Futuro24: una nuova generazione di lanciatori europei
Futuro24: una nuova generazione di lanciatori europei
Futuro24: una nuova generazione di lanciatori europei
Si chiama Cebra il nuovo algoritmo che apre la strada a futuristiche interfacce cervello-macchina capaci di ricostruire dettagliatamente ciò che una persona sta guardando semplicemente sulla base dei segnali elettrici rilevati nel suo cervello. I primi esperimenti, condotti al Politecnico di Losanna, hanno permesso di ricostruire quali sequenze di un film in bianco e nero stesse guardando un topo, riproducendole in maniera quasi del tutto simile all’originale. I risultati sono pubblicati sulla rivista Nature.
Utilizzando i segnali prodotti dalla corteccia visiva dei topi, l’algoritmo Cebra ha permesso di addestrare un modello di apprendimento profondo (deep learning) che decodifica ciò che l’animale sta guardando. Se dieci anni fa era possibile decodificare forme molto semplici, ora diventa possibile decodificare intere sequenze di film partendo dai segnali sparati dai neuroni in risposta a specifiche proprietà del video (come gli oggetti rappresentati, i colori e perfino le emozioni che suscita). Lo studio dimostra inoltre che Cebra può essere usato per prevedere i movimenti di un arto nei primati e per ricostruire la posizione di un ratto che si muove liberamente in una piccola arena.
“L’obiettivo di Cebra è scoprire la struttura nei sistemi complessi e, dato che il cervello è la struttura più compless adel nostro universo, è lo spazio di prova migliore”, afferma la neuroscienziata Mackenzie Mathis che ha coordinato lo studio.
“Può anche darci un’idea di come il cervello elabora le informazioni e potrebbe diventare una piattaforma per scoprire nuovi principi nelle neuroscienze combinando dati tra diversi animali e persino specie. Questo algoritmo non è limitato alla ricerca neuroscientifica, in quanto può essere applicato a molti set di dati che coinvolgono informazioni temporali o combinate, inclusi dati sul comportamento animale e sull’espressione genica. Pertanto, le potenziali applicazioni cliniche sono entusiasmanti”.
Al termine della terza passeggiata spaziale dell’Expedition 69, dedicata allo spostamento dell’experiment airlock dal modulo Rassvet al modulo laboratorio multiuso Nauka della Stazione Spaziale Internazionale, i cosmonauti russi Prokopyev e Petelin hanno rilasciato un sacchetto contenente oggetti e strumenti non più necessari, insieme ad alcuni altri elementi scartati dalle precedenti spacewalk. Il sacco, dal peso di circa 5 chilogrammi, fluttuerà dietro la stazione orbitante per qualche tempo prima di disintegrarsi senza conseguenze al rientro in atmosfera.
Grazie ai dati forniti dal telescopio Gemini South, gli astronomi hanno individuato i segni di quello che sembra essere un gigante gassoso delle dimensioni di Giove o più grande mentre viene inghiottito dalla sua stella.
Simile al Sole ma vicina alla fine della sua evoluzione, la stella si è gonfiata fino a diventare così grande da inglobare il pianeta.
Secondo gli scienziati si tratta di un’anteprima di ciò che accadrà alla Terra quando il Sole si trasformerà in una gigante rossa.
La buona notizia è che non accadrà prima di 5 miliardi di anni.
Grazie alla potenza del Gemini South Adaptive Optics Imager (GSAOI) installato su Gemini South, uno dei due telescopi dell’osservatorio Internazionale gestito dal NOIRLab della National Science Foundation statunitense (NSF), gli astronomi hanno potuto osservare la prima prova diretta di una stella morente che si espande fino a inghiottire uno dei suoi pianeti.
La prova di questo evento è stata rilevata in un’esplosione “lunga e a bassa energia” proveniente da una stella della Via Lattea a circa 13.000 anni luce dalla Terra.
Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Nature, mentre in passato si sono registrati i segnali delle conseguenze di fenomeni simili, gli astronomi non avevano mai colto in flagrante una stella nell’atto di divorare un pianeta.
Questo “pasto” galattico è avvenuto tra 10.000 e 15.000 anni fa vicino alla costellazione dell’Aquila, e in quel “momento” la stella aveva circa 10 miliardi di anni.
