Topi con visori VR, così scienziati Usa ne studiano il cervello per la ricerca sull’Alzheimer

Topi con visori VR, così scienziati Usa ne studiano il cervello per la ricerca sull’Alzheimer

Un visore VR in miniatura, sviluppato dai ricercatori della Cornell University di New York e applicato a topi di laboratorio, potrebbe aiutare a capire come il cervello si orienta e controlla le funzioni della memoria, fornendo agli scienziati nuove conoscenze su malattie come l’Alzheimer e i suoi potenziali trattamenti.

Almeno questo è l’auspicio di Matthew Isaacson, uno degli autori dello studio, che ha spiegato alla Reuters modalità e scopo dell’applicazione. Il dispositivo mette i roditori, posizionati su un tapis roulant, di fronte a una serie di stimoli, ostacoli e potenziali minacce mentre gli studiosi osservano la loro attività cerebrale.

Isaacson ha deciso di progettare un set VR immersivo a misura di topo mentre cercava di studiare gli effetti di un trattamento per l’Alzheimer che aumenta il flusso sanguigno nei piccoli capillari del cervello e che ha dimostrato di migliorare la funzione della memoria nei topi: “Per studiare l’azione di questo trattamento, dobbiamo usare un microscopio molto potente e fissare la testa di un topo malato di Alzheimer sotto il microscopio”, ha detto Isaacson, “Quando è fissato alla testa, ovviamente l’animale non può muoversi, ma è qui che entra in gioco il visore che permette all’animale di muoversi in un ambiente virtuale”.

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New Glenn di Blue Origin decolla da Cape Canaveral: il conto alla rovescia

New Glenn di Blue Origin decolla da Cape Canaveral: il conto alla rovescia

Blue Origin di Jeff Bezos ha lanciato in orbita il suo nuovo razzo New Glenn per il primo test di volo. Il razzo prende il nome dall’astronauta John Glenn, il primo statunitense a essere entrato in orbita intorno alla Terra.

Il lancio è avvenuto con successo, tuttavia Blue Origin non è riuscita a far atterrare dopo pochi minuti il booster, che sarebbe dovuto arrivare su una piattaforma di atterraggio nell’oceano per potere essere riutilizzato. 

Il decollo è avvenuto da Cape Canaveral, in Florida, dalla stessa piattaforma utilizzata per lanciare le navicelle Mariner e Pioneer della Nasa mezzo secolo fa.

Realizzato da anni e finanziato dal fondatore di Amazon Jeff Bezos, il razzo, che misura 98 metri, trasporta una piattaforma sperimentale progettata per ospitare satelliti o rilasciarli in orbita. La missione dovrebbe durare in totale 6 ore.

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Blue Origin lancia con successo il razzo orbitale New Glenn, Musk si congratula con Bezos

Blue Origin lancia con successo il razzo orbitale New Glenn, Musk si congratula con Bezos

Orbita raggiunta al primo tentativo per New Glenn, razzo della compagnia spaziale Blue Origin fondata dal miliardario Jeff Bezos.

Il decollo, rinviato più volte, è stato trasmesso in diretta e rappresenta una tappa significativa nella sfida con SpaceX di Elon Musk. 

New Glenn è partito dalla base di Cape Canaveral in Florida alle 2.03 ora locale. Applausi sono esplosi nella sala controllo quando i tecnici del lancio hanno dichiarato che lo stadio superiore del vettore era entrato ufficialmente in orbita.

Il primo stadio del razzo, tuttavia, non è riuscito ad atterrare sulla piattaforma nell’oceano “Jacklyn”, come era stato programmato.

L’atterraggio “è incredibilmente difficile da realizzare, soprattutto la prima volta che lo si prova, e potremmo anche dire che siamo un po’ pazzi a provarci al primo volo, ma i dati della missione che otteniamo volando sono incredibilmente preziosi”, ha affermato Ariane Cornell, vicepresidente dei sistemi spaziali di Blue Origin.

Il secondo stadio ha portato in orbita la piattaforma BlueRing, progettata per trasportare più satelliti fino a un carico di tre tonnellate, per rilasciarli su orbite diverse.

“Il nostro obiettivo principale oggi era raggiungere l’orbita in sicurezza. Tutto ciò che va oltre è un bonus”, ha aggiunto in seguito Cornell.

Il lancio era inizialmente previsto per il 14 gennaio, ma la società lo ha annullato per problemi tecnici. 

Alto 98 metri e con un diametro di sette, New Glenn è destinato a portare in orbita carichi commerciali e rientrare a Terra per essere riutilizzato.

Musk si congratula con Bezos

Il capo di SpaceX, Elon Musk, si è congratulato con il suo rivale Jeff Bezos per il successo di questo primo volo. “Congratulazioni per aver raggiunto l’orbita al primo tentativo!” ha scritto Elon Musk sulla sua piattaforma X. 

