Futuro24: nuovi progetti ai Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN
Futuro24: nuovi progetti ai Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN
Futuro24: nuovi progetti ai Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN
Più di 75 premi Nobel firmano un appello ai senatori USA: “Per il bene degli americani, non ratificate la nomina di Robert Kennedy Jr come segretario alla Sanità”.
Lo rivela il New York Times che sostiene di aver letto l’appello.
Tra gli autori dell’iniziativa figura Richard Roberts, Nobel per la Medicina nel ’93: “Affidare a Kennedy la guida della Sanità – scrivono – metterebbe a rischio la salute del popolo americano e la leadership americana nella scienza della salute”. Un altro dei firmatari è Drew Weissman, Nobel per la Medicina nel 2023 per il suo lavoro sullo sviluppo di vaccini a Rna messaggero, decisivi nella lotta al Covid-19.
Kennedy Jr è considerato un convinto novax e cospirazionista. Ha più volte diffuso gravi bufale antiscientifiche, come quella che collega i vaccini all’autismo o quella che mette in dubbio il rapporto causale fra virus HIV e Aids. In un’altra occasione ha detto che il coronavirus colpisce certi gruppi etnici e non altri.
“Considerando il suo passato, affidare a Kennedy la responsabilità del ministero della Salute rappresenterebbe un rischio per la salute pubblica”, scrivono i 77 premi Nobel per la medicina, la fisica, la chimica o l’economia in questa lettera indirizzata ai senatori. Fanno anche notare che Kennedy è stato un feroce critico delle stesse agenzie federali che come ministro dovrebbe controllare.
“Oltre alla sua mancanza di qualifiche o di esperienza rilevante in medicina, scienza, sanità pubblica o governo, il signor Kennedy è stato un oppositore di molti vaccini che hanno contribuito a proteggere la salute e salvare vite umane, come quelli contro il morbillo e la poliomielite”, scrivono i firmatari della lettera aperta. ”Vi incoraggiamo fortemente a votare contro la conferma della sua nomina a ministro della Salute”.
Robert F. Kennedy e Donald Trump (@web)
Robert Kennedy Jr, nipote del presidente Usa assassinato (“JFK), ha condotto per un certo periodo una campagna come candidato presidenziale contro Trump, prima di schierarsi al suo fianco.
Il tycoon repubblicano lo ha premiato per il suo sostegno assegnandogli un portafoglio ministeriale, ma questa nomina deve essere soggetta al voto di conferma del Senato, come prevede la Costituzione.
Le azioni di Nvidia sono crollate ieri, lunedì, dopo che la Cina ha dichiarato di aver avviato un’indagine sulla società statunitense di microchip di alto livello per presunte violazioni delle leggi anti-monopolio cinesi. In un breve comunicato stampa con pochi dettagli, i regolatori cinesi sembrano concentrarsi sull’acquisizione da parte di Nvidia di Mellanox, una società di trasmissione dati e reti, per 6,9 miliardi di dollari nel 2019.
Microchip (Gettyimages)
Un microchip sottopelle (VIKEN KANTARCI/AFP via Getty Images)
Fabbrica semiconduttori (Intel.com)
Le azioni di Nvidia sono crollate del 2,6% lunedì. Sono ancora in rialzo del 180% finora quest’anno. Considerata un indicatore della domanda di intelligenza artificiale, Nvidia ha portato il settore AI a diventare una delle più grandi aziende del mercato azionario, poiché i giganti della tecnologia spendono molto per i chip e i data center aziendali necessari per addestrare e gestire i loro sistemi AI.
Una schermata mostra le informazioni sulla banca Credit Suisse sul pavimento della Borsa di New York a New York, New York, USA (ansa)
operatori della Borsa di New York, Wall Street ((ApPhoto))
Nvidia nel mirino di Pechino, al via indagine antitrust
La Cina ha avviato un’indagine antitrust sul colosso americano dei microchip nel mezzo l’aspra competizione con gli Stati Uniti sullo sviluppo delle tecnologie all’avanguardia, a partire dall’intelligenza artificiale. I media statali di Pechino hanno riferito che la State Administration of Market Regulation, l’Autorità antitrust del Dragone, ha avviato nei giorni scorsi un’indagine su Nvidia per presunte violazioni delle regole della concorrenza, precisando che nel mirino erano finiti gli impegni presi dal gruppo californiano durante la sua acquisizione da 6,9 miliardi di dollari di Mellanox Technologies, fornitore israeliano-americano di prodotti di rete.
