Si è tenuta oggi a Palazzo Piacentini la presentazione della Giornata Nazionale del Made in Italy, istituita a fine dicembre dall’omonima legge quadro, che verrà celebrata il 15 aprile di ogni anno, nel giorno dell’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci. Alla conferenza stampa hanno partecipato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, la direttrice Generale di Altagamma, Stefania Lazzaroni, il segretario generale del Comitato Leonardo, Massimo Mamberti, il presidente della Commissione per le attività di formazione della Federazione Cavalieri del Lavoro, Luigi Abete, e il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini.
“Identità, innovazione, istruzione, internazionalizzazione. È l’Italia delle 4 I che sta dietro alla filosofia di questa Giornata Nazionale nata grazie alla legge quadro del Made in Italy. Il provvedimento è stato introdotto per valorizzare, promuovere e tutelare le produzioni delle filiere nazionali, riconoscendone l’impatto sociale. Oltre a favorire lo sviluppo economico e culturale del Paese, il Made in Italy ne rappresenta il patrimonio identitario perché non è soltanto un marchio, ma il nostro biglietto da visita nel mondo. La Giornata Nazionale, che verrà celebrata annualmente nel giorno della nascita di Leonardo Da Vinci, considerato il più grande genio della storia, è il frutto del Sistema Italia: la somma di tante realtà che compongono la nostra penisola. Saranno 300 le iniziative su tutto il territorio nazionale che mirano a ispirare e coinvolgere i nostri giovani, le imprese e i lavoratori ma soprattutto per accendere i fari su quello che è l’eccellenza italiana. Il Made in Italy non è un modello di produzione ma uno stile di vita”, ha dichiarato il Ministro Adolfo Urso.
Per simboleggiare questa giornata è stato scelto come logo l’uomo vitruviano di Leonardo Da Vinci. Il marchio è stato realizzato in collaborazione con i grafici dell’Agenzia Commercio Estero, con l’autorizzazione del ministero della Cultura, e accompagnerà tutte le iniziative dedicate alle celebrazioni.
All’iniziativa partecipano i massimi esponenti creativi italiani, che offriranno una vetrina ai settori dell’industria, della moda, dell’arredo, dell’alimentazione, della nautica, dell’accoglienza e di tutte le filiere simbolo del Made in Italy. Coinvolte anche tante imprese, associazioni di categoria, Camere di commercio, Unioncamere, CNA, Confcommercio, Confartigianato, ANCI, Comuni, Regioni, Fondazioni, musei, scuole, università, Fondazione Leonardo, Lega Calcio, Guardia di Finanza, Confindustria, Fondazione dei Cavalieri del Lavoro, Rcs Sport e numerosi privati. Il Ministero degli Affari esteri, insieme alla collaborazione dell’ICE, ha invece coordinato gli eventi all’estero che vede coinvolte oltre 50 sedi in tutto il mondo.
Il calendario delle iniziative che si distribuiranno nell’arco di settimane è stato messo a punto dagli uffici competenti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che hanno valutato le candidature pervenute fino al 20 marzo attraverso l’apposita sezione predisposta per l’occasione sul portale istituzionale. Duecento circa le proposte approvate, per un totale di 400 iniziative di rilievo culturale, sociale, scientifico, artistico, storico e sportivo. Il filo conduttore degli eventi e degli appuntamenti è quello di tramandare valori, abilità e capacità a quelli che saranno i futuri imprenditori del domani, sensibilizzando ancora una volta l’opinione pubblica sul valore delle opere dell’ingegno e dei prodotti italiani.
Imprenditori e maestri artigiani apriranno le porte delle aziende e dei laboratori ai cittadini, coinvolgendo in particolare gli studenti di ogni ordine e grado, allo scopo di stimolare il loro interesse per lo studio e le future opportunità professionali legate al Made in Italy, rappresentato dal settore alimentare, della moda, del tessile, del legno, del design, dell’arredo, dell’alta gioielleria, della nautica, termale, del turismo, automotive, industriale e tecnologico.
