Siamo diventati tutti stupidi? Tutta colpa del politicamente corretto

Siamo diventati tutti stupidi? Tutta colpa del politicamente corretto

Che siamo diventati tutti stupidi non oseremo dirlo. Sarebbe il colmo del politicamente scorretto. Diremo allora che, negli ultimi decenni, il principale vettore dell’intelligenza – un pensiero critico basato su un sapere solido, aperto e antidogmatico – è diventato merce sempre più rara tra i cittadini delle nostre società industrializzate, persino tra coloro che hanno conseguito una laurea.

Il filosofo ed epistemologo italiano Armando Massarenti a Fano ha approfondito il tema, partendo dal suo ultimo libro “Come siamo diventati stupidi. Una immodesta proposta per tornare intelligenti”.  E se fosse proprio il “politicamente corretto”, con i suoi annessi e connessi, ad aver contribuito a offuscare la nostra intelligenza? Insieme a Internet è tra i principali sospettati. Dal 2004 si è verificata un’inversione di tendenza, dopo un secolo di ascesa, del celebre «effetto Flynn» che misura l’intelligenza. Che cosa è successo? Mentre in rete si accentuano polarizzazione, tribalismo e esibizionismo morale, nelle università americane, con riverberi su quelle nostrane, censori di destra e di sinistra si contendono il terreno. A farne le spese è ciò che di più prezioso ci ha regalato la civiltà: il liberalismo politico e la capacità di elaborare un pensiero autonomo. Lo ha intervistato Giorgio Santelli

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Una tempesta magnetica colpisce la Terra. Scienziati: grado G4 “molto forte”

Una tempesta magnetica colpisce la Terra. Scienziati: grado G4 “molto forte”

Scienziati russi hanno registrato un forte disturbo nel campo magnetico terrestre. 

Secondo quanto riferito dall’agenzia Tass, il centro di monitoraggio della meteorologia spaziale dell’Istituto di geofisica applicata ha rilevato un grado di disturbo di livello G4, pari a “molto forte” sulla scala di monitoraggio a cinque indicatori, dove G5 è “estremamente forte” e G1 è “debole”.

In precedenza, il centro aveva riferito che il livello di potenza della tempesta magnetica era “forte”. 

Agli inizi di maggio è stata osservata la tempesta magnetica più lunga e più forte sulla Terra dal 2003, che nella notte dell’11 maggio ha raggiunto un livello di potenza estremo di G5. Nell’ottobre 2003 quelle che furono chiamate “le tempeste di Halloween” causarono interruzioni di corrente in Svezia e danni ai trasformatori in Sud Africa. 

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Etna, la spettacolare attività della Voragine: la colata lavica si versa a cascata nella Bocca Nuova

Etna, la spettacolare attività della Voragine: la colata lavica si versa a cascata nella Bocca Nuova

Si intensifica ulteriormente l’attività eruttiva al cratere centrale dell’Etna, detto anche Voragine. Da qui fuoriesce una colata lavica che si versa “a cascata” dentro l’altro cratere sommitale Bocca Nuova. L’attività stromboliana da due bocche sul nuovo cono si è progressivamente intensificata, permettendo al cono di crescere molto rapidamente.

L’Etna e lo Stromboli sono i vulcani più esplosivi per la composizione del magma

I vulcani Stromboli ed Etna possono eruttare in modo più esplosivo a causa di minime variazioni nella composizione chimica del loro magma. Lo rivela lo studio “Magma titanium and iron contents dictate crystallization time scales and rheological behaviour in basaltic volcanic systems” pubblicato sulla rivista Nature communications earth & environment e condotto da un team multidisciplinare di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), dell’università Roma Tre e del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

“Le concentrazioni di elementi chimici come titanio e ferro influenzano il comportamento del vulcano”, spiega Fabrizio Di Fiore, ricercatore Ingv e primo autore dello studio. “Queste variazioni chimiche – aggiunge – determinano la formazione di cristalli nel magma che ne aumentano la viscosità e la capacità di intrappolare le bolle di gas. Se le bolle non riescono a sfuggire, si accumulano nel vulcano aumentando la pressione e favorendo eruzioni esplosive”.

“Il nostro studio rappresenta un passo avanti nella comprensione del trasporto del magma, che determina lo stile eruttivo – spiega Alessandro Vona, vulcanologo dell’università  Roma Tre – i magmi basaltici, come quelli di Etna e Stromboli, tendono a produrre eruzioni effusive, ma la nostra ricerca spiega perché si verificano eventi esplosivi”.

