Con bassa latenza e alta affidabilità il 5G apre a un mondo di opportunità

Con bassa latenza e alta affidabilità il 5G apre a un mondo di opportunità

Per arrivare a beneficiare appieno di queste potenzialità sono disponibili già oggi servizi fatti ad hoc: «Per le aziende l’approccio alle nuove tecnologie rappresenta un percorso molto complesso, su cui devono essere accompagnate con servizi di consulenza adeguati, ma anche con offerte specifiche come reti provate dedicate per impianti e distretti, per garantire flessibilità, efficienza e sicurezza», ha sottolineato Ivana Borrelli, Head of marketing 5G e vertical IoT di Tim.

Per le aziende c’è un patrimonio di dati da «raccogliere, organizzare e sfruttare per accompagnare l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla progettazione alla produzione alla distribuzione, a supporto del processo decisionale e la messa a punto delle strategie, per affrontare mercati caratterizzati da una competizione ad alta intensità di dati», ha spiegato Giampietro Fuda, business manager di Modis.

Come sempre negli appuntamenti di Gioin l’attenzione è focalizzata sull’innovazione che viene dal basso. Sei le startup che hanno presentato le loro offerte nei settori più disparati. Uptivo ha lanciato una piattaforma per il fitness che permette il controllo da parte del trainer, anche sulla base del monitoraggio della frequenza cardiaca, mentre l’app di Whip è diventata un riferimento per la sicurezza e i percorsi outdoor, con servizi di tracciamento totalmente gratuiti e di funzioni verticali per ogni attività in bici, moto o a piedi.

Sempre in ambito di mobilità Unicorn Mobility collabora con microcomunità dagli operatori turistici ai comuni, per la gestione di flotte di ebike chiavi in mano.La stazione meteo portatile di MeteoTracker, con sensori che misurano temperatura, umidità e pressione su base geolocalizzata, fornisce dati in tempo reale da utilizzare per statistiche e analisi.

Wenda ha creato una piattaforma collaborativa che consente alle aziende di gestire, analizzare e condividere facilmente i dati di temperatura, logistica e track & trace dalla produzione al consumatore. Con un salto nel mondo digitale AnotheReality sviluppa soluzioni immersive di eXtended Reality, che sia realtà aumentata, virtuale o mista, che trovano applicazione nell’ambito business e dell’intrattenimento.

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Antitrust, multa da 20 milioni a Google e Apple

Antitrust, multa da 20 milioni a Google e Apple

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso due istruttorie nei confronti di Google e Apple sanzionando entrambe per 10 milioni di euro, ossia per il massimo edittale secondo la normativa vigente. L’Antitrust ha accertato per ogni società due violazioni del Codice del Consumo, una per carenze informative e un’altra per pratiche aggressive legate all’acquisizione e all’utilizzo dei dati dei consumatori a fini commerciali. Google, secondo l’Authority, fonda la propria attività economica sull’offerta di un’ampia gamma di prodotti e di servizi connessi a Internet (che comprendono tecnologie per la pubblicità online, strumenti di ricerca, cloud computing, software e hardware) basata anche sulla profilazione degli utenti. Il tutto sulla base dei dati di questi ultimi.

Le due aziende hanno deciso che faranno ricorso. «Crediamo che l’opinione dell’Autorità sia sbagliata e faremo ricorso contro la decisione. Apple si impegna da molto tempo per proteggere la privacy dei nostri utenti e lavoriamo con il massimo impegno per progettare prodotti e funzionalità che proteggano i dati. Diamo a tutti gli utenti un livello di trasparenza e controllo all’avanguardia nel settore, in modo che possano scegliere quali informazioni condividere, e come vengono utilizzate». Lo afferma Apple in una nota. E anche Google annuncia: «Non siamo d’accordo con la decisione dell’Autorità e faremo ricorso».