Le due personalità della Silicon Valley hanno fondato ciascuna la propria azienda spaziale nei primi anni 2000 e competono soprattutto per accaparrarsi i ricchi contratti con la Nasa.

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Blue Origin, un problema tecnico blocca il lancio del razzo New Glenn

Blue Origin, un problema tecnico blocca il lancio del razzo New Glenn

Blue Origin, l’azienda del fondatore di Amazon Jeff Bezos, ha annullato il lancio di debutto del suo nuovo enorme razzo a causa di problemi tecnici. Il razzo New Glenn, alto 98 metri, sarebbe dovuto partire prima dell’alba di oggi, ora locale, con un prototipo di satellite dalla stazione spaziale di Cape Canaveral, in Florida. Ma i controllori al lancio hanno dovuto affrontare un problema non specificato del razzo negli ultimi minuti del conto alla rovescia e hanno esaurito il tempo a disposizione. Una volta fermato il conto alla rovescia, hanno immediatamente iniziato a scaricare tutto il carburante dal razzo. Blue Origin non ha fissato per ora una nuova data di lancio, affermando che il team aveva bisogno di più tempo per risolvere il problema.

 Il volo di prova era già stato ritardato dal mare mosso che aveva messo a rischio il piano dell’azienda di far atterrare il booster del primo stadio su una piattaforma galleggiante nell’Atlantico. Il New Glenn prende il nome dal primo americano ad aver orbitato intorno alla Terra, John Glenn. È cinque volte più alto del razzo New Shepard di Blue Origin, che trasporta clienti paganti dal Texa ai confini dello spazio. Bezos ha fondato l’azienda 25 anni fa. Ha partecipato al conto alla rovescia di oggi dal Controllo Missione, situato nella fabbrica di razzi appena fuori dai cancelli del Kennedy Space Center della Nasa, a circa 80 chilometri a est di Orlando, in Florida.

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Tutte le meraviglie tecnologiche presentate al Ces di Las Vegas

Tutte le meraviglie tecnologiche presentate al Ces di Las Vegas

A Las Vegas ha chiuso le porte l’edizione 2025 del Ces (Consumer electronics show) che anche quest’anno si è confermato l’evento dedicato alla tecnologia di consumo più rilevante al mondo. Il bilancio finale registra 141.000 partecipanti, di cui il 40% internazionali provenienti da oltre 150 paesi, regioni e territori, 6.000 fra rappresentanti dei media, content creator e analisti, 4.500 espositori, con otre il 60% delle aziende Fortune 500, 1.400 startup, fra cui una importante presenza italiana.

In scena innovazioni e le tendenze tecnologiche del futuro che hanno l’ambizione di affrontare le sfide globali e di plasmare il modo in cui vivremo, ci cureremo, viaggeremo e consumeremo contenuti in futuro.

“Il Ces è il luogo in cui l’innovazione prende vita”, ha dichiarato Gary Shapiro, ceo e vicepresidente della Consumer Technology Association (CTA), proprietaria e organizzatrice del Ces. “Dalle più grandi aziende alle startup all’avanguardia, l’intero ecosistema tecnologico è presente alla fiera. Il CES è il palcoscenico per i lanci di prodotti rivoluzionari, per le collaborazioni trasformative e per i momenti d’affari che definiscono il futuro della tecnologia”.

“Dalle innovazioni rivoluzionarie che migliorano la vita alle idee trasformative che ridefiniscono le industrie, il Ces è una celebrazione dell’arte del possibile, che mostra come la tecnologia arricchisca il nostro mondo e ispiri un futuro più luminoso per tutti”, ha sottolineato Kinsey Fabrizio, presidente Cta. “L’evoluzione del Ces ha avuto un’impennata nella fiera di quest’anno, dove la creatività, la connettività e l’innovazione vengono ispirate con keynote visionari, sessioni di conferenze stimolanti e mostre sbalorditive”.
“Il Ces riafferma il suo status di maggiore evento commerciale annuale sottoposto a revisione”, ha aggiunto Fabrizio, spiegando che la fiera aderisce ai rigorosi standard di revisione stabiliti dall’Ufi, l’associazione globale dell’industria fieristica. “Non vediamo l’ora di rilasciare la conferma in primavera, perché al Cta crediamo che l’audit non sia solo una cosa piacevole, ma il gold standard per gli eventi aziendali globali”.

Appuntamento all’anno prossimo, le date sono già state annunciate: dal 6 al 10 gennaio 2026 l’innovazione da tutto il mondo è pronta per ritrovarsi sul palcoscenico di Las Vegas.

 

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