intelligenza artificiale (pixabay)
L’autorità di regolamentazione aveva approvato l’accordo ma sotto condizioni nel 2020, in merito alla più grande operazione mai effettuata dalla società guidata da Jensen Huang. Operazione utile ad allungare la presa nei mercati dei data center e dell’elaborazione ad alte prestazioni. Nvidia è diventata negli ultimi anni il leader di mercato globale nei chip IA, con le sue unità di elaborazione grafica diventate cruciali nello sviluppo di modelli dedicati all’intelligenza artificiale.
I controlli più severi USA sulle esportazioni della Cina
L’indagine antitrust cinese è arrivata una settimana dopo che Washington ha annunciato controlli più severi sulle esportazioni in Cina di chip avanzati e di attrezzature per la loro produzione, portando Pechino a un’immediata risposta: un embargo sui materiali critici verso gli Stati Uniti alla base delle produzione di chip e di applicazioni militari, quindi segnati dal ‘dual use’ civile e militare.
I titoli del gruppo californiano sono arrivati a perdere oltre il 3% a Wall Street. E la ragione è presto spiegata: la Cina ha contribuito al 15% delle vendite di Nvidia nell’ultimo trimestre, in scia alla domanda dei colossi tecnologici cinesi come ByteDance, Alibaba e Tencent, impegnati a spendere miliardi di dollari per costruire e sviluppare le proprie infrstrutture di intelligenza artificiale.
Tra le parole più cercate in Italia, su Google, nel 2024, spiccano i nomi di Sandra Milo, Totò Schillaci e Alain Delon. Ed ancora la ginnastica artistica, i giochi paralimpici e il significato delle parole dissing, intersessuale e stop al genocidio. Tra i personaggi legati al mondo dello spettacolo, al primo posto c’è Angelina Mango, vincitrice dell’ultimo Festival di Sanremo 2024.
La strada che porta alla rampa di lancio attraversa per molti chilometri l’enorme spazioporto di Kourou. Su entrambi i lati, la lussureggiante vegetazione tipica della Guyana Francese, in mezzo alla quale sono posizionati qua e là edifici di servizio, grandi antenne, infrastrutture per la produzione di propellente, la preparazione e l’assemblaggio dei razzi, il controllo da remoto delle varie apparecchiature.
Vega-C è in attesa. Sulla sua cima, già incapsulato dentro l’ogiva, c’è il prezioso carico: il satellite Sentinel-1C del programma di osservazione della Terra Copernicus dell’Unione Europea. Alle 18.20 locali, le 22.20 italiane, secondo i piani accenderà i motori e lo porterà in orbita.
In tutta la base si lavora a pieno regime per rispettare i tempi. Le ore che precedono la partenza sono costellate di controlli, riunioni, verifiche minuziose. Tutti nel loro ambito danno un apporto fondamentale: dall’Agenzia Spaziale Europea che gestisce la missione ad Arianespace che dirige lo spazioporto, da Avio che a Colleferro vicino a Roma costruisce gran parte del razzo fino a Thales Alenia Space che nel suo stabilimento romano ha messo dato il contributo principale alla realizzazione del satellite.
A dimostrazione dell’importanza della missione, a Kourou sono arrivati i vertici dell’ESA a partire dal direttore generale Josef Aschbacher, ma anche il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Teodoro Valente, il direttore della Navigazione Satellitare e dell’Osservazione della Terra della Commissione Europea Christoph Kautz, i principali dirigenti delle aziende private coinvolte.
