Per questo le risorse non mancano: il Pnrr prevede 2,8 miliardi di euro per infrastrutture e dotazioni, di cui 800 milioni destinati alla formazione delle persone. Ma dagli asili nidi in su sono in arrivo sei miliardi «da investire sulla qualità, per una scuola che rimetta le persone al centro».
Scuola per la società digitale
Proprio il tema della qualità della didattica ma anche della dotazione tecnologica è stato uno dei temi che ha percorso la due giorni degli Stati generali della scuola digitale di Bergamo, appuntamento organizzato dal Comune di Bergamo, dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e dall’Associazione Impara Digitale, giunto alla sesta edizione.
Dall’utilizzo del digitale in chiave didattica e dal ripensamento degli ambienti scolastici alla luce dopo l’esperienza della Dad ai nuovi strumenti come i videogame, dall’analisi della condizione dei ragazzi immersi in una realtà digitale alle competenze richieste dal nuovo mondo del lavoro, dal contributo dell’industria per una dotazione tecnologica adatta alle esigenze alle nuove forme dei libri di testo, sono stati diversi i temi su cui docenti, dirigenti e protagonisti del mondo scuola si sono confrontati nel corso dell’evento. Che ha registrato una partecipazione di oltre 5mila persone nell’arco dei due giorni tra presenze fisiche e in streaming.
Si tratta, ha sottolineato il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, di delineare «non una scuola digitale, ma una scuola per la società digitale». La più grande rivoluzione tecnologica della storia in termini di rapidità di trasformazione e di pervasività degli effetti richiede che le persone siano dotate di una capacità di reinventarsi in continuazione: il lavoro del formatore non finisce con la conclusione del percorso scolastico, ma prosegue tutta la vita con l’upskilling e il reskilling.
Un futuro per i giovani
«La scuola deve comprendere come il mondo del lavoro si sta trasformando, quali competenze richiede ai giovani: con nove panel e cinquanta esperti, gli Stati generali rappresentano un momento di riflessione per capire come costruire una scuola digitale che non sia basata solo sull’introduzione delle tecnologie o sulle competenze digitali ma sulla trasformazione complessiva della didattica e della governance per evitare di replicare un modello basato solo sulla trasmissione delle conoscenze che non è più adeguato alla realtà contemporanea», spiega Dianora Bardi, presidente di ImparaDigitale.
Mercoledì, 24 Novembre 2021 Oggi l’evento al Ministero Si è svolta oggi nella Sala Parlamentino del Ministero dello Sviluppo Economico la Giornata Anticorruzione MISE 2021. Dopo i saluti istituzionali del Segretario Generale Benedetto Mineo e del
Vice Capo di Gabinetto Valeria Franchi è intervenuta Paola Severino, Presidente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione( SNA). Nel suo intervento Paola Severino ha approfondito le tematiche degli istituti di prevenzione della corruzione e della necessità di una continua attività di formazione e sensibilizzazione sui temi dell’etica pubblica e della cultura della legalità. È seguito l’intervento del Responsabile dell’ Anticorruzione, Giovanni Savini
, che ha tracciato un bilancio dell’applicazione della L. 190/2012 al MISE e ha delineato le future azioni da intraprendere, con particolare riferimento alla gestione dei fondi PNRR. L’incontro si è concluso con contributi da parte dei rappresentanti degli uffici del Ministero, che hanno formulato
osservazioni e proposte per il rafforzamento del sistema di trasparenza e prevenzione della corruzione del Ministero. Galleria fotografica Galleria ottimizzata con l’aiuto di javascript; il suo web browser ha attualmente javascript disabilitato. Source
Talent Garden si posiziona con sempre più convinzione nel mercato della formazione con l’acquisizione di Hyper Island uno delle più importanti business school europee. Dopo essere diventato un attore di primo piano nel coworking la direzione sembra essere quella di volere non solo crescere ma puntare fortemente nelll’educazione digitale rivolta a studenti, professionisti e grandi aziende europee. Al closing dell’operazione, previsto per i primi di dicembre, Talent Garden acquisirà il controllo del 54% di Hyper Island, con opzione a salire al 100% nei prossimi anni. Questi i numeri comunicati del nuovo gruppo: 50 milioni di ricavi previsti nel 2022, 20.000 professionisti di grandi aziende formati all’anno, 5.000 studenti inseriti nel mercato del lavoro con il 98% di placement rate e più di 4.500 startup e innovatori digitali supportati. Partnership attive con più di 150 grandi aziende in tutto il mondo per piani di reskilling e upskilling. Inoltre, una presenza geografica distribuita dove l’Italia vale il 35%, i Nordics il 35% e il restante 30% distribuito tra Spagna, Francia, Regno Unito, Irlanda, Austria, Singapore e Brasile. L’area della digital education oggi diventa l’80% del conto economico di Talent Garden. Tre anni fa c’è stata l’acquisizione di Rainmaking Loft in Danimarca, con l’operazione Huper Island il gruppo guidato da Dattoli raddoppia le dimensioni. Non è stato però comunicato il valore finanziario dell’acquisizione.