Alla fine, quando il gigante gassoso si è inabissato nella stella, c’è stata una fiammata, una repentina esplosione di luce calda, seguita da un flusso di polvere che ha brillato a lungo nell’infrarosso, hanno spiegato i ricercatori.
Per gli scienziati è un’inquietante ma plausibile anteprima di ciò che accadrà alla Terra quando il Sole si trasformerà in una gigante rossa e inghiottirà il nostro pianeta insieme agli altri con orbita più interna: “Se può essere di consolazione, questo accadrà tra circa 5 miliardi di anni”, ha detto uno degli autori dello studio, Morgan MacLeod dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics.
Futuro24 – Scienziati: terremoti e prevenzione dei danni
Un sistema nuvoloso che copre gran parte dell’Europa settentrionale e occidentale e uno squarcio di sereno che mostra nitidamente lo stivale e parte dei Balcani. Ecco come appare l’Europa nella prima, straordinaria, immagine della Terra scattata da MTG-I1, il nuovo satellite di Esa e d Eumetsat.
MTG-I1 è il primo di una nuova generazione di satelliti che promette di rivoluzionare le previsioni aiutando nel monitoraggio degli eventi meteorologici estremi, sempre più diffusi anche nell’area del Mediterraneo.
Lanciato alla fine del 2022, MTG-I1 si trova in orbita geostazionaria a circa 36.000 km sopra l’equatore e deve ancora completare la fase di messa in servizio ma ha già inviato le prime immagini della Terra. E sono un saggio delle sue incredibili potenzialità.
La prima foto è stata scattata il 18 marzo 2023 in alta definizione nel visibile e infrarosso grazie al Flexible Combined Imager (FCI), uno strumento di imaging di nuova generazione che ha suscitato l’entusiasmo dei responsabili del progetto, un programma congiunto Eumetsat, l’organizzazione Europea dei Satelliti Meteorologici, ed Esa, l’Agenzia Spaziale Europea per garantire la continuità del monitoraggio meteorologico ad alta risoluzione oltre il 2040.
Questo strumento fornisce una foto completa della Terra in soli 10 minuti, rispetto ai 15 minuti della generazione precedente, e include anche una modalità veloce che consente di scattare foto dell’Europa ogni 2,5 minuti. Offre una risoluzione spaziale che va da 500 metri a 1 chilometro. Una definizione che promette di migliorare l’accuratezza delle previsioni meteorologiche su tempi che vanno da pochi minuti a qualche ora.
“Questa immagine eccezionale ci rende molto fiduciosi del fatto che la terza generazione, MTG (Meteosat Third Generation, ndr), inaugurerà una nuova era nella previsione di fenomeni meteorologici estremi” ha dichiarato Phil Evans, direttore generale di Eumetsat.
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MTG-I1 è il primo satellite della famiglia MTG e sarà affiancato da altri tre satelliti di imaging (MTG-I) e da due satelliti per lo studio dell’atmosfera (MTG-S), che saranno lanciati tra il 2024 e il 2033.
I modelli di imaging sono dotati di un innovativo ‘cacciatore di fulmini’ detto ‘lightning imager’, mentre i ‘sounder’ saranno in grado di fornire mappe 3D dell’atmosfera. Una volta che tutti i satelliti saranno in orbita, Eumetsat offrirà servizi di previsione meteorologica tra i più sofisticati al mondo realizzando un significativo progresso nel monitoraggio degli eventi meteorologici estremi.
“Il livello di dettaglio che emerge dall’immagine del satellite MTG-I1, finora impossibile da ottenere sull’Europa e sull’Africa da un’orbita geostazionaria, ci permetterà di comprendere meglio il nostro pianeta e i sistemi meteorologici che lo caratterizzano”, ha commentato Simonetta Cheli, direttrice dei programmi di osservazione della terra dell’Esa.
“La possibilità di poter individuare in modo più dettagliato l’estensione e la direzione in cui si muovono i corpi nuvolosi, anche di dimensioni ridotte, unita all’elevata frequenza di aggiornamento”, ha detto ad Ansa Silvia Puca della Protezione civile, “permetterà alle sale operative meteorologiche nazionali di monitorare l’evoluzione di quei sistemi precipitativi intensi a rapida evoluzione che sempre più spesso affliggono l’area del Mediterraneo”.
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