Il valore di questo lancio è duplice. Da una parte c’è un satellite ad alta tecnologia, che arricchirà la famiglia delle sentinelle di Copernicus inviando immagini radar del pianeta sia di giorno sia di notte e anche in presenza di nubi. Possibili applicazioni: controllo del traffico marittimo, supporto alla Protezione Civile, monitoraggio del territorio e degli effetti dei cambiamenti climatici. Dall’altra c’è un lanciatore, Vega-C, che tornerà a volare dopo due anni di stop. Nel dicembre 2022 fallì una missione per un problema tecnico al secondo stadio. Accurate analisi e vari test hanno lo hanno riportato sulla rampa di lancio. Per chiudere definitivamente quel capitolo e restituire maggiore autonomia all’Europa nell’accesso allo spazio, adesso manca solo l’ultimo passo.
Ha spiccato il volo, dopo aver “digerito” un contenitore di cartone con la scritta Amazon, ed ha inaugurato – forse – un nuovo futuro, per le consegne in Italia ma nell’auspicio della compagnia, anche verso la mobilità e l’innovazione tecnologica. I droni per le consegne di Amazon in Italia stanno per diventare realtà: successo per il primo test ieri, in Abruzzo. Hanno volato per la prima volta nei cieli italiani il 4 dicembre 2024 nell’area di San Salvo, in provincia di Chieti. Lo annuncia la società che spiega aver svolto con successo il primo test per le consegne e di continuare a collaborare con le autorità italiane per soddisfare tutti i requisiti necessari al lancio del servizio il prossimo anno.
Amazon completa con successo il primo volo di prova per le consegne con i droni (amazon)
Il prossimo anno l’inizio del servizio di consegna con droni in Italia
Il test di volo, è stato effettuato sulla base dell’autorizzazione operativa rilasciata da Enac. L’azienda continua a collaborare con le autorità italiane per soddisfare tutti i requisiti necessari al lancio del servizio il prossimo anno.
Il nuovo drone MK-30: come funziona
Il volo di prova è stato realizzato con il nuovo drone MK-30, il sistema altamente automatizzato di droni che utilizza il programma di computer vision Amazon, all’avanguardia nel settore. Questo – racconta Amazon in un comunicato – permette ai droni di “spostarsi in sicurezza lontano dagli ostacoli, garantendo l’incolumità di persone, animali e proprietà, e contribuendo a mantenere separati i droni Amazon dagli altri velivoli presenti nell’area operativa”. Questo nelle intenzioni della società americana.
Il test è stato svolto grazie all’autorizzazione e ai processi di certificazione posti in essere da Enac in coordinamento con Enav.
Test di consegna pacchi con un drone (Getty)
La presentazione del drone MK 30 a Seattle, nel 2023
Lo scorso ottobre, nel 2023, a Seattle, l’anteprima mondiale del progetto di consegna con i droni, per la prima volta fuori dagli Stati Uniti, dove era stato già sperimentato.
Nelle immagini, il drone che è stato poi utilizzato ieri in Italia, il MK 30, che “porterà pacchi per 2,500 kg e potrà percorrere una distanza di 12 km dal punto di partenza”.
Amazon in Italia (ANSA)
L’impegno della compagnia sulla sicurezza
Amazon si impegna a mantenere una collaborazione stretta con le autorità di regolamentazione e le comunità locali al fine di creare un servizio di consegna sicuro e affidabile. Il volo di prova fa parte di questo processo volto a garantire che vengano soddisfatti tutti i requisiti per l’avvio del servizio commerciale nel 2025. “Il servizio verrà avviato solo una volta ottenute tutte le autorizzazioni necessarie”. Così la compagnia fondata da Bezos, in un comunicato.
Drone in decollo con una scatola di Amazon (Getty)
Presidente regione Abruzzo: “Grande orgoglio e soddisfazione”
“Abbiamo fortemente creduto nella valenza dell’insediamento Amazon di San Salvo. Abbiamo constatato di persona lo sviluppo economico che ha saputo apportare al territorio. Essere adesso il primo centro al di fuori degli Stati Uniti ad implementare la consegna tramite droni dimostra che la logistica in Abruzzo si trasforma in un luogo da cui si potrà solo imparare e copiare. Il forte incremento occupazionale, la rivitalizzazione di un’area industriale che aveva bisogno di un forte impulso faranno sicuramente da traino per il futuro dell’economia della nostra regione”, ha dichiarato Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo.
“Ci riempie di grande orgoglio e soddisfazione che la nostra città abbia ricevuto l’opportunità di essere la culla di questo progetto all’avanguardia”.
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