Italia-Mongolia: Urso e Damdinnyam firmano al Mimit dichiarazione congiunta su minerali e materie prime critiche

Italia-Mongolia: Urso e Damdinnyam firmano al Mimit dichiarazione congiunta su minerali e materie prime critiche

Il Ministro: “Collaborazione strutturata in settori cruciali per l’Italia e l’Europa”

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e il Ministro dell’Industria e delle Risorse Minerarie della Mongolia, Damdinnyam Gongor, hanno sottoscritto a Palazzo Piacentini una dichiarazione congiunta per rafforzare la cooperazione nel settore dei minerali e delle materie prime critiche. L’accordo è stato anche firmato dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

“Aggiungiamo un importante tassello ai nostri rapporti industriali, avviando una collaborazione strutturata in un settore cruciale per l’Italia e l’Europa, come confermato oggi anche dalla Commissione con il piano d’azione RESourceEU sulle materie prime essenziali, fondamentali per la transizione energetica e per la competitività tecnologica“, ha dichiarato Urso. “Un passo decisivo verso l’obiettivo di diversificare le catene di approvvigionamento, ridurre la nostra dipendenza da un numero limitato di fornitori globali e garantire forniture sicure, affidabili e sostenibili”, ha concluso.

L’intesa segna l’avvio della cooperazione bilaterale sulle terre rare e sulle materie prime essenziali per l’industria europea, in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza dei flussi industriali strategici. La Mongolia è infatti uno dei Paesi con maggiore potenziale minerario dell’Asia centrale e questa collaborazione si inserisce nella strategia nazionale di diversificazione delle fonti di approvvigionamento.

L’accordo odierno rientra nelle celebrazioni del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica Italiana e la Mongolia, che hanno condotto all’elevazione dei rapporti bilaterali al rango di partenariato strategico, sancito dalla dichiarazione congiunta diffusa in occasione della visita a Roma del Presidente Ukhnaa Khurelsukh.

 

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Ex Ilva: Urso incontra istituzioni piemontesi

Ex Ilva: Urso incontra istituzioni piemontesi

Il Ministro: “Governo è in campo per assicurare la continuità produttiva”

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha avuto un incontro in videocollegamento con le istituzioni territoriali piemontesi sul futuro dell’ex Ilva, con particolare attenzione al rilancio degli stabilimenti di Novi Ligure e Racconigi. Presenti la vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Elena Chiorino, il sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere, e il sindaco di Racconigi, Valerio Oderda.

Il ministro Urso ha innanzitutto ribadito quanto espresso sin dall’inizio in merito al piano di manutenzione degli impianti di Taranto avviato dai commissari, finalizzato a ripristinare una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate, compromessa dal sequestro probatorio dell’altoforno 1 disposto dalla Procura di Taranto. La riduzione dei flussi di coils verso gli stabilimenti del Nord è quindi solo temporanea, dovuta alle attività di manutenzione e revamping degli impianti, in vista dell’avvio della fase di crescita produttiva a partire dal mese di marzo.

“Non vi è quindi alcun piano di chiusura” ha affermato Urso, “semmai di rilancio e ripresa produttiva, per la quale sono state assicurate le risorse necessarie nel decreto-legge del 1° dicembre, ora in conversione in Parlamento”.

Il ministro ha confermato che “tutto il personale di Novi Ligure resterà al lavoro” e che “non vi è stato alcun incremento della cassa integrazione”, anche a Racconigi, dove durante il rallentamento delle attività “i lavoratori resteranno in servizio, coinvolti in percorsi formativi, con retribuzione pienamente garantita”.

Urso ha quindi ribadito che il Governo è in campo per assicurare la continuità produttiva degli stabilimenti e il processo di decarbonizzazione, anche valutando l’intervento di un soggetto pubblico a supporto del piano industriale.

All’incontro odierno seguiranno domani quelli con le istituzioni liguri, alle ore 10.00, e con le istituzioni pugliesi, alle ore 12.00, come concordato con Regioni ed enti locali nella riunione svoltasi al Mimit venerdì scorso.