Come cambia la governance
Cambia la “cabina” di controllo del gruppo. Irene Boni viene nominata nuovo amministratore delegato di Talent Garden. Lavorerà al fianco di Davide Dattoli come Presidente Esecutivo e Lorenzo Maternini, Vice Presidente.
Il mercato dell’edu tech
Il mercato della digital education vale 5 miliardi di euro nella sola Europa. Secondo la Task Force per la transizione digitale del B20 circa 3 persone su 5 subiranno l’impatto dello “skill mismatch.
Che è Hyper Island?
Hyper Island, con più di 25 anni di storia nella digital education, headquarter in Svezia,presente anche in UK, Singapore, Brasile e Nord America e Asia Pacifica, è una businessschool specializzata nella formazione digitale con un’offerta di programmi di istruzione accreditati, part-time e a tempo pieno (Master), nonché corsi intensivi rivolti ai dirigenti dellegrandi aziende, nell’ottica di una formazione che aumenti i livelli di conoscenza e comprensione della cultura digitale, delle tecnologie di trasformazione e di come queste influenzino l’ideazione, l’esecuzione, i processi e la collaborazione con i clienti e i modelli di business.
Giovedì, 25 Novembre 2021 Lavoriamo insieme per rilancio sito Oggi il ministro Giancarlo Giorgetti ha approfondito il percorso di rilancio del sito Acc di Mel insieme con i parlamentari del territorio Dario Bond, Mirco Badole, Roger De Menech e Luca De Carlo.
L’incontro, che si è svolto nel salone Arazzi del Mise, è stato positivo e utile per gli elementi di chiarezza portati dal ministro, affiancato da Luca Annibaletti, coordinatore della struttura per le crisi d’impresa che sta seguendo il dossier Acc. In particolare è stata espressa soddisfazione per le tre manifestazioni d’interesse formale ed informale. “Tutti siamo al lavoro – ha detto il ministro – per fare in modo che questo percorso si concluda con un’offerta vincolante che tuteli l’azienda ed i suoi lavoratori, in un percorso che il Mise sosterrà con tutti gli strumenti a disposizione per superare le situazioni di difficoltà aziendale“.
Tra gli altri, sono stati approfonditi due aspetti: Italcomp, il ministro ha confermato ancora una volta che non sono mai arrivate proposte di investitori privati che concretizzassero un progetto che è sempre rimasto sulla carta e che la richiesta da parte del commissario straordinario Maurizio Castro del prestito previsto dall’art 37 del decreto Sostegni non sia stata finora avanzata.
È stato anche chiarito che non è stata mai presa in considerazione l’ipotesi di far terminare anticipatamente l’amministrazione straordinaria in presenza di manifestazioni di interesse.
Giorgetti, confermando la linea di collaborazione con tutte le parti coinvolte, “Dirò sempre la verità – ha sottolineato – bisogna fare attenzione e smettere di alimentare ipotesi fantasiose che raddoppiano la delusione dei lavoratori“, ha annunciato la disponibilità a riaprire i termini per la presentazione delle richieste legate al fondo dell’art. 37.
Giorgetti ha quindi auspicato che questa volta il commissario straordinario possa cogliere l’opportunità anche in considerazione delle manifestazioni pervenute.
Dal tavolo è emerso il comune intento tra Mise e i parlamentari presenti di sostenere insieme con più forza in tempi brevi il percorso per garantire la continuità produttiva del sito e l’occupazione dei lavoratori.
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Il Covid-19 ha spinto il digitale in Italia? Un luogo comune con tante, troppe eccezioni. Così non è stato nelle aziende, in generale, ma la buona notizia è che già nel 2021 ci sono segnali positivi. Lo si vede nell’ambito digitale più promettente per il futuro del business, l’uso dei Big data, come si evince dall’Osservatorio Big Data & Business Analytics del Politecnico di Milano.
La ripresa dopo la pandemia
«L’emergenza sanitaria ha rallentato le scelte delle aziende in ambito gestione e analisi dei dati. I dati 2020 sono stati più bassi rispetto a quanto previsto lo scorso novembre: 1,78 miliardi di euro (+4% rispetto al 2019), contro un valore stimato pari a 1,815 miliardi di euro», si legge. «Tuttavia, nel 2021 si evidenzia una marcata crescita – dice Carlo Vercellis, responsabile scientifico dell’Osservatorio -. Cresce del 13% la spesa delle aziende italiane in soluzioni e servizi di gestione e analisi dei dati, superando i 2 miliardi di euro. Aumentano le aziende che hanno avviato sperimentazioni in ambito advanced analytics».