“L’interazione tra vulcanologia e scienza dei materiali -sottolinea Danilo Di Genova, ricercatore dell’Istituto di scienza, tecnologia e sostenibilità per lo sviluppo dei materiali ceramici del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Issmc) –  ha permesso di evidenziare che anche piccole variazioni nella concentrazione di ferro e titanio del magma possono influenzare il comportamento dei vulcani. Questo perché alcuni magmi riescono a solubilizzare con grande efficacia questi due elementi, mentre altri magmi tendono a espellerli rapidamente sotto forma di cristalli”.

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Ariane 6, il razzo attento all’ambiente

Ariane 6, il razzo attento all’ambiente

KOUROU (GUYANA FRANCESE) – Un razzo spaziale brucia in pochi minuti centinaia di tonnellate di propellente e, pur essendo necessario, non è certo un mezzo di trasporto a impatto zero sull’ambiente. Nuove soluzioni tecnologiche consentono però di ridurre l’inquinamento e il consumo di energia in molte delle fasi che compongono le missioni spaziali. Per il suo nuovo lanciatore Ariane 6, che sta per debuttare a Kourou in Guyana Francese, l’Agenzia Spaziale Europea sta mettendo in campo una serie di interventi originali e spesso inediti.

Il primo riguarda il trasporto delle componenti del razzo dall’Europa al Sud America. La traversata dell’Atlantico avviene infatti con la nave Canopée, il primo cargo con propulsione ibrida. L’imbarcazione dispone di vele high-tech, che vengono usate in aggiunta ai motori. Sfruttando la forza del vento si possono ridurre i consumi.

La rampa dispone poi di un sistema di riciclo dell’acqua, usata in grandi quantità per abbattere il rumore e raffreddare le strutture in occasione dei lanci. Il sistema è in grado di recuperarne molte tonnellate, che possono essere poi riutilizzate la volta successiva. Nella costruzione si è inoltre cercato di ridurre il più possibile le emissioni, mentre la posizione è stata scelta tenendo anche in considerazione la necessità di non disturbare le specie protette che vivono nell’area dello spazioporto.

Il progetto Hyguane, che oltre all’ESA vede coinvolta l’agenzia spaziale francese CNES, riguarda invece la produzione dell’idrogeno liquido e dell’ossigeno che fanno da propellente per lo stadio principale e per lo stadio superiore di Ariane 6. L’obiettivo è usare l’energia solare per produrre l’idrogeno con l’idrolisi dell’acqua. Secondo le stime, in questo modo si potrebbero abbattere di cinque volte le emissioni di anidride carbonica durante il processo.

Infine, nello sviluppo di Ariane 6 si è prestata attenzione anche alla necessità di limitare un’altra forma di inquinamento: quella dell’orbita terrestre. L’ultimo stadio ha un motore in grado di riaccendersi fino a quattro volte. Dopo aver rilasciato il carico da portare in orbita, questo consente di effettuare un’accensione per rientrare in modo controllato nell’atmosfera, evitando ogni rischio e potenziali collisioni con satelliti o detriti spaziali.

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Questo muschio è in grado di sopravvivere su Marte: sarà la base per la vita sul Pianeta rosso?

Questo muschio è in grado di sopravvivere su Marte: sarà la base per la vita sul Pianeta rosso?

Un gruppo di scienziati dello Xinjiang Institute of Ecology and Geography dell’Accademia cinese delle Scienze ha identificato un muschio del deserto, la Syntrichia caninervis, in grado di resistere a condizioni simili a quelle di Marte, tra cui siccità, alti livelli di radiazioni e freddo estremo.

In uno studio pubblicato sulla rivista The Innovation, i ricercatori scrivono che questo “super muschio” ha saputo riprendersi rapidamente da una disidratazione pressoché completa.

La pianta, che sulla Terra cresce in Tibet, nel deserto californiano, in Medio Oriente e nelle regioni polari, è stata capace di rigenerarsi dopo aver trascorso anche cinque anni a -80 gradi, fino a 30 giorni a -196 gradi, e dopo l’esposizione ai raggi gamma, con dosi di circa 500Gy.