Gli eventi, che coinvolgeranno anche musei, fondazioni e nei luoghi di produzione saranno in presenza, anche con attività pratiche, e on line, con una comunicazione indirizzata al racconto di come le filiere italiane siano un veicolo fondamentale e imprescindibile per proteggere e sostenere il Made in Italy nel mondo.
Palazzo Piacentini dal 15 al 28 aprile ospiterà la mostra realizzata da Fondazione Altagamma “Lo Specchio dell’Eccellenza Italiana-Viaggio nella manifattura di Altagamma”, che sarà accessibile al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20 e il sabato e domenica dalle 10 alle 20.
La lega di Serie A, invece, dedicherà la 32° Giornata della Serie A Tim alla promozione del brand.
Urso: Melfi strategica, il Gruppo conferma la volontà di produrvi cinque modelli full electric
Si è tenuto questa mattina a Palazzo Piacentini, sede del Mimit, il primo incontro per l’analisi degli stabilimenti produttivi di Stellantis in Italia, focalizzato sull’impianto di Melfi (Basilicata).
Il tavolo, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha visto la partecipazione del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, dei rappresentanti dell’azienda, dell’Anfia (Associazione Nazionale Filiera Italiana Automotive) e delle organizzazioni sindacali.
Gli incontri fanno seguito alla prima fase del Tavolo Stellantis che si è focalizzata sulle attività di cinque gruppi di lavoro (Volumi produttivi e mercato; Competitività ed efficientamento plants; Ricerca, sviluppo e innovazione; Supply chain; Occupazione e formazione). Ora si apre una seconda fase riguardante l’analisi stabilimento per stabilimento.
“Era importante partire dal sito di Melfi per via della sua strategicità produttiva, con una significativa filiera strettamente legato all’impianto lucano”, ha sottolineato Urso, che ha poi evidenziato che “il Gruppo ha confermato al tavolo odierno la sua intenzione di realizzare cinque modelli full electric nel sito, impegno che lo stesso Tavares prese proprio al Mimit. Ora attendiamo che questo impegno si tramuti in progetti concreti”.
Gli incontri proseguiranno domani, mercoledì 3 aprile alle ore 10.00, con il focus sul sito di Mirafiori. Seguirà, il 4 aprile alle ore 13.30, l’analisi dello stabilimento di Atessa.
Urso: a Torino, dove è nata l’industria italiana dell’auto, serve un nuovo modello in linea con il mercato italiano
Si è tenuto questa mattina a Palazzo Piacentini, sede del Mimit, il secondo incontro per l’analisi degli stabilimenti produttivi di Stellantis in Italia, incentrato sull’impianto di Mirafiori di Torino.
Il tavolo, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha visto la partecipazione del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, dei rappresentanti dell’azienda, dell’Anfia (Associazione Nazionale Filiera Italiana Automotive) e delle organizzazioni sindacali.
“Dall’incontro di oggi è emersa una posizione condivisa del sistema Piemonte e del sistema Italia sulla necessità di rilanciare lo stabilimento di Mirafiori per arrivare a produrre almeno 200 mila vetture“, ha sottolineato Urso, che ha poi evidenziato che “in questo modo si renderebbe realistico l’obiettivo, più volte confermato dall’azienda, di un milione di veicoli realizzati da Stellantis sul territorio nazionale“. Il ministro ha chiesto poi chiarezza su “come e in quanto tempo l’azienda pensi di raggiungere questo intento e soprattutto che impatto avrà sull’indotto e sull’occupazione“.
Urso ha infine spiegato che “con le altre istituzioni ha condiviso la richiesta che venga prodotto nel sito di Mirafiori almeno un altro modello che risponda alle esigenze del mercato italiano“, sottolineando come “al momento a Torino si producano modelli come la 500 elettrica o a marchio Maserati, che sono rivolti per la gran parte all’estero“.
Gli incontri proseguiranno domani, giovedì 4 aprile alle ore 13.30, con focus sul sito di Atessa.
