Discussa anche l’attrattività verso investimenti esteri ad alto valore aggiunto
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, in merito allo sviluppo portuale e produttivo dell’area di Gioia Tauro.
Nel corso del confronto sono state approfondite le straordinarie potenzialità del Porto di Gioia Tauro, con particolare attenzione all’attrattività verso investimenti esteri ad alto valore aggiunto. Con oltre 400 ettari di banchine e area portuale e 700 ettari di retroporto, Gioia Tauro rappresenta infatti il primo scalo italiano per transhipment e l’ottavo in Europa, nonché l’unico in Italia in grado di accogliere le più moderne mega-navi portacontainer grazie alla profondità dei fondali. Il completamento della viabilità portuale ha favorito lo sviluppo dell’intermodalità, anche grazie al gateway ferroviario che collega il Porto agli interporti di Bari e Nola e al resto del Paese.
Il Ministro Urso e il Presidente Occhiuto hanno infine esaminato il progetto del rigassificatore terrestre in grado di processare da 12 a 16 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto (Gnl) all’anno, già autorizzato nell’area di Gioia Tauro. L’impianto, integrato con la rete nazionale di gasdotti, potrà rappresentare un’infrastruttura strategica per la sicurezza energetica del Paese, offrendo al contempo significative opportunità di sviluppo per il territorio.
Esaminate tutte le possibilità di approvvigionamento di gas per gli stabilimenti dell’ex Ilva
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, hanno presieduto stamane a Palazzo Piacentini un incontro tecnico in merito all’approvvigionamento energetico necessario per il piano di decarbonizzazione dell’ex Ilva. Presenti all’incontro l’amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, oltre ai rappresentanti degli uffici tecnici della società, del Mimit e del Mase.
Nel corso della riunione sono state esaminate tutte le possibilità di approvvigionamento di gas per gli stabilimenti dell’ex Ilva, sia in relazione alla realizzazione dei nuovi forni elettrici, sia degli impianti DRI (Direct Reduced Iron) essenziali per garantire l’autonomia strategica del nostro Paese.
L’incontro odierno si è svolto in vista dell’elaborazione del Piano siderurgico nazionale e precede di pochi giorni la riunione non stop prevista per martedì 8 luglio al Mimit, alla quale parteciperanno tutte le amministrazioni, nazionali e locali della Puglia, coinvolte nella sottoscrizione dell’Accordo di Programma interistituzionale per la decarbonizzazione dello stabilimento ex Ilva di Taranto.
Il Ministro: “La nostra Alleanza fondamentale per cambiare passo alla UE”. Italia chiede freno all’export di rottame ferroso
Si è tenuto oggi in videoconferenza un incontro tra il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, il Ministro francese per l’Industria e l’Energia, Marc Ferracci, e i rappresentanti di Germania, Spagna, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Svezia, nel quadro dell’Alleanza per il futuro delle industrie energivore lanciata lo scorso 22 maggio al Consiglio Competitività a Bruxelles. Il confronto tra gli 11 Paesi si è svolto alla vigilia dall’adozione del Piano d’Azione europeo per l’industria chimica, in un momento cruciale per il rilancio del settore.
Il ministro Urso ha sottolineato la necessità di “rafforzare la competitività della chimica europea, con misure sia a tutela della chimica di base ma anche e in maniera decisa che valorizzino la biochimica, con investimenti lungo tutta la catena del valore e per lo sviluppo di tecnologie capaci di ridurre le dipendenze strategiche”. In questo quadro, l’Italia ha avviato significativi processi di riconversione delle produzioni per la produzione di bioplastiche, biofuel e materiali bio-based. Urso ha inoltre evidenziato l’esigenza di proseguire nella semplificazione anche nel settore della chimica (con l’Omnibus dedicato) e l’importanza di attivare in sede europea strumenti finanziari adeguati a sostenere la transizione verde del comparto: in tal senso l’appello a Bruxelles è che si garantisca coerenza tra le linee di azione del Piano della chimica e il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, la cui proposta è attesa il 16 luglio prossimo, attraverso incentivi a ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico, incentivazione alla produzione di biocarburanti e di idrogeno pulito, alla gestione della Co2.
Nel corso della riunione si è evidenziata anche la centralità della siderurgia, comparto strategico da sostenere con decisione nel processo di decarbonizzazione, per affrontare le sfide della competizione globale con tecnologie più pulite.
A tal proposito, Urso ha richiamato l’esigenza di tutelare anche il settore siderurgico lungo il percorso della transizione verde.