Il ruolo dei dispositivi Apple

Secondo l’Antitrust, Apple raccoglie, profila e utilizza a fini commerciali i dati degli utenti attraverso suoi dispositivi e servizi. Quindi, pur senza procedere ad alcuna cessione di dati a terzi, Apple ne sfrutta direttamente il valore economico attraverso un’attività promozionale per aumentare la vendita dei propri prodotti e/o di quelli di terzi attraverso le proprie piattaforme commerciali App Store, iTunes Store e Apple Books. «In tali contesti», riferisce la nota, «l’Autorità ha ritenuto che esiste un rapporto di consumo tra gli utenti e i due operatori, anche in assenza di esborso monetario, la cui controprestazione è rappresentata dai dati che essi cedono utilizzando i servizi di Google e di Apple». L’Autorità ha accertato che sia Google sia Apple non hanno fornito informazioni chiare e immediate sull’acquisizione e sull’uso dei dati degli utenti a fini commerciali.

Informazioni omesse

In particolare Google, sia nella fase di creazione dell’account, indispensabile per l’utilizzo di tutti i servizi offerti, sia durante l’utilizzo dei servizi stessi, omette informazioni rilevanti di cui il consumatore ha bisogno per decidere consapevolmente di accettare che la società raccolga e usi a fini commerciali le proprie informazioni personali. Apple, sia nella fase di creazione dell’Id Apple, sia in occasione dell’accesso agli Store Apple (App Store, iTunes Store e Apple Books), non fornisce all’utente in maniera immediata ed esplicita alcuna indicazione sulla raccolta e sull’utilizzo dei suoi dati a fini commerciali, enfatizzando solo che la raccolta dei dati è necessaria per migliorare l’esperienza del consumatore e la fruizione dei servizi.

Una pratica «aggressiva»

L’autorità ha accertato che le due società hanno attuato una pratica aggressiva. In particolare, nella fase di creazione dell’account, Google pre-imposta l’accettazione da parte dell’utente al trasferimento e/o all’utilizzo dei propri…

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Parte la campagna WiFi Italia

Parte la campagna WiFi Italia

Martedì, 16 Novembre 2021″Connettiamo le piazze, nei borghi can be found in città “. Progetto promosso dal Ministero per accelerare la digitalizzazione nel Paese Prende il through la campagna di comunicazione”Connettiamo le piazze, nei borghi been available in città”, promossa dal Ministero dello sviluppo economico che ha l’obiettivo di favorire la digitalizzazione dei cittadini attraverso il progetto WiFi Italia.Attraverso un’unica App i cittadini potranno connettersi gratuitamente e in modo semplice advertisement una rete WiFi libera e diffusa sul territorio nazionale, che può contare su 9.589 hotspot installati nei piccoli borghi e nelle città che hanno finora aderito all’iniziativa. Sono infatti ben 3.900 le adesioni online di Comuni e ospedali italiani al progetto WiFI Italia e 463.693 gli utenti che hanno scaricato l’App.”Il Ministero dello Sviluppo Economico, con il progetto Wifi Italia, fornisce uno strumento importante ai Comuni -nelle

città come nei piccoli borghi- per far parte di una rete WiFi nazionale, libera e gratuita”, dichiara la Sottosegretaria Anna Ascani che aggiunge:”Si tratta di una delle tappe del processo di digitalizzazione del Paese, al quale stiamo lavorando per ridurre il digital divide ed estendere la connessione delle nostre comunità. WiFi Italia offre ai cittadini l’opportunità di usufruire di una rete WiFi pubblica e diffusa”. La campagna WiFi Italia “Connettiamo le piazze, nei borghi come in città”è declinata su stampa, radio, web e social networks e punta sul concetto di

connessione libera, gratuita e diffusaper tutte le piazze italiane. Con un linguaggio iconico, che gioca sul connubio fra borghi e città italiane, la campagna mette in risalto la capillarità del servizio e la

possibilità per i cittadini di connettersi alla rete Wifi.italia.it nei contesti più diversi, valorizzando la bellezza dello straordinario patrimonio culturale e naturalistico del territorio italiano, ma anche l’importanza di una connettività trasversale. WiFi Italia rientra tra i progetti finanziati dal Ministero per accelerare il processo di digitalizzazione del Paese, uno degli obiettivi principali perseguiti con il PNRR,

e colmare così il divario digitale sul territorio per cittadini e imprese. Per maggiori informazioni Source

Strategie intelligenti per un robot quadrupede in cerca di equilibrio

Strategie intelligenti per un robot quadrupede in cerca di equilibrio

Il lavoro innovativo condotto dal ricercatore insieme con il team dell’IIT è consistito nello sviluppo di un algoritmo che «non solo considera la posizione del piede nello spazio, ma aggiunge anche una parte dinamica di valutazione di forze, accelerazioni e stabilità nel tempo. Nei controlli di solito si stabilisce un orizzonte del tempo, cioè un intervallo di tempo futuro nel quale il robot viene matematicamente simulato. Viene cioè fatta una predizione del movimento del robot nel futuro all’interno della quale si considerano le tipologie di controllo da adottare».

