Si è svolto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un tavolo di confronto sulla vertenza Cooper Standard, alla presenza dei vertici aziendali, dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali nazionali e di categoria e delle istituzioni locali.
L’azienda ha rappresentato lo stato di difficoltà in cui versa lo stabilimento campano, arrivando a prospettare la cessazione dell’attività produttiva. Una posizione, questa, fermamente stigmatizzata da tutte le parti al tavolo.
Il Mimit ha quindi bollato come irricevibile qualsiasi ipotesi di confronto finalizzato alla chiusura del sito, ritenendo inaccettabile avviare un percorso di dismissione senza adeguate valutazioni sulle alternative industriali e occupazionali.
Alla luce di ciò, d’accordo con le organizzazioni sindacali, il Ministero ha aggiornato il tavolo al prossimo 8 ottobre, invitando l’azienda a rivedere entro tale data la propria posizione.
Su invito del Mimit, inoltre, l’azienda ha comunicato la propria disponibilità ad aprire nel frattempo un confronto con le parti sindacali al fine di valutare eventuali forme di sostegno al reddito in favore dei lavoratori, ormai in sciopero da 20 giorni.
Urso: “Oggi si apre una nuova fase, siamo finalmente sulla strada giusta”
Accogliendo l’invito del ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, l’azienda Yoox ha annunciato la decisione di sospendere con effetto immediato la procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 211 lavoratori, al fine di individuare soluzioni condivise con le organizzazioni sindacali.
È quanto emerso dal tavolo sulla vertenza che si è tenuto a Palazzo Piacentini, alla presenza dei vertici aziendali, dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali.
“Accolgo con soddisfazione la decisione dell’azienda di recepire il nostro appello, avviando la vertenza su un percorso di confronto costruttivo. Siamo finalmente sulla strada giusta. Oggi si apre una nuova fase, che auspico possa condurre, in tempi congrui, a una soluzione condivisa e quindi accettabile da tutte le parti coinvolte”, ha dichiarato il ministro Urso. “Questo è il frutto – ha aggiunto – di un lavoro di squadra che dimostra come, quando istituzioni nazionali e locali, sindacati e azienda collaborano assieme, i risultati arrivano”.
Le parti hanno inoltre convenuto che, durante il periodo di sospensione della procedura di licenziamento collettivo, il confronto proseguirà in sede aziendale attraverso un serrato calendario di incontri già fissati per le seguenti date: 9, 16, 22, 30 ottobre e 5, 10 novembre 2025. Tali appuntamenti saranno destinati ad approfondire anche la situazione industriale dell’azienda.
Le parti torneranno a riunirsi al Mimit in data 18 novembre per riferire l’esito del ciclo di confronti
Urso: “Segnale positivo, che auspichiamo possa tradursi in rapida concretizzazione”
Nuovo incontro al Mimit sulla vertenza Liberty Magona, presieduto dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, che ha incontrato in videocollegamento i rappresentanti dell’azienda, delle organizzazioni sindacali e il Sindaco di Piombino, Francesco Ferrari.
Nel corso del confronto, il Ministro ha sollecitato l’azienda a procedere con urgenza al pagamento degli stipendi arretrati. La proprietà ha assicurato che la liquidazione avverrà entro domani.
La società ha inoltre comunicato che sono in corso contatti con potenziali acquirenti industriali per individuare una nuova proprietà in grado di garantire stabilità e continuità produttiva. A tal fine, l’attuale proprietà ha annunciato la propria disponibilità a valutare soluzioni contrattuali transitorie che consentano un avvicendamento anticipato rispetto al closing definitivo, favorendo così la transizione aziendale.
“Ritengo importanti le risposte che sono giunte formalmente al tavolo dall’azienda: da un lato la conferma del pagamento degli stipendi arretrati già nella giornata di domani, dall’altro l’impegno a individuare una soluzione strutturale e stabile. Un segnale positivo, che auspichiamo possa tradursi in una rapida concretizzazione”, ha dichiarato il Ministro Urso al termine dell’incontro.
Un nuovo tavolo di confronto sulla vertenza è stato convocato dal Mimit per il prossimo 8 ottobre.
Urso: “Perseverare nel rilancio produttivo e occupazionale. Territorio può svolgere ruolo strategico per materie prime critiche”
“Abbiamo esplorato ogni possibilità verificando l’interesse di alcuni primari operatori del settore a rilevare l’intero impianto. Purtroppo, la loro risposta, dopo una approfondita analisi, è stata negativa e hanno ritenuto di non dare seguito all’operazione. Ora occorre perseverare sulla strada del rilancio produttivo e occupazionale di coloro che oggi lavorano con Glencore nell’area in un quadro più ampio di politica industriale”.
Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, ha aperto i lavori del tavolo di aggiornamento sulla vertenza relativa alla Portovesme Srl, del gruppo svizzero Glencore, che si è tenuto oggi al Mimit, alla presenza del sottosegretario con delega alle crisi di impresa, Fausta Bergamotto, delle strutture del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dei rappresentanti dell’azienda, della Regione Sardegna, delle organizzazioni sindacali e datoriali e dalle istituzioni locali.
L’incontro si inserisce nel quadro più ampio dei tavoli crisi dell’area del Sulcis Iglesiente, una delle più grandi aree minerarie d’Italia. A riguardo il ministro ha ribadito che il territorio può svolgere un ruolo strategico per le materie prime critiche e che un tassello fondamentale in questa direzione è rappresentato dal progetto di riciclo del litio che Glencore sta portando avanti, uno dei quattro approvati dalla Commissione europea e il più significativo per l’Italia.
“Per realizzarlo – ha evidenziato Urso – è necessario che, di comune intesa con la Regione Sardegna, si arrivi rapidamente a un accordo interistituzionale che ne assicuri il pieno compimento, affrontando tutti gli aspetti connessi: dall’approvvigionamento energetico alle infrastrutture necessarie”.
Le strutture del Mimit hanno inoltre auspicato che ulteriori progetti possano essere presentati dall’azienda nel secondo bando europeo sulle materie prime critiche che si chiuderà il prossimo 15 gennaio. Il ministro ha quindi annunciato che con il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, “abbiamo concordato un’iniziativa al Mimit per informare le imprese italiane sulle opportunità dell’iniziativa e favorire nuovi progetti nella filiera del riciclo”.
Urso: “Luogo vicino a imprese e categorie per far sentire concretamente la presenza dello Stato”
“Questo presidio assisterà al meglio le piccole e medie imprese, artigiane e non solo, cuore pulsante di questo territorio, per vincere la sfida della competitività. Qui troveranno tutte le informazioni per crescere e utilizzare appieno gli strumenti che il Mimit mette a loro disposizione. La Casa del Made in Italy è il luogo più vicino alle imprese e alle categorie economiche per rendere tangibile la presenza dello Stato”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, inaugurando la Casa del Made in Italy di Padova, in via della Ricerca Scientifica 5.
La nuova sede, aperta oggi, ha l’obiettivo di valorizzare le eccellenze produttive del Veneto, offrire supporto alle PMI nei processi di innovazione e internazionalizzazione e avvicinare le nuove generazioni al mondo dell’impresa.
Padova si aggiunge così alle altre città già coinvolte nel progetto nazionale delle Case del Made in Italy, sportelli di informazione e orientamento sugli incentivi e le misure messe in campo dal Governo a sostegno delle imprese e delle categorie economiche del territorio, contribuendo a rendere sempre più capillare l’azione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha approvato, con Decreto Direttoriale prot. ACN 0320700, il Piano per l’industria cyber nazionale, previsto dalla Misura #51 del Piano di implementazione della Strategia Nazionale di Cybersicurezza 2022–2026.
Il Piano, frutto della collaborazione di ACN, MIMIT, MUR, MAECI e DTD, rappresenta un documento strategico per il rafforzamento dell’ecosistema industriale nazionale della cybersicurezza. Definisce azioni, strumenti e fonti di finanziamento per sostenere l’innovazione, la crescita delle imprese e lo sviluppo di competenze nel settore cyber.
Il documento sarà il riferimento operativo per la collaborazione tra gli attori responsabili della misura: ACN, MIMIT, MUR, MAECI e Dipartimento per la Trasformazione Digitale (DTD). Le amministrazioni coinvolte garantiranno l’attuazione degli interventi con un approccio sinergico e sistemico, in linea con i prerequisiti di sicurezza definiti dall’ACN.
Il Piano si articola in tre assi principali:
Innovazione e collaborazione tra ricerca e industria
Sviluppo di start-up e PMI, anche in ottica di internazionalizzazione
Sviluppo di nuove competenze professionali
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) è attore responsabile o erogatore per le seguenti azioni:
1.5 Trasferimento tecnologico
1.6 Brevetti e Proof of Concept
1.7 Accordi per l’innovazione
2.2 Fondo Nazionale Innovazione / Venture Capital
3.2 Formazione tramite centri di trasferimento tecnologico
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