Attenzione, «non possiamo tuttavia dire colmato quel gap tra le aziende che sono già a buon punto nella valorizzazione dei dati e quelle ad inizio del percorso». Si evidenzia persino un digital divide preoccupante, dato che i ritardatari «hanno perso ulteriore terreno a causa della pandemia», aggiunge Vercellis.
PROSPETTIVE DA DATA SCIENCE
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Gli investimenti delle aziende
Nel dettaglio dei dati, la spesa in software si conferma l’ambito più rilevante in termini di crescita assoluta (+17%). Tra le singole voci di spesa, con tassi di crescita superiori al 30%, ci sono le piattaforme di data governance e le piattaforme di data science & AI. Seguono le soluzioni di data visualization e reporting. I servizi di cloud pubblico sono sempre più diffusi. Oltre un quinto degli investimenti in analytics avviene tramite servizi di public & hybrid cloud. Un dato superiore del 21% sull’anno prima. Assicurazioni, manifatturiero e il comparto telco & media sono i settori che crescono più della media. In linea con il mercato o con tassi di crescita leggermente inferiori ci sono nell’ordine le utility, il mondo bancario, il comparto Gdo/retail, l’ambito Pa/Sanità e infine i servizi.
Il (difficile) cammino dell’innovazione
Quasi quattro aziende su dieci mostrano una diffusa immaturità nella gestione dei dati e rispondono oggi, tramite la funzione It e con strumenti poco efficienti, soltanto a esigenze tradizionali, di integrità e sicurezza dei dati. Le restanti organizzazioni si stanno muovendo, adottando nuove tecnologie o identificando figure di responsabilità in quest’ambito. Sul piano dell’innovazione, il segnale più interessante è che nel 2021 aumenta il numero di aziende che inizia a lavorare con gli advanced analytics. Strumenti di intelligenza artificiale che, analizzando lo storico di dati e trovando correlazioni tra loro, sono in grado di prevedere il futuro e dare consigli operativi al business. Quattro aziende su dieci dichiarano di avere progetti operativi almeno in alcune funzioni aziendali, anche se nella maggior parte dei casi la diffusione è limitata ad alcune aree. Il 62% delle piccole e medie…
Venerdì, 26 Novembre 2021 Giorgetti:”Il metodo Corneliani funziona. Soddisfatto quando un’ azienda trova una nuova possibilità di rilancio e un futuro per i suoi lavoratori
“< img src ="https://www.mise.gov.it/images/stories/immagini/sicamb-sito.jpg"alt="Foto sito Sicamb"/ > Il Ministero dello sviluppo economico sostiene il piano di rilancio di Sicamb, azienda storica di Latina, specializzata nella produzione di sedili eiettabili e componentistica per il settore aeronautico, attraverso il fondo di salvaguardia.
E’ stata formalizzata l’operazione d’investimento che ha portato ad un aumento di capitale di 9,4 milioni di euro dell’azienda, con il supporto del fondo gestito da Invitalia per conto del Mise, che ha partecipato con una quota di minoranza pari a 4,5 milioni di euro affiancando partner privati internazionali e il socio storico che avranno invece la maggioranza del capitale sociale.
“Ogni volta che un’azienda trova una nuova possibilità e dunque un futuro per i suoi lavoratori per me è un giorno di gioia“, dichiara il ministro Giancarlo Giorgetti, che aggiunge: “Constatare che quello che chiamo con orgoglio ‘metodo Corneliani’ funziona ci ripaga di tanti sforzi. Grazie al coraggio di investitori privati è possibile attivare il fondo di salvaguardia, quindi l’impegno concreto dello Stato, per aiutare a uscire dalle difficoltà momentanee quelle imprese che comunque sono in grado di camminare sulle loro gambe. Continueremo a sorvegliare con discrezione e attenzione anche questo percorso affinché il rilancio della Sicamb sia completo“.
I soci industriali internazionali garantiscono un importante sostegno di carattere finanziario, industriale e commerciale al rilancio dell’azienda, mentre il Ministero dello sviluppo economico si impegna ad avviare, sia attraverso il tavolo di confronto tra la parti sia attraverso Invitalia, un costante e attento monitoraggio sull’andamento del piano di ristrutturazione nell’ottica di salvaguardare la continuità produttiva e i lavoratori.
Con questa operazione d’investimento su Sicamb, che segue quella già avviata con la Canepa S.p.A. lo scorso 3 novembre, il fondo di salvaguardia si conferma un importante strumento a sostegno delle imprese che versano in una situazione di difficoltà economico-finanziaria.
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