La difficoltà di applicare questa strategia ai robot quadrupedi risiede nel grande numero di modelli dinamici che vanno valutati per simulare in modo corretto le configurazioni, continuamente mutevoli, che vengono a verificarsi ogni volta che la macchina solleva una zampa, modificando continuamente il centro di massa del corpo. In questo contesto è assai complesso riuscire a prevedere le accelerazioni a cui il robot andrà incontro o le forze che sarà in grado di esercitare, per cui il lavoro ha richiesto un notevole sforzo anche dal punto di vista concettuale.

La ricerca è interessante perché si inserisce in un trend che sempre di più vede l’impiego di sistemi di simulazione, basati anche sull’intelligenza artificiale, per prevedere in astratto il comportamento dei robot, e programmarli di conseguenza, per poi trasferire le conoscenze acquisite in modo virtuale e il codice sviluppato sulla macchina fisica. Una convergenza, insomma, tra due discipline estremamente attuali come robotica e intelligenza artificiale.

Una delle conseguenze di questo tipo di approccio, applicato in particolare a robot come HyQ, con una struttura copiata da quella degli esseri viventi, è che consente di adottare per queste macchine un sistema di locomozione simile a quello degli animali nella realtà. Mammiferi come i cani o i cavalli, ma anche noi stessi umani, non si limitano a muoversi passo dopo passo in modo meccanico nell’ambiente, ma programmano il loro percorso, esaminando rapidamente lo scenario circostante, con la capacità di prevedere eventuali punti critici o pericoli.

Il lavoro di Clemente e degli altri componenti del team di ricerca di IIT esplora quindi questa strada e, ci ha raccontato il ricercatore, «pur essendo certamente migliorabile, ci ha consentito di ottenere risultati molto interessanti».

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L’ottimizzazione dei percorsi dei robot a guida autonoma

L’ottimizzazione dei percorsi dei robot a guida autonoma

La soluzione prospettata dallo studioso è pertanto in grado, grazie a un’accurata costruzione matematica, di “disegnare” una conduzione morbida della curva da parte dell’Agv, che è in grado quindi di correggere all’occorrenza il raggio con cui è stata impostata la curvatura in entrata, ma senza movimenti troppo bruschi o interventi troppo frequenti.

Lo strumento messo a punto da Suffritti agisce anche per aggirare ostacoli e consente di inserire nella programmazione dell’Agv elementi inizialmente non previsti come colonne, aree ad accesso proibito perché destinate alla circolazione delle persone, nuovi macchinari installati, e così via.Un altro aspetto su cui ha lavorato Suffritti per migliorare le performance degli Agv riguarda la generazione dei profili di velocità.

«Sostanzialmente si tratta di un miglioramento del sistema utilizzato in precedenza, che consisteva nell’individuare il vincolo più stringente di una curva, per esempio il punto in cui si ha una variazione più repentina della curvatura che impone anche il rallentamento più accentuato della macchina. Individuato questo vincolo lo si applicava poi a tutta la curva, che quindi veniva tutta condotta a una velocità fissa, la massima possibile nel punto di maggiore criticità del percorso».

L’analisi di Suffritti è partita dall’idea di verificare se questa strategia fosse migliorabile. «In particolare – prosegue il ricercatore – ho pensato a una soluzione per individuare un profilo di velocità non fisso, ma dinamico, in grado di adattarsi lungo la conduzione della curva ai suoi diversi punti critici».

Dai test condotti in azienda sono emersi notevoli vantaggi nell’impiego di questi due approcci, che sono stati tradotti in algoritmi utilizzabili durante la progettazione dei layout e dei percorsi che gli Agv possono compiere al loro interno. Strumenti che consentono quindi, già in fase di design, di avere stime precise del tempo di viaggio degli Agv in un’applicazione industriale basate su velocità variabili e non fisse.

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