Come fare in modo che i prodotti (e servizi) immessi sul mercato tengano realmente conto delle esigenze dei consumatori? che il mercato favorisca la concorrenza? che aumentino al contempo qualità, sicurezza, sostenibilità e quindi il value for money per i consumatori?
Il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti CNCU (organo istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e l’Ente Italiano di Normazione UNI hanno deciso di coordinare i propri sforzi per garantire il raggiungimento di tali obiettivi, siglando nei giorni scorsi un protocollo d’intesa triennale.
Poiché gli standard concorrono a determinare le regole di funzionamento di tutti i mercati, indirizzandole verso nuovi e migliori prodotti, con maggiore usabilità e senza aumenti di costo, UNI si è impegnato ad assicurare la piena partecipazione del CNCU con propri esperti alle attività di normazione volontaria nelle commissioni tecniche e gruppi di lavoro nazionali UNI, europei CEN e internazionali ISO.
Le 3 macroaree di collaborazione prioritaria (con particolare attenzione agli SDG dell’Agenda ONU 2030) riguardano la:
qualificazione dei servizi al cittadino (ad esempio: call center, vendite da remoto, educazione e consulenza finanziaria, utenze energia e acqua, trasporto pubblico, raccolta rifiuti, telecomunicazioni)
qualificazione delle professioni (in particolare le prestazioni nell’ambito del benessere della persona)
qualità dei prodotti al consumo (ad esempio: sicurezza alimentare, abbigliamento e calzature, ambienti domestici, tempo libero, contraffazione).
UNI inoltre assicura la rappresentanza del CNCU in seno al proprio Comitato di Indirizzo Strategico, alla Commissione Centrale Tecnica, alla Cabina di Regia sulla Transizione Ecologica nonché all’ISO Committee on Consumer Policy COPOLCO, e si impegna anche a:
promuovere un percorso di approfondimento sulla funzione, le procedure e le attività di normazione volontaria, attraverso webinar e corsi e-learning
individuare e attivare flussi di informazione che consentano al CNCU di conoscere i progetti di standard e di prassi di riferimento allo studio nelle aree prioritarie.
Poiché la normazione tecnica volontaria deve tenere conto della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, CNCU rappresenterà gli interessi anche di tale segmento della società, la cui partecipazione alle attività di normazione sarà facilitata da UNI con ogni mezzo disponibile.
Infine, UNI e CNCU – per massimizzare il coordinamento in tutti i campi delle rispettive attività – programmeranno dei momenti di coordinamento ed esame di proposte e si danno reciproca disponibilità a invitare/partecipare alle proprie riunioni ed eventi di particolare rilievo per la tutela dei consumatori.
“UNI e le norme tecniche consensuali nella loro storia più che centenaria hanno sempre avuto come scopo finale la realizzazione di “un mondo fatto bene” e quindi come principali destinatarie le persone che lo vivono – afferma Giuseppe Rossi, Presidente UNI. La collaborazione con il CNCU ci permetterà di focalizzare l’attività in quei settori con più diretto impatto sulle persone e sulla loro vita quotidiana, con il supporto di specifiche competenze che aumenteranno il ruolo sociale delle norme UNI”.
“Con questo Protocollo di intesa – ha dichiarato il Presidente del CNCU, Massimo Bitonci, Sottosegretario del Ministero delle Imprese e del Made in Italy – , la ultradecennale collaborazione del CNCU con UNI non solo vede rafforzato il ruolo del CNCU nelle attività di normazione tecnica volontaria, ma si mette anche al passo con le nuove esigenze che emergono da parte di consumatori e utenti. Il lavoro sinergico del CNCU e di UNI nell’ambito della qualificazione dei servizi e delle prestazioni e della sicurezza dei prodotti al consumo è un tassello fondamentale per uno sviluppo concreto ed efficace degli strumenti di tutela del consumatore”.
