La minaccia delle specie aliene: oltre 3300 solo in Italia
La minaccia delle specie aliene: oltre 3300 solo in Italia
La minaccia delle specie aliene: oltre 3300 solo in Italia
La Marina Militare nell’Oceano Artico per mappare fondali inesplorati
High North 24
28/07/2024
Andrea Bettini
Gli algoritmi del potere, il libro che Davide Casaleggio ha presentato al Passaggi Festival di Fano, indaga come l’Intelligenza Artificiale stà riscrivendo le regole della società, trasformando radicalmente il nostro modo di essere cittadini e condizionando le strutture di potere. Esperto di tecnologia digitale e architetto del Movimento 5 Stelle, ha discusso questi temi in occasione di importanti eventi internazionali, tra cui una presentazione all’ONU. Lo ha intervistato a Fano per Rainews.it Giorgio Santelli
Che siamo diventati tutti stupidi non oseremo dirlo. Sarebbe il colmo del politicamente scorretto. Diremo allora che, negli ultimi decenni, il principale vettore dell’intelligenza – un pensiero critico basato su un sapere solido, aperto e antidogmatico – è diventato merce sempre più rara tra i cittadini delle nostre società industrializzate, persino tra coloro che hanno conseguito una laurea.
Il filosofo ed epistemologo italiano Armando Massarenti a Fano ha approfondito il tema, partendo dal suo ultimo libro “Come siamo diventati stupidi. Una immodesta proposta per tornare intelligenti”. E se fosse proprio il “politicamente corretto”, con i suoi annessi e connessi, ad aver contribuito a offuscare la nostra intelligenza? Insieme a Internet è tra i principali sospettati. Dal 2004 si è verificata un’inversione di tendenza, dopo un secolo di ascesa, del celebre «effetto Flynn» che misura l’intelligenza. Che cosa è successo? Mentre in rete si accentuano polarizzazione, tribalismo e esibizionismo morale, nelle università americane, con riverberi su quelle nostrane, censori di destra e di sinistra si contendono il terreno. A farne le spese è ciò che di più prezioso ci ha regalato la civiltà: il liberalismo politico e la capacità di elaborare un pensiero autonomo. Lo ha intervistato Giorgio Santelli
Scienziati russi hanno registrato un forte disturbo nel campo magnetico terrestre.
Secondo quanto riferito dall’agenzia Tass, il centro di monitoraggio della meteorologia spaziale dell’Istituto di geofisica applicata ha rilevato un grado di disturbo di livello G4, pari a “molto forte” sulla scala di monitoraggio a cinque indicatori, dove G5 è “estremamente forte” e G1 è “debole”.
In precedenza, il centro aveva riferito che il livello di potenza della tempesta magnetica era “forte”.
Agli inizi di maggio è stata osservata la tempesta magnetica più lunga e più forte sulla Terra dal 2003, che nella notte dell’11 maggio ha raggiunto un livello di potenza estremo di G5. Nell’ottobre 2003 quelle che furono chiamate “le tempeste di Halloween” causarono interruzioni di corrente in Svezia e danni ai trasformatori in Sud Africa.
Si intensifica ulteriormente l’attività eruttiva al cratere centrale dell’Etna, detto anche Voragine. Da qui fuoriesce una colata lavica che si versa “a cascata” dentro l’altro cratere sommitale Bocca Nuova. L’attività stromboliana da due bocche sul nuovo cono si è progressivamente intensificata, permettendo al cono di crescere molto rapidamente.
I vulcani Stromboli ed Etna possono eruttare in modo più esplosivo a causa di minime variazioni nella composizione chimica del loro magma. Lo rivela lo studio “Magma titanium and iron contents dictate crystallization time scales and rheological behaviour in basaltic volcanic systems” pubblicato sulla rivista Nature communications earth & environment e condotto da un team multidisciplinare di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), dell’università Roma Tre e del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).
“Le concentrazioni di elementi chimici come titanio e ferro influenzano il comportamento del vulcano”, spiega Fabrizio Di Fiore, ricercatore Ingv e primo autore dello studio. “Queste variazioni chimiche – aggiunge – determinano la formazione di cristalli nel magma che ne aumentano la viscosità e la capacità di intrappolare le bolle di gas. Se le bolle non riescono a sfuggire, si accumulano nel vulcano aumentando la pressione e favorendo eruzioni esplosive”.
“Il nostro studio rappresenta un passo avanti nella comprensione del trasporto del magma, che determina lo stile eruttivo – spiega Alessandro Vona, vulcanologo dell’università Roma Tre – i magmi basaltici, come quelli di Etna e Stromboli, tendono a produrre eruzioni effusive, ma la nostra ricerca spiega perché si verificano eventi esplosivi”.
“L’interazione tra vulcanologia e scienza dei materiali -sottolinea Danilo Di Genova, ricercatore dell’Istituto di scienza, tecnologia e sostenibilità per lo sviluppo dei materiali ceramici del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Issmc) – ha permesso di evidenziare che anche piccole variazioni nella concentrazione di ferro e titanio del magma possono influenzare il comportamento dei vulcani. Questo perché alcuni magmi riescono a solubilizzare con grande efficacia questi due elementi, mentre altri magmi tendono a espellerli rapidamente sotto forma di cristalli”.
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