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Trasnova: accolta richiesta Mimit, Stellantis proroga di quattro mesi il contratto

Trasnova: accolta richiesta Mimit, Stellantis proroga di quattro mesi il contratto

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  3. Trasnova: accolta richiesta Mimit, Stellantis proroga di quattro mesi il contratto

Al lavoro per soluzione industriale e tutela lavoratori

Nuovo incontro al Mimit sulla vertenza Trasnova, la società con sede a Cassino che svolge per Stellantis attività di logistica e che attualmente conta 288 lavoratori.

Rispondendo alla richiesta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il gruppo Stellantis ha comunicato la propria disponibilità a prorogare di ulteriori quattro mesi il contratto commerciale con Trasnova, consentendo così la continuità operativa dell’azienda nel breve periodo.

Il Mimit ha ribadito il proprio impegno a garantire la massima tutela occupazionale e a proseguire il confronto con tutte le parti coinvolte, al fine di esplorare ogni possibile soluzione idonea ad assicurare la continuità produttiva e la salvaguardia dei posti di lavoro.

Un nuovo incontro del tavolo al Mimit con organizzazioni sindacali e Trasnova è stato fissato per il 4 febbraio.

 

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Ex Ilva: Urso incontra istituzioni liguri

Ex Ilva: Urso incontra istituzioni liguri

Il ministro: “Nessun piano di chiusura”

Comunicato congiunto Mimit / Regione / Comune Genova

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha incontrato al Mimit il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e il sindaco di Genova, Silvia Salis, per fare il punto sul futuro dell’ex Ilva e sulle prospettive di rilancio dello stabilimento di Genova-Cornigliano.

La struttura commissariale sta lavorando a un percorso che possa rispondere alla principale richiesta dei lavoratori, ovvero rimettere in funzione anche la linea dello zincato, bilanciandola con la produzione della banda stagnata, con i numeri complessivi dei lavoratori impiegati che sono stati comunicati la scorsa settimana.

Il ministro Urso ha ribadito anche alle istituzioni liguri che non vi è alcun piano di chiusura e che il programma di manutenzione avviato a Taranto è orientato a ripristinare una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate. La riduzione dei flussi di coils verso il Nord è quindi temporanea, legata ai lavori sugli impianti, in vista della ripresa produttiva.

Urso ha infine confermato che il Governo è pienamente impegnato a garantire la continuità produttiva degli stabilimenti e il percorso di decarbonizzazione, anche valutando l’intervento di un soggetto pubblico, ove richiesto e necessario, a sostegno del piano industriale.

 

 

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Ex Ilva: Urso incontra istituzioni pugliesi al Mimit

Ex Ilva: Urso incontra istituzioni pugliesi al Mimit

Al centro del confronto il rilancio dell’impianto di Taranto e i progetti di reindustrializzazione gia’ in valutazione sul territorio

Comunicato congiunto Mimit / Regione Puglia / Provincia Taranto / Comuni Taranto e Statte

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha incontrato al Mimit il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il sindaco di Taranto, Pietro Bitetti, il presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano, e il sindaco di Statte, Fabio Spada, per discutere del futuro dell’ex Ilva, delle prospettive di rilancio dell’impianto di Taranto e dei progetti di reindustrializzazione già in valutazione con importanti player nazionali e internazionali.

Il ministro Urso ha innanzitutto ribadito, anche alle istituzioni locali pugliesi, che non vi è alcun piano di chiusura, che il processo di decarbonizzazione resta prioritario e che il programma di manutenzione avviato dai commissari straordinari a Taranto è finalizzato a ripristinare entro marzo una capacità produttiva di almeno 4 milioni di tonnellate.

Il Ministro ha inoltre confermato che non è previsto alcun incremento di lavoratori in cassa integrazione e in formazione. La continuità produttiva degli stabilimenti del nord dell’ex Ilva verrà garantita esclusivamente attraverso la fornitura di coils dallo stabilimento di Taranto.

Urso ha quindi aggiornato i presenti sullo stato dei negoziati in corso, confermando che il Governo è in campo per assicurare la continuità produttiva degli stabilimenti e il processo di decarbonizzazione, anche valutando l’intervento di un soggetto pubblico, laddove richiesto e necessario, a supporto del piano industriale.