Tra bandi e avvisi superati i 56 miliardi di euro di agevolazioni
A quattro mesi dal restyling grafico del portale incentivi.gov.it – il motore di ricerca che ha l’obiettivo di far conoscere bandi, avvisi e altri strumenti di agevolazione a imprese e cittadini – sono oltre 1.000 gli incentivi online e 374 le Pubbliche Amministrazioni che hanno pubblicato almeno un bando sulla piattaforma gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, interoperabile con il Registro Nazionale Aiuti (RNA).
Particolare attenzione e partecipazione proviene dagli enti territoriali e locali, nello specifico, il 32% dei bandi caricati sulla piattaforma sono promossi da Regioni e Province, il 31% da Comuni e il 17% da Camere di Commercio.
Il valore delle iniziative supera i 56 miliardi di euro, di cui 19 miliardi per bandi, avvisi e agevolazioni del MIMIT e circa 37 miliardi riferiti a iniziative di altre amministrazioni, centrali e locali, mentre lo stanziamento complessivo dei bandi attivi o in arrivo ammonta a 13 miliardi di euro.
Gli obiettivi e le finalità degli incentivi riguardano prevalentemente il sostegno agli investimenti, a seguire il sostegno alla liquidità, innovazione e ricerca, internazionalizzazione e startup, sviluppo di impresa, digitalizzazione, transizione ecologica.
Tra le tipologie di soggetti beneficiari rientrano imprese, cooperative e associazioni non profit, consorzi, reti di impresa, PMI innovative, Università ed Enti di ricerca, mentre tra le forme di agevolazione, la tipologia prevalente è costituita dal contributo a fondo perduto.
Tra le funzionalità di incentivi.gov.it dedicate agli utenti si segnalano:
il Calendario Incentivi, che permette di visualizzare in un’agenda le date di apertura e chiusura degli incentivi;
la chatBot, l’assistente digitale che utilizza l’intelligenza artificiale per guidare l’utente nell’identificazione degli incentivi di interesse;
la dashboard personalizzata, mediante accesso all’area riservata, che consente di inserire le agevolazioni di proprio interesse nella categoria “preferiti”, visualizzarle in agenda, confrontarle e ricevere dei suggerimenti sulla base delle ricerche effettuate;
l’area riservata alle pubbliche amministrazioni, con una sezione per la produzione di report, funzionale al monitoraggio degli incentivi e delle agevolazioni gestite dall’ente erogatore, anche per la programmazione di interventi futuri;
la sezione Opendata, per l’acquisizione dettagliata dei dati sugli incentivi.
Urso: bene lo sviluppo dei veicoli commerciali ma salvaguardare l’indotto, eccellenza del Made in Italy
Si è tenuto questo pomeriggio a Palazzo Piacentini, sede del MIMIT, il terzo incontro per l’analisi degli stabilimenti produttivi di Stellantis in Italia, con focus sul sito di Atessa, impianto abruzzese dove si fabbricano i veicoli commerciali del Gruppo. Il tavolo, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha visto la partecipazione del sottosegretario Fausta Bergamotto, del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dei rappresentanti dell’azienda, dell’Anfia (Associazione Nazionale Filiera Italiana Automotive) e delle organizzazioni sindacali.
Il Ministro ha sottolineato come “Atessa è un sito d’eccellenza per la manifattura italiana, ad alta vocazione all’export. Un modello di successo anche per l’alto valore della rete di imprese dell’indotto che va salvaguardato”.
Urso al tempo stesso ha evidenziato come “Stellantis debba ribadire la leadership dello stabilimento anche a livello europeo e salvaguardare al meglio le aziende della componentistica soprattutto nella fase di transizione verso l’elettrico”, aggiungendo che “un significativo stimolo alla produzione potrebbe arrivare proprio dal nuovo piano Ecobonus 2024 che prevede incentivi per i veicoli commerciali ad alimentazione elettrica”.
Dopo gli incontri su Melfi, Mirafiori e Atessa, verranno calendarizzate, nei prossimi giorni, anche le riunioni sugli impianti di Cassino, Pomigliano d’Arco, Modena e Termoli.
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