È uno degli eventi astronomici più attesi dell’anno: il “bacio” tra Giove e Venere che, tra ieri sera e questa mattina, si sono trovati alla distanza minima nel cielo.
Le immagini vengono da Vigo in Spagna, quando i pianeti apparivano separati di circa mezzo grado nel cielo notturno, dal Kent e dal Texas.
Sarà possibile ammirare questa “congiunzione” anche la sera del 2 marzo quando i Venere e Giove si troveranno a una distanza ancora ravvicinata: 45 arcominuti (ogni grado è diviso in 60 arcominuti).
La navetta Crew Dragon della SpaceX ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale e i quattro astronauti della missione Crew-6 hanno oltrepassato il portello di ingresso accolti dai sette della Expedition 68 già a bordo: il comandante Prokopyev, i russi Petelin e Kikina, il giapponese Wakata e gli americani Rubio, Mann e Cassada.
Con gli americani Stephen Bowen e Warren Hoburg, l’astronauta degli Emirati Arabi Uniti Sultan Al Neyadi e il russo Andrey Fedyaev sale così a 11 il numero degli abitanti della Stazione Spaziale, una circostanza rara che però non comporterà difficoltà, poiché i sistemi per il supporto vitale sono abbastanza robusti per permettere di ospitare anche equipaggi numerosi.
A fine marzo Mann, Cassada, Wakata e Kikina faranno ritorno sulla Terra con la navetta Dragon del lancio Crew-5 con cui sono arrivati lo scorso ottobre. Gli altri tre, Prokopyev, Petelin e Rubio partiranno a settembre, a bordo della Soyuz MS-23 arrivata senza equipaggio a fine febbraio in sostituzione della MS-22 danneggiata da un micrometeorite.
Il lancio del razzo giapponese di nuova generazione H3 è fallito 5 minuti e 27 secondi dopo il decollo, a causa della mancata accensione del motore del secondo stadio dopo la separazione. Realizzato che la missione non avrebbe potuto proseguire, l’agenzia spaziale nipponica Jaxa ha inviato da Terra il comando di autodistruzione.
Il lancio di oggi, avvenuto dal Tanegashima Space Center quando in Italia erano le 2:37, era molto atteso dopo che il mese scorso, al suo primo tentativo, il razzo non era riuscito a decollare per problemi tecnici.
L’H3 è un vettore di nuova generazione che punta ad abbattere del 50% i costi di un singolo lancio rispetto al predecessore, l’H2A, con l’obiettivo di scendere sotto i 50 milioni di dollari a lancio.
Il razzo andato distrutto oggi aveva a bordo il satellite Advanced Land Observing Satellite-3 (ALOS-3), noto anche come DAICHI-3, diretto verso un’orbita eliosincrona a 416 miglia (669 km) di distanza dalla Terra. È stato progettato per fornire immagini ad alta risoluzione del Giappone e di altre aree in strisce larghe 43 miglia (70 chilometri) con una risoluzione nitida fino a 2,6 piedi (0,8 metri).
L’ultima luna piena dell’inverno brilla nel cielo di Roma. È la Luna del Verme, nome che arriva dalla tradizione dei nativi americani che scandivano lo scorrere del tempo, dei mesi e delle stagioni, basandosi sul ciclo delle fasi lunari: è un omaggio agli insetti che si preparano alla primavera. È chiamata anche Luna del Lombrico, Luna dell’Aquila, Luna di Zucchero, Luna del Ritorno del Corvo.
L’equinozio di primavera cade il 20 marzo mentre tra il 25 e il 26 marzo tornerà l’ora legale, con il tramonto spostato di un’ora in avanti.
La prossima Luna piena, nota anche come Luna Rosa, si verificherà il 6 aprile 2023.
L’intervista di Roberta Mocco alla ricercatrice italiana di Cagliari, che ha ottenuto un ingente finanziamento europeo per una ricerca innovativa, che ha come oggetto i meccanismi neurobiologici che portano a depressione, sindrome bipolare, autismo, schizofrenia nei preadolescenti: il progetto di ricerca di eccellenza dell’Università di Cagliari, in Sardegna, premiato dall’Europa con un prestigioso riconoscimento e 2 milioni di euro.
L’European Research Council, ha assegnato alla neuroscienziata e farmacologa cagliaritana Miriam Melis (dipartimento di Scienze biomediche di UniCa), un “Consolidator Grant” per l’esattezza di 1.999.138 euro, per “proseguire con indipendenza scientifica nei suoi studi”.
L’obiettivo del suo studio, la cui ricerca ora riceverà un ingente finanziamento, è di capire con precisione i meccanismi neurali e molecolari che regolano l’integrazione sensoriale, cioè “identificare cosa distingue gli individui sani, maschi e femmine, da quelli ipersensibili per capitalizzare sui meccanismi di resilienza e proteggere in futuro le persone a rischio per consentire loro un normale sviluppo”.
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