Il Ministro ha quindi informato la Regione e gli enti locali delle interlocuzioni avviate in questi mesi con importanti player industriali, che hanno manifestato il proprio interesse a investire nell’area di Taranto. La prima ricognizione ha portato a individuare oltre 15 potenziali progetti d’investimento (nei settori della manifattura avanzata, energia, logistica, tecnologie digitali e agroindustria), con ricadute occupazionali prioritariamente indirizzate al bacino di lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto. I progetti e le loro ricadute occupazionali verranno ulteriormente approfonditi con Regione ed enti locali in un apposito tavolo tecnico di prossima convocazione.

Gli investimenti potranno insediarsi su diverse aree già individuate: porzioni dello stabilimento ex Ilva non più destinate ai fini produttivi (140 ettari immediatamente disponibili e 30 da bonificare), aree demaniali portuali (210 ettari in concessione e 240 non concessi), aree del demanio militare dismesse o in corso di dismissione per oltre 350 ettari, oltre a 2.000 ettari industriali già fruibili nel Consorzio ASI di Taranto. Potranno altresì insediarsi su aree idonee che possano in futuro rendersi disponibili, incluse le aree SIN.

Il ministro Urso ha infine ribadito che, in raccordo con le organizzazioni sindacali e con la Regione Puglia, il Governo opererà affinché la transizione industriale avvenga nel pieno rispetto delle tutele occupazionali, adottando – nei tempi e nei modi più appropriati – ogni iniziativa utile, incluse misure straordinarie, per garantire un percorso equilibrato per i lavoratori coinvolti.

 

 

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Invest in Italy: l’Italia consolida la crescita degli investimenti diretti esteri

Invest in Italy: l’Italia consolida la crescita degli investimenti diretti esteri

In aumento i progetti nei settori dell’industria avanzata, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale

Prosegue l’impegno del Mimit nelle politiche di attrazione degli investimenti esteri in Italia, attraverso l’azione del CAIE, organismo interministeriale cui partecipano anche Ministero degli Affari Esteri e la Conferenza del Regioni con il supporto di Invitalia ed ICE.

Secondo i dati dello Sportello Unico Invest in Italy – piattaforma governativa dedicata ad accompagnare e supportare gli investitori esteri in tutti gli adempimenti – sono in aumento i progetti ad alto valore aggiunto nei settori dell’industria avanzata, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale.

Tra i più recenti si segnalano l’iniziativa del gruppo giapponese Renesas Electronics Corporation, che ha scelto Catania per aprire un nuovo centro di ricerca e sviluppo sui semiconduttori; il progetto di NTT Data, che realizzerà a Milano un campus per data center e sviluppo dell’IA tra i più potenti in Italia; e l’investimento di DHL Express in nuovi gateway a Fiumicino e Venezia.

Nelle scorse settimane, inoltre, sono stati designati altri 10 Tutor per accompagnare le imprese che stanno attualmente avviando nuovi investimenti in Italia o stanno accrescendo quelli già realizzati come Astrazeneca (Regno Unito e Svezia), Eemaxx (Paesi Bassi), GlobalWafers (Taiwan), Martur (Turchia), Nestlè (Svizzera), NipponGases (Giappone), Siemens Energy (Germania), Takeda (Giappone), Kagome (Giappone) e Vestas (Danimarca).

Negli ultimi tre anni il sistema CAIE ha gestito 745 progetti qualificati, di cui 71 già conclusi. Sono invece oltre 61 quelli di maggiore rilevanza attualmente in gestione i quali cubano un valore complessivo dichiarato di oltre 43 miliardi di euro e un impatto occupazionale stimato in circa 24.300 unità lavorative. Numeri che consolidano la reputazione dell’Italia come destinazione affidabile, innovativa e competitiva per le multinazionali che guardano all’Europa.

I settori industriali coinvolti – dai semiconduttori, ai data center hyperscale, alla logistica avanzata – testimoniano la capacità del sistema italiano di rispondere alle sfide della transizione ecologica, della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica.

 

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