con la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Teresa Ribera, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha concluso la sua due giorni a Bruxelles, nel corso della quale ha incontrato cinque commissari europei e la delegazione degli europarlamentari italiani, riaffermando le posizioni dell’Italia rispetto ai principali dossier di riforma all’attenzione di Parlamento e Consiglio UE in materia di industria e competitività.
“L’Italia chiede all’Europa scelte pragmatiche, capaci di sostenere la competitività e accompagnare la transizione senza indebolire il sistema produttivo”, ha dichiarato Urso. “Il 2026 sarà l’anno delle riforme non più rinviabili: servono decisioni coraggiose, ora, per difendere la produzione europea, a partire dai settori più esposti come automotive e industrie energivore”, ha aggiunto il ministro.
Nel confronto con la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Teresa Ribera, che ha delega ai dossier legati alla transizione pulita, giusta e competitiva, Urso ha evidenziato il ruolo di leadership dell’Italia nella siderurgia a basse emissioni, sottolineando la necessità che le politiche europee riconoscano e valorizzino questo vantaggio competitivo. In questo contesto, ha richiamato il valore strategico del dossier ex Ilva e l’esigenza di garantirne la continuità operativa nel rispetto del quadro normativo UE.
Nella giornata di ieri, Urso ha incontrato il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto per un confronto su politica di coesione, competitività e PNRR. Ha poi avuto un colloquio con il vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné sui temi dell’industria europea, dell’automotive, dell’accelerazione industriale e delle misure a sostegno delle filiere strategiche. Successivamente ha incontrato la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen per un confronto su digitale, intelligenza artificiale, tecnologie strategiche e rafforzamento della sovranità tecnologica europea. Infine, ha incontrato il commissario Andrius Kubilius sulle politiche spaziali, la sicurezza e lo sviluppo delle iniziative europee nel settore.
La due giorni a Bruxelles di Urso era iniziata con l’incontro con la delegazione italiana al Parlamento europeo, occasione di confronto sul quadro internazionale, sulle riforme necessarie per rafforzare la competitività dell’Unione e sui principali atti in discussione a livello europeo. In tale contesto, il ministro ha richiamato l’importanza di un coordinamento tra le posizioni italiane nei diversi passaggi del processo decisionale europeo.
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