Il team ha quindi progettato un ambiente che imita quello marziano, con pressioni, temperature, gas e radiazioni UV simili. In queste condizioni, il muschio non solo è sopravvissuto ma ha ripreso a crescere in modo del tutto normale.

La resilienza di questa pianta potrebbe essere il primo tassello per la creazione di un ecosistema adatto alla vita umana sul Pianeta rosso e la base per il sostentamento di future colonie?

La Syntrichia caninervis potrebbe servire “alla produzione di ossigeno, a catturare il carbonio e alla fertilità del suolo”, si legge nello studio, pubblicato il 1° luglio.

Il “super muschio”, sostengono gli scienziati cinesi,  può contribuire “a guidare i processi atmosferici, geologici ed ecologici necessari per altre piante superiori e per gli animali, facilitando al contempo la creazione di nuovi ambienti abitabili e favorevoli all’insediamento umano a lungo termine”.

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Guyana Francese, si avvicina il debutto di Ariane 6

Guyana Francese, si avvicina il debutto di Ariane 6

KOUROU (GUYANA FRANCESE) – “VA262”, cioè Volo Ariane numero 262. Nello spazioporto di Kourou, in Guyana Francese, è la sigla più utilizzata del momento. In questo angolo di Francia sulla costa atlantica del Sud America si sta per scrivere il nuovo capitolo di una storia iniziata il 24 dicembre 1979, quella dei lanciatori Ariane. Stavolta l’appuntamento è particolarmente importante: il debutto della nuova versione Ariane 6, il razzo più potente mai costruito dall’Europa.

Lui, il protagonista, è già in attesa di spiccare il volo sulla rampa di lancio, anch’essa nuova di zecca. È stato superato positivamente anche uno degli ultimi e più importanti momenti in cui si fa il punto sui preparativi, cioè la Launch Readiness Review. L’accensione dei motori è in programma martedì, con una finestra di lancio di quattro ore che si aprirà alle ore 21 italiane. La partenza sarà mostrata in diretta su RaiNews24.

Per arrivare sin qui sono serviti moltissimi anni di sviluppo e test. Più del previsto, a dirla tutta, dato che inizialmente il lancio inaugurale era stato pianificato per il 2020. Finalmente però è tutto pronto. Al progetto, coordinato dall’Agenzia Spaziale Europea, hanno preso parte 13 paesi europei, con ArianeGroup come prime contractor industriale e un ruolo importante anche da parte dell’italiana Avio.

La prima missione ha come obiettivo principale testare il lanciatore ma porterà comunque in orbita dei piccoli satelliti e alcuni esperimenti. Ariane 6 partirà nella configurazione con due booster laterali e un’altezza di 56 metri, ma in futuro potrà volare anche con quattro booster laterali e un’ogiva più grande che porterà l’altezza a 62 metri.

Assemblato in orizzontale, è più economico da produrre rispetto alla precedente versione Ariane 5 e più rapido da preparare. Secondo le stime, a regime si potrebbe arrivare a un ritmo di undici lanci all’anno. Sarà in grado di supportare praticamente ogni genere di missione, dal posizionamento di satelliti in orbita terrestre ai lanci verso la Luna, fino ai viaggi delle sonde verso i confini del Sistema Solare.

Fra i primi e più importanti clienti al momento c’è Amazon. Il colosso statunitense ha già prenotato 18 lanci per la sua nuova costellazione satellitare Kuiper, che fornirà connessioni a internet e farà concorrenza a Starlink della SpaceX di Elon Musk.

Per l’Europa, l’entrata in servizio del nuovo lanciatore è di enorme importanza strategica. Ariane 6 è infatti un tassello fondamentale per assicurare al Vecchio Continente la possibilità di accedere allo spazio in modo autonomo, senza dipendere dalla disponibilità e dalle priorità di altri paesi. La questione si è fatta particolarmente sentire proprio a causa dei ritardi accumulati dal programma. Lo scorso anno è andato in pensione il vecchio e glorioso Ariane 5 e, in mancanza di razzi disponibili per partire da Kourou, diverse missioni europee sono state dirottate negli Stati Uniti e hanno volato con SpaceX, che in questo momento è il leader mondiale del settore. Se martedì andrà tutto come previsto, entro la fine dell’anno ci sarà il lancio di un satellite francese. Nel 2025 si effettueranno sei lanci e nel 2026 ne sono previsti altri otto.

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