“Riteniamo fondamentale, a corredo delle azioni già proposte da Bruxelles nel Piano acciaio del 19 marzo scorso, stimolare la domanda interna per rafforzare l’intera filiera siderurgica” ha affermato il Ministro Urso, sottolineando inoltre la necessità di intervenire sull’export del rottame ferroso, risorsa sempre più strategica nella transizione verso una siderurgia sostenibile. “È prioritario riconoscere il rottame come materia prima strategica a livello europeo — ha aggiunto — e avviare politiche che ne limitino l’export e ne tutelino l’approvvigionamento a beneficio dell’industria nazionale”. In quest’ottica, Urso ha annunciato “investimenti significativi per la realizzazione di impianti DRI in Italia”, fondamentali per la produzione di preridotto a basse emissioni, per la decarbonizzazione del settore e per rafforzare l’autonomia strategica dell’industria siderurgica nazionale ed europea.
Infine, ha ricordato che – al pari della chimica e degli altri settori energivori – anche per la siderurgia è necessario agire sul fronte del costo dell’energia, al fine di tutelare la competitività dell’industria europea.
Urso: “Più trasparenza per tutelare il vero sistema cooperativo”
Prosegue l’azione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per garantire la trasparenza e l’affidabilità del Registro delle Imprese e dell’Albo nazionale delle società cooperative. Con decreto direttoriale del 16 maggio 2025, sono state cancellate d’ufficio 7.975 società cooperative che risultano non operative da oltre cinque anni e prive di patrimonio immobiliare.
Si tratta del terzo intervento massivo di scioglimento senza nomina del commissario liquidatore, dopo quelli del 22 settembre 2023 (4.250 cooperative) e dell’8 marzo 2024 (23.411 cooperative), per un totale di 35.636 in due anni. La Direzione Generale per la Vigilanza del Ministero porta così avanti un’attività ormai sistematica, finalizzata a mantenere aggiornati e veritieri gli strumenti pubblici di rilevazione delle imprese cooperative, valorizzando chi opera concretamente nel rispetto delle regole.
“Con questo terzo intervento, manteniamo l’impegno per una maggiore trasparenza sul reale stato del sistema cooperativo italiano. È un’azione che si sta consolidando come prassi annuale, a tutela delle cooperative autentiche, che contribuiscono significativamente alla crescita del nostro Paese. La cancellazione delle società inattive è una misura concreta per valorizzare chi fa vera cooperazione, oltre a rappresentare un’ottimizzazione delle risorse pubbliche”, ha commentato Urso.
La cancellazione di queste società consentirà anche un rilevante risparmio per la finanza pubblica, evitando le revisioni obbligatorie da parte del Mimit previste dalla legge per enti di fatto non più attivi.
Nella riunione verranno condivisi aggiornamenti sul Piano Italia per la Moda e analizzati gli sviluppi di altri dossier
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, ha convocato per martedì 22 luglio, alle ore 11.30, a Palazzo Piacentini il Tavolo nazionale sul settore Moda.
Nel corso della riunione verranno condivisi aggiornamenti sulle misure previste dal Piano Italia per la Moda e analizzati gli sviluppi relativi a ulteriori dossier, tra cui l’attuazione del regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), la proposta di una nuova norma a tutela della legalità e l’informativa sull’avvenuta estensione della Cassa Integrazione Salariale per le imprese artigiane del comparto.
Interverranno all’incontro – oltre ai rappresentanti dei Dicasteri coinvolti, della Conferenza delle Regioni e dell’ANCI – tutte le associazioni di categoria del comparto Moda più rappresentative a livello nazionale, tra cui Camera Nazionale della Moda Italiana, Fondazione Altagamma, Confindustria Moda, Confindustria Accessori Moda, Confartigianato, CNA Federmoda, Federazione Moda Italia, nonché le associazioni rappresentative della produzione e della distribuzione commerciale.
Decisione assunta su indicazione del ministro Urso relativa a due francobolli raffiguranti montagne del Trentino-Alto Adige privi della dicitura bilingue
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, su indicazione del Ministro Adolfo Urso, ha richiesto a Poste Italiane l’immediata sospensione della commercializzazione di due francobolli appartenenti alla serie “Turistica – Patrimonio naturale e paesaggistico”.
La decisione è stata assunta a seguito di un’anomalia riscontrata dal Mimit nei francobolli dedicati ai monti del Gruppo del Catinaccio delle Dolomiti e del Gruppo del Latemar, situati nella regione Trentino-Alto Adige, risultati privi delle diciture bilingue italiano-tedesco previste per tale territorio in conformità a quanto sancito dall’articolo 6 della Costituzione italiana e alle normative vigenti. Sentiti i proponenti, i francobolli erano stati predisposti dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e successivamente approvati dalla Commissione nazionale filatelica.
Nel confermare il proprio impegno per la valorizzazione delle identità locali, anche sotto il profilo linguistico, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha incaricato la Commissione filatelica di condurre una verifica per accertare eventuali omissioni nell’iter approvativo del francobollo e di avviare la realizzazione di nuovi bozzetti conformi alle disposizioni sul bilinguismo.
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